| Ernesto Sparalesto | Babalù |
| El Kabong | Snuffles |
| Sagebrush Sal | I protagonisti dello show |
| Ernesto Sparalesto | Babalù |
| El Kabong | Snuffles |
| Sagebrush Sal | I protagonisti dello show |
| Col. Montgomery J Klaxon | Calvin Burnside | Maggie Bell Klaxon |
| Susan Culpepper | Gladys | Oliver Wendell Clutch |
Questo cartone animato, apparentemente semplice e ripetitivo, nasconde in realtà un piccolo gioiello di comicità slapstick e ritmo narrativo. Ogni episodio segue lo stesso schema narrativo, quasi come una formula matematica: tentativo del lupo → pericolo per Lambsy → allarme → intervento del cane → punizione del lupo. Questo tipo di costruzione ricorda molto altri classici dell’epoca come, tra i tanti, Tom & Jerry che non ho citato a caso, perché anche in quest'ultimo cartone il cane bulldog Spike spesso riveste il ruolo di protettore di Jerry rispetto alle aggressioni di Tom. La sua ripetitività e nelle sue analogie con i cartoni dell'epoca della stessa matrice diventano i punti di forza di questo cartone: lo spettatore anticipa ciò che accadrà e si diverte proprio nel vedere come accadrà questa volta.
Questo fa anche in modo che un tema potenzialmente violento (un predatore che vuole mangiare la sua preda), diventi comico e leggero perché non c'è mai una reale tensione, lo spettatore sa già che il lupo fallirà ancora e, alla fine, pur tifando per l'Agnellino non volendolo vedere soccombere, ha anche compassione per il povero lupo. Il personaggio del lupo può essere visto come una variante del classico “antieroe Hanna-Barbera”: non è malvagio nel senso vero del termine, ma semplicemente guidato da un bisogno (la fame) e da una testardaggine quasi comica. Così come anche Tom da la caccia a Jerry semplicemente perché la natura lo ha fatto con quell'istinto o Dastardly da la caccia a Yankee Doodle perché deve eseguire gli ordini del Generale e se ne potrebbero fare altri di esempi.
A dare valore aggiunto alla storia, il grande doppiaggio, non solo nell'originale, ma anche nella versione italiana con Elio Pandolfi nel ruolo di Agnellino, Flora Carosello nel ruolo di Mildew e Sergio Fiorentini di Bristle: parliamo di pezzi importanti della storia del cinema e del doppiaggio italiano, professionisti dalla cospicua filmografia e/o presenza sui palchi teatrali e che vantano collaborazioni di livello. In particolare, Elio Pandolfi, attore, doppiatore, ballerino, cantante e mimo, ha lavorato anche con mostri sacri come Luchino Visconti e Vittorio De Sica. Pandolfi, che è stato anche doppiatore di Stanlio, ha trasmesso ad Agnellino un piglio sveglio, ironico, vivace, falsamente ingenuo, che lo ha reso un personaggio, almeno per me, assolutamente adorabile. La scelta oculata del doppiaggio si colloca nel solco della tradizione originale di Hanna & Barbera: nelle produzioni H&B infatti i doppiatori sono scelti non solo in base al talento ma anche in base al significato simbolico: ad esempio - e lo abbiamo visto in altri post relativi al mondo H&B - se un personaggio del cartone è la parodia di un personaggio della TV o del cinema, probabilmente si sceglierà come doppiatore lo stesso attore che interpreta quel personaggio che viene caricaturizzato.
“It’s the Wolf” non è un capolavoro rivoluzionario, ma è un perfetto esempio di intrattenimento animato semplice, diretto e immediato. Un cartone che non pretende di insegnare grandi lezioni, ma che riesce comunque a strappare un sorriso grazie alla sua struttura collaudata e ai suoi personaggi iconici.
In un’epoca di animazioni sempre più complesse e stratificate, tornare a un prodotto così essenziale può essere sorprendentemente rinfrescante.
Qui i personaggi e il primo episodio:
Prendiamo ad esempio Hardy, questa Iena Ridens, di primo acchito sembra un animale antropomorfo come tanti nei cartoni, poi a un certo punto noti che non ride mai e ha sempre l'espressione costipata. Un capovolgimento degli stereotipi, una iena ridens portata alla malinconia e a un pessimismo cosmico come un Leopardi a quattro zampe. E come dargli torto, visto che poi in tutte le avventure in cui viene suo malgrado trascinato è sempre quello che ne soffre le conseguenze. E' proprio vero che un pessimista è un ottimista con l'esperienza.
Intorno ai due protagonisti ruotano altri personaggi sia animali che umani; i due protagonisti fanno parte, insieme ad altri noti personaggi H&B (Top Cat, Ernesto Sparalesto, Peter Potamus,...), de L'Allegra banda di Yoghi. Siglaaa!
Questo è Top Cat, T.C per gli amici, cartone dalla ineguagliabile fantasia e genialità di Hanna & Barbera del 1961. Già in precedenza abbiamo rilevato su questo blog come molti cartoni animati di Hanna & Barbera traggano ispirazione e presentino parodie di personaggi realmente esistenti, di generi cinematografici o di show di successo e anche questo non fa eccezione, usando un doppiaggio con gli stessi attori di cui si fa la parodia o che comunque accentui il riferimento. Infatti Top Cat si ispira a una commedia, The Phil Silver's Show, il cui protagonista è un militare, un sergente un po' mascalzone e fancazzista che vive all'interno di un fortino nel profondo Texas. Il sergente è abile a intortare con le parole le persone che inganna, compresi i suoi commilitoni che finiscono per fare il lavoro che il sergente non vuole fare ma che complessivamente sono un po' mascalzoni e fancazzisti essi stessi, aiutando il loro capo nelle sue truffe. Ovviamente, trattandosi di una commedia, parliamo di piccole truffe, trucchi ai danni del colonnello, non di grandi azioni criminali.
E così questa dinamica viene trasposta in un cartone con una banda di gatti che hanno Top Cat (in Italia doppiato anche come gatto Temistocle) come leader, la cui mente è sempre impegnata ad architettare truffe che li riscattino dalla vita nel vicolo, sfuggendo però al pedante controllo del poliziotto di quartiere, Charlie Dibble, con cui la banda instaura quel rapporto di antagonismo ma anche rispetto e solidarietà che spesso si riscontra in questo genere di cartoni animati, portando, qualche volta, all'alleanza tra le parti rivali.
Top Cat, in un post molto carino che ho trovato sul Linkedin viene descritto come uno che può insegnare cosa sia la leadership in quanto concentra su di sé tutte le caratteristiche del leader perfetto, quelle caratteristiche che lo distinguono da un semplice "boss" e che trovate elencate in miliardi di post che popolano i social network:
- fare le cose in prima persona, non limitarsi a impartire gli ordini;
- raccogliere il gruppo giusto, ognuno con il proprio ruolo e ognuno con skills complementari;
- saper delegare;
- saper spiegare la propria visione;
- dedicare tempo e ascolto;
- saper motivare;
- ambire alla crescita di tutti e lavorare per un obiettivo comune.
Come in quasi tutti i Cartoni "animali", Top Cat è un gatto antropomorfo, bipede e con vestiti ed accessori: sulla pelliccia gialla spiccano un gilet e un cappello viola tipo Panama. E anche i suoi amici sono naturalmente gatti antropomorfi, umanamente vestiti, anche se solo di un colletto o di una cravatta senza giacca e camicia. Qui sono tutti raffigurati , i maggiori protagonist; da sinistra verso destra:
- Top Cat, il top leader;
- Fancy-Fancy il Casanova del gruppo con la sua pelliccia arancione e l'elegante sciarpa bianca, quello che se la tira un po';
- Benny, con la giacca bianca, è il più saggio del gruppo, in bilico tra astuzia e ingenuità;
- Brain, il cassiere con la maglia viola, quello che dovrebbe sapere nascondere il bottino ma che finisce sempre per parlare troppo...insomma il meno sveglio del gruppo, il cui nome risulta chiaramente sarcastico;
- Choo-Choo, con la pelliccia rosa e il dolcevita bianco, l'abile giocatore di poker;
- Spook, con cravatta nera su pelliccia marrone, è l'artista del gruppo, ha sdoganato il proverbio "Nero e marrone, vero cafone".
- l'agente Dibble che, per quanto uomo retto e onesto, per qualcuno, rappresenta lo Stato, con quell'insieme di meccanismi e vincoli che rendono la stratificazione sociale piuttosto rigida, vanificando gli sforzi individuali di scalare le sue classi e ostacolando così la mobilità sociale.
P.S. Questo post è stato scritto su richiesta di Marco7154, un utente di IG, che segue la pagina social afferente questo blog.
Ed ecco la sigla
| Daigo | Mimì | Dott. Mei |
| Gantezu | Rappa | Kachinko |
| Konta | Genitori di Mimì | Madre di Lalla |
Secret Squirrel |
Morocco Mole |
Double-Q/The Chief |
Yellow Pinkie |
Questo è un ricordo a cui ho faticato ad dare
un nome. Ricordavo un re leone, con il suo ricco mantello rosso bordato di pelliccia e un animaletto
come fido assistente Ricordavo una sigla o comunque una scena
avveneristica in cui al re veniva regalato un - improbabile per l'epoca - televisore con lo schermo ultrapiatto che gli
veniva montato al soffitto così, il pigro leone, poteva guardarsi i suoi
programmi preferiti comodamente steso nel letto. Ricordavo queste immagini su
Teleregione Color, una TV locale pugliese con sede nell'attuale BAT, ma poi le
immagini di questo animaletto assistente svolazzante si confondevano con quelle
di uno svolazzante Rocky (di Rocky e Bullwinkle) e non ero più sicura che il
leone fosse un leone e non un alce.
Poi mi sono imbattuta in un'immagine della
tartaruga Touter e tutto è tornato in mente. Il re Leonardo con le sue guance
rilassate e il suo assistente(in realtà il Primo Ministro), una puzzola di
nome, Odi Colonia ("Eau de Cologne") che già la dice lunga sul
livello di infantile genialità e sull'impronta grottesca di questo divertente
cartone. Re Leonardo è il re di
Bongo-Congo, il regno che vive sulla produzione di strumenti musicali, i bonghi
per l'appunto. Il suo trono è costantemente minacciato dal fratello Itchy
("irritante", "che fa prurito"), un leone spelacchiato che
si accompagna con un brutto ceffo rappresentato come un gangster.
Ad ogni puntata, il potenziale usurpatore è
quasi sul punto di riuscire nel suo intento di spodestare re Leonardo ma il
provvidenziale intervento di Odi Colonia salva la situazione.

