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lunedì 3 ottobre 2016

Un mondo di pensieri in libertà


[cartoons] OMG! Non posso credere di non aver ancora dedicato interamente un post al cartone per eccellenza, almeno sul piano della notorietà! E allora quale migliore occasione adesso che ha appena compiuto 40 anni? Mi riferisco al cartone Candy Candy, che pur non essendo al gradino più alto del mio podio (ma non ne è neppure tanto lontano, essendo un gran bel cartone), insieme all'Uomo Tigre, è il cartone più importante della mia infanzia per quantità di tempo speso a guardarlo, un grande ammontare di ore dovuto sia al fatto che la serie è molto lunga che al fatto che ho rivisto l'intera serie un numero indefinito o forse infinito di volte, complice la programmazione in orari comodi (a pranzo, appena tornata da scuola su Italia1  oppure nel tardo pomeriggio, finiti i compiti, su Telenorba). Ma non è solo merito della programmazione ripetuta  e congeniale: è una serie che. come le favole, che le riascolteresti più e più volte,  si lascia guardare e riguardare volentieri perché è una storia che si evolve nel tempo e manca di quello schema ripetitivo che contraddistingue moltissime serie animate, come, per esempio,  quelle dei robot (ad ogni episodio c'è un piano del cattivo di turno, un nuovo robot nemico da cui diventa sempre più difficile difendersi ma, alla fine, i buoni hanno ragione dei cattivi ).
Sebbene la storia di Candice White, detta Candy, la conoscano pure le pietre di un isolato sentiero di montagna, forse persino le specie di animali sconosciute che vivono in Papua Nuova Guinea, spendo qualche parola sulla trama, per uniformità con gli altri post e per la velleità un po' enciclopedistica che mi sono data da quando ho ripreso in mano le redini del blog.

Candy è un orfana dai biondi capelli riccioluti e gli occhi pieni di stelline, in perfetto stile Yumiko Igarashi, autrice del manga da cui è tratto l'anime, che viene cresciuta nella casa di Pony, vicino al lago Michigan, l’anziana direttrice dell’orfanotrofio coadiuvata da Suor Maria. Suo amico per la vita, il procione lavatore Clean. Rispetto agli altri bambini, Candy spicca per le doti da leader, le abitudini da maschiaccio (in particolare è abilissima ad arrampicarsi sugli alberi e saltare da un ramo all’altro, cosa che in futuro le varrà il titolo di “Tarzan tutte lentiggini”), ma anche per generosità, altruismo, allegria e buon carattere. Fra tutti i bambini della casa di Pony, è particolarmente legata a Annie, un po’ una sorella per lei, anche in virtù del fatto che è stata ritrovata, ancora neonata, abbandonata tra la neve, lo stesso giorno in cui fu ritrovata lei stessa. Un incontro che segna la sua vita è quello con il bellissimo biondo principe della collina, di kilt vestito, che con un alone di mistero, interrompe l’esecuzione di un brano alla cornamusa e le si presenta con la frase “sei più carina quando ridi che quando piangi”, per poi sparire nuovamente col il suono della cornamusa, lasciando dietro di sé uno stemma metallico con un campanellino. Successivamente sia Annie che Candy vengono adottate da nobili famiglie facenti parte della stessa cricca di snob con la puzza sotto al naso, con la differenza che, mentre Annie trova dei veri genitori adottivi, Candy invece si ritrova in una vera famiglia di infami, i Legan, dove viene mandata a dormire in stalla con i cavalli e l’unico ruolo che le viene riservato è quello di vittima sacrificale per i viziati, malefici, bulli e annoiati figli dei Legan, i perfidi Neal e Iriza, con la completa complicità dei genitori. Qui, però Candy ha l’opportunità di conoscere i parenti dei Legan, gli Andrews, che, a parte la matriarca burbera e severa, zia Helroy, è composta tra persone piuttosto amabili, quali i fratelli Archie e Stear e il cugino Anthony, somigliante in maniera impressionante al principe della collina e che, anche per questo, oltre che alla evidente bontà d’animo del ragazzo, Candy inizierà a guardare subito con gli occhi a cuoricino. Alla fine, dopo numerose peripezie, compreso un rapimento da parte di trafficanti messicani, Candy sarà adottata dagli Andrews, per volere del suo capostipite, lo zio Williams, descritto come un vecchio solitario che nessuno ha mai incontrato di persona.
Nel frattempo Candy conosce un misterioso uomo, Albert, i cui lineamenti sono ben nascosti dalla capigliatura e la barba lunghe e folte e da grossi occhiali da sole (che porta anche di notte) che, a dispetto dell’aspetto da vagabondo, si dimostra una persona dal cuore tenero e generoso che tirerà fuori dai guai Candy in diverse situazioni nel corso della sua vita, comprese quelle che Candy si troverà a vivere oltreoceano, precisamente a Londra, dove Candy ma anche gli altri ragazzi della famiglia Andrews e, purtroppo, anche i Legan, verranno mandati a studiare in collegio, dopo la devastante morte di Anthony per una caduta da cavallo, evento che segna Candy più di chiunque altro.

In collegio, la Saint Paul School, Candy, ritrova Annie (che instaurerà un rapporto affettivo con Archie) e conosce una nuova amica, Patty, che, invece, farà coppia con Stear; inoltre, incontra Terence Grenchester, con cui avrà rapporto affettivo profondo, sebbene in apparenza fatto di dispettucci ed epiteti poco carini, soprattutto da parte di Terence che la canzona per le lentiggini e le abitudini da maschiaccio ma che, sotto sotto, l’ammira per il coraggio e la nobiltà d’animo. Il ragazzo, di carattere difficile e impertinente, l’aiuta a superare il pesante di lutto di Anthony mentre lei aiuta Terence a recuperare il rapporto con la madre, una famosa attrice allontanata dalla famiglia Grenchester per questa scelta “dissoluta”. E’ inutile dire che i malefici Iriza e Neal, per quella pura gratuita cattiveria che deriva da una vita senza scopi, continuano con le loro malefatte nei confronti di Candy, una cattiveria che si inasprisce quando Iriza, invaghitasi di Terence, percepisce il legame tra lui e Candy, arrivando, per gelosia, a ordire un intrigo che si concluderà con l’espulsione dal college dei due ragazzi, ormai apertamente dichiaratisi. Tuttavia, l’azione di Iriza non rimarrà impunita, giacché Terence vendicherà tutte le persone vittime di bullismo scolastico, con una bella sputazzata in faccia all’indirizzo di una Iriza in espressione adorante, ormai convinta di avere qualche chance in più con lui con Candy fuorigioco: una scena memorabile!




 
La narrazione ritorna in America, dove tutti i ragazzi vi ritorneranno: prima Candy e Terence in seguito all’espulsione; poi tutti gli altri, a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Candy e Terence, dopo l’espulsione, intrattenuti in isolamento, non hanno avuto la chance di ripartire insieme e quindi si ritrovano negli Stati Uniti, ciascuno a cercare la sua strada professionale, senza avere la chance di rivedersi (in un epoca priva di telefonini ma anche di cabine telefoniche). Candy comprende che la sua missione è quella di diventare un’infermiera, ruolo che svolge in maniera un po’ atipica (guadagnandosi il titolo di “signorina sbadatella”) ma mettendoci sempre tutto il cuore. Terence, segue le orme della madre, diventando un attore e cavalcando diversi palcoscenici. Ed è proprio grazie ad una locandina che Candy ha l’occasione di ritrovarlo, una felicità che dura poco, dato che la partner di scena di Terence, Susanna Marlowe, invaghita di lui, perde una gamba per salvarlo dalla caduta di un riflettore. Ai due non resta che dirsi addio, altra scena memorabile: a Terence non resta che rimanere con lei e a Candy di ritornare a Chicago da sola, dove avrà la possibilità di prendersi cura del vagabondo Albert che tanto l’ha aiutata nel corso della sua esistenza ma ora totalmente privo di memoria e per questo ricoverato nell’ospedale in cui lavora. Sbarbato e con i capelli più corti, Albert si scopre essere un bell’uomo e anche piuttosto giovane.




Albert rimane con Candy finché non riacquista la memoria e fa perdere la sue tracce.
Dopo varie peripezie ed eventi, inclusa la morte di Stear, partito come volontario per la guerra, e un improvviso quanto improbabile corteggiamento da parte di Neil (appoggiato da Irizia e il resto dei Legan, interessati al prestigio di un matrimonio con gli Andrews, famiglia più in alto nella gerarchia sociale), Candy conoscerà lo zio William, al quale vuole chiedere di essere esonerata dal dover sposare Neil, che si rivelerà essere proprio Albert che, oltretutto, è il fantomatico principe della collina, fratello minore della madre di Anthony (il che spiega la somiglianza fra i due).
Mentre il manga, mostra un finale in cui dopo l’amore adolescenziale (Anthony), quello passionale (Terence), Candy trova l’amore maturo e completo con Albert/principe della collina, l’anime, invece, con una serie di montaggi spiega che Susanna abbia rinunciato alla relazione, basata su senso di colpa, con Terence per lasciarlo libero di tornare con Candy e fa intendere in un lieto fine fra Candy e Terence, che si coronerà in matrimonio.

 Il cartone colpisce per la complessità della trama, fatta da tante storie, tanti personaggi, tante avventure tutte volte a dimostrare che alla fine la buona predisposizione d’animo di Candy, che riesce a perdonare ed essere empatica persino con i più balordi, persino con Iriza e Neil, unita al suo coraggio e alla tenacia, la portano a superare qualsiasi avversità, a cadere sempre in piedi e ripartire, più allegra di prima.
Quello che mi è sempre piaciuto di questo cartone animato, è la sua leggerezza e positività, diversamente da altri cartoni del genere “senza famiglia”. Gli eventi tragici e le conseguenti lacrime non mancano, ma c’è sempre quel messaggio di speranza, c’è l’episodio comico, c’è quella nota di autoironia da parte di Candy e ci sono incombenze e le nuove sfide, ci sono quei nuovi personaggi e le nuove storie che si intrecciano, che stemperano la drammaticità degli eventi e conferiscono un alone di realismo alla narrazione. Come nella vita, si va avanti. Si cade e ci si rialza. Candy è una vera e propria eroina, è quella che tende la mano agli emarginati e non mi riferisco solo ai barboni che va a coprire con uno scialle preso in prestito; mi riferisco a quelli che si auto-emarginano con il loro carattere scontroso (es. infermiera Flenny), quelli a cui l’esperienza di vita ha reso la scorza molto dura e il muro attorno a sé invalicabile. Candy, magari con un po’ di invadenza, pensa che ci sia sempre una ragione dietro questa chiusura e cerca di fare breccia in questo muro, il più delle volte, sciogliendone le fondamenta, per riscoprirci dietro un animo deluso o ferito ma fondamentalmente buono.
Questo, il più delle volte ma non sempre, perché restano personaggi, parlo di Iriza, senza possibilità di redenzione, caratterizzati da una totale assenza di una qualche qualità, un concentrato di viltà e perfidia gratuita che la rende più sgradevole di un qualsiasi autentico cattivo, perché meravigliosamente mediocre e verosimile alla tipica invidiosa della sfera familiare che, non ti ammazza, ma è sempre lì con quel ghigno a punzecchiare e mettere zizzania, in uno stillicidio di frecciatine e dispettucci, ed è tanto persistente da non demordere nemmeno davanti alla barriera della più totale indifferenza.
A pensarci bene, considerando la miriade di personaggi di questo anime, dai bambini dell’orfanotrofio, ai membri della nobilità, passando per i ragazzi del college (e penso alla vigliaccheria e assenza di personalità delle amiche di Iriza), fino alle infermiere colleghe di Candy nonché ai suoi pazienti, questo anime è un bel campionario di ritratti (e casi) umani!

Candy Candy è stata soggetto di merchandising. In particolare, sono state realizzate bambole di Candy Candy in diverse misure, versioni di Candy Candy (come Candy Candy infermiera) in stile e dimensioni "Barbie" e anche in versione "fiammiferina" di cui ancora conservo degli esemplari.
Naturalmente, non posso non menzionare la mitica sigla dei Rockin Horse (purtroppo sostituita da quella musica informe e smielata di Dolce Candy di Cristina D'avena).

 

 Bellissime immagini dal manga:

 

PERSONAGGI
Candy WhiteMiss PonySuor Maria
Annie BrownIl principe della collinaTom
ArchieStearAnthony
Zia ElroyAlbertClean
IrizaNeilSignora Legan
TerencePattySuor Grey
Susanna MarlowFlanny

martedì 24 febbraio 2009

Un angelo biondo

Gli anni ’80 come abbiamo più volte ripetuto furono anni d’oro per il mondo dei cartoni animati, in special modo per quelli Giapponesi ed è infatti di quel periodo e per la precisione del 1979 il cartone animato del quale voglio parlarvi: “Hana No Ko Lun Lun” che sugli schermi italiani arrivò un paio di anni più tardi con il dolce titolo “Lulù l’angelo dei fiori”.
Arriva dal cantone francese della Svizzera la bella Lulù, una biondissima ragazzina che vive in compagnia dei nonni fiorai. Al compimento del suo dodicesimo anno di età riceve la visita di due folletti del pianeta Stella dei Fiori che per l’occasione di materializzano sotto le mentite spoglie di un cane (Dundù) e un gatto (Nanà). Come ogni cartone animato che si rispetti Dundù e Nanà sono animali parlanti e pertanto rivelano a Lulù che lei è l’ultima discendente degli Angeli dei Fiori, un popolo che anni prima viveva sulla Terra con gli umani, ma quando gli uomini cominciarono a diventare cattivi,ì gli angeli (buoni) furono costretti ad emigrare e rifugiarsi su una stella lontana milioni di anni luce. 
Affinché il figlio del re degli angeli possa subentrare al padre deceduto ed evitare che il popolo si estingua, Lulù dovrà adoperarsi per recuperare il magico Fiore dai Sette Colori (che io ho cercato per l’intera infanzia). Per assolvere l’ardito compito la biondina avrà il completo appoggio dei suoi folletti (il cane e il gatto) e soprattutto il potere di una spilla magica che riflettendo la luce di un fiore, le permette di trasformarsi in un’altra persona. Nel viaggio di Lulù non poteva mancare il principe azzurro ovvero Celi, un bel ragazzo sempre pronto a tirarla fuori dai guai, ad esempio quando la spilla magica di Lulù si rompe è proprio Celi che gliene da una nuova (chissà come mai! ) e molto importante è quello che fa Celi ogni qual volta la ragazza lascia il luogo in cui è stata in cerca del fiore: il ragazzo si premura di donare semi di fiori agli abitanti in ricordo di Lulù. 
Yabok e Togenicia pronti a prendere il comando della Stella dei Fiori sono gli impuniti che cercano in ogni modo di ostacolare la temeraria Lulù che alla fine riuscirà a trovare il tanto agognato tesoro proprio nel giardino della casa dei nonni. 
Ora come abbia fatto il fiore ad arrivare proprio li io non l’ho mai capito, gli abitanti a cui Celi lasciava i semi li restituivano molto probabilmente al nonno di Lulù che come effetto collaterale dopo averli piantati tutti quanti hanno dato vita al Fiore dai Sette Colori.
Una volta in possesso del fiore Lulù lo porta agli Angeli e così scopre che il principe ereditario altri non è che il suo “amico” Celi, il lieto fine non può mancare: Celi rinuncia al trono per sposare la sua amata e vivere con lei sulla Terra felici e contenti. 
“Lulù l’angelo dei Fiori” è sicuramente indirizzato più alle femminucce che ai maschietti ma credo che a suo tempo sia riuscito a riscuotere un buon successo da ambo le parti, merito anche della strepitosa colonna sonora cantata dai Rocking Horse (gli stessi di Candy Candy per intenderci) con la quale vi lascio. 

Cliccate sulla freccia PLAY per avviare la clip. 






Photo Credits: Lulù l'angelo dei fiori (E' un sito dedicato esclusivamente a Lulù).

lunedì 3 dicembre 2007

Sondaggio: i migliori interpreti di sigle di cartoni animati

Come potete vedere, a sinistra è presente un bellissimo e geniale sondaggio, non a caso proposto da me, su quali siano i migliori interpreti delle sigle dei cartoni animati.

Ho pensato di scrivere questo post per rinfrescarvi la memoria sui vari gruppi a cui potete dare la vostra preferenza, in maniera che, data l'importanza dell'esito del sondaggio, il vostro sia un voto consapevole e informato.


La fretta di pubblicare il sondaggio mi ha spinto a commettere l'imperdonabile errore di escludere dalle possibili risposte i mitici Rockin' Horse, interpreti tra le tante , della sigla di Candy Candy e di Fantaman. Pazienza, avete comunque delle valide alternative tra cui scegliere:




1) RICCARDO ZARA E I CAVALIERI DEL RE
Alcune delle sigle interpretate:

Ransie la strega

Yattaman

L'uomo tigre

Coccinella

Gigi la Trottola

Calendarman

Lady Oscar

I predatori del tempo


2) CRISTINA D'AVENA

Alcune delle sigle interpretate:

Georgie

Il Tulipano Nero

Pollon

Nanà Supergirl

Memole dolce Memole

I Puffi

Kiss me Licia



3) NICO FIDENCO

Alcune delle sigle interpretate:

Don Chuck il castoro

Jenny la tennista

Sam il ragazzo del West

Bem

Hela Supergirl



4) I MICRONAUTI

Alcune delle sigle interpretate:

Daitarn III

Capitan futuro (Capitan Futuro, gran capitano - sigla di coda)

Tekkaman



5) OLIVER ONIONS

Alcune delle sigle interpretate:

Galaxy Express 999

Doraemon

Sandokan (e un numero imprecisato di sigle dei film di Bud Spencer e Terence Hill)