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martedì 16 giugno 2009

...Ma noi siamo ancora più vivi che mai!


Segnalazione decisamente da Fortezza questa novità libraria nata dalla penna di Omar Fantini, comico di Colorado Cafè (che in realtà non guardo molto) particolarmente affezionato alla retorica legata alla categoria degli attuali trentenni.
Si tratta di un libricino -ma neanche tanto "ino"- dall'ironico titolo "Non si esce vivi dagli anni '80", che fra il faceto ed il faceto (no, non è un errore) compie una simpatica carrellata dei fenomeni culto di quel decennio, sottolineando come essi abbiano influenzato tutti i nati fra i settanta e gli inizi degli 80.
E non si parla solo dei miti televisivi arcinoti come Arnold o La casa nella prateria, ma anche delle vere e proprie icone che hanno caratterizzato l'infanzia e l'adolescenza di quella generazione: il SuperTele, il Commodore, il crystal ball, l'Allegro Chirurgo ed anche il più universale e rappresentativo cubo di Rubik.
Mi è capitato di vedere questo libro per caso ieri, e l'ho solo sfogliato: in effetti, si tratta più di un piccolo catalogo che di un saggetto ironico, data l'abbondanza di foto e la brevità delle parti scritte. Si tratta senza dubbio però di un manifesto "bignami" della nostra generazione, scritto apparentemente con garbo e complicità e capace di strappare, se non sempre un sorriso pieno, perlomeno valanghe di preziosi ricordi.
E noi della Fortezza viviamo soprattutto di preziosi ricordi...

lunedì 20 ottobre 2008

Un post del cavolo: le Cabbage Patch

Le innumerevoli idee per aggiornare questo blog che mi frullano in testa richiedono che mi faccia una scaletta mentale che, puntualmente, viene alterata da una qualche spinta fornitami da qualche fattore contingente.
E poteva un viaggio negli USA, patria di fumetti e supereroi, terra natale di Walt Disney, sede di strabilianti negozi di giocattoli, non stravolgere la mia scaletta pre-partenza? Domanda retorica. Ed eccomi qui a ripensare alla mia meraviglia nel vedere, al mitico TOYS'R'US, una montagna di Cabbage Patch, la bambola-icona degli anni 80, l'originale che nasceva sotto il cavolo, già dotata di un nome e certificato di adozione. Ricordo che spopolò tra le bambine dell'epoca sebbene i pargoli nati all'ombra della puzzolente verdura non potessero certo paragonarsi, a bellezza, con il Ciccio Bello o che le bambole più pregiate. In compenso, si presentavano con una grande varietà di vestiti e chiome, perché ogni cabbage patch adottata doveva essere unica come ogni bambino.
Neanche a dirlo, siccome la mia vera età anagrafica è di pochi anni (ma mi spaccio per una trentaduenne per non avere problemi di accesso ad internet), proprio durante questo viaggio, me ne sono comprata una. Si chiama Mariann Lou, è nata l'8 giugno, ha i capelli biondo miele, un vestito giallo a quadrettini con una maglioncino giallo con fiori ricamati e le scarpette lavorate a maglia. E' un pezzo da collezione, in edizione limitata in occasione del 25° anniversario dalla prima commercializzazione di questa ampissima linea di bambole, che terrò gelosamente chiusa in scatola sperando che con il tempo acquisti valore.
A tale proposito ecco cosa riporta il sito ToysBlog.it:

Le bambole Cabbage Patch Kids compiono 25 anni e tentano il rilancio. Era il 1978 quando Xavier Roberts creò la prima bambola della serie. Inizialmente però le Cabbage Patch furono vendute solo in piccoli negozietti di Cleveland (in Georgia). Poi, attirarono l’attenzione dell’azienda di giocattoli Coleco.


Nel 1982 avvenne il lancio su scala nazionale e internazionale. Le bambole Cabbage Patch divennero una vera e propria mania collettiva. Nel 1985 furono protagoniste di uno show della ABC, mentre nel 1986 fu prodotta la prima Cabbage Patch parlante.


Ormai sappiamo che gli anni 80 sono stati un’epoca di passaggio per molte meteore nel mondo dei giocattoli (sì, Jem , Iridella e Teddy Ruxpin, sto parlando proprio di voi). Anche le bambole nate sotto il cavolo non furono da meno e, dopo il fallimento della Coleco, pur rimanendo in produzione sono diventate un oggetto per collezionisti.


In occasione del loro 25esimo compleanno (o del 30esimo se si considerano le primissime bambole), Play Along lancerà la serie Anniversary Cabbage Patch Kids, ovvero la riedizione delle bambole originali del 1982 (stessi abiti, stesse pettinature, stesse espressioni del viso). Volete adottare una Cabbage Patch d’annata?

Link consigliati: Sito Ufficiale Cabbage Patch Kids, Cabbage Patch Kitty

Nella foto la mia Mariann Lou

sabato 30 agosto 2008

Quando si dice "essere un cane di cantante"

Dopo una nuova full immersion nel mondo dell'anime, voglio riportarvi nel mondo reale ma sempre collocato negli esagerati anni della nostra fanciullezza, ricordandovi una vera e propria '80eria (ottanteria), ripensando alla quale mi è frullata in mente una domanda: "è per questo che è nato il modo di dire cantare come un cane o essere un cane di cantante?". Domanda che ne ha rimpiazzato una analoga sorta dopo la visione di Satiricosissimo, film del 1970 con Franco e Ciccio, nel quale uno stonatissimo Nerone si esibiva alla presenza di un pubblico che gli urlava "Cane Nero! Cane Nero! Cane Nero!". [beh, se non sorridete non è per la qualità delle mie battute riciclate ma perché non conoscete il latino!].
La '80eria in questione era il vezzo di lanciare sul mercato discografico dei veri e propri cani e, con questo, non mi riferisco a Alberto Camerini o a Cristiano Malgioglio che avrebbe fatto bene a rimanere solo un eccellente autore di testi, ma a dei cani con quattro zampe ed una coda.
Quanti di voi ricordano il Ruff Mix di Wonderdog? Pochi, pochissimi, probabilmente anche con l'aiutino: era la sigla di Colosseum, una trasmissione targata Rai.
Ma ascoltandola sono certa che molti di voi se la ricorderanno. All'epoca si infilava nelle sinapsi.

[spegnere player nella sidebar a destra!]

Ruff Mix - Wonder Dog



Un esempio di successo per quella che divenne una vera e propria tendenza anche se, naturalmente, non tutto ciò che fu prodotto conobbe la notorietà. Un caso emblematico fu quello dei The Beatle Bakers che hanno re-interpretato, o meglio, re-latrato parte del repertorio dei mitici Beatles (spero che Margy sia sveglia altrimenti si rivolterebbe nel letto), con canzoni come Ob-la-dì ob-la-dà, Love me do, She loves you. Alcune di esse contano anche la partecipazione straordinaria di guest star come galline, gatti, pecore. Se questo trashume vi ha incuriosito visitate il sito Orrore a 33 giri e per ascoltarle cliccate qui.