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domenica 1 marzo 2026

The Real Ghostbusters, the real but not the original ones




Un paio di anni dopo l’uscita del film cult “The Ghostbusters” (1984) con Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis e Ernie Hudson nel ruolo dei quattro cacciatori di fantasmi (ma nelle intenzioni originarie nel cast dovevano esserci John Belushi e Eddie Murphy in sostituzione di Murray e Hudson), per capitalizzarne il successo, come capita soventemente, ne è uscito anche il cartone animato (1986), di produzione americana, inizialmente battezzato come the Real Ghost Busters per sottolinearne il legame e l’eredità rispetto alla pellicola cinematografica, diversamente da un altro cartone che a quei tempi veniva trasmesso (“The Ghost Busters”/ “Gli acchiappafantasmi”, quelli con il gorilla – ne parlerò in futuro – una produzione pure americana ma inspirata invece ad una serie televisiva del 1975, che non ha nulla a che fare con il film). Quindi, parliamo dei veri acchiappafantasmi, eppure non i primi,  non gli originali, cosa che ha creato beghe legali tra la Filmation (detentrice dei diritti sul nome The Ghost Busters, a seguito della produzione del telefilm) e la Columbia picture che ha prodotto il film. Successivamente la serie venne ribattezzata come Slimer and the Real Ghostbusters data la popolarità del personaggio di Slimer, particolarmente accattivante per il pubblico dei bambini, contestualmente ad un cambio del format che non prevedeva più solo una avventura a caccia di ectoplasmi della durata di mezzora, ma anche delle gag di cui Slimer era il protagonista.

I personaggi del cartone sono gli stessi del film, film che voglio celebrare perché, esistendo, ha reso possibile questo iconico e mitico momento in Stranger Things:

 


Secondo fatto che non vedevo l’ora di menzionare, probabilmente non noto a molti, che a New York, nel quartiere Tribeca a Manhattan, esiste ancora la caserma dei Vigili del Fuoco utilizzata come quartier generale degli acchiappafantasmi, adottandone nome e vessillo, come documentato da questa foto di me stessa scattata nel 2025. Ero stata nella Grande Mela diverse volte, ma non ne ero a conoscenza: l’ho scoperto grazie a un bellissimo tour attraverso i luoghi che sono stati usati come set cinematografici.

  


Chiuse queste due per me "ineluttabili" parentesi, come dicevo, i personaggi  sono gli stessi del a partire dai quattro acchiappa fantasmi Peter, Ray, Egon e Winston  e ne ricalcano più o meno liberamente le fattezze, soprattutto per quanto riguarda le scelte cromatiche (colori delle tute, dei capelli e degli occhiali). Come nel film sono presenti Slimer  anche detto Onionhead, letteralmente Testa di Cipolla (che però nel film non viene chiamato con un nome specifico), fantasma qui più amichevole e  con il ruolo di sollievo comico del cartone, l’irriverente segretaria Janine, il Marshmallow Man (Mr Stay Puff) e le auto superaccessoriate (Ecto-1, Ecto-2, Ecto-3). La serie si è sviluppata per 7 stagioni assumendo dei toni più dark all’inizio che sono stati sfumati verso toni sempre più leggeri e storie più semplici e lineari rispetto alle primissime stagioni.

Una curiosità che ho letto – per la serie “Meritocrazia portami via” è che l’interprete di Winston, cioè l’attore afro-americano Ernie Hudson, si era presentato, non riconosciuto, al casting per il doppiaggio, nel cartone, del suo stesso personaggio, venendone scartato perché giudicato troppo diverso dal film (scuse fantastiche, dove trovarle).

Altra curiosità: la sceneggiatura del film (e successivamente del cartone) fu scritta da due dei protagonisti, ossia Dan Aykroyd e Harold Ramis su un’idea dello stesso Dan Aykroyd che aveva ereditato da suo nonno la passione per la parapsicologia.

Ultima curiosità che ho scelto di raccontare tra le tante che circondano i Ghost Busters è che l'uomo Marshmallow non era un pupazzone gigante ma uno stuntman travestito che sembrava gigante in quanto si muoveva in una New York realizzata in miniatura, tecnica abbondantemente usata in film come Godzilla.

Ecco qui i personaggi del film e del cartone a confronto:

PeterRay
EgonWinston
JanineSlimer
Mr Stay Puff Marshmallow man

e chiudo con la leggendaria colonna sonora di Ray Parker Jr che sicuramente ha contributo al grande successo degli acchiappa fantasmi!



domenica 22 febbraio 2026

I Super Amici: il super potere dell'amicizia e dell'inclusività


Gli ultimi decenni  hanno visto il proliferare delle monumentali pellicole cinematografiche hollywoodiane da milioni di incassi che ci mostrano le gesta in sinergia di Avengers e Justice League, tutti uniti contro il cattivo di turno.

Ma molto prima del successo planetario di questi colossal di effetti speciali, quelli della mia generazione hanno potuto già guardare le avventure in cooperazione dei classici supereroi, uniti da amicizia e rispetto, per affermare il loro senso di giustizia e verità contro criminali di tutte le risme. .

Sto parlando di un cartone animato prodotto da Hanna & Barbera a partire dal 1973  che si è sviluppato attraverso numerose puntate organizzate in stagioni, ben 9, presentate con diversi originali  (Super Friends, The All New Super Friends Hour, ...) ma tutte tradotte in italiano con lo stesso titolo: I Super Amici, distinguibili per piccole variazioni nella formula dell'episodio o dei personaggi.

Personalmente lo guardavo su Teleregione Color e rimanevo rapita a guardare le azioni di Superman, Aquaman, Wonder Woman con il suo jet invisibile, Batman, Robin e altri supereroi della DC Comics specificatamente parte della Lega della Giustizia, più altri personaggi minori che fungono da spalla comica cioé Wendy, Marvin e il cane Wonderdog nella primissima stagione e Zan e Jayna (aka i gemelli Wonder Twins) con la scimmia Gleek nelle successive.

 Occasionalmente vi si uniscono anche Occhio di Falco, Flash, Plastic Man, Firestorm, Freccia verde e altri personaggi inseriti allo scopo di rendere il cartone più inclusivo e rappresentativo di fare etnie (Samurai, Black Vulcano, Apache Chief).

Dalla parte dei cattivi, soprattutto nelle prime delle 93 puntate, ci sono soventemente alieni o scienziati pazzi dai metodi discutibili ma con intenzioni non proprio perfide; successivamente, incominciano ad apparire sempre più spesso i criminali resi celebri dal fumetto, come Lex Luthor, lo Spaventapasseri, l'Enigmista, Joker, il Pinguino e Poison Ivy.

Come già detto, nella prima stagione compaiono Wendy Harris e Marvin White con il loro cane Wonderdog, due adolescenti che hanno più che altro lo scopo di avvicinare come pubblico le fasce di età più tenere. A partire dalla seconda stagione vengono sostituiti dai gemelli Wonder Twins che, contrariamente ai loro predecessori, sono dotati di poteri: sono infatti degli alieni mutaforma che, al grido di "Poteri Wonder Twins, in azione!" , possono trasformarsi, lui generalmente in forme di acqua e lei in animali.

Chiaramente ispirato ai fumetti DC dedicati alla Justice League, il cartone animato,  sebbene non spicchi per profondità e complessità o per qualità (frequente riuso delle immagini e degli sfondi), va ben oltre il contenuto del fumetto, impegnando i super eroi una vera e propria missione formativa dell'audience: infatti, vengono mostrate clip in cui i supereroi danno lezioni utili di pronto soccorso e artigianato, spiegano alcuni trucchi di magia, propongono quiz e indovinelli.

Gli episodi si ripetono in maniera molto lineare con una allerta (Trouble alert) al loro quartiere generale (La sala della giustizia) emanato dal general Wilcox o dal super elaborato elettronico e i nostri supereroi che si attivano immediatamente per fermare il pericolo e il criminale che c'è dietro usando i loro super poteri, senza colpi di scena, senza slealtà tra i comprimari, senza nessuno dei sentimenti negativi che occupano l'animo umano. Bei tempi.


La lega della giustizia
La lega della giustizia "allargata"
Wendy, Marvin e Wonderdog
I gemelli Wonder Twins e Gleek




domenica 28 dicembre 2025

Secret Squirrel, il super segretissimo agente scoiattolo


Dopo Inch High, continuiamo sullo stesso argomento, con quel genere che coniuga la parodia con il tema spionaggio. Ovviamente non sto parlando dell'Ispettore Gadget, di cui a noi nati negli anni 70 in genere importa meno di niente, ma di un altro cartone animato firmato Hanna e Barbera dal titolo originale Secret Squirrel, noto in Italia come Super Segretissimo Agente Scoiattolo. Inizialmente, questo cartone animato era accoppiato con episodi di Atom Ant, la formica atomica, per formare un unico show. S tratta di una serie animata di 26 episodi di 2 stagioni del 1966, ma trasmesso in Italia negli anni '80 principalmente sulle reti locali, il cui protagonista é un segretissimo agente scoiattolo che tira fuori dal suo cilindro...ehm..no, dal cappotto trench antiproiettile a la Dick Tracy e anche dal suo cappello Fedora, ogni genere di gadget futuristico in perfetto stile James Bond e ogni genere di arma, anche le automatiche MG. Il suo cappello Fedora, che mai rimuove se non per estrarre oggetti, ha una falda così bassa da necessitare di due buchi attraverso cui i suoi occhi gialli possano guardare.. Nell'immancabile ruolo di aiutante tipicamente imbranato c'è la talpa Morocco Mole, ovviamente occhialuta come tutte le talpe della finzion e dotata di Fez a sottolineare le origine maghrebine. L'agente scoiattolo bipede prende ordini dall'Agenzia Sneaky Service (ah ah) attraverso il suo superiore Double-Q (detto semplicemente "il capo") e suo accerrimo nemico è Yellow Pinkie (Mignolino Giallo, letteralmente) ovvia citazione del cattivo Goldfinger, celebre antagonista di James Bond (e qui, non posso non rilevare quante parodie abbia ispirato Goldfinger - si pensi a Due mafiosi contro Goldginger degli amatissimi Franco e Ciccio). Negli ultimi episodi appare anche un super esperto di crimonologia scientifica dal nome Hi-Spy. La comicità del cartone risiede, come da marchio di fabbrica Hanna e Barbera, nei giochi di parole, nel doppiaggio in genere affidato a veri attori comici, nei personaggi eccentrici. Questo cartone è stato rilanciato nel 1993, lasciando lo stile grafico pressoché intatto, al netto di una modernizzazione del tratto (figure più spigolose) ma apportando vari cambiamenti, in primis, il fatto che tutti i personaggi diventano animali: Double-Q diventa un bufalo e Yellow Pinkie (ora rinominato Goldflipper) diventa un leone marino. Vengono anche introdotti nuovi personaggi come Penny, l'assistente di Double-Q, una scoiattola e quindi interesse amoroso del super segretissimo agente e il gemello cattivo di Morocco Mole, cioè Scirocco Mole. Morocco Mole, inoltre, ora indossa gli occhiali da sole, probabilmente a causa di una maggiore consapevolezza consolidatasi negli anni relativamente ai danni delle radiazioni solari (NdA). In questa versione, lo stesso Agente Super Segretissimo è più efficiente e ha anche maggiori skills di combattimento corpo a corpo. Ecco qui i personaggi principali della versione originale.
Secret Squirrel
Morocco Mole
Double-Q/The Chief
Yellow Pinkie

Qui la sigla:



domenica 14 dicembre 2025

Inch High l'occhio privato, un pollice di arguzia

Un investigatore privato alto un pollice, questo era l'infallibile detective creato da Hanna & Barbera in questo cartone dal titolo originale Inch High Private Eye, che denota la brillante abitudine della casa di produzione di giocare con le parole e con le rime. Se Super Chicken con i suoi martini era una non molto velata parodia di un personaggio politico realmente esistente, Inch High era invece una parodia di un personaggio di fantasia, ossia l'agente 86 Maxwell Smart dello show Get Smart, superbamente interpretato da Don Adams, a sua volta già parodia di personaggi come James Bond e l'ispettor Clouseau della Pantera Rosa, protagonisti assoluti dello spionaggio sul grande schermo. Uno show creato dal Mel Brooks, quindi, dal risultato assurdamente comico e surreale garantito.

Come desumibile dal titolo, il cartone narra le avventure di un abile detective in miniatura alto appunto solo un pollice, coadiuvato dalla fdua bella assistente e nipote Lori (Laurie) , il fidanzato di quest:ultima Gator, e il loro cane un San Bernardo chiamato Cuordileone (Braveheart). Egli lavora per l'agenzia Finkerton, chiarissima storpiatura della famosa agenzia Pinkerton, molto familiare ai cultori delle storie e film sul Far West e la Guerra di Secessione americana.

Con il titolare dell'agenzia, il signor Finkerton, ha un rapporto conflittuale e infatti quest'ultima cerca sempre di interferire, infiltrandosi tra i criminali,  nelle operazionj in cui Inch Eye è coinvolto e finisce con l'arrabbiarsi con lui e chiamarlo testa di legno quando la sua coperture salta  Sogna di poterlo licenziare un giorno e trova sempre un modo per non esserte soddisfatto del brillante operato del mini investigatore. A completare il quadro dei personaggi, c'è anche la signora Finkerton. Vestito del suo immancabile trench verde, Inch Eye risolve tutti i casi grazie alla sua Hushmobile, una automobile  silenziosissima, quasi levitante, e adatta a inseguire i criminali senza farsi notare. Ma soprattutto grazie alle sue dimensioni che gli permettono di nascondersi ovunque per raccogliere indizi e questa caratteristica diventa naturalmente fonte di situazioni comiche. L'altro lato della medaglia è che le sue dimensioni lo mettono sovente in situazioni di pericolo ma alla fine, grazie ai suoi aiutanti, riesce sempre a cavarsela.

INCH HIGH
LAURIE
GATOR
CUORDILEONE
MR FINKERTON
MRS FINKERTON


mercoledì 15 ottobre 2025

Hey, papà, guarda, un pollo!

Prendo in prestito il motto di un famoso spot degli anni 80 per introdurre questo simpaticissimo cartone animato americano che diverte già dalla sigla: Super Chicken (o Super Pollo). Prodotta da Jay Ward e Bill Scott, la serie ripercorre le avventure di un aristocratico ram-POLLO (è proprio il caso di dirlo) dal nome altisonante Henry Cabot Henhouse III (con tanto di maggiordomo, Fred) che all’occorrenza si trasforma in supereroe mascherato senza macchia e paura. Non vi ricorda per caso qualcuno? Tipo una certa coppia formata da Bruce Wayne e Alfred Pennyworth (…”Fred”)? O, volendo, da Ratman e Arcibaldo seppure quella di Ortolani sia un’opera posteriore e certamente parodistica? Vestito a metà tra D’Artagnan e Zorro, con i suoi stivali Wellington e il suo infallibile fioretto si lancia con la sua Batmobile, ehm, con la sua Super Coop (automobile a forma di uovo) all’inseguimento de più infami e improbabili criminali, augurandosi sempre che non ci sia nessuno a guardare i suoi passi falsi. Fred è il maggiordomo e compagno di disavventure: vestito in maniera molto casual per essere un ingessato maggiordomo, con sneakers e maglioncino a dolcevita con la stampa “F” della sua iniziale. E’ un ossimoro vivente in quanto leone e vegetariano: qui riconosco lo stesso umorismo che sta nel chiamare una puzzola Odie Cologne e infatti i produttori sono gli stessi di The Rocky and Bullwinkle show. Dinamica classica di cartoni come questo è quella di utilizzare dei tormentoni: frasi che vengono ripetute ad ogni episodio che ne diventano il marchio di fabbrica, forse il momento più atteso nella sua rassicurante ripetitività. In questo caso, ognuna delle 17 puntate si conclude con un Fred claudicante e scombussolato a cui il nostro Super Chicken  risponde con frasi che, con parole diverse, sempre intendono “lo sapevi che questo era un lavoro pericoloso e lo hai scelto lo stesso!”. Non tutti sanno, soprattutto al di fuori degli States, che il personaggio di Henry Cabot Henhouse è una citazione e parodia del politico e diplomatico Henry Cabot Lodge Jr, da cui mutua il nome e l’appartenenza elitaria. In generale, il cartone animato si fa beffe dei Boston Brahmins esponenti della crème sociale ed economica bostoniana di discendenza puritana e del gruppo sociale WASP (White Anglo-Saxon Protestant).  E' tutto dire che si Henry Cabot si trasformasse in Super Chicken bevendo Martini! Super Chicken era trasmesso come segmento all’interno del cartone animato George della Giungla – dalla formidabile sigla – insieme a Tom Slick. Che parta la sigla!

mercoledì 21 settembre 2016

Re Leonardo e i suoi cortometraggi (The King and Odie Show)

[cartoons] Questo è un ricordo a cui ho faticato ad dare un nome. Ricordavo un re leone, con il suo ricco mantello rosso bordato di pelliccia e un animaletto come fido assistente  Ricordavo una sigla o comunque una scena avveneristica in cui al re veniva regalato un - improbabile per l'epoca -  televisore con lo schermo ultrapiatto che gli veniva montato al soffitto così, il pigro leone, poteva guardarsi i suoi programmi preferiti comodamente steso nel letto. Ricordavo queste immagini su Teleregione Color, una TV locale pugliese con sede nell'attuale BAT, ma poi le immagini di questo animaletto assistente svolazzante si confondevano con quelle di uno svolazzante Rocky (di Rocky e Bullwinkle) e non ero più sicura che il leone fosse un leone e non un alce.

Poi mi sono imbattuta in un'immagine della tartaruga Touter e tutto è tornato in mente. Il re Leonardo con le sue guance rilassate e il suo assistente(in realtà il Primo Ministro), una puzzola di nome, Odi Colonia ("Eau de Cologne") che già la dice lunga sul livello di infantile genialità e sull'impronta grottesca di questo divertente cartone. Re Leonardo  è il re di Bongo-Congo, il regno che vive sulla produzione di strumenti musicali, i bonghi per l'appunto. Il suo trono è costantemente minacciato dal fratello Itchy ("irritante", "che fa prurito"), un leone spelacchiato che si accompagna con un brutto ceffo rappresentato come un gangster.

Ad ogni puntata, il potenziale usurpatore è quasi sul punto di riuscire nel suo intento di spodestare re Leonardo ma il provvidenziale intervento di Odi Colonia salva la situazione.

Tra il mezzo episodio in cui sembra che la congiura ordita da Itchy stia per avere successo e il mezzo episodio dell'intervento risolutivo della fedele puzzola, vengono trasmessi due episodi indipendenti (con qualche sporadico cross-over):

- Le avventure della tartaruga Touter che, ad ogni episodio, chiede al paziente mago Lizard di provare l'esperienza di vivere in una certa epoca, il mago acconsente alla richiesta ma poi si vede costretto a riportarlo indietro  quando la tartaruga, puntualmente, si metterà nei guai.

- Le avventure del cacciatore (un cane segugio)  alle prese con la proverbiale furbizia di una volpe dall'"originale" nome Fox, che però, grazie più a fortunate coincidenze che alla propria abilità, riuscirà sempre a prendere e rinchiudere in prigione.

Un personaggio minore era l'elefantino Twinkles (mascotte di una marca di cereali) che appariva all'interno di una sorta di spot.

Come molte produzioni americane dell'epoca (e penso al già menzionato Rocky e Bullwinkle ma anche agli Hanna e Barbera), la grossolanità dei disegni e la ripetitività delle trame, nulla tolgono (semmai aggiungono) al fascino di questi cartoni che trovano il loro punto di forza in una comicità naive ma allo stesso tempo sempreverde, che gioca con le parole e sa farsi apprezzare anche dai grandi per i suoi paradossi.
 

giovedì 25 giugno 2009

Cowabunga!!


Sebbene siano più strettamente legate agli anni 90, le Tartarughe ninja hanno rappresentato un vero e proprio fenomeno di culto per chi era bambino o ragazzo in quel decennio. Tralasciando la serie del 2003, che - sebbene più fedele al fumetto originale - ha per lo più scontentato i fan del cartone classico, la saga delle tartarughe mutanti trasmessa nello scorso decennio è stato uno dei più eclatanti casi di serie animate contemporanee non giapponesi a diventare di moda tra i giovani teledipendenti. Il successo delle quattro ninja turtles fu enorme, e così anche la sua penetrazione sul mercato del merchandising. Il traino televisivo portò anche ad una serie di film per il cinema (che però non riscosse grossi meriti di critica) e perfino ad una serie televisiva live-action.

Di recente, questa volta però trainato dal successo della serie animata nuova, è approdato anche nelle nostre sale anche un lungometraggio in 3D dai toni un pò dark e dalla trama abbastanza avvincente dal titolo TMNT, che subisce innegabilmente le più recenti fascinazioni orientaliste così di moda al cinema e nei fumetti.

Ma il vero motivo per cui ho deciso di rispolverare i gusci squamosi di questi quattro vecchi amici è la notizia (già di un mese va, invero) dell'imminente ristampa , da parte delle Edizioni 001, del fumetto originale delle ninja turtles di Kevin Eastman e Peter Laird. I volumi conterranno 180-200 pagine e saranno pubblicati a cadenza trimestrale/quadrimestrale. Purtroppo non è ancora pervenuto il prezzo, ma si spera possa essere relativamente contenuto...

Sul sito della casa editrice, a questo link, è possibile anche leggere il primo episodio a fumetti in lingua originale. Gli aficionados delle serie animate, anche di quella più recente, rimarranno senz'altro stupiti nello scoprire che i toni della prima serie del fumetto originale (tra l'altro, in semplice bianco e nero) sono molto più cupi e violenti di quelli a cui ci ha abituato il cartone, e che il tratto del disegno è decisamente più rozzo ed ostico. Ma confido di non essere l'unico che lo attendeva, e che in qualche modo l'effetto "curiosità" possa portare fortuna alla sua edizione italiana.


giovedì 14 maggio 2009

Spazio: Ultima Frontiera


Sarà difficile questa volta giustificare un post dedicato ad un cartone così bistrattato e per giunta neanche tanto riconducibile alle suggestioni "ottantine" della Fortezza. Dirò solo che, da amante di Star Trek e dell'animazione in generale, e sull'onda del successo -in realtà non travolgente- del nuovo film di Abrams sulla combriccola dell'Enterprise, ho ritenuto utile rispolverare un piccolo gioiello di semplicità e sperimentazione come STAR TREK: LA SERIE ANIMATA.
Sintetizzato, come tutte le serie trekkiane, in un comodo acronimo (nello specifico, ST TAS, ovvero Star Trek The Animated Series), questo cartone fu prodotto fra il '73 ed il '74 e consta in totale di 22 episodi.
La serie narra dell'ultimo anno della "missione quinquennale" di Kirk & Co. Missione che in realtà la narrazione della serie classica copre per i soli primi tre anni.
Oltre ad essere doppiata da quasi tutti gli attori del cast originale, la serie animata -proprio in quanto semplice "cartone"- potè ovviamente dare forma alla fantasia degli sceneggiatori senza essere sottoposta ai soliti limiti di budget e di tempo che caratterizzavano la produzione del telefilm.
Per quanto gradevole, il cartone risulta un pò troppo lento per essere apprezzato dai più piccoli, e tuttavia relativamente povero di quei battibecchi ironici e giochi di mimica -entrambi irresistibili- che animavano le discussioni fra i protagonisti, rendendo la loro alchimia televisiva impagabile per grandi e piccini.
Ad ogni modo, sicuramente un prodotto che non va dimenticato, e che si spera -da appassionati di serialità ed animazione- poter rivedere, magari su una rete satellitare, in questo periodo di "febbre trekkiana".
Nel frattempo,
Lunga vita e prosperità a tutti!

mercoledì 11 marzo 2009

Ricordi di infanzia, passioni presenti (2^ parte)

C'era una volta un post che iniziava una carellata dei cartoni della prolifica accoppiata Hanna & Barbera che, anche più degli adorati anime giapponesi, mi hanno fatto sognare e divertire. Si parlava di Dastardly, Muttley e i loro compagni di (dis)avventure (Wacky Races, Dastardly Muttley e lo squadrone avvoltoi, The perils of Penelope Pitstop), di improbabili famiglie del futuro (The Jetsons) e del passato (The Flintstones) e, ovviamente, dei superlativi Tom & Jerry che - ne sono certa- li guardano anche sui sistemi solari più remoti se è vero che c'è altra vita nella galassia.
I titoli citati sono sufficienti a fare salire la mitica coppia H&B ai piani più alti dell'olimpo dell'animazione ma se credete che il loro genio si sia fermato a quei titoli vi sbagliate di grosso. Basta solo scavare nei meandri della memoria per scovare le testimonianze di una produzione immane.
Come per esempio gli Erculoidi (The Herculoids) che hanno avuto il merito se non altro di allargare i miei orizzonti in scienze naturali facendomi venire a conoscenza di un animale chiamato triceratopo che è quello a destra fra il manipolo di eroi nell'immagine a fianco. Ambientato sul pianeta Quasar, questo anime narra le vicende di Zandor, sua moglie Tara e suo figlio Dorno impegnati - e ti pareva! - a difendere la loro terra dai tentativi di conquista messi in atto da svariati generi di creature provenienti da ogni angolo dell'universo. In questa lotta sono coadiuvati da Tundro (il triceratopo), dal drago Zok e dal gigante Igoo, nonché da Gloop e Gleep che dovrebbero essere delle amebe (non sono i figli illegittimi di Barbapapà).
Chi ricorda gli Erculoidi senz'altro ricorderà anche Space Ghost, giacché i due cartoni andavano in onda all'interno dello stesso contenitore. Space Ghost difende - non ce l'aspettavamo! - l'universo dalle forze del male, almeno questo era Space Ghost prima che Cartoon Network ne facesse, molti anni dopo, il protagonista di un talk show animato.
Forse questi titoli, seppur apprezzabili nonostante la banalità delle storie, sono un po' troppo di nicchia?
Allora si va su qualcosa di più popolare.
A chi infatti non è familiare l'esclamazione "Al lupo! Al lupo!" gridata con quella voce che è un po' un belato e scandita come una sirena di allarme?
Ma sì, fate uno sforzo e trovate nei vostri ricordi tracce di It's the wolf, le storie di un tutt'altro indifeso agnellino, Lamsby, alle prese con un lupo affamato che le prova proprie tutte per rapirlo. Dovrà vedersela non solo con la furbizia dell'agnellino, meno ingenuo di quanto ci si potrebbe aspettare, ma anche con un muscoloso e irascibile cane pastore, che richiamato dal grido "Al lupo! Al lupo!, accorre armato di bastone per tirargli il collo. Non so voi ma io guardando questo cartone ho sempre provato sincera solidarietà per il povero lupo smagrito.

E restando in tema di animali come non citare mototopo e autogatto una sorta di rivisitazione motorizzata degli inseguimenti stile Tom & Jerry: anche in questo caso, è sempre la furbizia dell'animale più piccolo (e in teoria più indifeso) a vincere sui trucchi sporchi e le diavolerie tecnologiche degli animali e, in generale degli inseguitori, più forti (e maldestri) . Che è una costante: Jerry sfugge a Tom, mototopo sfugge ad autogatto, l'agnellino Lambsy al lupo e Yankee Doodle allo squadrone avvoltoi.
E sempre per restare nell'ambito della fauna omaggiamo I Gatti di Cattanooga, un riconoscimento meritato già per la splendida colonna sonora che fa da sigla, che mostra, tra l'altro, anche i succitati It's the wolf e Mototopo e Autogatto.

E vi lascio, ma per poco, proprio con la sigla de I gatti di Cattanooga, perché la carellata dei favolosi cartoni firmati H&B, come avrebbe detto il buon Corrado, «Non finisce qui!»

mercoledì 19 novembre 2008

The Sailor Man

Lo zapping pre-serale tra un reality e l'altro mi ha portato casualmente su Rai Gulp dove mi sono imbattuta in niente-popò-di-meno-che: Braccio di ferro.


Oddio Popeye non è che abbia molto a che fare con i cartoni animati dei mitici anni ottanta, però merita sicuramente un ruolo di tutto rispetto, benché anzianotto già trent'anni fa, ha fatto parte sia della nostra infanzia che di quella dei nostri genitori e molto probabilmente farà parte anche di quella dei nostri figli.


Il guercio e nerboruto marinaio negli ultimi mesi è tornato più che mai di gran moda, nei negozi di abbigliamento sono spuntati alcuni capi con la comicissima Olivia (primo modello di donna grissino della storia) ovviamente nel più classico stile navy le T-shirt sono a righe.




Ho controllato la programmazione, se volete farvi quattro risate con Braccio di Ferro, Olivia, Bruto, e Pisellino (il mio preferito!) l'appuntamento da non perdere è per tutti i giorni alle 15.35, alle 19.40 e per finire alle 23.50 su Rai Gulp (digitale terrestre).