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lunedì 27 ottobre 2025

Se ne è andato il ragazzo più bello del mondo

Non pianificavo di scrivere un altro post correlato a Lady Oscar per il momento, visto che ne avevo pubblicato uno solo ieri ma eccomi qui ed il motivo non è che Lady Oscar è il mio anime preferito oltre ogni ragionevole dubbio: il motivo è che è stata appena riportata la notizia della morte di Björn Andrésen e approfitto della pausa pranzo per scrivere di questo infausto aggiornamento.

Björn Andrésen, è meglio noto come "il ragazzo più bello del mondo", definizione e condanna, a detta di Andresen, cucitagli addosso da Luchino Visconti che lo ingaggiò, ancora quindicenne, per il film "Morte a Venezia". Ma perché ve ne sto parlando? Perché non tutti sanno che Björn Andrésen è e colui che con il suo volto ha ispirato Ryoko Ikeda nella rappresentazione della bellezza androgina di Lady Oscar.

E infatti direi che la somiglianza è palese: 




Onestamente non conoscevo questo attore, non avendo ancora visto nessuno dei suoi film, compreso quello del maestro Visconti (ahi ahi ahi, rimandata a settembre) e ne ho sentito parlare per la prima volta un paio di anni fa su uno dei canali che ascolto più o meno distrattamente mentre riassetto casa, dove ne hanno raccontato la tragica vita, segnata da tragedie fin dall'infanzia e culminatesi con  morte del figlioletto per sindrome dell'improvvisa morte del lattante.

In realtà è apparso in una trentina di film, di cui il più recente è "Midsommar - Il villaggio dei dannati" del 2019. Per chi volesse approfondire, esiste un documentario intitolato appunto "Il ragazzo più bello del mondo"  sulla vita di Björn Andrésen. Questo il link al trailer.

Che la terra gli sia lieve.





domenica 26 ottobre 2025

Aspettate, prendo i fazzoletti.

In attesa di preparare il prossimo post, che mi prenderà un po' di tempo, perchè richiederà copiosa documentazione fotografica che devo recuperare dal mio telefono, voglio oggi condividere un trauma infantile di quelli che non si dimenticano mai. Altro che la morte della mamma di Bambi, altro che Artax il cavallo di Atreyu, qui si parla della morte, per crivellazione da armi da fuoco, di Oscar Francois DeFrançois de Jarjayes! Un momento pregno di dolore ed epicità che - confesso - non riesco ancora a guardare senza piangere fiumi di lacrime neanche fosse un videoclip musicale di Carmelo Zappulla. . Eh, sdrammatizzo, qui il trauma è reale e profondo! Un momento di una tristezza infinita seguita a ruota, quanto a tristezza, dalla morte del caro Andrés, ma poi proprio all'indomani del loro finalmente, tanto atteso, incontro copulatorio che pone fine alla castità trentennale dei protagonisti. Volevo mettere un video del fatidico momento nel bosco ma con mio grande disappunto ho notato che questo tipo di contenuto è stato rimosso da Youtube. In compenso sono comparsi come funghi montaggi patetici di tali scene - che mi rifiuto di mostrare - con insopportabili voci narranti (ecco, non abbiamo bisogno che ci spieghiate la scena abbastanza eloquente) e colonne sonore che spaziano dalla Pausini a Paola e Chiara. Insomma, non potete immaginare le bestemmie. Mi limiterò quindi a mettere un fotogramma e a linkarvi questo video in giapponese (tanto non serve la traduzione😀).
Una morte annunciata data la probabile diagnosi di tisi per Oscar che già da un po' tossiva sputando sangue ma che lascia spiazzati per quell'immenso senso di ingiustizia per due, come dice lo stesso Andrés, la cui felicità era appena iniziata. Quella sensazione di sangue che si raggela ben rappresentata da quell'improvviso soffio di vento tra i capelli di Oscar quando realizza che stava parlando con un Andrés che era già morto. Due storie, due vite spezzate troppo presto e proprio quando il coraggio di fare una scelta di autenticità verso se stessi aveva finalmente prevalso sulle convenzioni e differenze sociali, sulla oscurità di quei giorni cruenti che accompagneranno tutta la rivoluzione francese, sulla rassegnata accettazione del destino di una donna il cui corpo era stato destinato ad una uniforme dal giorno in cui era nata.
Ecco il video che mostra la morte di entrambi, sperando che qualche nullafacente (in gergo Stangachiazz) in cerca di visualizzazioni non abbia l'alzata di ingegno di andare a sostituire alle commoventi ed eroiche colonne sonore di Koji Makaino qualche brano di Marco Masini.
E a proposito della spettacolare collana di BGM (Back Ground Music) approfitto per condividere un video di un pianista molto talentuoso, dal quel che vedo, che è entrato a pieno titolo nella playlist non solo dei miei preferiti ma anche dei brani preferiti per la siesta dei miei diamanti mandarini.
Chiudo con una BGM dedicata agli amori impossibili che non muoiono mai.

giovedì 22 gennaio 2009

Moda e cartoon, la saga continua.

Seguendo la scia del post precedente ho pensato a quali personaggi mi piacerebbe poter indossare la prossima estate  e mi sono venute  un paio di idee che potrebbero avere un buon seguito. Sicuramente Jem . Le rockstar si sa sono note per essere immortalate sulle T-shirt e visto il successo negli anni passati, credo che un revival non passerebbe inosservato.
Per quanto belle, forti e carismatiche le paladine della rivoluzione francese: Lady Oscar e Simòne ovvero La stella della Senna non le vedo sposare la causa, così come le sorelle Kisugi, Occhi di Gatto (anche se ladri come Lupin hanno sempre riscosso un ottimo gradimento) gli sportivi e i robottoni. Piuttosto gnomi e folletti potrebbero fare al caso nostro, io punto tutto su Memole .

venerdì 31 ottobre 2008

Risultati sondaggio

L'ultimo sondaggio dati alla mano ha riscosso un notevole successo, abbiamo ricevuto tantissimi voti e per questo vi ringraziamo ora però diamo un'occhiata ai risultati ottenuti alla seguente domanda:
quale cartone animato ti piacerebbe vedere sul grande schermo?
Lady Oscar (29.6%)
Jem e le Olograms (17.5%)
L'uomo Tigre (17.0%)
Sam il ragazzo del west (14.6%)
Ryu il ragazzo delle caverne (13.1%)
Forza Sugar (8.3%)
Dobbiamo ammettere una piccola svista che vi avevamo fatto notare a suo tempo: un film avente come protagonista Lady Oscar esiste già e se non ricordo male dovrebbe essere una produzione francese del 1979, un remake sarebbe doveroso visto che nessuno di noi se lo ricordava e soprattutto visto il film.
Pensando a quali attori potrebbero interpretarne i ruoli da protagonisti, per Oscar mi viene in mente il nome di Amanda Seyfried la talentuosa protagonista del musical Mamma Mia ed ex Mean Girl: figura slanciata, occhioni cerulei, chioma dorata, direi che il ruolo potrebbe calzarle a pennello, forse servirebbe una donna un po' meno femminile ma con il trucco e gli abiti giusti potrebbe funzionare. Nel ruolo di Andrè da adulto ci vedrei bene Johnny Depp, lui riesce a calarsi benissimo nei panni di chiunque e persino del fedele tuttofare innamorato (un bell' Andrè giovane invece potrebbe essere uno degli Heroes più interessanti Milo Ventimiglia). Per il conte di Fersen invece avrei pensato ad un attore dall'aspetto più intrigante, il bravo (e bello!) James Franco. Mi mette in crisi Maria Antonietta, chi la potrebbe interpretare?
Ed ora divertimento assicurato con uno spezzone del film già visto di Lady Oscar (Versailles no bara):
Proprio ora mentre mi accingo a scrivere la conclusione di questo post, mi viene in mente un'idea: che ne dite di scegliere uno dei titoli sopracitati per il sondaggio e crearne il vostro cast cinematografico ideale come quello che ho fatto io per Lady Oscar? Dopodichè si potrebbe pensare anche ad un vincitore per il cast più bello, più innovativo, più interessante, naturalmente il premio in palio sarebbe una bella cippa.

Ma a proposito sapete tutti che cos'è una cippa?


Il nuovo sondaggio sarà online a breve, tornate presto a trovarci.

domenica 7 settembre 2008

La rosa cresce fra le spine

Tempo fa lanciammo un sondaggio su quale anime sarebbe stato bello vedere sul grande schermo, tradotto in una produzione cinematografica non animata. I nostri lettori non hanno avuto dubbi: hanno scelto Lady Oscar (61 su 206 voti), la rosa di Versailles, probabilmente la storia d'amore più struggente da quando è stata inventata l'animazione.
Non sto qui a ripetere la trama, sullo sfondo storico della rivoluzione francese e basata sul manga di Ryoko Ikeda, che - credo - tutti conosciamo. Una storia che ci ha fatto commuovere con i suoi grandi amori impossibili, che ci ha infuocato con i suoi romantici eroi dal sorriso velato di malinconia, che ci ha scandalizzato con gli intrighi alla corte di Versailles, che ci ha indignato con l'estrema povertà di un popolo affamato e sbeffeggiato da aristocratici arroganti e cinici. Non c'è che dire, ci sono tutti gli ingredienti per una produzione di successo, anzi per un vero e proprio colossal, fermo restando che la reazione del pubblico è sempre imprevedibile. Infatti, lo stesso anime, alla sua uscita, nonostante l'enorme popolarità del manga, fu un clamoroso flop e solo la popolarità acquisita  dal bravissimo character disegner Shingo Araki con la serie I cavalieri dello Zodiaco riuscì a trainarlo verso il successo (clicca qui per saperne di più ).
Un successo più che meritato: personalmente colloco Lady Oscar in cima alle mie preferenze, considerandolo una spanna sopra tantissime produzioni animate degli stessi anni, un po' per lo spazio dato ai sentimenti, un po' per i disegni dettagliati, con quegli occhi profondi dalle ciglia lunghissime che sono il preludio alla caratura e allo spessore dei personaggi. Questo il mio giudizio, nonostante alcune scelte nella versione italiana abbiano, al solito, snaturato e fatto passare in secondo piano alcuni aspetti importanti dell'anime, con un'opera di demolizione messa in atto attraverso il doppiaggio. Infatti, la versione giapponese gioca molto di più con l'ambiguità uomo-donna di Oscar: sono molte le damigelle a corte che credono il colonello Oscar un uomo e ne sono affascinate; anche l'attrazione provata da Rosalie nei suoi confronti è molto più enfatizzata. E questa ambuità è alla base anche di sospetti e illazioni: c'è una scena censurata in cui Jean Maillot, processata per lo scandalo della collana, accusa la regina di avere una relazione gay con Oscar la quale, si vestirebbe da uomo, proprio per compiacere la sovrana. Questa accusa provoca uno scatto d'ira in Oscar che sui nostri schermi abbiamo visto senza comprenderne le reali ragioni. In Italia, infatti, con la scelta di appellarla "madamigella Oscar" sembra che la natura femminile della protagonista sia di dominio pubblico....
All'eccellenza del prodotto, secondo me, contribuisce non poco la colonna sonora, composta di vari temi, pertinentissimi al momento che vanno ad accompagnare. Oltre alla bellissima siglia italiana cantata da I Cavalieri del Re, rimpiazzata, purtroppo, da Una spada per lady Oscar di Cristina D'Avena, sono degnissimi di menzione quei motivi, tra cui un magnifico crescendo, che esaltano la tragicità degli eventi, l'eroicità delle battaglie, l'infelicità dei respinti, gli stenti di chi muore di fame, i pomeriggi tranquilli nelle tenute aristocratiche.
Ecco la sigla e alcune BGM (Background Music):


SIGLA DE I CAVALIERI DEL RE





Questi sono invece alcune dei titoli assegnati in italiano alle BGM. Le trovate tutte in questa playlist.

-  "ADDIO"
- "LA PRINCIPESSA AUSTRIACA"
- "VERSAILLES NO BARA"
- "NOTE DI CLAVICEMBALO"
- "LA MISERIA A PARIGI"
- "POMERIGGI TRANQUILLI"
- "LE CORSE A CAVALLO"
- "LA ROSA ROSSA DELLA PASSIONE"
- "LUCI ED OMBRE DELL'AMORE"
- "NOTTE D'AMORE"
- "OSCURO COMPLOTTO"
- "RICEVIMENTO A CORTE"

Qui vi propongo "Addio" e altre più ricorrenti:





venerdì 9 maggio 2008

Cartoni e Citazioni

Il mondo dei cartoni - come del resto ogni forma di espressione dell’uomo – è ricco di citazioni ed è a sua volta oggetto di citazione. I riferimenti sono fisiologicamente dipendenti dal particolare momento: dalle mode, dai personaggi in voga, da ciò che riscuote il consenso del pubblico. Insomma, da quelli che si possono definire genericamente modelli di successo, filoni cinematografici compresi.
E’ accaduto anche per la serie robotica Daitarn III il cui protagonista, Haran Benjo, è disegnato ricalcando la personalità da vincente di James Bond, l’agente 007 : ai tempi della produzione del cartone (1978), infatti, si sentivano ancora gli echi dei successi riscossi ai botteghini dei film degli anni 60, ispirati al romanzo di Ian Fleming. Ed è così che Haran Benjo viene concepito coraggioso, intrepido, irriverente, sicuro di sé, un po’ sborone e consapevole del notevole ascendente che esercita sulle donne. Non a caso è sempre accompagnato da due bellezze sinuose (Beauty e Reika), una bionda e una bruna neanche fossimo al Festival di Sanremo, con le quali fa spudoratamente il lumacone, godendosela per la loro rivalità.
Ma il riferimento più chiaro è nella scena in cui Haran Benjo spogliandosi della tuta da combattimento mostra lo smoking indossato sotto di essa, proprio come faceva Sean Connery, in Missione Goldfinger, togliendosi la muta da Sub. Ma Haran Benjo, così abile nei combattimenti a mani nude con i meganoidi, conoscitore delle mirabili tecniche delle arti marziali, ha subito di sicuro l’influenza dei grandi maestri del Karate a cui, in quegli anni, il cinema offriva grandi spazi (pensiamo a film di Bruce Lee…).
Ci sono personaggi, quelli dei grandi romanzi storici ad esempio, che sono sempre buoni per catturare l’immaginario del pubblico. D’Artagnan, come pure Don Chisciotte, è uno dei personaggi romanzeschi che ha più ispirato produzioni cinematografiche e televisive. Lasciando stare le produzioni che si ispirano più o meno liberamente al noto romanzo I Tre Moschettieri di Dumas (nell’ambito dell’animazione ricordiamo sia l’anime giapponese D’Artagnan e i moschettieri del re, il cartone I tre moschettieri firmato Hanna & Barbera e la versione antropomorfica D'artacan ), penso principalmente alla serie robotica Daltanious. Ma cosa c’entra D’artagnan con il gigante d’acciaio Daltanious? Lascio parlare le immagini:

Raffigurazione dei moschettieriDaltanious


Sul robot è raffigurata la croce di Malta, il simbolo caro ai moschettieri, le cui otto punte rappresentano le otto virtù della cavalleria.
Del resto, il nome Daltanious (in originale Daltanias, il titolo giapponese significa: Daltanias, il robot del futuro) è una storpiatura di D’Artagnan(1) e, come recita la mia bibbia (2), in Daltanious, il nome del protagonista è Tate Kento dove Tate vuol dire "scudo", mentre Kento vuol dire letteralmente "spadaccino". Quindi Tate Kento vuol dire letteralmente "spadaccino dotato di scudo", spadaccino scudato. E la cosa si richiama perfettamente alle atmosfere da "tre moschettieri” da cui l'anime è ripreso.
Infine, Daltanious ha il leone sul petto perché è un robot che nasce dalla fusione con un leone meccanico, Beralios. E non è il leone proprio il simbolo della regalità?
Ma la croce di Malta è anche un simbolo legato alle crociate e, quindi, alla religiosità. E sono tanti i riferimenti religiosi/biblici in Daltanious: il fuoco purificatore della spada del robot, ancora il leone simbolo biblico di giustizia, la croce disegnata sui nemici nell’attacco decisivo.

Anche i cartoni sono oggetto di citazione nelle più disparate opere e, soprattutto, nei cartoni stessi. Rimanendo nell’ambito delle serie robotiche, Trider G7 rende spesso omaggio ad altri colleghi robot, in particolar modo, a Daitarn III e a Gundam. In più di un occasione, infatti, uno dei protagonisti guarda alla TV proprio una puntata di Daitarn III o di Gundam e famosa è la scena del luna-park dove al banco di un tiro a segno, compaiono come bersagli le sagome di questi due robot.


In Trider G7 la TV trasmette Gundam e Daitarn III


Ma la più citata è probabilmente Lady Oscar, che compare in svariati cartoni tra cui Pokemon e Hamtaro. La citazione più celebre è nella puntata della seconda serie di Lupin III intitolata “Folle Amore a Versailles” nella quale Lupin conosce Oscar, subendone il fascino nonostante la creda un uomo. Questa la trama che, per mancanza di tempo, riprendo dal sito http://www.larosadiversailles.it/:

Lupin riceve una lettera da Oscar, che lo invita a rubare la corona di Maria Antonietta. I due s'incontrano davanti alla statua di un uomo pietrificato - secondo la leggenda - dalla stessa Maria Antonietta. Oscar accompagna Lupin a Versailles con la sua carrozza. Durante il tragitto il ladro appare visibilmente affascinato dal ragazzo. Giunti a destinazione, Oscar spiega a Lupin che dovrà riuscire a prelevare la corona nascosta dietro 1 degli 800 specchi dell'omonima sala con l'accortezza di non infrangerne più di due onde evitare l'autodistruzione dell'intero palazzo. Prontamente Lupin intuisce che la chiave del mistero è l'anello di rubini indossato dalla regina fino alla morte ed ora in suo possesso. Ma all'improvviso la luce si spegne e l'anello scivola dalle mani di Lupin. Ma sarà l'anello stesso a risolvere l'enigma: urtando il pavimento illuminerà con un fascio di luce il nascondiglio della corona. Oscar, in possesso del suo bottino, addormenta Lupin con uno spray soporifero e lo getta da una scogliera insieme alla carrozza. La corona, dotata di poteri magici, sembrerebbe l'unico mezzo per ricongiungerla al suo amore. Si appresta così a raggiungere la Normandia pilotando un piccolo aereoplano. Lupin salvato da Goemon e Jigen, intercetta il ragazzo (di cui ammette di essere innamorato) lo raggiunge ritrovandosi nel bel mezzo di un inseguimento aereo sulla città di Parigi con alle costole gli uomini del Giglio Nero (associazione per la rifondazione dell'aristocrazia). Saranno Lupin ed Oscar ad avere la meglio recandosi presso la sede del Giglio Nero ed uccidendo il capo. Giunti in Normandia Lupin sfida Oscar in un duello con la spada durante il quale il ladro strappa il vestito ad Oscar scoprendola una ragazza. Nel finale Oscar, priva di veli, si avvicina alla statua del suo Andrè e, bevuta la pozione magica custodita dalla corona rubata, si pietrifica coronando il suo sogno d'amore.

Una citazione simpatica di Lady Oscar la si trova anche in una puntata di Ranma: protagonista di tale puntata è un capricciosa pattinatrice, Azusa, con il vezzo di impossessarsi di tutto ciò che cattura la sua attenzione, che darà filo da torcere ad Akane perché vorrà a tutti i costi impossessarsi del maialino P-Chan (accudito da Akane) che ella insiste a chiamare Charlotte. Nel finale, la stravagante Azusa abbandonerà questo proposito perché riuscirà ad accaparrarsi il panda (nel quale si trasforma Genma, il padre di Ranma) e se ne sentirà appagata. Solo nell’ultima scena, con il panda vestito dell’uniforme di Lady Oscar, si comprende che la ragazza ama collezionare peluches e animali veri per agghindarli e ribattezzarli ispirandosi ai vari personaggi della storia, appunto, di Lady Oscar (nelle intenzioni della ragazza P-Chan avrebbe dovuto essere la contessina Charlotte, figlia della contessa di Polignac). In questi casi non è la storia di Lady Oscar a essere citata ma proprio il cartone: in Lupin, infatti, lady Oscar appare disegnata con le stesse fattezze dell’anime giapponese che la vede protagonista (anche se il tratto è più morbido, più rotondo) mentre l’uniforme indossata dal panda/Genma è proprio quella di Oscar al comando delle guardie reali. Qualcuno ricorderà che Mila, la protagonista di Mila e Shiro due cuori nella pallavolo in più di un’occasione dice di essere la cugina di Mimì di, appunto, Mimì e le ragazze della pallavolo. Un'altra citazione? Niente affatto, è una delle strabilianti quanto inutili e immotivate iniziative dei ri-doppiaggi made in Mediaset .
Le citazioni si sprecano quando i cartoni hanno la stessa paternità: è il caso per esempio dell’accoppiata Dragonball/Il dottor Slump e Arale o delle opere d’arte firmate Leiji Matsumoto: Galaxy Express 999, Capitan Harlock, Starblazers, Queen Esmeralda, La regina dei mille anni, si citano vicendevolmente. Ad esempio, al termine del viaggio di Galaxy Express si scoprirà che Maetel è la sorella delle regina Esmeralda e la ex-compagna di Harlock. In questo caso, però, forse è più lecito parlare, più che di citazioni, di storie parallele che si muovono nello stesso narrativo, incrociandosi di tanto in tanto.

(1) http://www.centraldocinema.it/recensioni/apr03/daltanious.htm
(2)
http://www.encirobot.com

Altre citazioni e approfondimenti: http://www.encirobot.com/5info/cit-anime.asp

domenica 27 aprile 2008

Sondaggio: quale anime vorreste vedere sul grande schermo?

Prima di presentarvi il nuovo sondaggio, illustriamo il verdetto di voi lettori al sondaggio Quale personaggio meriterebbe uno spin-off con le seguenti opzioni di risposta:
1) la signorina Rottermeier
2) Joe Curuma;
3) Susanna Marlowe;
4) Pizza e le Misfits;
5) Il rangerSmith
6) Sakura


I lettori di questo blog hanno decretato that...the winner is... Joe Curuma di Hurricane Polymar! Neanche le curve pericolose dell'affascinante sacerdotessa Sakura sono riuscite ad impedirgli di ottenere il primo gradino del podio!
E noi plaudiamo perché un personaggio così esilarantemente sbruffone così deliziosamente imbranato (eccetto nel lancio del cappello in cui è un vero asso...), così marcatamente privo di perspicacia non potrebbe non fornire numerosi spunti per uno spin-off tutto da ridere!

Ed ecco che noi de La fortezza delle scienze abbiamo già pensato a come deliziarvi con uno nuovo sondaggio. E vi chiediamo di rispondere sinceramente (mi raccomando: la verità e nient'altro che la verità!) a questa domanda: dopo Kyashan, Alvin Superstar e, a breve, Super Auto Mach 5 quale cartone vorreste vedere al grande schermo magari tradotto, come nei casi suddetti, in un film non d'animazione? VOTATE!
Le opzioni che vi proponiamo sono le seguenti:





)
1) Sam il ragazzo del West
Se avete sognato con i film western di Sergio Leone e la sera non andate a dormire prima di una sana lettura di Tex, questo sarebbe il film per voi. Immaginiamo già i territori del Grand Canyon, tra mese e puebli, percorsi in lungo e in largo da un mezzosangue giapponese che, alla ricerca del padre, trova il tempo di occuparsi di terribili cricche di banditi, seminando giustizia per il Far West.
2) Forza Sugar
Il tenace ragazzino con il gran talento da boxer potrebbe passare da principale concorrente televisivo di Rocky Joe a principale concorrente cinematografico dell'intramontabile Rocky Balboa.Un film che ripercorrerebbe la lunga strada per raggiungere un sogno: quello di diventare un gran campione e sconfiggere l'avversario che ha ucciso suo padre.
3)Ryu, il ragazzo delle caverne
Un milione di anni fa o forse due... a quei tempi risalirebbe l'ambientazione di un film con tutta la primitiva fauna di Jurassic Park. Di certo ad un eventuale regista non mancherebbero le occasioni per divertirsi con gli effetti speciali di cui l'industria cinematografica - soprattutto quella hollywoodiana - è capace. Verrebbe un gran bel film a meno che non preferiate gli effetti poco speciali e molto trash alla Megaloman
4) L'uomo tigre
E' incredibile pensare che le major cinematografiche americane non abbiano ancora dato al mitico Naoto Date lo spazio che merita sul grande schermo, magari con la partecipazione straordinaria di veri idoli del Wrestling. In fondo l'uomo tigre è sempre stato un personaggio di successo a partire dal manga al cartone animato in TV, fino ad arrivare al clone umano Satoru Sayama che salì sul ring del Wrestling con il viso coperto dalla maschera felina. Come Spiderman e come Batman è un eroe che si batte, anzi che combatte per aiutare gli orfani che si trovano nelle stesse condizioni disagiate che Naoto stesso conosce molto bene.
5)Lady Oscar
Un lungometraggio animato esiste già e adesso, pensandoci, un cassettino della memoria, come dice Gerri Scotti, si è aperto: c'è dentro il vago ricordo di una versione cinematografica, molto probabilmente francese e un po' sui generis (i film francesi mi lasciano sempre un po' interdetta) con Lady Oscar come protagonista.
Appurato su imdb che il film francese esiste ed è pure vecchiotto, si può prevedere che una cover hollywoodiana o meglio ancora una parodia stile Scary Movie non sarebbero idee da scartare.

6)Jem e le Holograms.
Non crediamo sia mai stata trasmessa in Italia la Serie TV americana tratta dal fortunato cartone, certo sul grande schermo il parruccone rosa di Jem e gli orecchini glitterati sarebbero tutta un'altra storia. Sulla scia degli effetti speciali del famoso teletrasporto "trekkiano" potrebbero basarsi le apparizioni degli ologrammi, che immaginiamo in scene tecno e colorate come nel video clip di Strong Enough di Cher. Per quanto riguarda Energy, il computer che fa da mamma a Jerrica/Jem si potrebbe recuperare quello utilizzato nel 2002 per il film S1m0ne con Al Pacino (un caso, una citazione o una copiatura?

[post scritto da entrambe le autrici del blog]

giovedì 27 marzo 2008

Rivoluzione (francese) in TV

Dal 31 Marzo torna in chiaro su italia 1 uno dei miei cartoni animati preferiti: LADY OSCAR (lun/ven 18.00) mentre a pagamento su La7 Cartapiù andrà in onda IL TULIPANO NERO (lun/ven 16.30, 16.55).


Sono sempre stata indecisa su quale fosse la mia eroina preferita:
La Rosa di Versaille o la Stella della Senna?





giovedì 14 febbraio 2008

I migliori interpreti delle sigle: vince Cristina D'Avena!

Non credevo ai miei occhi quando ho visto i risultati del sondaggio: ha vinto Cristina D’Avena! Di un sol voto, rispetto a I Cavalieri del Re (che, detto tra noi, sono i miei preferiti, seguiti da Nico Fidenco), ma ha vinto. Al primo posto, quindi, lei, la reginetta delle sigle made in Finivest, il sindaco di Fivelandia. Seguita, nell’ordine, da I Cavalieri del Re, Nico Fidenco, i Micronauti e gli Oliver Onions. Rimonta eccezionale che non mi aspettavo data la grande caratura degli artisti in gara. Il blog sarà stato preso d’assalto da un’orda di nostalgiche fans di maghette come Creamy, Magica Emi, Evelyn, Sandy dai mille colori? O sarà stato preso di mira da una adoratrice della D’Avena che ogni giorno ha votato per la sua beniamina? O la stessa Cristina D’Avena, giunta per caso su questo blog, si è autovotata in incognito per vincere questo prestigioso riconoscimento? O, semplicemente, sarà stata opera della socia che, sotto-sotto, ha lavorato per far vincere la D’Avena boicottando I Cavalieri del Re (questa sua predilezione è l’unica cosa che non le perdono…:-P)?
Scherzo, Cristina D’Avena è molto brava e il suo repertorio è vastissimo. Alcune canzoni, le prime della sua carriera, sono veramente indimenticabili. Tra le tantissime sigle, trovo stupende le sigle di Georgie, Pollon, Kiss me Licia, Nanà Supergirl, Il tulipano nero. Non ho nulla quindi contro Cristina D’Avena anzi ha dimostrato grande autoironia nel mettersi in gioco e fare delle tournee con quei grandi mascalzoni dei Gemboy che tanto l’hanno presa in giro con la canzone “Ammazza Cristina” parodia costruita sulle note della sigla di Creamy e di Judo Boy.
Solo che non riesco a perdonarle l’interpretazione di sigle di cui potevamo fare benissimo a meno come “Una spada per Lady Oscar” imparagonabile alla “Lady Oscar” de I Cavalieri del Re che è andata a sostituire e come “Dolce Candy” , una tiritera piuttosto lagnosa che non ha nulla a che fare con la più ritmica “Candy Candy” dei Rockin’ Horse. Inoltre, la qualità delle sigle mi sembra sia andata scemando fino a diventare, negli ultimi tempi, il solito UNZ UNZ di sottofondo con due parole canticchiate. Ecco quanto riporta il sito http://www.cristinadavena.net/ a riguardo della sua biografia:

Cristina D'Avena è nata a Bologna il 6 luglio del 1964. Suo padre è medico chirurgo, la madre casalinga, ed ha una sorella più piccola di 10 anni che si chiama Clarissa.Fin da quando era piccolina dimostra inclinazione verso la musica e il canto, tant'è che una delle suorine dell'ospedale, presso cui lavorava il padre, suggerisce ai genitori di presentare la bambina alle audizioni per poter cantare allo Zecchino. Dopo una lunga serie di provini, la piccola Cristina fu scelta da Mariele Ventre per interpretare la canzone: "Il Walzer del Moscerino" (video su youtube) alla decima edizione dello Zecchino D'Oro. Cristina aveva 3 anni e mezzo, e nonostante la piccolissima età,
si dimostra molto portata per il canto ... ma c'era un piccolo problemino ... a quel tempo la piccola cantante non sapeva pronunciare la "R", ma grazie all'aiuto della
madre e di Mariele tutto si sistema. In quell'anno vinse la canzone: "44 gatti", ma poco importa!. La sua carriera inizia un po' per caso (1981), quando i responsabili della Fininvest (ora Mediaset)chiesero al Maestro Giordano Gruno Martelli di trovare una nuova cantante a cui farinterpretare la sigla di un cartone. Il Maestro chiese consiglio ai padri dell'Antoniano che fecero il nome di Cristina: "Ha veramente una bella voce e ha spesso cantato come solista durante la sua esperienza nel Piccolo Coro"! Le viene affidata l'interpretazione della sigla di Bambino Pinocchio,
serie televisiva di Canale5, canzone che ebbe un successo inaspettato, rimanendo per molte settimane nelle zone calde della hit-parade....


Non si può dimenticare – anche se francamente lo vorrei! – la parentesi da attrice in due filoni di serial televisivi. Il primo, trasmesso a puntate in diverse stagioni, dal 1986 al 1988, ("Love me Licia", "Licia Dolce Licia", "Teneramente Licia", "Balliamo e cantiamo con Licia"), sull’onda dello strepitoso successo del cartone animato Kiss Me Licia, vede Cristina D’Avena nel ruolo della protagonista: Licia. Divertentissimi le acconciature e il look dei vari personaggi. Tra i tanti interpreti diventati delle meteore, c’era pure Carlotta Brambilla, ex presentatrice di Bim Bum Bam e attualmente regina delle televendite delle ore pasti, e Marco Bellavia, anche lui riciclato in Bim Bum Bam, ex inviato di Forum e attualmente presentatore su reti minori.
Il secondo filone ("Arriva Cristina", "Cristina", "Cri Cri", "Cristina l'Europa siamo noi") è ancora trasmesso in diverse stagioni (1988-1991) ma è incentrato sulla vita di un gruppo di amici in cui Cristina riveste un ruolo centrale. Bestemmio se in un certo senso lo consideriamo un precursore di Friends? Direi di sì, ma serviva a rendere l’idea. [Presumo che chi ha votato per Cristina D’Avena non abbia mai visto queste due magnifiche opere d’arte della TV].
Elenco delle sigle interpretate da Cristina D’Avena (cerco di ricordarmele tutte ma ometto di proposito le più recenti): Georgie, Memole dolce Memole, Il tulipano nero, una spada per Lady Oscar, Dolce Candy, I puffi (varie sigle), Conte Dacula, Creamy, Magica Emi, Sandy dai mille Colori, Pollon, Hilary, Pollyanna, Sui monti con Annette, Lucy May, Evelyn magia di un sogno d’amore, Doraemon (una delle tante versioni), Principe Vaillant, Johnny è quasi magia, Prendi il mondo e vai, Il grande sogno di Maya, Jem e le Holograms, Ti voglio bene Denver, Siamo quelli di Beverly Hills, Milly un giorno dopo l’altro, Bum Bum, Kiss me Licia, Nanà supergirl, Fiocchi di cotone per Jeannie, Lovely Sarah, Mila e Shiro due cuori nella pallavolo, David gnomo, Alla scoperta di Babbo Natale, Il mago di Oz, Arrivano gli Snorky, Rascal il mio amico orsetto, Occhi di gatto, Juny Peperina inventatutto. L'elenco completo lo trovate sul La tana delle sigle.
In attesa, di scrivere un post che renda onore anche agli altri mirabili interpreti delle sigle, vi proporremo a breve un nuovo sondaggio.

Links: Sito Ufficiale di Cristina D'avena
Tivulandia intervista Cristina D'Avena.

Photo Credits: www.cristinadavena.net, www.toonshill.it, www.diavoletto.it