Era The Funky Phantom, arrivato sugli schermi americani nel 1971 e conosciuto in Italia come Il fantasma bizzarro (e anche come Il fantasma burlone). Una piccola perla della grande famiglia Hanna-Barbera, creata da William Hanna e Joseph Barbera di cui, come avrete capito da tempo, sono una grande estimatrice.
La storia aveva un fascino tutto suo. Tre adolescenti — Skip Gilroy (il ragazzo rosso), April Stewart (la ragazza bionda) e Augie Anderson (il ragazzo nerboruto) — insieme al loro cane Elmo, un bulldog, durante un temporale cercano rifugio in una vecchia casa. E qui arriva la sorpresa: regolando le lancette di un antico orologio sull'ora corretta cioè mezzanotte, risvegliano Jonathan Wellington “Mudsy” Muddlemore (e stica...), un fantasma rimasto addormentato e intrappolato nell'orologio dai tempi della Rivoluzione Americana, precisamente dal 1776, e vestito secondo lo stile dell'epoca con gran giaccone coloniale (redingote con ampi risvolti sulle maniche e grandi bottoni), cappello a tricorno, cravatta settecentesca (jabot annodato al collo), pantaloni al ginocchio con calze a vista e stivaletti. Con lui c’è anche Boo, un simpatico gatto fantasma, anche lui con cappello a tricorno. [Nota: se siete meravigliati dal fatto che conosca termini molto tecnici della sartoria, sappiate che non è perché io sia una patita della moda, anzi, delle tendenze non me ne potrebbe importare di meno, è solo che sono stata allevata da una madre sarta...ma torniamo al cartone].
Da quel momento, il gruppo gira per gli Stati Uniti a bordo della loro mitica Looney Duney, una specie di dune buggy, finendo puntualmente dentro misteri, inseguimenti e situazioni assurde alimentate da tutte un campionario di personaggi: pirati, cavalieri senza testa, mostri marini, banditi, truffatori e misteriosi personaggi mascherati. Tra i misteri da risolvere, in un episodio, la banda si ritrova coinvolta nel furto della Campana delle Libertà, la Liberty Bell realmente esistente e custodita a Philadelphia.
Vi ricorda qualcosa? Beh la formula è del tutto analoga al cartone di risolvitori di misteri per eccellenza, Scooby Doo. E infatti sono tanti i punti in comune: la trama tipica di ciascun episodio (il mistero da risolvere), il tipo di personaggi coinvolti, la grafica, gli espedienti narrativi, la presenza di un cane nel gruppo, la comicità basata su cadute rovinose, incidenti e lotte che non causano mai reali danni, inseguimenti improbabili, ecc. Però penso che la presenza di Mudsy dava al cartone quel tocco di mistero e paranormale in più anche perché il personaggio era ben caratterizzato, contestualizzato e reso particolare anche dal doppiaggio: la sua voce era quella inconfondibile di Daws Butler, storico doppiatore Hanna-Barbera che ha dato voce a Yogi, Ernesto Sparalesto, Napo Orso Capo, e tanti altri. In particolare, Butler utilizzò per Mudsy una voce molto vicina a quella di Svicolone (Snagglepuss), altro celebre personaggio dello studio. Insomma, bastavano poche parole per riconoscere immediatamente quel modo di parlare esagerato e teatrale. Ma c’è un'altra curiosità niente male: a dare la voce a Skip Gilroy era Micky Dolenz, proprio il Micky Dolenz dei The Monkees (quelli di I'm a believer)
Tornando alla formula molto similare che accomuna questo cartone animato a Scooby Doo, la familiarità fra i due cartoni è stata persino celebrata, molti anni dopo, nel 2019 nella serie Warner Bros Scooby Doo and Guess Who? dove le sue squadre si incontrano proprio nella puntata La squadra del fantasma bizzarro. Insomma, un vero e proprio cross-over.
La serie ebbe una vita piuttosto breve: vennero realizzati soltanto 17 episodi, trasmessi originariamente negli Stati Uniti tra l'11 settembre 1971 e il 1° gennaio 1972 e in Italia, successivamente, a partire dal 1980, nella trasmissione Ciao Ciao secondo le fonti, ma - potrei sbagliarmi - ho personalmente vaghi ricordi di una presenza del cartone nel palinsesto pomeridiano RAI. Nonostante la vita breve, il piccolo gruppo di ragazzi, Elmo, Boo e quel buffo fantasma in abiti coloniali riuscirono a lasciare un ricordo indelebile in chi si è imbattuto in loro nei brevi periodi in cui sono stati presenti in TV. Rivedendolo oggi, forse fa sorridere la semplicità delle storie, la Looney Duney, i fantasmi che fanno più ridere che paura e quei misteri risolti con una buona dose di ingenuità. Ma è proprio questo che consegna questo cartone alla memoria di una televisione che sapeva trasformare con semplicità un pomeriggio qualunque in un viaggio fantastico.
Tutti i personaggi principali sono presenti nell'immagine: da sinistra a destra, il cane Elmo, Skip, April, Augie, Mudsy e Boo.
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