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domenica 15 febbraio 2026

Don Chuck il Castoro: a lui non la si fa


Don Chuck il castoro è una serie di 26 episodi poi seguiti da altri 73 episodi del sequel "Don Chuck Story" degli anni '70, trasmessa in italia negli anni '80. Come facilmente desumibile dal titolo, l'anime ha come protagonista un castoro, Don Chuck, che vive nella foresta con il suo papà Don Aristotele che, in assenza di una figura materna, cerca di educarlo al meglio, trasferendogli insegnamenti e valori importanti che però non impediscono al figlio, dalla tempra vivace, avventurosa e un po' ribelle, di cacciarsi nei guai. Don Chuck ha come migliori amici una castora, Lalla, un orsetto, Daigo e la coniglietto Mimì che fa anche da assistente infermiera al dottore del villaggio, una capra di nome Mei. Altri personaggi sono il lupo Rappa, la volpe Konta, il procione Kachinko, non proprio malvagi, ma sicuramente furbi, imbroglioni, opportunisti e inaffidabili e perciò immancabilmente fonti di guai; insomma, Rappa e i suoi scagnozzi ricordano, per ruolo,  un po' il Gatto e la Volpe di Pinocchio. C' anche il lupo buono e saggio: Gantezu.Tutti vivono le loro giornate nella foresta Zawa Zawa nella parte delimitata dal fiume Jabu Jabu oltre il quale nessuno dovrebbe avventurarsi: si ritiene infatti che oltre il fiume la foresta sia piena di insidie. Per  Chuck e i suoi amici le giornate passano con quella energia infantile di meraviglia e scoperta che mi riporta a sensazioni familiari seppur lontane. 


Don chuck
Lalla
Don Aristotele
Daigo
Mimì
Dott. Mei

Gantezu
Rappa
Kachinko
Konta
Genitori di Mimì
Madre di Lalla

Di questo cartone mi piaceva la spensieratezza: il tema della mancanza di una madre per Chuck era trattato con relativa leggerezza e più centrali erano i temi legati all'amicizia, alla crescita, al senso di appartenenza ad una comunità operosa che si sostiene nei momenti di difficoltà e in presenza di pericoli.
Come molti cartoni animati dell'epoca e non solo  si caratterizza per il fatto che gli animali sono antropomorfi: si muovono come bipedi , ha una postura eretta come si vede anche nell'Ape Maia, Ape Magà. In più, come gli umani, utilizzano abiti e accessori e questo lo fa rientrare in un filone di cartoni a cui appartengono La banda dei ranocchi, Fantazoo, Maple Town e tanti altri, tutti più o meno incentrati sul tema della natura e della comunità che vive e si protegge a vicende all'interno del suo habitat.
Particolarmente memorabili sono le sigle cantate dal grande compianto Nico Fidenco: Don Chuck il castoro  per la prima serie e Don Chuck Story per il sequel. Le due sigle sono presenti su due differenti dischi: il primo ha Don Chuck il castoro sul lato A mentre sul lato B è presene la canzone Pierino a Quadretti; il secondo ha Don Chuck Story sul lato A mentre sul lato B è presente una canzone strumentale di Detto Mariano dal titolo Zawa Zawa che ricordo di aver sentito in qualche spot (Crackers Misura? A qualcuno risulta?).







domenica 28 dicembre 2025

Secret Squirrel, il super segretissimo agente scoiattolo


Dopo Inch High, continuiamo sullo stesso argomento, con quel genere che coniuga la parodia con il tema spionaggio. Ovviamente non sto parlando dell'Ispettore Gadget, di cui a noi nati negli anni 70 in genere importa meno di niente, ma di un altro cartone animato firmato Hanna e Barbera dal titolo originale Secret Squirrel, noto in Italia come Super Segretissimo Agente Scoiattolo. Inizialmente, questo cartone animato era accoppiato con episodi di Atom Ant, la formica atomica, per formare un unico show. S tratta di una serie animata di 26 episodi di 2 stagioni del 1966, ma trasmesso in Italia negli anni '80 principalmente sulle reti locali, il cui protagonista é un segretissimo agente scoiattolo che tira fuori dal suo cilindro...ehm..no, dal cappotto trench antiproiettile a la Dick Tracy e anche dal suo cappello Fedora, ogni genere di gadget futuristico in perfetto stile James Bond e ogni genere di arma, anche le automatiche MG. Il suo cappello Fedora, che mai rimuove se non per estrarre oggetti, ha una falda così bassa da necessitare di due buchi attraverso cui i suoi occhi gialli possano guardare.. Nell'immancabile ruolo di aiutante tipicamente imbranato c'è la talpa Morocco Mole, ovviamente occhialuta come tutte le talpe della finzion e dotata di Fez a sottolineare le origine maghrebine. L'agente scoiattolo bipede prende ordini dall'Agenzia Sneaky Service (ah ah) attraverso il suo superiore Double-Q (detto semplicemente "il capo") e suo accerrimo nemico è Yellow Pinkie (Mignolino Giallo, letteralmente) ovvia citazione del cattivo Goldfinger, celebre antagonista di James Bond (e qui, non posso non rilevare quante parodie abbia ispirato Goldfinger - si pensi a Due mafiosi contro Goldginger degli amatissimi Franco e Ciccio). Negli ultimi episodi appare anche un super esperto di crimonologia scientifica dal nome Hi-Spy. La comicità del cartone risiede, come da marchio di fabbrica Hanna e Barbera, nei giochi di parole, nel doppiaggio in genere affidato a veri attori comici, nei personaggi eccentrici. Questo cartone è stato rilanciato nel 1993, lasciando lo stile grafico pressoché intatto, al netto di una modernizzazione del tratto (figure più spigolose) ma apportando vari cambiamenti, in primis, il fatto che tutti i personaggi diventano animali: Double-Q diventa un bufalo e Yellow Pinkie (ora rinominato Goldflipper) diventa un leone marino. Vengono anche introdotti nuovi personaggi come Penny, l'assistente di Double-Q, una scoiattola e quindi interesse amoroso del super segretissimo agente e il gemello cattivo di Morocco Mole, cioè Scirocco Mole. Morocco Mole, inoltre, ora indossa gli occhiali da sole, probabilmente a causa di una maggiore consapevolezza consolidatasi negli anni relativamente ai danni delle radiazioni solari (NdA). In questa versione, lo stesso Agente Super Segretissimo è più efficiente e ha anche maggiori skills di combattimento corpo a corpo. Ecco qui i personaggi principali della versione originale.
Secret Squirrel
Morocco Mole
Double-Q/The Chief
Yellow Pinkie

Qui la sigla:



domenica 14 dicembre 2025

Inch High l'occhio privato, un pollice di arguzia

Un investigatore privato alto un pollice, questo era l'infallibile detective creato da Hanna & Barbera in questo cartone dal titolo originale Inch High Private Eye, che denota la brillante abitudine della casa di produzione di giocare con le parole e con le rime. Se Super Chicken con i suoi martini era una non molto velata parodia di un personaggio politico realmente esistente, Inch High era invece una parodia di un personaggio di fantasia, ossia l'agente 86 Maxwell Smart dello show Get Smart, superbamente interpretato da Don Adams, a sua volta già parodia di personaggi come James Bond e l'ispettor Clouseau della Pantera Rosa, protagonisti assoluti dello spionaggio sul grande schermo. Uno show creato dal Mel Brooks, quindi, dal risultato assurdamente comico e surreale garantito.

Come desumibile dal titolo, il cartone narra le avventure di un abile detective in miniatura alto appunto solo un pollice, coadiuvato dalla fdua bella assistente e nipote Lori (Laurie) , il fidanzato di quest:ultima Gator, e il loro cane un San Bernardo chiamato Cuordileone (Braveheart). Egli lavora per l'agenzia Finkerton, chiarissima storpiatura della famosa agenzia Pinkerton, molto familiare ai cultori delle storie e film sul Far West e la Guerra di Secessione americana.

Con il titolare dell'agenzia, il signor Finkerton, ha un rapporto conflittuale e infatti quest'ultima cerca sempre di interferire, infiltrandosi tra i criminali,  nelle operazionj in cui Inch Eye è coinvolto e finisce con l'arrabbiarsi con lui e chiamarlo testa di legno quando la sua coperture salta  Sogna di poterlo licenziare un giorno e trova sempre un modo per non esserte soddisfatto del brillante operato del mini investigatore. A completare il quadro dei personaggi, c'è anche la signora Finkerton. Vestito del suo immancabile trench verde, Inch Eye risolve tutti i casi grazie alla sua Hushmobile, una automobile  silenziosissima, quasi levitante, e adatta a inseguire i criminali senza farsi notare. Ma soprattutto grazie alle sue dimensioni che gli permettono di nascondersi ovunque per raccogliere indizi e questa caratteristica diventa naturalmente fonte di situazioni comiche. L'altro lato della medaglia è che le sue dimensioni lo mettono sovente in situazioni di pericolo ma alla fine, grazie ai suoi aiutanti, riesce sempre a cavarsela.

INCH HIGH
LAURIE
GATOR
CUORDILEONE
MR FINKERTON
MRS FINKERTON


mercoledì 15 ottobre 2025

Hey, papà, guarda, un pollo!

Prendo in prestito il motto di un famoso spot degli anni 80 per introdurre questo simpaticissimo cartone animato americano che diverte già dalla sigla: Super Chicken (o Super Pollo). Prodotta da Jay Ward e Bill Scott, la serie ripercorre le avventure di un aristocratico ram-POLLO (è proprio il caso di dirlo) dal nome altisonante Henry Cabot Henhouse III (con tanto di maggiordomo, Fred) che all’occorrenza si trasforma in supereroe mascherato senza macchia e paura. Non vi ricorda per caso qualcuno? Tipo una certa coppia formata da Bruce Wayne e Alfred Pennyworth (…”Fred”)? O, volendo, da Ratman e Arcibaldo seppure quella di Ortolani sia un’opera posteriore e certamente parodistica? Vestito a metà tra D’Artagnan e Zorro, con i suoi stivali Wellington e il suo infallibile fioretto si lancia con la sua Batmobile, ehm, con la sua Super Coop (automobile a forma di uovo) all’inseguimento de più infami e improbabili criminali, augurandosi sempre che non ci sia nessuno a guardare i suoi passi falsi. Fred è il maggiordomo e compagno di disavventure: vestito in maniera molto casual per essere un ingessato maggiordomo, con sneakers e maglioncino a dolcevita con la stampa “F” della sua iniziale. E’ un ossimoro vivente in quanto leone e vegetariano: qui riconosco lo stesso umorismo che sta nel chiamare una puzzola Odie Cologne e infatti i produttori sono gli stessi di The Rocky and Bullwinkle show. Dinamica classica di cartoni come questo è quella di utilizzare dei tormentoni: frasi che vengono ripetute ad ogni episodio che ne diventano il marchio di fabbrica, forse il momento più atteso nella sua rassicurante ripetitività. In questo caso, ognuna delle 17 puntate si conclude con un Fred claudicante e scombussolato a cui il nostro Super Chicken  risponde con frasi che, con parole diverse, sempre intendono “lo sapevi che questo era un lavoro pericoloso e lo hai scelto lo stesso!”. Non tutti sanno, soprattutto al di fuori degli States, che il personaggio di Henry Cabot Henhouse è una citazione e parodia del politico e diplomatico Henry Cabot Lodge Jr, da cui mutua il nome e l’appartenenza elitaria. In generale, il cartone animato si fa beffe dei Boston Brahmins esponenti della crème sociale ed economica bostoniana di discendenza puritana e del gruppo sociale WASP (White Anglo-Saxon Protestant).  E' tutto dire che si Henry Cabot si trasformasse in Super Chicken bevendo Martini! Super Chicken era trasmesso come segmento all’interno del cartone animato George della Giungla – dalla formidabile sigla – insieme a Tom Slick. Che parta la sigla!

mercoledì 21 settembre 2016

Re Leonardo e i suoi cortometraggi (The King and Odie Show)

[cartoons] Questo è un ricordo a cui ho faticato ad dare un nome. Ricordavo un re leone, con il suo ricco mantello rosso bordato di pelliccia e un animaletto come fido assistente  Ricordavo una sigla o comunque una scena avveneristica in cui al re veniva regalato un - improbabile per l'epoca -  televisore con lo schermo ultrapiatto che gli veniva montato al soffitto così, il pigro leone, poteva guardarsi i suoi programmi preferiti comodamente steso nel letto. Ricordavo queste immagini su Teleregione Color, una TV locale pugliese con sede nell'attuale BAT, ma poi le immagini di questo animaletto assistente svolazzante si confondevano con quelle di uno svolazzante Rocky (di Rocky e Bullwinkle) e non ero più sicura che il leone fosse un leone e non un alce.

Poi mi sono imbattuta in un'immagine della tartaruga Touter e tutto è tornato in mente. Il re Leonardo con le sue guance rilassate e il suo assistente(in realtà il Primo Ministro), una puzzola di nome, Odi Colonia ("Eau de Cologne") che già la dice lunga sul livello di infantile genialità e sull'impronta grottesca di questo divertente cartone. Re Leonardo  è il re di Bongo-Congo, il regno che vive sulla produzione di strumenti musicali, i bonghi per l'appunto. Il suo trono è costantemente minacciato dal fratello Itchy ("irritante", "che fa prurito"), un leone spelacchiato che si accompagna con un brutto ceffo rappresentato come un gangster.

Ad ogni puntata, il potenziale usurpatore è quasi sul punto di riuscire nel suo intento di spodestare re Leonardo ma il provvidenziale intervento di Odi Colonia salva la situazione.

Tra il mezzo episodio in cui sembra che la congiura ordita da Itchy stia per avere successo e il mezzo episodio dell'intervento risolutivo della fedele puzzola, vengono trasmessi due episodi indipendenti (con qualche sporadico cross-over):

- Le avventure della tartaruga Touter che, ad ogni episodio, chiede al paziente mago Lizard di provare l'esperienza di vivere in una certa epoca, il mago acconsente alla richiesta ma poi si vede costretto a riportarlo indietro  quando la tartaruga, puntualmente, si metterà nei guai.

- Le avventure del cacciatore (un cane segugio)  alle prese con la proverbiale furbizia di una volpe dall'"originale" nome Fox, che però, grazie più a fortunate coincidenze che alla propria abilità, riuscirà sempre a prendere e rinchiudere in prigione.

Un personaggio minore era l'elefantino Twinkles (mascotte di una marca di cereali) che appariva all'interno di una sorta di spot.

Come molte produzioni americane dell'epoca (e penso al già menzionato Rocky e Bullwinkle ma anche agli Hanna e Barbera), la grossolanità dei disegni e la ripetitività delle trame, nulla tolgono (semmai aggiungono) al fascino di questi cartoni che trovano il loro punto di forza in una comicità naive ma allo stesso tempo sempreverde, che gioca con le parole e sa farsi apprezzare anche dai grandi per i suoi paradossi.
 

venerdì 4 febbraio 2011

Rocky and Bullwinkle


Quando diciamo che la Fortezza delle Scienze è dedicata agli anni '80 non intendiamo "limitarci" (e qui le virgolette sono d'obbligo) a ciò che è stato prodotto all'epoca bensì a quanto fa parte del bagaglio e dell'immaginario di chi è stato bambino negli anni '80. Ecco perché qui trovano spazio Braccio di Ferro (1928!)  e Snoopy (1950), tanto per fare degli esempi, che sulle TV venivano passati tanto quanto gli anime giapponesi usciti proprio in quegli anni. E per questo che si può non ricordare una vera e propria chicca che, tecnicamente degli anni 60, ha fatto parte dell'infanzia di noi bambini negli '80: Rocky e Bullwinkle (The Rocky and Bullwinkle Show).Ma per i più distratti diamo un aiutino alla memoria:
Se i ricordi non mi ingannano, questo cartoon, come moltissimi altri, è stato diffuso principalmente grazie alla meritevolissima caritatevole opera delle TV locali (io credo di averlo seguito su TeleRegione Color) o canali in syndication come la gloriosa Junior TV.
Rammento che questo cartone animato, di una genuinità e ingenuità disarmanti, mi piaceva molto e non saprei dire precisamente perchè riecheggi con tanto piacere, classificandolo come un vero e proprio cult. Credo che l'ingrediente speciale sia un umorismo irresistibile, brillante, semplicemente geniale. Narrava le avventure strambe di uno scoiattolo volante molto scaltro (Rocky) e di un alce molto tonto (Bullwinkle) intorno ai quali ruotavano una serie di personaggi non meno particolari come il cattivo Boris Badenov (ispirato a Boris Gudonov zar di Russia ma incarnante il modello del perfetto gangster) e la sua assistente Natasha Fatale, stereotipo appunto della femme fatale. Pregevole il doppiaggio (la voce di Bullwinkle, azzeccatissima, non è una voce che si possa scordare) e graficamente scadente, cosa che a mio parere aggiunge maggiore fascino all'o
pera.
All'interno dello show venivano anche trasmesse le avventure del comandante McBragg un ex-ufficiale inglese che, fumando una pipa e con l'aiuto di un mappamondo, racconta al malcapitato di turno del "club dei gentiluomi" storie assurde, per non dire frottole, sulle sue imprese da militare.
Da segnalare che la serie animata ha avuto una trasposizione cinematografica (Le avventure di Rocky e Bullwinkle, 2001) che, nonostante il cast d'eccezione (Robert De Niro, Whoopy Goldberg,...), ai botteghini si è rivelato un flop.

lunedì 16 marzo 2009

Esopo delirium


L'anno scorso beccai in fumetteria un volume decisamente inaspettato. Si tratta una raccolta di strisce prese dalla serie originale Ox Tales, che ha dato origine nell'87 alla serie animata qui in Italia nota come FANTAZOO.
Come dice Wikipedia, "le storie di Fantazoo ruotano attorno alle buffe e surreali vicende quotidiane di Alvaro, un bue gestore di una fattoria affollata da animali di ogni specie, vestito con una tutona rossa e con gli zoccoli di legno ai piedi, ed affiancato dalla sua migliore amica, la tartaruga Camilla. Nel doppiaggio italiano, per caratterizzare meglio i due protagonisti del cartone, Alvaro parla in romanesco mentre Camilla si esprime in dialetto toscano". Ed è proprio quest'ultimo curioso adattamento che ha reso il cartone abbastanza popolare in patria (per lo meno, ai nati fra fine anni 70 e inizi anni 80).
Ora, di questo cartone, ciò che io personalmente amavo di più erano proprio le scenette surreali (a volte al limite del violento, ma un violento pur sempre pupazzesco ed anemico) che riguardavano le trasformazioni e le ridicolizzazioni grafiche dei singoli animali o delle loro caratteristiche peculiari. E proprio questo elemento, con la brevità della struttura a striscia e senza il peso di dialoghi in qualsivoglia dialetto, è alla base del fumetto originale: il cane col giornale in bocca che, invece di consegnarlo al padrone, si siede comodamente e lo legge spianandolo; il ghepardo sotto una pioggia che, sciogliendogli le macchie nere che colando si allungano, lo trasforma esteticamente in una tigre; la tartaruga lenta e affaticata che, sbarazzandosi di improbabili mobili dal guscio (divano, lampade) torna ad essere agile e veloce.
Sono idee semplici, per lo più surreali, spesso anche un pò "pesanti" e cattive come solo l'immaginazione più vivida e giocosa riesce ad essere.
Insomma, che dire... Mi ero preparato ad un tuffo nostalgico, e invece ho ritrovato la dimensione ideale di quei personaggi buffi che -senza audio e senza l'affanno di episodi troppo lunghi- già da 25 anni impazzano sui giornali di tutto il mondo (nonchè in vari volumi dedicati).
A proposito di questo, mi chiedo: poichè questo primo volume (ecco un link con altre gag ed una recensione dello stesso) raccoglie delle strisce datate 2006 mentre la serie è iniziata negli anni 80, mi chiedo se mai pubblicheranno -in volumi magari più corposi ma non troppo costosi- le annate precedenti...
Nel frattempo, sono usciti anche un secondo e -pochi giorni fa- un terzo volume. Si tratta di albi di grande formato, a colori, di 96 pagine, e dal costo di 9€ ciascuno.
L'unico grosso problema è la loro reperibilità: purtroppo la casa editrice che li pubblica, la Renoir, non è molto "solerte" sul versante arretrati, e non è troppo capillare nella distribuzione.
Ma anche se doveste faticare un pò per procurarvi questi volumetti, credo che non rimarreste delusi.
Altrimenti... me possino "ammazzarellàmme!