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mercoledì 26 gennaio 2011

Generazione Superboys


Tendo a suddividere i fruitori dei cartoni in Italia in tre generazioni: quelli che hanno conosciuto goldrake con la RAI, quelli cresciuti a pane e Bim Bum Bam e poi una terza generazione non ben identificabile, se non con una generica collocazione temporale post '90, che guardano cartoni non ben differenziati fra di loro. E' alle produzioni care alle prime due generazioni che si dedica la Fortezza, rinunciando a incursioni nel desolante panorama più recente che, comunque, in mezzo a tanti prodotti scialbi offre qualche perla come Berserk.
Correndo il rischio essere semplicista, identificherei la prima generazione con i cartoni  passati principalmente sulle TV locali, geniali e genuini quelli americani (si pensi alla produzione Hanna & Barbera), più a tinte forti quelli giapponesi, spesso maliziosi e violenti (si pensi al primo Lupin, a Bem, l'Uomo Tigre, Judo Boy...) e sempre in grado di lasciare un segno indelebile nei nostri ricordi. La seconda generazione è quella del boom, l'associo all'espansione delle reti mediaset, è quella di una nuova serie ad ogni stagione, prodotti generalmente più edulcorati ma con storie non meno appassionanti perché spesso interpretano i sogni dei bambini e li proiettano verso il loro futuro, verso quello che vorrebbero fare da grandi, nelle mille possibilità offerte dalle maghette di turno che possono trasformarsi in rockstars (Creamy), prestigiatrici (Magica Emi), ecc. oppure nei campioni degli sport più variegati.  E a proposito di sport e, in particolare a proposito di quello che nel nostro Paese è lo sport per eccellenza, si potrebbe confrontare tali generazioni attraverso i loro due cartoni calcistici più rappresentativi: Arrivano i superboys e Holly & Benji.
In questi due anime riconosco le contrapposizioni: più crudo realismo e introspezione da una parte, più sogno e magia dall'altra. Arrivano i superboys è,a mio parere, un anime con l'anima, dove i sacrifici e gli allenamenti hanno un ruolo più centrale rispetto alle partite vinte, i protagonisti hanno personalità profondamente demarcate anche con i loro egoismi e impulsività (altro che buoni sentimenti e buonismi di Holly & Co) e, nonostante i famosi tiri ovalizzanti e ad effetto di Shingo Tamai, siamo lontani dalle coreografie fini a sè stesse delle catapulte dei fratelli Derrick. Sarà che ai miei tempi si giocava per strada e Arrivano i superboys interpreta meglio il calcio vissuto ai bordi di periferia, ma io lo preferisco di gran lunga a Holly & Benji (che peraltro ha la grave pecca dei ritmi lentissimi!), facendomi identificare ancora una volta in quella che potrei definire la Generazione Superboys. A dispetto di quanto stabilirebbe l'età anagrafica.

giovedì 4 dicembre 2008

Arriva Bem!

Bem, il mostro umano. Il primo e unico cartone animato horror, al limite dello splatter, visto sui nostri schermi. E' difficile, per chi non lo ha mai visto, credere quanto un prodotto dell'animazione riesca essere così spaventoso, per la trama, per i dettagli cruenti, per la colonna sonora inquietante, per le immagini cupe.
C'era una vecchia, orribile a vedersi, che cavava gli occhi ai bambini : voleva darli a sua nipote, una bambina (in realtà la proiezione dei suoi desideri) che viveva in un sottorraneo a cui si accedeva da una tomba e dormiva su un cumulo di resti umani. Ma ogni caccia, per la vecchia, aveva un esito insoddisfacente: lei cercava gli occhi verdi e quelli che aveva preso, per l'ennesima volta, erano castani!
Questa è la trama della puntata che mi tolse il sonno quando avevo meno degli anni che si possono contare sulla punta delle dita di una mano. Calava la sera e vivevo il colore dei miei occhi come una minaccia.
Le proteste di mia madre non erano servite a dissuadarmi dall'appuntamento quotidiano su TeleNorba e neppure le mani nodose e con le unghie ad artiglio che si vedevano uscire dalla nuda terra dei cimiteri e che, e nei miei incubi, mi prendevano, spuntando direttamente dal materasso.
Ma quella puntata giuro che mi terrorizzò. E per un bel po'dissi addio Bem, Bero e Bera i protagonisti della serie, mostri più umani di certi umani mostri.
Perché Bem, Bero e Bera sono tre spettri, tre essere indefiniti, nati da un esperimento di laboratorio. Li chiamiamo mostri per il loro aspetto, anzi, duplice aspetto: quello originale decisamente mostruoso e quello che presentano quando assumono fattezze umane. Umane a parte le mani con tre dita, la strana carnagione, le orecchie a punta e gli occhi gialli di Bero, i canini appuntiti di Bera e gli occhi senza pupille di Bem.
In realtà, mostrano una sensibilità e una solidarietà nei confronti degli umani superiore a quella che gli umani nutrono verso la propria specie, difendendoli, a rischio della propria vita, da mostri, fantasmi, uomini-lupo, bestie demoniache e vampiri. Ne ricavano in cambio indifferenza e diffidenza perché con i loro poteri e la straordinaria forza possono vincere contro qualunque maledizione ma non contro il pregiudizio. L'unica eccezione in una specie umana descritta così ottusa e arida è costituita dai bambini: spesso sono loro che rendono possibile il contatto tra i tre spettri e le comunità umane. Eppure Bem, Bero e Bera, comprendono la debolezza umana e, nonostante tutto, continuano a sperare di diventarlo essi stessi, un sogno che è destinato ad infrangersi perché questo anime è angoscia pura dalla prima all'ultima puntata e non ci può essere nessun lieto fine ad allentare la tensione. Anzi, l'atto finale sarà più tremendo di quanto ci si possa aspettare. Tragico, ingiusto ma con un flebilissimo segnale di speranza, nonostante tutto.
Ci si possono vedere tante metafore in ogni singolo aspetto di questo anime, unico nel suo genere e decisamente rivoluzionario per l'anno di produzione (1967).
Spaventoso e ricco di spunti di riflessione. Madri che, impossessate dagli spiriti, mangiano i loro bambini, le madri che sono minaccia e non più protezione per i loro cuccioli. Un tabù infranto e, al contempo, un dato attualissimo difficile, per la nostra ragione, da comprendere ed accettare.
Su questo si basava una delle puntate che più mi ha colpito: recentemente ho rivisto tutta la serie. Sono passati molti anni dalle mani che - immaginavo - uscissero dal materasso ma la capacità di questo anime di impressionarmi non si è molto ridimensionata soprattutto nelle puntate con il doppiaggio e le musiche originali.
Bem, il mostro umano (questo il titolo originale) non ha avuto vita facile sui nostri schermi a causa delle proteste delle associazioni dei genitori che non lo ritenevano un prodotto adatto ai bambini. Infatti, non è un prodotto per i bambini come ha ben compreso MTV che lo ha ritrasmesso qualche stagione fa, dopo tanti anni di assenza, alle 22 con un nuovo doppiaggio che, a mio parere, lo rende meno inquientante.
Da segnalare la sigla, la più splatter che si sia mai sentita, «...dell'impiccato lui fa un fagotto, lo pesta a sangue con un cazzotto...», cantata dall'azzecatissima voce profonda di Nico Fidenco, autore della stessa.

LA SIGLA


P.S. Qualche tempo fa trovai un bellissimo sito tutto dedicato a Bem con la possibilità di ascoltare le sue BGM. Non riesco più a trovarlo in rete. C'è qualcuno che può segnalarmi il link?

lunedì 3 dicembre 2007

Sondaggio: i migliori interpreti di sigle di cartoni animati

Come potete vedere, a sinistra è presente un bellissimo e geniale sondaggio, non a caso proposto da me, su quali siano i migliori interpreti delle sigle dei cartoni animati.

Ho pensato di scrivere questo post per rinfrescarvi la memoria sui vari gruppi a cui potete dare la vostra preferenza, in maniera che, data l'importanza dell'esito del sondaggio, il vostro sia un voto consapevole e informato.


La fretta di pubblicare il sondaggio mi ha spinto a commettere l'imperdonabile errore di escludere dalle possibili risposte i mitici Rockin' Horse, interpreti tra le tante , della sigla di Candy Candy e di Fantaman. Pazienza, avete comunque delle valide alternative tra cui scegliere:




1) RICCARDO ZARA E I CAVALIERI DEL RE
Alcune delle sigle interpretate:

Ransie la strega

Yattaman

L'uomo tigre

Coccinella

Gigi la Trottola

Calendarman

Lady Oscar

I predatori del tempo


2) CRISTINA D'AVENA

Alcune delle sigle interpretate:

Georgie

Il Tulipano Nero

Pollon

Nanà Supergirl

Memole dolce Memole

I Puffi

Kiss me Licia



3) NICO FIDENCO

Alcune delle sigle interpretate:

Don Chuck il castoro

Jenny la tennista

Sam il ragazzo del West

Bem

Hela Supergirl



4) I MICRONAUTI

Alcune delle sigle interpretate:

Daitarn III

Capitan futuro (Capitan Futuro, gran capitano - sigla di coda)

Tekkaman



5) OLIVER ONIONS

Alcune delle sigle interpretate:

Galaxy Express 999

Doraemon

Sandokan (e un numero imprecisato di sigle dei film di Bud Spencer e Terence Hill)