Tom & Jerry è una di quelle coppie che non hanno bisogno di presentazioni: un gatto e un topo, eterni rivali, protagonisti di inseguimenti, trappole, dispetti e situazioni completamente surreali che hanno fatto ridere generazioni di spettatori in tutto il mondo. La trama, almeno in apparenza, è semplicissima: Tom cerca in tutti i modi di catturare Jerry, mentre il piccolo topo riesce quasi sempre a sfuggirgli, trasformando ogni tentativo del gatto in un nuovo disastro. Eppure, dietro questa formula apparentemente elementare, si nasconde una delle serie animate più importanti e influenti della storia. Tom e Jerry nacquero nel 1940 dalla fantasia di William Hanna e Joseph Barbera, quando i due lavoravano alla Metro-Goldwyn-Mayer, e il primo cortometraggio si intitolava “Puss Gets the Boot”. Inizialmente i protagonisti non avevano ancora i nomi con cui li conosciamo oggi: il gatto si chiamava Jasper, mentre il topo era semplicemente indicato come un topo. Il successo fu immediato e i personaggi vennero sviluppati fino a diventare Tom e Jerry. Una delle caratteristiche più particolari della serie è che, soprattutto nei cortometraggi classici, i due protagonisti parlano pochissimo: gran parte della comicità nasce infatti dai gesti, dalle espressioni, dalla musica, dai rumori e da un ritmo incredibilmente preciso. Le loro avventure sono costruite come una vera e propria danza comica, dove ogni porta sbattuta, martello, caduta o esplosione arriva nel momento esatto per creare l'effetto desiderato. E proprio la musica ha un ruolo fondamentale: il compositore Scott Bradley realizzò colonne sonore estremamente sofisticate, mescolando jazz, musica classica e sonorità moderne per l’epoca. Grazie a questo cartone, già dalla tenera età ho iniziato ad apprezzare i brani più famosi di Chopin, Mozart, Lizt, Strauss, Rossini. E quando Tom suona il piano e si esibisce in uno dei pezzi di musica classica classici , Tom va a premere i tasti corretti, quelli che corrispondono alla melodia e con un sincronismo perfetto. Da preadolescente che sapeva suonare la tastiera elettronica il fatto che ci fosse una perfetta corrispondenza tra l'animazione e il suono colpiva la mia attenzione in maniera speciale. Insomma, questo cartone porta a nuovo livello il concetto di "ricerca di una estrema cura nei dettagli". In questa scena vi mostro concretamente di cosa sto parlando.
Qualche tempo fa mi sono imbattuta in una divertente scena di Tom & Jerry che viene usata per spiegare cosa è il concetto ingegneristico di Risk Assessment e come si importante tenerlo sempre aggiornati i documenti di valutazione del rischio. Questa è la scena.
Ritengo che per lo studio e l'accuratezza che ci sono dietro alla produzione di ogni singolo episodio, ccon un po' di impegno e fantasia si potrebbero individuare tantissime scene che si possono prestare a creare pillole formative come questa e in diversi campi dello scibile; comprese la fisica e l'ingegneria, i cui principi vengono largamente utilizzati da Tom quando deve creare delle sofisticate trappole per Jerry. Ma non solo nozioni, anche metafore e insegnamenti di vita.
Un’altra curiosità è che Tom e Jerry non sono sempre stati semplicemente nemici: in diverse storie si aiutano, collaborano o finiscono dalla stessa parte quando compare un problema ancora più grande. Questo contribuisce a rendere il loro rapporto molto più interessante di una semplice rivalità, perché sotto i litigi e gli inseguimenti sembra esserci una sorta di legame indissolubile. La collaborazione è orientata a salvaguardare la loro dinamica, quando è minacciata in una qualche situazione, per poter diventare nuovamente rivali e tornare a bisticciare dopo, a riprova che ciò che conta è avere un missione, quella di Tom cacciare, quella di Jerry scappare, e entrambi perderebbero lo scopo di vita se Tom riuscisse a catturare e uccidere Jerry una volta per tutte o Jerry a liberarsi del suo aggressore una volta per tutte. Motivo per cui a volte vanno ad auto sabotarsi quando sono vicini al raggiungimento dei propri obiettivi. E ditemi se questa non è una grande lezione di vita, di come sia importante il viaggio e non la meta, avere uno scopo. Proprio ieri leggevo un articolo che parlava delle teorie di un centenario ricercatore giapponese che afferma che la longevità non sia solo una questione fisica ma una questione mentale: un cervello che ritiene di dover ancora sistemare delle cose prima di passare a miglior vita riesce a tenere vivo un corpo anche provato mentre più docilmente si abbandona tra le braccia di Morfeo chi ha ottenuto tutto, chi ha già realizzato tutti i suoi scopi o ci ha definitivamente rinunciato, chi pensa di aver compiuto la sua missione.
Attorno ai due personaggi ruotano altri personaggi, a volte interessi amorosi con eventuali rivali in amore di uno dei due protagonisti, che sono quindi spesso altri topi, altri gatti, più raramente altri animali. Si tratta di personaggi che compaiono una tantum, partecipano alla trama di uno specifico episodio, e poi non si vedono mai più. Uniche eccezioni, nel senso che sono figure ricorrenti, sono la padrona umana di Tom, di cui si vedono solo le gambe che danno l'idea di una donna corpulenta, che appare di tanto in tanto per gridare il suo terrore di fronte alla presenza del topo in casa e per rimproverare Tom della sua incapacità di acchiapparlo, e Spike (a volte con figlioletto al seguito), un cane bulldog che prende le difese di Jerry e ribalta la dinamica: con lui in giro, è Tom a dover scappare e difendersi, anche perché spesso le trappole di Tom piazzate per Jerry finiscono per colpire Spike (con lo zampino del furbo Jerry) o addirittura il figlioletto di cui è super protettivo.I cortometraggi classici ottennero anche un enorme riconoscimento internazionale e conquistarono ben sette Premi Oscar nella categoria dedicata ai cortometraggi d’animazione, un risultato straordinario che testimonia quanto la serie fosse apprezzata anche dal punto di vista artistico e tecnico. Nel corso dei decenni Tom e Jerry hanno cambiato stile, autori, produzioni e formati, arrivando in televisione, al cinema e in numerose nuove serie, ma il concetto di base è rimasto praticamente immutato: Tom vuole prendere Jerry, Jerry vuole sopravvivere e ogni piano finisce inevitabilmente nel caos. Ed è forse proprio questa semplicità a spiegare la loro longevità: non servono grandi spiegazioni, perché la comicità è universale e comprensibile a qualsiasi età. Un dettaglio curioso riguarda anche il nome “Jerry”: dopo il successo del primo cortometraggio, la MGM organizzò un concorso interno per scegliere il nome definitivo del topo e fu l’animatore John Carr a proporre proprio “Jerry”. Da allora quel piccolo topo grigio è diventato uno dei personaggi più riconoscibili dell’animazione mondiale. Tom & Jerry dimostra così che non servono dialoghi complessi o trame elaborate per creare personaggi immortali: bastano due caratteri opposti, una buona dose di fantasia, tempi comici perfetti e una rivalità destinata a non finire mai. E forse, dopo più di ottant’anni, la cosa più divertente è proprio questa: per quanto Tom ci provi, Jerry continuerà sempre a trovare un modo per scappare!

















































