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domenica 4 ottobre 2026

Tom e Jerry, geniale superclassico sempreverde capolavoro d'arte


Tom & Jerry è una di quelle coppie che non hanno bisogno di presentazioni: un gatto e un topo, eterni rivali, protagonisti di inseguimenti, trappole, dispetti e situazioni completamente surreali che hanno fatto ridere generazioni di spettatori in tutto il mondo. La trama, almeno in apparenza, è semplicissima: Tom cerca in tutti i modi di catturare Jerry, mentre il piccolo topo riesce quasi sempre a sfuggirgli, trasformando ogni tentativo del gatto in un nuovo disastro. Eppure, dietro questa formula apparentemente elementare, si nasconde una delle serie animate più importanti e influenti della storia. Tom e Jerry nacquero nel 1940 dalla fantasia di William Hanna e Joseph Barbera, quando i due lavoravano alla Metro-Goldwyn-Mayer, e il primo cortometraggio si intitolava “Puss Gets the Boot”. Inizialmente i protagonisti non avevano ancora i nomi con cui li conosciamo oggi: il gatto si chiamava Jasper, mentre il topo era semplicemente indicato come un topo. Il successo fu immediato e i personaggi vennero sviluppati fino a diventare Tom e Jerry. Una delle caratteristiche più particolari della serie è che, soprattutto nei cortometraggi classici, i due protagonisti parlano pochissimo: gran parte della comicità nasce infatti dai gesti, dalle espressioni, dalla musica, dai rumori e da un ritmo incredibilmente preciso. Le loro avventure sono costruite come una vera e propria danza comica, dove ogni porta sbattuta, martello, caduta o esplosione arriva nel momento esatto per creare l'effetto desiderato. E proprio la musica ha un ruolo fondamentale: il compositore Scott Bradley realizzò colonne sonore estremamente sofisticate, mescolando jazz, musica classica e sonorità moderne per l’epoca. Grazie a questo cartone, già dalla tenera età ho iniziato ad apprezzare i brani più famosi di Chopin, Mozart, Lizt, Strauss, Rossini. E quando Tom suona il piano e si esibisce in uno dei pezzi  di musica classica classici , Tom va a premere i tasti corretti, quelli che corrispondono alla melodia e con un sincronismo perfetto. Da preadolescente che sapeva suonare la tastiera elettronica il fatto che ci fosse una perfetta corrispondenza tra l'animazione e il suono colpiva la mia attenzione in maniera speciale. Insomma, questo cartone porta a nuovo livello il concetto di "ricerca di una estrema cura nei dettagli". In questa scena vi mostro concretamente di cosa sto parlando.

 Qualche tempo fa mi sono imbattuta in una divertente scena di Tom & Jerry che viene usata per spiegare cosa è il concetto ingegneristico di Risk Assessment e come si importante tenerlo sempre aggiornati i documenti di valutazione del rischio. Questa è la scena.


Ritengo che per lo studio e l'accuratezza che ci sono dietro alla produzione di ogni singolo episodio, ccon un po' di impegno e fantasia si potrebbero individuare tantissime scene che si possono prestare a creare pillole formative come questa e in diversi campi dello scibile; comprese la fisica e l'ingegneria, i cui principi vengono largamente utilizzati da Tom quando deve creare delle sofisticate trappole per Jerry. Ma non solo nozioni, anche metafore e insegnamenti di vita.

Un’altra curiosità è che Tom e Jerry non sono sempre stati semplicemente nemici: in diverse storie si aiutano, collaborano o finiscono dalla stessa parte quando compare un problema ancora più grande. Questo contribuisce a rendere il loro rapporto molto più interessante di una semplice rivalità, perché sotto i litigi e gli inseguimenti sembra esserci una sorta di legame indissolubile. La collaborazione è orientata a salvaguardare la loro dinamica, quando è minacciata in una qualche situazione, per poter diventare nuovamente rivali e tornare a bisticciare dopo, a riprova che ciò che conta è avere un missione, quella di Tom cacciare, quella di Jerry scappare, e entrambi perderebbero lo scopo di vita se Tom riuscisse a catturare e uccidere Jerry una volta per tutte o Jerry a liberarsi del suo aggressore una volta per tutte. Motivo per cui a volte vanno ad auto sabotarsi quando sono vicini al raggiungimento dei propri obiettivi. E ditemi se questa non è una grande lezione di vita, di come sia importante il viaggio e non la meta, avere uno scopo. Proprio ieri leggevo un articolo che parlava delle teorie di un centenario ricercatore giapponese che afferma che la longevità non sia solo una questione fisica ma una questione mentale: un cervello che ritiene di dover ancora sistemare delle cose prima di passare a miglior vita riesce a tenere vivo un corpo anche provato mentre più docilmente si abbandona tra le braccia di Morfeo chi ha ottenuto tutto, chi ha già realizzato tutti i suoi scopi o ci ha definitivamente rinunciato, chi pensa di aver compiuto la sua missione.

Attorno ai due personaggi ruotano altri personaggi, a volte interessi amorosi con eventuali rivali in amore di uno dei due protagonisti, che sono quindi spesso altri topi, altri gatti, più raramente altri animali. Si tratta di personaggi che compaiono una tantum, partecipano alla trama di uno specifico episodio, e poi non si vedono mai più. Uniche eccezioni, nel senso che sono figure ricorrenti, sono la padrona umana di Tom, di cui si vedono solo le gambe che danno l'idea di una donna corpulenta, che appare di tanto in tanto per gridare il suo terrore di fronte alla presenza del topo in casa e per rimproverare Tom della sua incapacità di acchiapparlo, e Spike (a volte con figlioletto al seguito), un cane bulldog che prende le difese di Jerry e ribalta la dinamica: con lui in giro, è Tom a dover scappare e difendersi, anche perché spesso le trappole di Tom piazzate per Jerry finiscono per colpire Spike (con lo zampino del furbo Jerry) o addirittura il figlioletto di cui è super protettivo.

I cortometraggi classici ottennero anche un enorme riconoscimento internazionale e conquistarono ben sette Premi Oscar nella categoria dedicata ai cortometraggi d’animazione, un risultato straordinario che testimonia quanto la serie fosse apprezzata anche dal punto di vista artistico e tecnico. Nel corso dei decenni Tom e Jerry hanno cambiato stile, autori, produzioni e formati, arrivando in televisione, al cinema e in numerose nuove serie, ma il concetto di base è rimasto praticamente immutato: Tom vuole prendere Jerry, Jerry vuole sopravvivere e ogni piano finisce inevitabilmente nel caos. Ed è forse proprio questa semplicità a spiegare la loro longevità: non servono grandi spiegazioni, perché la comicità è universale e comprensibile a qualsiasi età. Un dettaglio curioso riguarda anche il nome “Jerry”: dopo il successo del primo cortometraggio, la MGM organizzò un concorso interno per scegliere il nome definitivo del topo e fu l’animatore John Carr a proporre proprio “Jerry”. Da allora quel piccolo topo grigio è diventato uno dei personaggi più riconoscibili dell’animazione mondiale. Tom & Jerry dimostra così che non servono dialoghi complessi o trame elaborate per creare personaggi immortali: bastano due caratteri opposti, una buona dose di fantasia, tempi comici perfetti e una rivalità destinata a non finire mai. E forse, dopo più di ottant’anni, la cosa più divertente è proprio questa: per quanto Tom ci provi, Jerry continuerà sempre a trovare un modo per scappare! 

mercoledì 28 novembre 2007

Ricordi di infanzia, passioni presenti (1^ PARTE)

Riposto un altro ricordo pubblicato tempo fa su Libera Cittadina

Chi mi conosce almeno un po’ sa bene quanto mi piacciano i cartoni animati, quanti ricordi abbia ancora dei tempi passati incollata alla TV a vedere BIM BUM BAM, i Banana Splits o The Muppet Show e come, ancora oggi, collezioni e divori i DVD dei capolavori dell’animazione giapponese e non solo. Una passione che coltivo ancor più da quando la mia strada si è incrociata con quella di Pig M, anche lui nostalgico e appassionato, che mi ha inoltre avvicinato al mondo dei fumetti che prima guardavo da più lontano.
Ricordo ancora il nostro primo incontro, lui con la maglia del grande mazinga, io con la suoneria di Daitarn III e il portachiavi col Big Shooter.
Spesso mi sono chiesta se fosse sano questo interesse per un mondo che molti attribuiscono all’infanzia. Non ho una risposta, ma se questa è una malattia ho scoperto che siamo in molti ad essere malati. Te ne accorgi alle fiere dei fumetti o ai concerti delle cover band delle sigle dei cartoni animati. Gente adulta che non ha remore a mostrare la parte ancora bambina di sé sfoggiando t-shirt e gadget ispirati alle serie cartoni che impazzavano negli anni 80, cantando a squarciagola sigle note dalla prima all’ultima parola.
I cartoni animati giapponesi, soprattutto le serie robotiche e quelle ispirate ai grandi romanzi europei (remì, anna dai capelli rossi, ecc.), hanno sempre esercitato su di me un grande fascino. Mi hanno emozionato e continuano ad emozionarmi con i loro valori e insegnamenti.
L’orfanella Candy che è sempre positiva e generosa e non si scoraggia mai di fronte alle difficoltà, il solitario capitan Harlock con i suoi silenzi e il suo grandissimo senso di giustizia, l’uomo tigre che a rischio della propria vita aiuta gli orfani di tutto il mondo tenendo la sua identità segreta, il grande mazinga che per sconfiggere il male lotta, cade e si rialza e sempre vincerà, anna dai capelli rossi che supera la tristezza del suo destino con il potere dell’immaginazione, lovely sara che sa sempre perdonare, Conan che vorrebbe un mondo più in armonia con la natura, Tetsuro di Galaxy Express che, alla ricerca dell’immortalità attraverso un nuovo corpo meccanico, si pone i grandi interrogativi sul senso della vita e dell’universo.
Ma se l’animazione giapponese mi ha dato grandi stimoli da un punto di vista emotivo e morale, coinvolgendomi nelle prime riflessioni da bambina sulla distinzione fra bene e male, i ricordi più dolci li associo a cartoni animati, spesso in forma di striscia, come la grandissima produzione di Hanna & Barbera. I trucchi più ingegnosi, le storie più fantasiose, i personaggi più strambi sono l’espressione di una Creatività con la C maiuscola. Molti li vedevo all'interno di contenitori come quello dei Banana Splits.
Tralasciando il famosissimo e geniale Tom & Jerry che ha fatto ridere intere generazioni, penso innanzitutto al perfido Dastardly con il suo cane strafottente Muttley in Wacky Races, le gare automobilistiche dove tutto è concesso. I loro sporchi trucchi sono elementari, oserei dire naif, ma hanno un non so che di irresistibile. Concepiti per danneggiare gli altri concorrenti tra cui l’avvenente Penelope Pitstop alla guida di un’auto, la Pussycat, che più che un auto è un centro estetico con le ruote e l’ombrellino parasole, finiscono per ritorcersi contro i loro ideatori, alla guida della mitica 00, tra le imprecazioni di Dastardly («Muttleyyyyyy, fa qualcosa!!», «Accidenti, doppio, triplo, accidenti!!!») e la risata beffarda del poco fedele Muttley. Le gare, a cui partecipano anche Clyde e la sua banda alla guida della Super Special Bulletproof, i fratelli Slagg con la Macigno Mobile, Pat Pending e la sua Multiuso, Red Max, l'Armata Speciale, Peter Perfect con la sua Turbo Terrific, Rufus Roughcat e la sua spaccatutto, l'insetto scoppiettante e il diabolico coupé, terminano puntulamente con l'atroce disfatta della sleale 00.Povero Dastardly, non gliene va bene una, neppure quando è alle prese con il veloce e scaltro piccione viaggiatore in Stop the pidgeon! più noto come Dastardly, Muttley e lo squadrone avvoltoi. Il loro aereo stile prima guerra mondiale viene attrezzato con dispositivi a dir poco stravaganti per catturare il piccione viaggiatore-postino (yankee doodle) e recuperare una preziosa lettera che non deve arrivare a destinazione. Assolutamente esilaranti le varie puntate anche grazie alla presenza, accanto a Dastardly e Muttley, di due personaggi originalissimi (Klunk e Zilly) quanto il modo di parlare di Klunk. Ancora Penelope Pitstop la ritroviamo, questa volta come protagonista, in una serie forse meno nota The perils of Penelope Pitstop dove la bella e vanitosa ragazza, ancora inseparabile dalla sua pussycat, viene protetta dalla banda di Clyde (già vista in Wacky Races) dalle trappole tese da chi le vuole rubare la sua fortuna.


Immagini della mitica 00 con al volante Dick Dastardly e Muttley, Penelope Pitstop con la sua Pussycat, primo piano di Muttley (immagini tratte da http://www.anni80.info/)



Lo squadrone avvoltoi al completo : Dick Dastardly, Klunk, Zilly, Muttley (immagine tratta da www.answers.com)


Glissiamo sui Flintstones (o Antenati) che li conoscono pure i sampietrini e, con un salto nel futuro, passiamo direttamente ai pronipoti, i Jetsons. Ancora un menage familiare moderno a fare sorridere i telespettatori questa volta proiettato non più nella preistoria ma in un futuro in cui la cibernetica la fa da padrona.

Immagine di tutta la famiglia dei Jetsons (tratta da www.answers.com)

Ma il tempo stringe e il panorama è ancora vastissimo: ci sono i Gatti di Chattanooga, Super Chicken, Al lupo!Al lupo!, George della Jungla, Huckleberry Hound (Braccobaldo Bau), Autogatto e Mototopo, Josie and The Pussycats, La formica atomica, Magilla Gorilla, il notissimo orso Yogi, Scooby Doo, Johnny Quest, Captain Caveman, Secret Squirrel, Topcat, Pixie & Dixie,Shazzan, Willy Gator, Luca Tortuga, e, spostandoci oltre il dominio Hanna & Barbera l'indimenticabile Rocky e Bullwinkle...i Superamici....Vuol dire che dovrò nuovamente calarmi nei ricordi e scrivere per voi...