Visualizzazione post con etichetta Hanna e Barbera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hanna e Barbera. Mostra tutti i post

domenica 22 febbraio 2026

I Super Amici: il super potere dell'amicizia e dell'inclusività


Gli ultimi decenni  hanno visto il proliferare delle monumentali pellicole cinematografiche hollywoodiane da milioni di incassi che ci mostrano le gesta in sinergia di Avengers e Justice League, tutti uniti contro il cattivo di turno.

Ma molto prima del successo planetario di questi colossal di effetti speciali, quelli della mia generazione hanno potuto già guardare le avventure in cooperazione dei classici supereroi, uniti da amicizia e rispetto, per affermare il loro senso di giustizia e verità contro criminali di tutte le risme. .

Sto parlando di un cartone animato prodotto da Hanna & Barbera a partire dal 1973  che si è sviluppato attraverso numerose puntate organizzate in stagioni, ben 9, presentate con diversi originali  (Super Friends, The All New Super Friends Hour, ...) ma tutte tradotte in italiano con lo stesso titolo: I Super Amici, distinguibili per piccole variazioni nella formula dell'episodio o dei personaggi.

Personalmente lo guardavo su Teleregione Color e rimanevo rapita a guardare le azioni di Superman, Aquaman, Wonder Woman con il suo jet invisibile, Batman, Robin e altri supereroi della DC Comics specificatamente parte della Lega della Giustizia, più altri personaggi minori che fungono da spalla comica cioé Wendy, Marvin e il cane Wonderdog nella primissima stagione e Zan e Jayna (aka i gemelli Wonder Twins) con la scimmia Gleek nelle successive.

 Occasionalmente vi si uniscono anche Occhio di Falco, Flash, Plastic Man, Firestorm, Freccia verde e altri personaggi inseriti allo scopo di rendere il cartone più inclusivo e rappresentativo di fare etnie (Samurai, Black Vulcano, Apache Chief).

Dalla parte dei cattivi, soprattutto nelle prime delle 93 puntate, ci sono soventemente alieni o scienziati pazzi dai metodi discutibili ma con intenzioni non proprio perfide; successivamente, incominciano ad apparire sempre più spesso i criminali resi celebri dal fumetto, come Lex Luthor, lo Spaventapasseri, l'Enigmista, Joker, il Pinguino e Poison Ivy.

Come già detto, nella prima stagione compaiono Wendy Harris e Marvin White con il loro cane Wonderdog, due adolescenti che hanno più che altro lo scopo di avvicinare come pubblico le fasce di età più tenere. A partire dalla seconda stagione vengono sostituiti dai gemelli Wonder Twins che, contrariamente ai loro predecessori, sono dotati di poteri: sono infatti degli alieni mutaforma che, al grido di "Poteri Wonder Twins, in azione!" , possono trasformarsi, lui generalmente in forme di acqua e lei in animali.

Chiaramente ispirato ai fumetti DC dedicati alla Justice League, il cartone animato,  sebbene non spicchi per profondità e complessità o per qualità (frequente riuso delle immagini e degli sfondi), va ben oltre il contenuto del fumetto, impegnando i super eroi una vera e propria missione formativa dell'audience: infatti, vengono mostrate clip in cui i supereroi danno lezioni utili di pronto soccorso e artigianato, spiegano alcuni trucchi di magia, propongono quiz e indovinelli.

Gli episodi si ripetono in maniera molto lineare con una allerta (Trouble alert) al loro quartiere generale (La sala della giustizia) emanato dal general Wilcox o dal super elaborato elettronico e i nostri supereroi che si attivano immediatamente per fermare il pericolo e il criminale che c'è dietro usando i loro super poteri, senza colpi di scena, senza slealtà tra i comprimari, senza nessuno dei sentimenti negativi che occupano l'animo umano. Bei tempi.


La lega della giustizia
La lega della giustizia "allargata"
Wendy, Marvin e Wonderdog
I gemelli Wonder Twins e Gleek




domenica 28 dicembre 2025

Secret Squirrel, il super segretissimo agente scoiattolo


Dopo Inch High, continuiamo sullo stesso argomento, con quel genere che coniuga la parodia con il tema spionaggio. Ovviamente non sto parlando dell'Ispettore Gadget, di cui a noi nati negli anni 70 in genere importa meno di niente, ma di un altro cartone animato firmato Hanna e Barbera dal titolo originale Secret Squirrel, noto in Italia come Super Segretissimo Agente Scoiattolo. Inizialmente, questo cartone animato era accoppiato con episodi di Atom Ant, la formica atomica, per formare un unico show. S tratta di una serie animata di 26 episodi di 2 stagioni del 1966, ma trasmesso in Italia negli anni '80 principalmente sulle reti locali, il cui protagonista é un segretissimo agente scoiattolo che tira fuori dal suo cilindro...ehm..no, dal cappotto trench antiproiettile a la Dick Tracy e anche dal suo cappello Fedora, ogni genere di gadget futuristico in perfetto stile James Bond e ogni genere di arma, anche le automatiche MG. Il suo cappello Fedora, che mai rimuove se non per estrarre oggetti, ha una falda così bassa da necessitare di due buchi attraverso cui i suoi occhi gialli possano guardare.. Nell'immancabile ruolo di aiutante tipicamente imbranato c'è la talpa Morocco Mole, ovviamente occhialuta come tutte le talpe della finzion e dotata di Fez a sottolineare le origine maghrebine. L'agente scoiattolo bipede prende ordini dall'Agenzia Sneaky Service (ah ah) attraverso il suo superiore Double-Q (detto semplicemente "il capo") e suo accerrimo nemico è Yellow Pinkie (Mignolino Giallo, letteralmente) ovvia citazione del cattivo Goldfinger, celebre antagonista di James Bond (e qui, non posso non rilevare quante parodie abbia ispirato Goldfinger - si pensi a Due mafiosi contro Goldginger degli amatissimi Franco e Ciccio). Negli ultimi episodi appare anche un super esperto di crimonologia scientifica dal nome Hi-Spy. La comicità del cartone risiede, come da marchio di fabbrica Hanna e Barbera, nei giochi di parole, nel doppiaggio in genere affidato a veri attori comici, nei personaggi eccentrici. Questo cartone è stato rilanciato nel 1993, lasciando lo stile grafico pressoché intatto, al netto di una modernizzazione del tratto (figure più spigolose) ma apportando vari cambiamenti, in primis, il fatto che tutti i personaggi diventano animali: Double-Q diventa un bufalo e Yellow Pinkie (ora rinominato Goldflipper) diventa un leone marino. Vengono anche introdotti nuovi personaggi come Penny, l'assistente di Double-Q, una scoiattola e quindi interesse amoroso del super segretissimo agente e il gemello cattivo di Morocco Mole, cioè Scirocco Mole. Morocco Mole, inoltre, ora indossa gli occhiali da sole, probabilmente a causa di una maggiore consapevolezza consolidatasi negli anni relativamente ai danni delle radiazioni solari (NdA). In questa versione, lo stesso Agente Super Segretissimo è più efficiente e ha anche maggiori skills di combattimento corpo a corpo. Ecco qui i personaggi principali della versione originale.
Secret Squirrel
Morocco Mole
Double-Q/The Chief
Yellow Pinkie

Qui la sigla:



domenica 14 dicembre 2025

Inch High l'occhio privato, un pollice di arguzia

Un investigatore privato alto un pollice, questo era l'infallibile detective creato da Hanna & Barbera in questo cartone dal titolo originale Inch High Private Eye, che denota la brillante abitudine della casa di produzione di giocare con le parole e con le rime. Se Super Chicken con i suoi martini era una non molto velata parodia di un personaggio politico realmente esistente, Inch High era invece una parodia di un personaggio di fantasia, ossia l'agente 86 Maxwell Smart dello show Get Smart, superbamente interpretato da Don Adams, a sua volta già parodia di personaggi come James Bond e l'ispettor Clouseau della Pantera Rosa, protagonisti assoluti dello spionaggio sul grande schermo. Uno show creato dal Mel Brooks, quindi, dal risultato assurdamente comico e surreale garantito.

Come desumibile dal titolo, il cartone narra le avventure di un abile detective in miniatura alto appunto solo un pollice, coadiuvato dalla fdua bella assistente e nipote Lori (Laurie) , il fidanzato di quest:ultima Gator, e il loro cane un San Bernardo chiamato Cuordileone (Braveheart). Egli lavora per l'agenzia Finkerton, chiarissima storpiatura della famosa agenzia Pinkerton, molto familiare ai cultori delle storie e film sul Far West e la Guerra di Secessione americana.

Con il titolare dell'agenzia, il signor Finkerton, ha un rapporto conflittuale e infatti quest'ultima cerca sempre di interferire, infiltrandosi tra i criminali,  nelle operazionj in cui Inch Eye è coinvolto e finisce con l'arrabbiarsi con lui e chiamarlo testa di legno quando la sua coperture salta  Sogna di poterlo licenziare un giorno e trova sempre un modo per non esserte soddisfatto del brillante operato del mini investigatore. A completare il quadro dei personaggi, c'è anche la signora Finkerton. Vestito del suo immancabile trench verde, Inch Eye risolve tutti i casi grazie alla sua Hushmobile, una automobile  silenziosissima, quasi levitante, e adatta a inseguire i criminali senza farsi notare. Ma soprattutto grazie alle sue dimensioni che gli permettono di nascondersi ovunque per raccogliere indizi e questa caratteristica diventa naturalmente fonte di situazioni comiche. L'altro lato della medaglia è che le sue dimensioni lo mettono sovente in situazioni di pericolo ma alla fine, grazie ai suoi aiutanti, riesce sempre a cavarsela.

INCH HIGH
LAURIE
GATOR
CUORDILEONE
MR FINKERTON
MRS FINKERTON


mercoledì 26 gennaio 2011

Generazione Superboys


Tendo a suddividere i fruitori dei cartoni in Italia in tre generazioni: quelli che hanno conosciuto goldrake con la RAI, quelli cresciuti a pane e Bim Bum Bam e poi una terza generazione non ben identificabile, se non con una generica collocazione temporale post '90, che guardano cartoni non ben differenziati fra di loro. E' alle produzioni care alle prime due generazioni che si dedica la Fortezza, rinunciando a incursioni nel desolante panorama più recente che, comunque, in mezzo a tanti prodotti scialbi offre qualche perla come Berserk.
Correndo il rischio essere semplicista, identificherei la prima generazione con i cartoni  passati principalmente sulle TV locali, geniali e genuini quelli americani (si pensi alla produzione Hanna & Barbera), più a tinte forti quelli giapponesi, spesso maliziosi e violenti (si pensi al primo Lupin, a Bem, l'Uomo Tigre, Judo Boy...) e sempre in grado di lasciare un segno indelebile nei nostri ricordi. La seconda generazione è quella del boom, l'associo all'espansione delle reti mediaset, è quella di una nuova serie ad ogni stagione, prodotti generalmente più edulcorati ma con storie non meno appassionanti perché spesso interpretano i sogni dei bambini e li proiettano verso il loro futuro, verso quello che vorrebbero fare da grandi, nelle mille possibilità offerte dalle maghette di turno che possono trasformarsi in rockstars (Creamy), prestigiatrici (Magica Emi), ecc. oppure nei campioni degli sport più variegati.  E a proposito di sport e, in particolare a proposito di quello che nel nostro Paese è lo sport per eccellenza, si potrebbe confrontare tali generazioni attraverso i loro due cartoni calcistici più rappresentativi: Arrivano i superboys e Holly & Benji.
In questi due anime riconosco le contrapposizioni: più crudo realismo e introspezione da una parte, più sogno e magia dall'altra. Arrivano i superboys è,a mio parere, un anime con l'anima, dove i sacrifici e gli allenamenti hanno un ruolo più centrale rispetto alle partite vinte, i protagonisti hanno personalità profondamente demarcate anche con i loro egoismi e impulsività (altro che buoni sentimenti e buonismi di Holly & Co) e, nonostante i famosi tiri ovalizzanti e ad effetto di Shingo Tamai, siamo lontani dalle coreografie fini a sè stesse delle catapulte dei fratelli Derrick. Sarà che ai miei tempi si giocava per strada e Arrivano i superboys interpreta meglio il calcio vissuto ai bordi di periferia, ma io lo preferisco di gran lunga a Holly & Benji (che peraltro ha la grave pecca dei ritmi lentissimi!), facendomi identificare ancora una volta in quella che potrei definire la Generazione Superboys. A dispetto di quanto stabilirebbe l'età anagrafica.

mercoledì 11 marzo 2009

Ricordi di infanzia, passioni presenti (2^ parte)

C'era una volta un post che iniziava una carellata dei cartoni della prolifica accoppiata Hanna & Barbera che, anche più degli adorati anime giapponesi, mi hanno fatto sognare e divertire. Si parlava di Dastardly, Muttley e i loro compagni di (dis)avventure (Wacky Races, Dastardly Muttley e lo squadrone avvoltoi, The perils of Penelope Pitstop), di improbabili famiglie del futuro (The Jetsons) e del passato (The Flintstones) e, ovviamente, dei superlativi Tom & Jerry che - ne sono certa- li guardano anche sui sistemi solari più remoti se è vero che c'è altra vita nella galassia.
I titoli citati sono sufficienti a fare salire la mitica coppia H&B ai piani più alti dell'olimpo dell'animazione ma se credete che il loro genio si sia fermato a quei titoli vi sbagliate di grosso. Basta solo scavare nei meandri della memoria per scovare le testimonianze di una produzione immane.
Come per esempio gli Erculoidi (The Herculoids) che hanno avuto il merito se non altro di allargare i miei orizzonti in scienze naturali facendomi venire a conoscenza di un animale chiamato triceratopo che è quello a destra fra il manipolo di eroi nell'immagine a fianco. Ambientato sul pianeta Quasar, questo anime narra le vicende di Zandor, sua moglie Tara e suo figlio Dorno impegnati - e ti pareva! - a difendere la loro terra dai tentativi di conquista messi in atto da svariati generi di creature provenienti da ogni angolo dell'universo. In questa lotta sono coadiuvati da Tundro (il triceratopo), dal drago Zok e dal gigante Igoo, nonché da Gloop e Gleep che dovrebbero essere delle amebe (non sono i figli illegittimi di Barbapapà).
Chi ricorda gli Erculoidi senz'altro ricorderà anche Space Ghost, giacché i due cartoni andavano in onda all'interno dello stesso contenitore. Space Ghost difende - non ce l'aspettavamo! - l'universo dalle forze del male, almeno questo era Space Ghost prima che Cartoon Network ne facesse, molti anni dopo, il protagonista di un talk show animato.
Forse questi titoli, seppur apprezzabili nonostante la banalità delle storie, sono un po' troppo di nicchia?
Allora si va su qualcosa di più popolare.
A chi infatti non è familiare l'esclamazione "Al lupo! Al lupo!" gridata con quella voce che è un po' un belato e scandita come una sirena di allarme?
Ma sì, fate uno sforzo e trovate nei vostri ricordi tracce di It's the wolf, le storie di un tutt'altro indifeso agnellino, Lamsby, alle prese con un lupo affamato che le prova proprie tutte per rapirlo. Dovrà vedersela non solo con la furbizia dell'agnellino, meno ingenuo di quanto ci si potrebbe aspettare, ma anche con un muscoloso e irascibile cane pastore, che richiamato dal grido "Al lupo! Al lupo!, accorre armato di bastone per tirargli il collo. Non so voi ma io guardando questo cartone ho sempre provato sincera solidarietà per il povero lupo smagrito.

E restando in tema di animali come non citare mototopo e autogatto una sorta di rivisitazione motorizzata degli inseguimenti stile Tom & Jerry: anche in questo caso, è sempre la furbizia dell'animale più piccolo (e in teoria più indifeso) a vincere sui trucchi sporchi e le diavolerie tecnologiche degli animali e, in generale degli inseguitori, più forti (e maldestri) . Che è una costante: Jerry sfugge a Tom, mototopo sfugge ad autogatto, l'agnellino Lambsy al lupo e Yankee Doodle allo squadrone avvoltoi.
E sempre per restare nell'ambito della fauna omaggiamo I Gatti di Cattanooga, un riconoscimento meritato già per la splendida colonna sonora che fa da sigla, che mostra, tra l'altro, anche i succitati It's the wolf e Mototopo e Autogatto.

E vi lascio, ma per poco, proprio con la sigla de I gatti di Cattanooga, perché la carellata dei favolosi cartoni firmati H&B, come avrebbe detto il buon Corrado, «Non finisce qui!»

lunedì 15 settembre 2008

Novità: i disegni di Deviant

Cari lettori,
da oggi un nuovo scienziato contribuirà al lavoro qui al La Fortezza della Scienze, il laboratorio dove cerchiamo di elaborare in maniera originale i nostri ricordi legati ai cartoni animati, con qualche excursus attraverso sciccherie che hanno allietato il nostro stile di vita durante quegli anni.
Ladies and Gentlemen, è con grande onore che vi presento Deviant, all'anagrafe Domenico, che ci ha messo a disposizione le sue qualità nel disegno per avere mensilmente uno dei nostri eroi dei cartoni animati tradotto dalla sua mano artistica.
Nella sidebar a destra infatti, trovate il disegno che abbiamo scelto per il mese di ottobre che, quando a novembre sarà sostituito da un nuovo disegno, andrà ad arricchire la nostra galleria di immagini su Picasa.
Nel menù orizzontale sotto l'intestazione è presente una nuova cartella dove trovate le informazioni inerenti questo nuovo amico e altri suoi disegni (che trovate comunque sul suo sito e sul suo blog) non proprio pertinenti il tema di questo sito ma che valeva la pena mostrarvi:
1) le vignette perché sono molto simpatiche e il suo protagonista, Juppo, incarna la nostra generazione;
2) i supereroi da lui inventati, gli imbecibili, ispirati un po' ai supereoi Marvel, un po' a Gli Impossibili di Hanna & Barbera, testimoniano una grande fantasia e spirito di osservazione.
Non è infatti facile inventare un nuovo personaggio. Per esempio io, un giorno che non avevo un Kaiser da fare, volevo scimmiottare Leo Ortolani e disegnare un nuovo (anti)personaggio, una specie di Batman obeso, che avrei chiamato Fatman.
Me la cavo nel disegno, ma solo nel riprodurre (chissà se la mia riproduzione in chiaro-scuro, con la matita sanguigna, del particolare del volto della più famosa Pietà di Michelangelo domina ancora la parete del liceo che ho frequentato…). Per inventare ci vuole molto più che un discreto senso delle proporzioni: ci vuole l'estro, il talento. Infatti, ho lasciato perdere. Ora chi ce l'ha mi copi l'idea.

I siti di Deviant sono:

http://chimeradcenere.deviantart.com/

http://chimeradcenere.splinder.com/

lunedì 23 giugno 2008

Heidi compie trent'anni, l'orso Yogi cinquanta. Ma restano degli evergreen.

Abbiamo già festeggiato due anniversari importanti: i 30 anni dalla prima messa in onda, in Italia, di Goldrake, il cinquantesimo puffleanno dei mitici ometti blu e i 25 anni dalla creazione del personaggio Kenshiro.
Ma non ci siamo dimenticati, cari fans di Heidi (e lo sappiamo bene che tra di voi ci sono tanti maschietti), che la bambina dalle gote dipinte di rosso vivo compie, come il robot alieno, 30 anni di presenza nei palinsesti televisivi nazionali. Ben sei lustri, nonostante i quali l’anime continua ad esser ritrasmesso con successo, a dimostrazione della sua essenza sempreverde. Insomma, la bambina, creata dalla fantasia dell’autrice svizzera Johanna Spyri, compie 30 anni ma non li dimostra affatto e non ha ancora stancato il pubblico con le sue capriole, la gioiosa esuberanza, le-caprette-che-fanno-ciao e la sua fissa per i pascoli, le “sue” montagne, le erbe per fiocco di neve, gli stambecchi che saltellano tra i dirupi, il latte bevuto direttamente dalle mammelle delle sue capre.
Inutile riportare la trama, tutti conosceranno le sue vicende nella cornice fresca, pura e incontaminata delle Alpi Svizzere prima, in quella grigia e austera di Francoforte poi, e, infine, di nuovo lassù, in quella baita all’ombra del grande abete, con gli uccellini e l’acqua gelata, con Peter e, soprattutto, il NONNO.
E a proposito di ORSI c’è un compleanno molto speciale: quello di Yogi che compie mezzo secolo.
E pensare che è nato (1958), dalla fantasia incredibilmente fervida di Hanna & Barbera, come personaggio secondario del Braccobaldo Show, incentrato attorno alla figura di un’altra creatura Hanna & Barbera, per l’appunto Braccobaldo Bau (Huckleberry Hound). Ma la simpatia premia e in breve tempo Yogi è diventato una celebrità tale da meritare diverse serie TV e persino un film per il grande schermo (Hey there, it's Yogi bear!).
Yogi è stato ispirato ad un personaggio vivente, peculiarità, questa, anche di altri personaggi creati dalla mitica coppia. In particolare è ispirato a Art Carney della serie TV The Honeymooners anche se il nome, Yogi Bear, fa riferimento al campione del baseball Yogi Berra. Yogi è infatti ben caratterizzato con, come marcia in più, l’intonazione di voce particolarissima, resa molto bene da noi dal doppiatore Francesco Mulé.
E’ superfluo postare una clip delle avventure di Yogi, Bubu e l’irritabile ranger Smith, tale è la loro popolarità.
Meglio dare la parola ad Homer de I Simpson – del resto, anche la sua natura sembra orsina e la voce ricorda molto quella di Yogi - in una sua magistrale interpretazione (tratta dalla puntata When you dish upon a star) del vecchio-sempre-giovane-ladro-di-cestini-da-picnic, affiancato da Bart nel ruolo di Bubu e il pudico Ned Flenders nel ruolo del ranger Smith.

martedì 1 aprile 2008

Grandi risate con lo squadrone avvoltoi


La visione del cofanetto contenente tutte le puntate a cui mi sto dedicando, mi ha fatto venire la voglia di scrivere un intero post tutto dedicato a Dastardly e Muttley alle prese con il piccione viaggiatore Yankee Doodle.
Ne saranno contenti tutti coloro che giungono a questo blog, usando come chiave di ricerca la combinazione “Muttley medaglia medaglia medaglia” che, dalle statistiche di cui disponiamo, risulta essere, insieme a “trama di Georgie”, quella di gran lunga più usata.
Dastardly, Muttley e lo squadrone avvoltoi (Dastardly, Muttley in their flying machines) è nato dalla geniale mente di Hanna & Barbera come spin-off del mitico Wacky Races, le corse più pazze del mondo. Questa volta il diabolico Dastardly e l’infedele cane Muttley, a bordo di stravaganti velivoli prima-guerra-mondiale-style, devono acciuffare il piccione viaggiatore Yankee Doodle per impedirgli di fare arrivare a destinazione un importante messaggio militare, che potrebbe decidere le sorti della guerra (probabilmente il riferimento è alla guerra di secessione americana: yankee doodle dovrebbe essere al servizio dell’esercito nordista e lo squadrone avvoltoi di quello sudista).
Ad accompagnarli in queste fallimentari imprese, Klunk e Zilly, due personaggi davvero ben riusciti, che danno una marcia in più alle incredibili e divertenti storie.
Klunk è l’ideatore e il costruttore delle singolari trappole, applicate agli aerei, che dovrebbero portare alla cattura del piccione viaggiatore: enormi guantoni da boxer, martelli giganti che battono su colossali incudini, retini cattura-farfalle, vernici che rendono invisibili…. Trucchi di una ingenuità disarmante che, probabilmente proprio per questo, sono capaci di far ridere i piccini ma anche i grandi. Klunk parla in maniera incomprensibile e ha una mimica facciale che fa restare basiti. Zilly è il fifone della compagnia (a volte, le sue paure saranno la causa del fallimento della missione) ed è caratterizzato da un continuo tremore che lo porta anche alla balbuzie. E’ un elemento fondamentale della squadra perché è l’unico a comprendere i discorsi di Klunk e a poter illustrare, quindi, il principio di funzionamento delle infernali trappole messe a punto da quest’ultimo.
Il personaggio di Muttley, già conosciuto in Wacky Races per il suo opportunismo e infedeltà, trova in questo spin-off la maniera di esprimersi al meglio. La sua obbedienza agli ordini di Dastardly è fondamentalmente legata alla possibilità di ricevere delle medaglie (di qui il tormentone “Medaglia, medaglia, medaglia!”), da portare, orgogliosamente, appuntate sul petto ma la ribellione è dietro l’angolo e, quando le medaglie tardano ad arrivare, sa diventare anche molto vendicativo. Approfitta dei pericoli corsi da Dastardly (“Muttley, fa qualcoooosa!!”) per spillargli nuove medaglie e, senza pudore, ride delle sue disgrazie (“Accidenti, doppio, triplo accidenti!”) mostrando l’ormai mitico ghigno beffardo. Insomma, Muttley incarna tutto ciò che in genere un vero cane non è.
C’è un ulteriore personaggio di cui lo spettatore conosce solo la particolarissima inflessione della voce: è il Generale, irascibilissimo, colui da cui è partito l’ordine di catturare il piccione viaggiatore e che, ad ogni fallimento, fa sentire la sua disapprovazione da un qualche telefono che spunta dai posti più improbabili (addirittura, dal tacco della scarpa di Dastardly!).
Ogni puntata si articola in quattro parti: la prima e l’ultima mostrano le avvincenti missioni dello squadrone avvoltoi. Tra queste due parti c’è uno spin-off nello spin-off, Magnificent Muttley, che racconta uno dei tanti sogni ad occhi aperti del pulcioso cane. A volte è Giacomino, il protagonista della favola del fagiolo magico, a volte è un cavaliere medievale senza paura impegnato a liberare la sua bella, a volte un intrepido corsaro. Tutti i sogni terminano con un Muttley, che sognando di sbaciucchiare la cagnetta dei suoi desideri, sbaciucchia la mano di Dastardly che, per punirlo, gli ritira tutte le medaglie.
Nel corso di questa parte viene spesso omaggiata la serie Wacky Races con la presenza sullo sfondo (o raffigurata in qualche quadro) della gloriosa 00 guidata da Dastardly. C’è poi una altra piccola parte, Wings Ding, costituita da brevi sketch comici.
Una serie divertentissima dove i grandissimi Hanna & Barbera superano sé stessi. Un azzeccatissimo mix di storie, personaggi, stranezze e musiche di sottofondo, con una colonna sonora “Stop that pigeon!” (avete presente lo spot di The Original Marines?) sicuramente nota anche a tanti che il cartone non l’hanno mai seguito.
Sono state realizzate 39 puntate, i cui titoli non sono stati tradotti in italiano: del resto, si tratta di giochi di parole e la traduzione non renderebbe merito alla loro genialità.
Ecco l’eccezionale sigla, cantata dallo stesso Dick Dastardly, pescata per voi da youtube.





Per ascoltare l’audio vi suggerisco di mettere in pausa il music player che trovate nella sidebar a destra.




Photo Credits: http://www.hotink.com/wacky/dastrdly/

mercoledì 28 novembre 2007

Ricordi di infanzia, passioni presenti (1^ PARTE)

Riposto un altro ricordo pubblicato tempo fa su Libera Cittadina

Chi mi conosce almeno un po’ sa bene quanto mi piacciano i cartoni animati, quanti ricordi abbia ancora dei tempi passati incollata alla TV a vedere BIM BUM BAM, i Banana Splits o The Muppet Show e come, ancora oggi, collezioni e divori i DVD dei capolavori dell’animazione giapponese e non solo. Una passione che coltivo ancor più da quando la mia strada si è incrociata con quella di Pig M, anche lui nostalgico e appassionato, che mi ha inoltre avvicinato al mondo dei fumetti che prima guardavo da più lontano.
Ricordo ancora il nostro primo incontro, lui con la maglia del grande mazinga, io con la suoneria di Daitarn III e il portachiavi col Big Shooter.
Spesso mi sono chiesta se fosse sano questo interesse per un mondo che molti attribuiscono all’infanzia. Non ho una risposta, ma se questa è una malattia ho scoperto che siamo in molti ad essere malati. Te ne accorgi alle fiere dei fumetti o ai concerti delle cover band delle sigle dei cartoni animati. Gente adulta che non ha remore a mostrare la parte ancora bambina di sé sfoggiando t-shirt e gadget ispirati alle serie cartoni che impazzavano negli anni 80, cantando a squarciagola sigle note dalla prima all’ultima parola.
I cartoni animati giapponesi, soprattutto le serie robotiche e quelle ispirate ai grandi romanzi europei (remì, anna dai capelli rossi, ecc.), hanno sempre esercitato su di me un grande fascino. Mi hanno emozionato e continuano ad emozionarmi con i loro valori e insegnamenti.
L’orfanella Candy che è sempre positiva e generosa e non si scoraggia mai di fronte alle difficoltà, il solitario capitan Harlock con i suoi silenzi e il suo grandissimo senso di giustizia, l’uomo tigre che a rischio della propria vita aiuta gli orfani di tutto il mondo tenendo la sua identità segreta, il grande mazinga che per sconfiggere il male lotta, cade e si rialza e sempre vincerà, anna dai capelli rossi che supera la tristezza del suo destino con il potere dell’immaginazione, lovely sara che sa sempre perdonare, Conan che vorrebbe un mondo più in armonia con la natura, Tetsuro di Galaxy Express che, alla ricerca dell’immortalità attraverso un nuovo corpo meccanico, si pone i grandi interrogativi sul senso della vita e dell’universo.
Ma se l’animazione giapponese mi ha dato grandi stimoli da un punto di vista emotivo e morale, coinvolgendomi nelle prime riflessioni da bambina sulla distinzione fra bene e male, i ricordi più dolci li associo a cartoni animati, spesso in forma di striscia, come la grandissima produzione di Hanna & Barbera. I trucchi più ingegnosi, le storie più fantasiose, i personaggi più strambi sono l’espressione di una Creatività con la C maiuscola. Molti li vedevo all'interno di contenitori come quello dei Banana Splits.
Tralasciando il famosissimo e geniale Tom & Jerry che ha fatto ridere intere generazioni, penso innanzitutto al perfido Dastardly con il suo cane strafottente Muttley in Wacky Races, le gare automobilistiche dove tutto è concesso. I loro sporchi trucchi sono elementari, oserei dire naif, ma hanno un non so che di irresistibile. Concepiti per danneggiare gli altri concorrenti tra cui l’avvenente Penelope Pitstop alla guida di un’auto, la Pussycat, che più che un auto è un centro estetico con le ruote e l’ombrellino parasole, finiscono per ritorcersi contro i loro ideatori, alla guida della mitica 00, tra le imprecazioni di Dastardly («Muttleyyyyyy, fa qualcosa!!», «Accidenti, doppio, triplo, accidenti!!!») e la risata beffarda del poco fedele Muttley. Le gare, a cui partecipano anche Clyde e la sua banda alla guida della Super Special Bulletproof, i fratelli Slagg con la Macigno Mobile, Pat Pending e la sua Multiuso, Red Max, l'Armata Speciale, Peter Perfect con la sua Turbo Terrific, Rufus Roughcat e la sua spaccatutto, l'insetto scoppiettante e il diabolico coupé, terminano puntulamente con l'atroce disfatta della sleale 00.Povero Dastardly, non gliene va bene una, neppure quando è alle prese con il veloce e scaltro piccione viaggiatore in Stop the pidgeon! più noto come Dastardly, Muttley e lo squadrone avvoltoi. Il loro aereo stile prima guerra mondiale viene attrezzato con dispositivi a dir poco stravaganti per catturare il piccione viaggiatore-postino (yankee doodle) e recuperare una preziosa lettera che non deve arrivare a destinazione. Assolutamente esilaranti le varie puntate anche grazie alla presenza, accanto a Dastardly e Muttley, di due personaggi originalissimi (Klunk e Zilly) quanto il modo di parlare di Klunk. Ancora Penelope Pitstop la ritroviamo, questa volta come protagonista, in una serie forse meno nota The perils of Penelope Pitstop dove la bella e vanitosa ragazza, ancora inseparabile dalla sua pussycat, viene protetta dalla banda di Clyde (già vista in Wacky Races) dalle trappole tese da chi le vuole rubare la sua fortuna.


Immagini della mitica 00 con al volante Dick Dastardly e Muttley, Penelope Pitstop con la sua Pussycat, primo piano di Muttley (immagini tratte da http://www.anni80.info/)



Lo squadrone avvoltoi al completo : Dick Dastardly, Klunk, Zilly, Muttley (immagine tratta da www.answers.com)


Glissiamo sui Flintstones (o Antenati) che li conoscono pure i sampietrini e, con un salto nel futuro, passiamo direttamente ai pronipoti, i Jetsons. Ancora un menage familiare moderno a fare sorridere i telespettatori questa volta proiettato non più nella preistoria ma in un futuro in cui la cibernetica la fa da padrona.

Immagine di tutta la famiglia dei Jetsons (tratta da www.answers.com)

Ma il tempo stringe e il panorama è ancora vastissimo: ci sono i Gatti di Chattanooga, Super Chicken, Al lupo!Al lupo!, George della Jungla, Huckleberry Hound (Braccobaldo Bau), Autogatto e Mototopo, Josie and The Pussycats, La formica atomica, Magilla Gorilla, il notissimo orso Yogi, Scooby Doo, Johnny Quest, Captain Caveman, Secret Squirrel, Topcat, Pixie & Dixie,Shazzan, Willy Gator, Luca Tortuga, e, spostandoci oltre il dominio Hanna & Barbera l'indimenticabile Rocky e Bullwinkle...i Superamici....Vuol dire che dovrò nuovamente calarmi nei ricordi e scrivere per voi...