Non pianificavo di scrivere un altro post correlato a Lady Oscar per il momento, visto che ne avevo pubblicato uno solo ieri ma eccomi qui ed il motivo non è che Lady Oscar è il mio anime preferito oltre ogni ragionevole dubbio: il motivo è che è stata appena riportata la notizia della morte di Björn Andrésen e approfitto della pausa pranzo per scrivere di questo infausto aggiornamento.
Björn Andrésen, è meglio noto come "il ragazzo più bello del mondo", definizione e condanna, a detta di Andresen, cucitagli addosso da Luchino Visconti che lo ingaggiò, ancora quindicenne, per il film "Morte a Venezia". Ma perché ve ne sto parlando? Perché non tutti sanno che Björn Andrésen è e colui che con il suo volto ha ispirato Ryoko Ikeda nella rappresentazione della bellezza androgina di Lady Oscar.
E infatti direi che la somiglianza è palese:
Onestamente non conoscevo questo attore, non avendo ancora visto nessuno dei suoi film, compreso quello del maestro Visconti (ahi ahi ahi, rimandata a settembre) e ne ho sentito parlare per la prima volta un paio di anni fa su uno dei canali che ascolto più o meno distrattamente mentre riassetto casa, dove ne hanno raccontato la tragica vita, segnata da tragedie fin dall'infanzia e culminatesi con morte del figlioletto per sindrome dell'improvvisa morte del lattante.
In realtà è apparso in una trentina di film, di cui il più recente è "Midsommar - Il villaggio dei dannati" del 2019. Per chi volesse approfondire, esiste un documentario intitolato appunto "Il ragazzo più bello del mondo" sulla vita di Björn Andrésen. Questo il link al trailer.
Non sto qui a ripetere la trama, sullo sfondo storico della rivoluzione francese e basata sul manga di Ryoko Ikeda, che - credo - tutti conosciamo. Una storia che ci ha fatto commuovere con i suoi grandi amori impossibili, che ci ha infuocato con i suoi romantici eroi dal sorriso velato di malinconia, che ci ha scandalizzato con gli intrighi alla corte di Versailles, che ci ha indignato con l'estrema povertà di un popolo affamato e sbeffeggiato da aristocratici arroganti e cinici. Non c'è che dire, ci sono tutti gli ingredienti per una produzione di successo, anzi per un vero e proprio colossal, fermo restando che la reazione del pubblico è sempre imprevedibile. Infatti, lo stesso anime, alla sua uscita, nonostante l'enorme popolarità del manga, fu un clamoroso flop e solo la popolarità acquisita dal bravissimo character disegnerShingo Araki con la serie I cavalieri dello Zodiaco riuscì a trainarlo verso il successo (clicca qui per saperne di più ).
Un successo più che meritato: personalmente colloco Lady Oscar in cima alle mie preferenze, considerandolo una spanna sopra tantissime produzioni animate degli stessi anni, un po' per lo spazio dato ai sentimenti, un po' per i disegni dettagliati, con quegli occhi profondi dalle ciglia lunghissime che sono il preludio alla caratura e allo spessore dei personaggi. Questo il mio giudizio, nonostante alcune scelte nella versione italiana abbiano, al solito, snaturato e fatto passare in secondo piano alcuni aspetti importanti dell'anime, con un'opera di demolizione messa in atto attraverso il doppiaggio. Infatti, la versione giapponese gioca molto di più con l'ambiguità uomo-donna di Oscar: sono molte le damigelle a corte che credono il colonello Oscar un uomo e ne sono affascinate; anche l'attrazione provata da Rosalie nei suoi confronti è molto più enfatizzata. E questa ambuità è alla base anche di sospetti e illazioni: c'è una scena censurata in cui Jean Maillot, processata per lo scandalo della collana, accusa la regina di avere una relazione gay con Oscar la quale, si vestirebbe da uomo, proprio per compiacere la sovrana. Questa accusa provoca uno scatto d'ira in Oscar che sui nostri schermi abbiamo visto senza comprenderne le reali ragioni. In Italia, infatti, con la scelta di appellarla "madamigella Oscar" sembra che la natura femminile della protagonista sia di dominio pubblico....
All'eccellenza del prodotto, secondo me, contribuisce non poco la colonna sonora, composta di vari temi, pertinentissimi al momento che vanno ad accompagnare. Oltre alla bellissima siglia italiana cantata da I Cavalieri del Re, rimpiazzata, purtroppo, da Una spada per lady Oscar di Cristina D'Avena, sono degnissimi di menzione quei motivi, tra cui un magnifico crescendo, che esaltano la tragicità degli eventi, l'eroicità delle battaglie, l'infelicità dei respinti, gli stenti di chi muore di fame, i pomeriggi tranquilli nelle tenute aristocratiche.
Ecco la sigla e alcune BGM (Background Music):
SIGLA DE I CAVALIERI DEL RE
Questi sono invece alcune dei titoli assegnati in italiano alle BGM. Le trovate tutte in questa playlist.
- "ADDIO"
- "LA PRINCIPESSA AUSTRIACA" - "VERSAILLES NO BARA" - "NOTE DI CLAVICEMBALO" - "LA MISERIA A PARIGI" - "POMERIGGI TRANQUILLI" - "LE CORSE A CAVALLO" - "LA ROSA ROSSA DELLA PASSIONE" - "LUCI ED OMBRE DELL'AMORE" - "NOTTE D'AMORE" - "OSCURO COMPLOTTO" - "RICEVIMENTO A CORTE"