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domenica 20 settembre 2026

Charlotte e la casetta in Canadà con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà

Charlotte è un anime giapponese di genere drammatico di 30 interminabili episodi. Avrete già capito che non è uno dei miei anime preferiti. Mi ostinavo a guardarlo un po' per l'ambientazione esotica che mi affascinava - quella casetta in Canada con tutta la vecchia fattoria degli animali - un po' per l'acconciatura di Charlotte (non ho mai amato portare i capelli raccolti, e le due treccioline laterali erano l'unico vezzo che la mia capigliatura si concedeva), un po' per masochismo, un po' perché non mi piace lasciare le cose a metà, un po' perché veniva trasmesso sulla RAI e quindi era facile da intercettare e incrociare tra un programma ed un altro. E' anche questo uno dei cartoni dove tra lutti, incidenti, malattie, orfani che subiscono soprusi, è meglio guardare toccando ferro ma, in fin dei conti, guardando asetticamente alla trama, non è peggio di Remì, Candy Candy o Isabel de Paris che è la tragedia fatta a cartone. Eppure nessuno di tutti questi mi inquietava come Charlotte. Sarà perché in certi cartoni c'era anche sollievo comico (si pensi alle esibizioni della scimmietta o di Mattia  o le scenette con Clean il procione di Candy), sarà perché in altri cartoni oltre ai momenti di dolore c'erano anche momenti di gioia e serenità, sarà che in altri cartoni la tragedia viene sublimata, diventa epica e commuove, non inquieta. Mi sembra che tutti questi elementi manchino in Charlotte o non sono abbastanza forti: ma sarà soprattutto perché in Charlotte i dialoghi erano farciti di silenzi assordanti, le scene accompagnate da musiche tra il cupo e il drammatico; e i personaggi erano abbastanza impenetrabili - o forse poco caratterizzati - alcuni carogne senza qualità che li potessero riscattare e pertanto alquanto indigesti. Insomma, tutto l'insieme gridava sfiga, miseria, ambiguità. 

La trama, tra vari colpi di scena, è pressoché la seguente: Charlotte Mombanc vive con il suo papà André in un ranch in Canada, precisamente nel Quebéc, e anche lei ha l'abitudine, come Heidi e San Francesco, di parlare agli animali, in particolar modo al suo criceto Spica e l'agnellino ribelle Fiocco. Vive da sola con il papà che, a dispetto della vita semplice che conduce, è il rampollo di una famiglia aristocratica francese. Vivono da soli perché pensano che la sua mamma Simone sia morta. In realtà Simone era stata costretta ad abbandonare marito e figlia dal quel gran classista del nonno, il duca Mombanc. Ben presto nella serie, la verità viene a galla e Simone sta navigando dalla Francia  al Quebéc per ricongiungersi alla sua famiglia quando si verifica, puntuale e ineluttabile come la TARI, l'immancabile tempesta che mette a rischio la vita di Simone e di tutti i passeggeri della nave.
Nel tentativo di salvarla, André prende la sua imbarcazione e naufraga a sua volta perdendo la vita.  Incominciano giorni duri per Charlotte che deve gestire tutta la fattoria a soli 12 anni anziché fare i fit check su Instagram e vedersela anche con il signor Gordon, uno spietato affarista e aspirante sindaco, che mira ad impossessarsi della fattoria. Il signor Gordon è coadiuvato nei suoi scopi dalla famiglia Garson, lavoranti della fattoria di Charlotte, che è composta da personcine e lavoranti della fattoria dei Mombanc che sono autentiche canaglie, prepotenti eppur servili, maneschi, ignoranti e cozzali. Insomma, infamità che scorre nelle vene:  l'unica persona per bene della famiglia è la figlia minore Katy, dal carattere dolce e giusto e così diversa dalla malefica sorella Belle. Tempi duri, quindi, ma Charlotte può contare sull'amicizia e l'aiuto di due giovani: Sandy, un ragazzo del vicinato che vive con suo nonno Melville, un vecchio fattore appassionato di astronomia e Il Cavaliere, un ragazzo biondo e misterioso. E anche di Sammy, figlio adottivo del signor Gordon, di cui quindi non condivide i geni malefici.
A questo punto Charlotte viene avvicinata dallo zio Albert (in realtà dovrebbe essere un cugino del padre, non suo fratello) che vuole portarla in Francia dal nonno dicendole che lì incontrerebbe sua madre, sopravvissuta al naufragio. Una bella panzana che Charlotte scopre quando è ormai sul transatlantico diretto a Parigi, visto che sua madre è in Quebéc e la sta cercando. A Parigi Charlotte si ritrova praticamente prigioniera in una gabbia dorata e al centro di intrighi orditi da Albert per assicurarsi di essere l'unico erede della fortuna dei Mombanc ma anche dal nonno stesso che, pur di ammorbidire la volontà della nipote, restia a rimanere a Parigi, non si fa scrupoli a spacciare per sua madre, un'altra donna, Milene, amica e e complice di Albert, nonché sorella maggiore del Cavaliere, la cui amicizia con Charlotte è un tentativo di rimediare alle cattiverie di sua sorella, già molto tempo prima coinvolta nella separazione tra André e Simone. C'è anche la manifesta ostilità della figlia adottiva del duca, Marie, una ragazza cinica e cattiva mentre un po' di aiuto arriva dal giovane nobile Luis, ribelle e destinato a morire di TBC, che la aiuterà a ricongiungersi con sua madre arrivata a Parigi a cercarla. Senza portarla per le lunghe, Charlotte alla fine, riappacificatasi con il nonno che si intenerisce nel corso della serie e si affeziona sinceramente alla nipote,  si riapproprierà della fattoria, ormai ridotta in miseria, e la gestirà con sua madre, mentre il Cavaliere e Sandy trovano le loro dolci metà rispettivamente in Stella (un personaggio a dir poco secondario) e la perfida Marie, anche lei addolcita dall'aver ritrovato il padre biologico.

Se devo riconoscere un merito alla serie è quello che al di là della prevedibilità del finale (il ricongiungimento con la madre e il salvataggio della fattoria), la trama non la definirei prevedibile, non per lo standard di una cartone. Insomma, la sostituzione di persona e l'anti-stereotipo del nonno manipolatore, non sono elementi proprio scontati. Tuttavia, il risultato non mi è parso soddisfacente, sia per la piega drammatica che la storia prende già dalle primissime puntate, sia per elementi abbastanza casuali nel finale, sia perché sembra prendere in prestito elementi di altri cartoni animati di maggiore successo senza riuscire a creare un mix credibile: il Cavaliere sembra il principe della Collina/Albert  di Candy Candy sia come caratterizzazione che come aspetto fisico, Marie sembra Iriza, il rapporto di Charlotte con gli animali sembra preso da Heidi - si pensi al rapporto che ha con Fiocco di Neve - e la ricerca di un genitore oltreoceano tra intrighi di palazzo sembra preso da Georgie (ma in realtà Georgie è successivo).
E a te Charlotte è piaciuto?

Charlotte
Andrè (padre)
Simone (madre)
Il cavaliere
Sandy
Luis
Sig. Gordon
Sig.ra Gordon
Sammy
Sig. Garson
Sig.ra Garson
Belle
Katy
Melville
il Nonno
zio Albert
Milene
Marie