Visualizzazione post con etichetta Lady Georgie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lady Georgie. Mostra tutti i post

domenica 29 marzo 2009

...Dai biondi capelli dorati (e ritinti)


Segnalo, per i nostalgici e non, la ristampa in versione deluxe del manga di GEORGIE ad opera della Magic Press (o meglio della MX, sua costola dedicata specificamente alla pubblicazione di manga).
Una succulenta occasione per recuperare un fumetto famoso, interessante ed inaspettatamente "adulto" rispetto a quello che il suo stile di disegno potrebbe suggerire.
Del resto, delle polemiche legate a questa saga dagli echi incestuosi, la "generazione Fortezza" di solito ha avuto modo di discuterne con amici o parenti almeno una o due volte nella vita, soprattutto grazie alla fama del plurireplicato ed ipercensurato cartone omonimo.

E chissà che magari questa nostalgica linea editoriale non porti a pubblicare il manga -che io sappia, qui da noi mai pubblicato in maniera integrale e fedele all'originale- dell'altrettanto ricciolina e discussa (per lo più odiata) CANDY CANDY...

martedì 11 dicembre 2007

Lady Georgie: tutta la storia per filo e per segno.

In seguito al quiz lanciatovi nell’ultima puntata di questo blog, vi parlo di Lady Georgie. Spero che questo post sia il primo di una lunga serie di recensioni semiserie di vari cartoni della nostra infanzia.
Dedicato a chi non sta più nella pelle, per chi queste notti le ha passate in bianco in attesa che venisse svelato l’arcano, per chi con enfasi amletica si chiedeva se Georgie fosse convolata a nozze con il suo primo amore Lowell o avesse scelto l’amore incestuoso di uno dei suoi fratelli, che poi non erano sui fratelli. E, in tal caso, se avesse preferito l’amore rassicurante e altruista di Arthur a o quello passionale e egoistico di Abel. Ma, soprattutto, dedicato ai più, quelli a cui non gliene frega nulla.

LA TRAMA
Georgie è una ragazza che vive nell'Australia dell'epoca coloniale vittoriana insieme a quella che crede sia la sua famiglia di sempre: i Buttman.
Papà, mamma Mary e i fratelli Abel e Arthur in realtà la adottarono quando la trovarono, ancora neonata, tra le braccia di una donna morente, schiacciata dal tronco di un albero. Il suo vero padre era un deportato inglese; a quell'epoca, infatti, la deportazione verso le più sperdute colonie dell'Inghilterra costituiva la punizione che spettava a chi si macchiava dei delitti più gravi.
Georgie cresce spensierata con Abel e Arthur ma alla sua spensieratezza si oppongono i crescenti conflitti nell'animo degli altri personaggi che sono a conoscenza della verità.
Sua madre, infatti, dolcissima con Abel e Arthur, si mostra sempre un po' ostile nei suoi confonti, combattuta tra la voglia di fare da madre all'affettuosa Georgie, il rancore per la perdita prematura del marito morto per salvare Georgie da una situazione molto pericolosa e il terrore che i suoi due figli, legatissimi alla loro "sorella", possano nutrire per lei dei sentimenti diversi dal normale affetto familiare, arrivando allo scontro. In effetti, questo timore è più che fondato: crescendo, i due bei giovincelli sono sempre più attratti dalla bellezza e dal candore di Georgie, arrivando a sognare un futuro con lei. In questa vicenda vengono fuori le diverse personalità dei due fratelli. Abel, l'amore passionale, impulsivo, egoistico, vorrebbe concretizzare il suo sogno di sposare Georgie e questo lo porta in più occasioni ad essere ad un passo dal rivelarle la sua storia e a dichiararle i suoi sentimenti. Arthur, l'amore razionale, altruista, mette da parte le sue emozioni, per non rovinare l'illusione di Georgie di esser parte di quella famiglia; un po', anche per la sincera devozione che prova nei confronti di Abel.
L'arrivo in Australia di Lowell, un giovane aristocratico inglese, rivoluziona la vita dei Buttman. Georgie e Lowell si innamorano perdutamente uno dell'altra causando la gelosia di Abel, nel frattempo diventato marinaio nel tentativo di dimenticare Georgie. Lowell riparte alla volta di Londra con la promessa di sciogliere il suo fidanzamento deciso a tavolino con Elise, nipote del duca Dangering, uomo molto considerato alla corte della regina. Ma, nel frattempo, mamma Mary socpre la relazione di Georgie e Lowell e si scaglia contro la ragazza accusandola di essere una svergoggnaaata, rinfacciandole di essere la figlia di un farabutto di deportato e cacciandola di casa. Il colpo per Georgie è durissimo. Fuggendo di casa cade nel fiume e viene solo in extremis salvata da Arthur che la porta a casa di zio Kevin, un personaggio che costituisce una continua spalla e guida per i tre ragazzi. Qui, si vede una delle scene più scottanti del cartone: Arthur, per scaldare il corpo nudo di Georgie gravemente assiderato, si denuda e si distende su di lei. Il giorno dopo Abel, sentendosi libero di amare Georgie, appena ristabilita, le dichiara il suo amore ma questa, affranta, decide di partire per Londra per ricongiungersi con Lowell e cercare di trovare tracce della sua vera famiglia. Così, tagliati i capelli e travestitasi da marinaio, si imbarca come mozzo mentre in Australia ha luogo la tragedia: Abel vuole seguire Georgie ma viene fermato da Arthur che ritiene che ella debba essere lasciata libera di inseguire la sua felicità. I due fratelli arrivano alle mani ma Abel ha la meglio e riesce ad imbarcarsi. Mamma Mary pentita per aver scacciato Georgie e amareggiata per la rivalità fra i suoi due adorati figli muore di crepacuore tra le braccia di Arthur.
Giunta a Londra, Georgie si ricongiunge a Lowell che rompe il fidanzamento con Elise. Tuttavia, gli uomini del duca Dangering minacciano la vita della novella coppia, costretta alla fuga e quindi ad una vita di stenti. La malattia che colpisce Lowell è un altro duro colpo per Georgie che, nonostante il suo impegno nel lavorare come sarta, non riesce a provvedere alle cure necessarie a guarirlo. Ed è così che quando Lowell è colto dall'ennesimo malore, col cuore a pezzi, lo riporta a casa di Elise che potrà occuparsi di lui in maniera più adeguata. Durante la permanenza a Londra, Georgie, legata al passato da un braccialetto che era stato di sua madre, aveva scoperto che suo padre, un certo Conte Gerarld, era stato deportato perché accusato di un complotto contro la regina. Inoltre, in diverse occasioni aveva incontrato un ragazzo molto malinconico identico ad Arthur: tutti lo chiamavano Kain e si diceva fosse il fidanzato con Maria, un'altra nipote, questa giovanissima, del duca Dangering. Georgie è convinta che si tratti di Arthur ma lui afferma di non conoscerla.
Dopo qualche tempo, Georgie incontra casualmente Abel, anche lui convinto che quel Kain sia proprio Arthur. Abel scopre che Arthur è prigioniero del Duca Dangering perché evidentemente a conoscenza di qualche segreto che non avrebbe dovuto scoprire. Da questo punto in poi abbiamo due finali.

FINALE DELLA SERIE TV
Il vero padre di Georgie, tramite le informazioni che riesce ad acquisire quando ritrova il bracciale che Georgie aveva messo in vendita per pagare le cure di Lowell, ritrova la sua adorata figlia e insieme ad Abel progetta un piano per liberare Arthur. In questo vengono aiutati dalla "fidanzatina" di Kain, sinceramente innamorata di lui, che preferisce ridargli la libertà anziché vederlo ridotto prigioniero. Devono stare attenti al perfido Irwin, fratello di Maria e nipote prediletto del duca Dangering, il cui ruolo nel cartone non è ben chiaro. Infatti, la tensione fra Arthur e Irwin è palpabile ma non se ne conoscono i motivi.
Con la liberazione di Arthur si scopre il segreto tanto temuto dal duca Dangering: è stato lui a complottare contro la regina e non il padre di Georgie, accusato ingiustamente. Trovate le prove di questa tesi, il conte Gerald viene riabilitato e può uscire dalla clandestinità in cui vive. Georgie, rassegnata all'impossibilità della storia con Lowell, decide di tornare in Australia con i suoi fratelli per tornare a vivere come un tempo.

FINALE DEL MANGA
Arthur conduce una vita di inferno: il fratello di Maria, Irwin, nipote prediletto del duca Dangering, è innamorato di lui e gli somministra grossi quantitativi di droga per poterlo costringere con la violenza a rapporti omosessuali. Arthur sopporta tutto con stoicità, cercando di scappare ma allo stesso tempo senza coinvolgere Georgie e Abel per non metterli in pericolo. Dopo il fallimento dell'ennesimo tentativo di fuga, Arthur, non rassegnandosi ad una vita di droga e violenza, tenta il suicidio tagliandosi le vene ma viene salvato in extremis da Irwin. Il vero padre di Georgie, tramite le informazioni che riesce ad acquisire quando ritrova il bracciale che Georgie aveva messo in vendita per pagare le cure di Lowell, ritrova la sua adorata figlia e insieme ad Abel progetta un piano per liberare Arthur. In questo vengono aiutati dalla "fidanzatina" di Kain, sinceramente innamorata di lui, che preferisce perderlo ridandogli la libertà anziché vederlo ridotto prigioniero. Abel si introduce nelle segrete dove Arthur è tenuto prigioniero e si sostituisce a lui (i due fratelli si somigliano molto fisicamente) fiducioso che Arthur, libero, possa tornare a liberarlo dopo aver svelato a tutti il segreto del duca Dangering: è stato lui ad ordire il complotto contro la regina facendo ricadere la colpa sul padre di Georgie. Ma le cose precipitano: Irwin va nelle segrete per soddisfare i suoi perversi bisogni ma Abel, molestato, lo ammazza. Arthur ritrova Georgie e le racconta la verità sul complotto contro la regina ma poco dopo, in crisi di astinenza e provato dalle violenze subite, Arthur si suicida buttandosi nel Tamigi sotto gli occhi increduli e disperati di Georgie. Questa, comunque, si fa coraggio e assieme al conte Gerald cercano le prove della colpevolezza di Dangering per poter liberare Abel che, in seguito all'assassinio di Irwin, viene condannato a morte.
La notte prima dell'esecuzione, Georgie, rendendosi conto dei sentimenti che prova per Abel e disperata all'idea di perderlo, con l'aiuto di Maria, si introduce nella cella di Abel, passando una calda notte con lui e promettendogli di riuscire a raccogliere le prove prima dell'esecuzione. Il giorno seguente i soldati della regina giungono appena in tempo per fermare l'esecuzione di Abel e far arrestare il duca Dangering ma, questo, in preda all'ira spara ad Abel uccidendolo. La disperazione di Georgie è grandissima e non è alleviata neppure dalla lieta notizia di aspettare un bambino. Il padre le sta vicino fino a farle recuperare fiducia finché Georgie decide di crescere il suo bambino in Australia, in quella terra dove è stata felice. Un giorno, giocando con il suo bambino, nelle verdi praterie australiane scorge Arthur, miracolosamente sopravvissuto. Da quel momento lei, Arthur e Abel Junior vivranno per sempre insieme.

Il soggetto è di Man Izawa mentre il disegno è della bravissima Yumiko Igarashi dagli incantevoli disegni ammirati anche in Candy Candy
La sigla è una delle più belle di una giovanissima Cristina D'Avena (il testo lo trovate qui)

mercoledì 5 dicembre 2007

QUIZ: Chi è il padre del figlio di Georgie?

Guardate questa foto:




E' Georgie con il suo bel pargoletto. Sì, perché la storia per educande mandata in onda su Italia 1 nulla ha a che fare con la vera storia di Georgie che, in un precedente post, ho definito più meretrice della meretrix per eccellenza: Brooke di Beautiful!
E vi assicuro che le similitudini fra questi due personaggi che, apparentemente non c'entrano nulla, non si limitano solo ai biondi capelli dorati e due occhi azzurri brillanti e vivaci.
In attesa di rivelarvi tutto quello che avreste sempre voluto sapere ma non avete mai osato chiedere sui retroscena piccanti di questa serie, trasformata per la TV in una storiella da bambini, sono curiosa di ascoltare, pardon, leggere, le vostre ipotesi.
Vi propongo quindi questo cartoon quiz: Chi è il padre del figlio di Georgie?

1) "ArabaFenice, non esagerare...tutti oggi, ma forse anche ieri, hanno rapporti prematrimoniali... quindi non vedo tutto sto scandalo se Georgie si è fatta mettere incinta dal fidanzato storico Lowell"
2)"Ci sono, ci sono... Georgie, ubriacatasi col pudding ad una festa, si concede a quel gran furbacchione del vecchio Duca Dangering che, preoccupato per lo scandalo, la scarica e le da un mucchio di soldi per sparire"
3) "In realtà, Georgie, in un moto di compassione, si concede al vecchio Duca Dangering che, saputo della sua gravidanza, la fa sposare a suo figlio Arwin, cosicché da dare un padre al nascituro senza creare scandali"
4) "Quella ingenua di Georgie, pensando di giocare al dottore, si fa ingravidare da suo fratello Arthur"
5)"Io penso che la carne sia debole e Georgie abbia passato una notte di fuoco con il suo bello e passionale fratello Abel"
6) "Georgie, distrutta dal dolore per aver dovuto lasciare Lowell, si fa consolare da uno sconosciuto londinese. Solo successivamente scopre che si tratta di suo padre".
7) "Georgie, avendo le scatole piene degli uomini di questa soap-opera, ricorre all'inseminazione artificiale"
8) "Georgie, dopo la parentesi londinese, torna in Australia e decide di fare perdere la verginità al vecchio zio Kevin"
9) "Georgie, stufa della vita da contadina, diventa la favorita del re e decide di dargli un figlio per assicurarsi vitto, alloggio e una lauta paghetta"
10) "Difficile a dirsi. Date le abitudini di Georgie, ci vorrebbe il test del DNA. Diciamo che è un figlio in cooperativa".

venerdì 16 novembre 2007

I bambini degli anni 80 e i cartoni

I bambini degli anni 80. Voglio parlarvi di loro, della loro infanzia, delle loro abitudini, dei loro miti, dei giochi che facevano quando nessuno ancora si preoccupava di controllare il marchio CEI sui loro giocattoli o che i pennarelli per il disegno fossero atossici. Di quando, alla fine dell’anno scolastico, ci si avvicinava con le palpitazioni a mille ai quadri dei risultati per la paura di essere bocciati o rimandati. Le bocciature potevano essere causa di belle tirate d’orecchie, di rimproveri e di punizioni ma mai causa del trauma psicologico che oggi, invece, pare il principale motivo di apprensione tra i genitori.
Non posso fare a meno di chiedermi se quelli che erano bambini negli anni 80 oggi devono la loro immunità verso i suddetti traumi al fatto che vedessero cartoni animati che si chiamassero semplicemente Candy Candy o Heidi o Ufo robot e cosa sarebbero diventati se invece avessero guardato cartoni dai titoli più attuali come Curiosando nei cortili del cuore sotto un incantesimo dischiuso ai confini delle porte del tempo che già a pronunciarlo ci si compromettono le facoltà mentali.
Dovremmo ringraziare innanzitutto le emittenti locali che, oltre a farci conoscere per primi i comici che poi hanno successo a Zelig e simili, ci hanno permesso di godere delle testimonianze di una forma di arte - i cartoni animati appunto - che purtroppo non viene riconosciuta tale da un bacchettoneria diffusa che vuole vederli esclusivamente come prodotto per bambini, tra l’altro ritenuti - erroneamente - completamente incapaci di filtrare ciò che viene proposto loro. Questo bigottismo, oltre a giustificare una serie intollerabile di tagli e censure, ha portato alla completa eliminazione dai palinsesti delle reti nazionali di alcuni cartoni animati, soprattutto le serie robotiche giapponesi. Insomma, non fosse stato per queste emittenti non avremmo mai avuto la fortuna di assistere ai sanguinosi combattimenti tra uomo tigre e maschera di morte né avremmo mai potuto vedere Hiroshi Shiba che, al grido di "Miwa, lanciami i componenti!", si trasformava nel nano-robot d’acciaio Jeeg, nano robot perché, con i suoi 15 metri di altezza (come ho potuto stimare sulla base di accurate osservazioni), non arrivava neppure al ginocchio del portentoso Daitarn III alto ben 120 metri. Ora, dopo aver visto la schiena di uomo tigre infilzata da una tavola di legno, come potevamo osare lamentarci per un ginocchio sbucciato?? Quale trauma psicologico poteva scaturire da una bacchettata sulle mani da parte del maestro quando i nostri beniamini più sfigati, da Lovely Sarah a Remì, erano senza famiglia, senza un soldo, senza una casa, senza nemmeno la speranza di vincere al superenalotto e chi più ne ha più ne metta???? Onestamente il trauma più grande della mia infanzia è stato scoprire che Koji Kabuto, il pilota del Mazinga Z, che il doppiaggio italiano ha voluto rinominare Rio, è Alcor che compare in Ufo Robot. Mi spiego meglio: a causa della mania dei nostri doppiatori di cambiare nome ai personaggi non ho colto la continuità di storia tra Mazinga Z e Ufo Robot e ho passato tutte le puntate de Il grande Mazinga a chiedermi perché avessero mandato in prepensionamento Rio (anzi Koji), rimpiazzandolo con Tetzuya, mentre in realtà egli si era trasferito in America per combattere il pericolo alieno a fianco di Actarus (anzi Duke Fleed). Un errore di doppiaggio ha portato a farmi credere che quello che era in realtà un eroe senza paura, senza macchia e soprattutto senza un attimo di sosta fosse uno scansafatiche pronto ad approfittare della prima occasione per svignarsela!
Quello sì che è stato un trauma quasi al pari di quello che ho subito nello scoprire che Candy non sposa Terence ma Albert e che la storia di Lady Georgie, che è nato come un cartone animato per adulti, è stata completamente stravolta dalla censura: la vera storia della piccola cara Georgie farebbe impallidire anche i più abituati ai vergognosi scandali di Beautiful. Detto tra noi, a Georgie, Brooke le fa un baffo.
Ai nostri tempi c’erano cartoni per tutti i gusti: le già citate serie robotiche, con un filone serio (il grande Mazinga, Jeeg, Godsigma, Gundam, ecc.) e uno più parodistico (Daitarn III, Trider G7), le interminabili avventure di sfigati di vario genere (Remì, Candy, Peline,..) che spesso erano anche orfani così potevano girare il mondo senza dover dare conto a nessuno, le serie con le maghette che potevano trasformarsi da mocciose qualsiasi in rockstar o grandi prestigiatrici (magica Emi, Creamy, …). E poi, ancora, le serie sportive (Mila e Shiro, Holly e Benji e Flic&Floc vari), le guerre spaziali (Capitan Harlock, Capitan Futuro, Starzinger, …), i viaggi spazio-temporali (Calendarman, I predatori del tempo, Yattaman,..), quelle incentrate sulla vita degli animali (Don Chuck Castoro, La Banda dei Ranocchi,...) e addirittura le serie horror (Bem, Devilman) e horror-umoristiche (Kitaro del Gegege, Carletto il principe dei mostri) e altri generi ancora.
Potrei elencarvene a centinaia tanta era la varietà ma molte scelte, come quella di prendere come il leader di un gruppo di eroi sempre il più belloccio e ribelle affiancandolo con uno spilungone e un grassone, erano ricorrenti. Abbiamo imparato la storia con Lady Oscar e la mitologia greca con Pollon. Che nostalgia!
Gli esperti puntano il dito contro certi tipi di cartoni animati, accusandoli di violenza e sconsigliandone la visione ma mi chiedo che senso abbia quando, anche grazie ai reality, la volgarità è in diretta in qualsiasi fascia oraria. Non suona un po’ falso censurare l’inquadratura sulla generosa scollatura di Margot (anzi Fujiko) quando veline, letterine, schedine, paginine, libricine sono sempre meno vestite? Che senso ha far fuori Mazinga e trasmettere poi scene di violenza inaudita durante le varie trasmissioni? Di questo passo ben presto uccideranno anche Tom & Jerry oltre che l’Uomo Ragno e la cosa più grave è che ciò potrebbe diventare lo spunto per una nuova canzone degli 883. Per me si tratta della solita ipocrisia: la verità è che questi cartoni, divertendoci, ci hanno presentato come valori positivi il coraggio, la forza di volontà, l’altruismo, la lotta alle forze del male e ci hanno trasmesso un forte senso di giustizia.