Questo blog viene aggiornato settimanalmente, di domenica

Il blog vive del mio tempo ma si nutre dei vostri commenti. Non esitate a condividere i vostri pensieri e ricordi.
Visualizzazione post con etichetta Genere shōjo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Genere shōjo. Mostra tutti i post

domenica 20 settembre 2026

Charlotte e la casetta in Canadà con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà

Charlotte è un anime giapponese di genere drammatico di 30 interminabili episodi. Avrete già capito che non è uno dei miei anime preferiti. Mi ostinavo a guardarlo un po' per l'ambientazione esotica che mi affascinava - quella casetta in Canada con tutta la vecchia fattoria degli animali - un po' per l'acconciatura di Charlotte (non ho mai amato portare i capelli raccolti, e le due treccioline laterali erano l'unico vezzo che la mia capigliatura si concedeva), un po' per masochismo, un po' perché non mi piace lasciare le cose a metà, un po' perché veniva trasmesso sulla RAI e quindi era facile da intercettare e incrociare tra un programma ed un altro. E' anche questo uno dei cartoni dove tra lutti, incidenti, malattie, orfani che subiscono soprusi, è meglio guardare toccando ferro ma, in fin dei conti, guardando asetticamente alla trama, non è peggio di Remì, Candy Candy o Isabel de Paris che è la tragedia fatta a cartone. Eppure nessuno di tutti questi mi inquietava come Charlotte. Sarà perché in certi cartoni c'era anche sollievo comico (si pensi alle esibizioni della scimmietta o di Mattia  o le scenette con Clean il procione di Candy), sarà perché in altri cartoni oltre ai momenti di dolore c'erano anche momenti di gioia e serenità, sarà che in altri cartoni la tragedia viene sublimata, diventa epica e commuove, non inquieta. Mi sembra che tutti questi elementi manchino in Charlotte o non sono abbastanza forti: ma sarà soprattutto perché in Charlotte i dialoghi erano farciti di silenzi assordanti, le scene accompagnate da musiche tra il cupo e il drammatico; e i personaggi erano abbastanza impenetrabili - o forse poco caratterizzati - alcuni carogne senza qualità che li potessero riscattare e pertanto alquanto indigesti. Insomma, tutto l'insieme gridava sfiga, miseria, ambiguità. 

La trama, tra vari colpi di scena, è pressoché la seguente: Charlotte Mombanc vive con il suo papà André in un ranch in Canada, precisamente nel Quebéc, e anche lei ha l'abitudine, come Heidi e San Francesco, di parlare agli animali, in particolar modo al suo criceto Spica e l'agnellino ribelle Fiocco. Vive da sola con il papà che, a dispetto della vita semplice che conduce, è il rampollo di una famiglia aristocratica francese. Vivono da soli perché pensano che la sua mamma Simone sia morta. In realtà Simone era stata costretta ad abbandonare marito e figlia dal quel gran classista del nonno, il duca Mombanc. Ben presto nella serie, la verità viene a galla e Simone sta navigando dalla Francia  al Quebéc per ricongiungersi alla sua famiglia quando si verifica, puntuale e ineluttabile come la TARI, l'immancabile tempesta che mette a rischio la vita di Simone e di tutti i passeggeri della nave.
Nel tentativo di salvarla, André prende la sua imbarcazione e naufraga a sua volta perdendo la vita.  Incominciano giorni duri per Charlotte che deve gestire tutta la fattoria a soli 12 anni anziché fare i fit check su Instagram e vedersela anche con il signor Gordon, uno spietato affarista e aspirante sindaco, che mira ad impossessarsi della fattoria. Il signor Gordon è coadiuvato nei suoi scopi dalla famiglia Garson, lavoranti della fattoria di Charlotte, che è composta da personcine e lavoranti della fattoria dei Mombanc che sono autentiche canaglie, prepotenti eppur servili, maneschi, ignoranti e cozzali. Insomma, infamità che scorre nelle vene:  l'unica persona per bene della famiglia è la figlia minore Katy, dal carattere dolce e giusto e così diversa dalla malefica sorella Belle. Tempi duri, quindi, ma Charlotte può contare sull'amicizia e l'aiuto di due giovani: Sandy, un ragazzo del vicinato che vive con suo nonno Melville, un vecchio fattore appassionato di astronomia e Il Cavaliere, un ragazzo biondo e misterioso. E anche di Sammy, figlio adottivo del signor Gordon, di cui quindi non condivide i geni malefici.
A questo punto Charlotte viene avvicinata dallo zio Albert (in realtà dovrebbe essere un cugino del padre, non suo fratello) che vuole portarla in Francia dal nonno dicendole che lì incontrerebbe sua madre, sopravvissuta al naufragio. Una bella panzana che Charlotte scopre quando è ormai sul transatlantico diretto a Parigi, visto che sua madre è in Quebéc e la sta cercando. A Parigi Charlotte si ritrova praticamente prigioniera in una gabbia dorata e al centro di intrighi orditi da Albert per assicurarsi di essere l'unico erede della fortuna dei Mombanc ma anche dal nonno stesso che, pur di ammorbidire la volontà della nipote, restia a rimanere a Parigi, non si fa scrupoli a spacciare per sua madre, un'altra donna, Milene, amica e e complice di Albert, nonché sorella maggiore del Cavaliere, la cui amicizia con Charlotte è un tentativo di rimediare alle cattiverie di sua sorella, già molto tempo prima coinvolta nella separazione tra André e Simone. C'è anche la manifesta ostilità della figlia adottiva del duca, Marie, una ragazza cinica e cattiva mentre un po' di aiuto arriva dal giovane nobile Luis, ribelle e destinato a morire di TBC, che la aiuterà a ricongiungersi con sua madre arrivata a Parigi a cercarla. Senza portarla per le lunghe, Charlotte alla fine, riappacificatasi con il nonno che si intenerisce nel corso della serie e si affeziona sinceramente alla nipote,  si riapproprierà della fattoria, ormai ridotta in miseria, e la gestirà con sua madre, mentre il Cavaliere e Sandy trovano le loro dolci metà rispettivamente in Stella (un personaggio a dir poco secondario) e la perfida Marie, anche lei addolcita dall'aver ritrovato il padre biologico.

Se devo riconoscere un merito alla serie è quello che al di là della prevedibilità del finale (il ricongiungimento con la madre e il salvataggio della fattoria), la trama non la definirei prevedibile, non per lo standard di una cartone. Insomma, la sostituzione di persona e l'anti-stereotipo del nonno manipolatore, non sono elementi proprio scontati. Tuttavia, il risultato non mi è parso soddisfacente, sia per la piega drammatica che la storia prende già dalle primissime puntate, sia per elementi abbastanza casuali nel finale, sia perché sembra prendere in prestito elementi di altri cartoni animati di maggiore successo senza riuscire a creare un mix credibile: il Cavaliere sembra il principe della Collina/Albert  di Candy Candy sia come caratterizzazione che come aspetto fisico, Marie sembra Iriza, il rapporto di Charlotte con gli animali sembra preso da Heidi - si pensi al rapporto che ha con Fiocco di Neve - e la ricerca di un genitore oltreoceano tra intrighi di palazzo sembra preso da Georgie (ma in realtà Georgie è successivo).
E a te Charlotte è piaciuto?

Charlotte
Andrè (padre)
Simone (madre)
Il cavaliere
Sandy
Luis
Sig. Gordon
Sig.ra Gordon
Sammy
Sig. Garson
Sig.ra Garson
Belle
Katy
Melville
il Nonno
zio Albert
Milene
Marie

domenica 5 luglio 2026

Ransie la strega: il romanticismo comico in una storia di licantropi e vampiri


   Ransie la strega è uno dei cartoni animati che mi ha più incuriosito, appassionato e divertito. E' la storia di Ransie Lupescu, una teenager "simpatica e carina come una bambolina", dai capelli lisci e gli occhi blu. Apparentemente è una ragazza come tante, impegnata negli studi al liceo dove ha conosciuto Paul Cavor che lei, tutta cotta, guarda con gli occhi a cuoricino e dove incontra amici e rivali di cuore, in particolare la dispettosa e insopportabile Lisa Thompson, con la quale si contende le attenzioni di Paul, figlia di un omone dalle labbra giganti, Thomas Thompson, boss della Yakuza nonché titolare della palestra in cui si allena Paul. Paul infatti è un pugile che aspira a una carriera sportiva importante ed è il classico bel tenebroso che finge distacco da entrambe ma sotto sotto se ne gode la competizione. Naturalmente questi sono i nomi assegnati dall'edizione italiana, è superfluo dire che nell'originale, i nomi sono decisamente giapponesiggianti (Ransie è Ranze, Paul è Shun, Lisa è Yoko), ma io continuerò a chiamarli con i nomi con cui li ho conosciuti. Paul in realtà ha un animo gentile ed è molto protettivo con la madre, una donna senza più un compagno ma non credo che venga mai chiarito la sua storia amorosa alle sue spalle...almeno, non fino ai colpi di scena finali! Quindi Paul è tutto sommato un bravo ragazzo ed è certamente un idealista che usa le sue doti di combattimento per difendere i più deboli... solo che, soprattutto con le due ragazze, se la tira un po'. Questa è l'apparente normalità del giorno, perché quando Ransie torna a casa, alla sera, il contesto è ben diverso. In questa villa gotica e piuttosto inquietante che ricorda un po' la maison della famiglia Addams o come mi immagino sia la casa visitabile di Stephen King nel Maine - un altro elemento della mia bucket list di viaggio - Ransie ci torna a casda dopo la scuola e ci trova il fratellino Ronnie, un papà vampiro e una mamma licantropa che, pur volendosi bene, non fanno altro che litigare tutto il tempo, o meglio il papà scappa e la mamma lo insegue con il mattarello.
Ma presentiamo tutti i Lupescu : 
- Ronnie è l'unico normale (ancora per il momento perché è piccolino) della famiglia, è un bambino dal caschetto biondo che passa il tempo a giocare con il suo pappagallo (ehm, intendo un vero volatile); 
- Boris è il papà vampiro, dorme tutto il giorno nella sua bara e la sera esce, trasformato in pipistrello, alla ricerca di prede....peccato che in realtà sia un pavido; all'occorrenza può trasformarsi in un ombrello. 
-Shira è la mamma, una donna lupo che si arrabbia facilmente e per effetto della rabbia subisce una trasformazione parziale tirando fuori coda, orecchie e unghie; può trasformarsi completamente in una lupa. E, infine, naturalmente c'è Ransie, che ha il potere di trasformarsi temporaneamente in qualsiasi cosa e qualsiasi persona morda per poi tornare normale con uno starnuto (mentre la persona morsa resta incosciente tutto il tempo). A dispetto della descrizione, è una famiglia molta unita e, tra un litigio e l'altro, non mancano i momenti di tenerezza fra loro. Provengono dal Regno Supremo, un Regno con tanto di re e principi che la famiglia visita di tanto in tanto accedendovi da un passaggio segreto e magico in cantina. Il cartone animato è un mix di romanticismo perché la storia d'amore tra Ransie e Paul progressivamente prende forma e lui diventa sempre più consapevole dei suoi sentimenti, soprattutto quando scopre la vera natura di Ransie e il suo dilemma e anche quando dal Regno Supremo arriva il Principe Aron, innamorato di Ransie, a fargli competizione. Questa storia è ostacolata inizialmente dalla famiglia di Ransie che vorrebbero per lei un ragazzo con la stessa provenienza, sposare un umano è contro le regole del Regno, per cui l'anime introduce anche il tema della diversità, dell'appartenere a razze diverse...anche se poi si scoprirà che Paul tanto diverso da loro non è e magari - SPOILER ALERT - è proprio lui il figlio perduto del Re del Regno Supremo, nonché fratello di Aron. Ma nonostante questi temi più seriosi, il cartone è una vera bomba comica: non è infatti difficile immaginare come il potere di Ransie sia fonte di divertentissimi equivoci, enfatizzati dalle espressioni dei personaggi, normalmente bellocci ma le cui espressioni, con fattezze che cambiano forma e dimensione, li rendono le caricature di sé stessi. Una caratteristica che poi diventò comune a molti cartoninegli anni successivi, come per esempio Sailor Moon, nel quale viene data molta enfasi alle espressioni facciali, rimarcate da segni grafici come la goccia che rappresenta l'imbarazzo. Il tutto supportato da personaggi che risultano comici: Lisa nella sua ostinata perfidia che le si ritorce sempre contro, Thoma nel suo aspetto caricaturale e nella contraddizione fra il suo ruolo di boss mafioso e il suo corteggiamento impacciato della mamma di Paul, nonché le sue reazioni con grossissime lacrime napulitane quando viene maltrattato dalla figlia.
Che altro dire di questo cartone? Che ci sono altri personaggi comprimari e secondari, tra cui oltre a quelli già menzionati (Ania la mamma di Paul, Aron il principe del Regno Supremo), anche Sand (il portavoce del Re) e il Re stesso, un essere spaventoso che nell'anime - tanto per aggiungere un po' di tensione - è identificato con Satana, cosa che non accade nel manga. E sì, perché anche questo è l'ennesimo cartone tratto da un manga, specificatamente la prima serie del manga Batticuore Notturno. Ci sono altre due serie in cui i personaggi sono cresciuti e si sono fatti una famiglia e sarebbe stato meraviglioso vederli animati sullo schermo! Se non l'avete fatto vi consiglio assolutamente di recuperare questo cartone composto alla fine solo da 34 episodi.
Nella foto che segue i personaggi principali. Nell'ordine da sinistra a destra: il signor Thompson, Lisa, Paul, Ransie, Boris, il pappagallo Peck, Sheila. Ronnie, Sand e Aron. Manca Ania ma immaginatela come la versione femminile di Paul e sempre con il capello corto.



E, ciliegina sulla torta, la sigla dei mitici Cavaliere del Re!



mercoledì 26 ottobre 2016

Isabelle de Paris

[cartoons] Isabelle de Paris. Reduce dalla visione della miniserie durante la pausa pranzo - in fondo sono solo 13 puntate, meno di quanto ci mette uno scimmione con un casco di banana in testa a finire un combattimento, meno di quanto ci mette un cavaliere dello zodiaco a fare il suo discorso introduttivo alla battaglia e infinitamente meno di quanto ci mette Holly ad attraversare il campo di calcio - mi accingo a scriverne una recensione completa di trama. Stroncato da molti per la bassa qualità tecnica dell'opera, una bassa qualità derivante dal basso budget del prodotto, al netto di tutti i difetti tecnici che si possono elencare e degli artifici finalizzati al risparmio che si possono notare (animazioni fatte zoomando immagini fisse, intensivo riciclo di fotogrammi, ...), a me la serie è piaciuta per il semplice fatto che già dalla prima puntata ero curiosissima di vedere come andava a finire. L'ambientazione storica (guerra franco-prussiana) e le musiche di Chopin, in particolare Fantasie Improptu che fa da sigla, sono poi dei succulenti bonus. La grafica è sì grossolana (lo stesso volto è disegnato con grado di accuratezza differente a seconda dell'inquadratura) e certe scelte sono inspiegabili (il ministro Thiers con il volto verde è una scelta alquanto stravagante: pur nell'ipotesi che si voglia enfatizzare il marcio che è in lui, un cartone con un'ambientazione storica così ingombrante dovrebbe rimanere nell'ambito di una rappresentazione realistica dell'aspetto umano) , il disegno è gradevole e mi ricorda molto quello di Jenny la Tennista. Sicuramente migliore dei vari guerrieri scimmioni dagli occhi a triangolo. La trama, secondo me, non merita le stroncature che ho letto in giro: non è così scontata e, poi, vogliamo paragonarla alla ripetitività di tanti altri anime che pure apprezzo (serie robotiche, time bokan, ecc.) , dove ogni episodio si ripete con lo stesso schema? Certo, si poteva fare meglio, è vero. Troppa impulsività, quasi inconsistenza, da parte di personaggi che vanno all'attacco e incontro a morte certa senza uno straccio di piano... ma di quale anime potremmo dire diversamente?

TRAMA SPOILEROSA
Isabelle Lausten (o Rousten?) è una quindicenne di nobile famiglia, una delle più prestigiose e ricche dell’aristocrazia francese. Le sue avventure iniziano a Parigi il giorno che fa l'ingresso nella sua società partecipando a un gran ballo a cui si reca accompagnata dai suoi genitori, Leon e Marie, dalla sorella maggiore Genevieve, dal fratello maggiore Andrea, capitano dell'esercito agli ordini del generale Gambetta. Al servizio della famiglia c’è il fido cocchiere Gaston particolarmente devoto a Genevieve e la governante Joanna. Al ballo si scopre che Isabelle ha una bella cotta per il capitano Victor, amico di famiglia e soprattutto di Andrea e fidanzato di sua sorella Genevieve che, però, pur volendo bene a Victor, non accetta il matrimonio imposto dalla famiglia e sogna una vita con il suo maestro di pianoforte Jules, un uomo fiero e di umili origini. Al ballo Isabelle incontra anche un vecchio amico di infanzia, Jean, goffo e insistente, da sempre, fin da bambino, suo strenuo corteggiatore, nonostante il disprezzo di Isabelle che lo riteneva troppo piagnucolone e codardo per poterne accettare la corte. Jean continua a corteggiare Isabelle e intuisce subito il debole che la giovane ha nei confronti di Victor, verso cui prova una sana gelosia. Isabel leè la prima a scoprire la tresca tra Genevieve e il suo maestro di piano e ne rimane indignata e dispiaciuta per Victor. Nel frattempo si diffonde la notizia che l’imperatore Napoleone III è caduto per mano dei prussiani che già marciano verso Parigi. I nobili parigini decidono di rifugiarsi a Versailles lasciando la capitale, troppa pericolosa, alla mercé dell’esercito prussiano, il quale ha la strada spianata dall’accordo segretamente stabilito con il ministro Thiers: Parigi non si difenderà se le proprietà e le ricchezze del ministro gli saranno risparmiate. Genevieve, di fronte alla imminente partenza della sua famiglia per Versailles e all’idea di non rivedere più Jules, rompe il suo usuale silenzio e atteggiamento remissivo per comunicare a Victor e alla famiglia la rottura del suo fidanzamento per unirsi a Jules. Dopo un duello tra Victor e Jules (Victor vincerà e una volta vendicato il suo onore accetta a malincuore la scelta della sua amata), Genevieve sposa il suo maestro e resta a Parigi, dicendo addio alla sua famiglia dalla quale viene disconosciuta. Gaston sceglie di rimanere con lei per continuare a proteggerla come servo devoto. Le voci del tradimento di Thiers si diffondono fra la popolazione che decide di reagire e difendere la città. Fra questi, ha un ruolo di leadership proprio Jules. Thiers per tentare di smentire tali voci decide di lanciare un’offensiva contro i prussiani, mettendo a capo della spedizione il capitano Andrea, ma avverte i prussiani ottenendo la completa disfatta per Andrea e i suoi uomini. Il viaggio per Versailles si rivela molto pericoloso per la famiglia Lausten, trovandosi sotto il fuoco dei prussiani. In particolare, Isabelle riuscirà a cavarsela solo grazie all’aiuto di Jean e Victor ma sarà costretta a tornare con loro a Parigi, dove ritroverà Genevieve, Jules e Gaston e avrà modo di scoprire quanto tutti e tre siano coinvolti nella resistenza antiprussiana. Attraverso un rischioso viaggio in mongolfiera, scortata da Victor e Jean, Isabelle riesce a ricongiungersi ai suoi genitori a Versailles, dove però presto si diffonde la notizia della morte di Andrea. Isabelle riceve, attraverso la visita di Gaston, una lettera da Genevieve con una richiesta di aiuto: andare a Londra per incontrare amici inglesi di Jules che potranno fornire il loro aiuto alla resistenza parigina. Thiers sospetta il coinvolgimento dei Lausten e fa sorvegliare Isabelle da brutti ceffi e un gigante apparentemente immortale, per cui il viaggio verso Londra, con Isabelle vestita da uomo in compagnia di Jean, diventato ormai maturo e coraggioso, diventa tutt’altro che una passeggiata ma sarà anche segretamente protetta da una banda di uomini a volto coperto, i giustizieri della notte, capeggiati da un uomo e una donna mascherati. Tuttavia, Isabelle riesce nella sua missione e, grazie all’aiuto Victor accorso a Londra con l’ordine non recepito di arrestare Isabelle, riesce a ritornare sana e salva a Versailles. A Parigi intanto l’esercito prussiano incontra la resistenza della popolazione dei ceti più bassi mentre Thiers medita di fuggire con l’aiuto del “nemico” straniero per poi ritornare a Parigi quando sarà epurata dalla “feccia” dei cittadini che si battono per difenderla. Isabelle e i genitori, vengono tenuti in ostaggio dai giustizieri della notte, introdottisi nella loro residenza di Versailles per sfuggire ad un agguato e qui, grazie all’intervento di Victor, si scopre che l'uomo mascherato è in realtà Andrea, sopravvissuto alla guerra grazie alle cure di una gitana, Irma, diventata poi sua moglie e compagna di battaglia. Thiers approfitta della situazione per accusare i Lausten di dare rifugio a dei criminali, di essere dei traditori, e fa bombardare il palazzo causando la morte di entrambi i coniugi Lausten. Isabelle, insieme Jean e Victor, quest’ultimo ormai convinto di stare, in quanto ufficiale, dalla parte sbagliata, si uniscono alla ribellione a Parigi, portando con sé anche Joanna. Gli uomini di Thiers fanno irruzione in una riunione dei capi della resistenza a cui partecipano anche i giustizieri della notte e Jules e fanno prigioniera Irma che, per tradire i compagni, si pugnala al petto. Jules viene successivamente arrestato e fucilato in quanto capo della ribellione mentre Genevieve, incinta, si occupa dei feriti nella residenza parigina dei Lausten, aiutata da Gaston e Joanna ma gli uomini di Thiers non si fermano neppure davanti ai feriti e fanno una strage all’interno di questo improvvisato ospedaletto, uccidendo anche Genevieve, Gaston e Joanna. Gli scontri in città, fra parigini ed esercito parigino, si fanno sempre più cruenti, i cittadini cadono come foglie e lo stesso Victor rimane ucciso, sognando ancora di Genevieve. Isabel e Jean fuggono verso il cimitero, l’unica parte dove i cittadini riescono ancora a resistere, mentre Andrea va ad affrontare Thiers. Andrea cade sotto i colpi della guardia armata di Thiers mentre Thiers si salva facendosi scudo con un suo notabile. I cittadini al cimitero vengono sorpresi dall’esercito che spara, uccidendo tutti, Jean compreso, tra le lacrime di Isabel che aveva compreso di poter avere una vita con questo ragazzo generoso, coraggioso e devoto. Isabelle, dimostrando fierezza e coraggio al tenente dell’esercito, viene lasciata andare mentre lei si ripromette di vivere per Jean, non più come Isabelle Lausten ma come Isabelle de Paris, con tutto l’orgoglio per la sua nazione.

PERSONAGGI
Isabelle
Isabelle sotto mentite spoglie
Jean
Capitano Victor
Leon Lausten
Marie Lausten
Genevieve
Jules
Capitano Andrea
Irma
Generale Gambetta
Gaston
Joanna
Ministro Thiers
Phandom
Il "mostro"

lunedì 3 ottobre 2016

Un mondo di pensieri in libertà


[cartoons] OMG! Non posso credere di non aver ancora dedicato interamente un post al cartone per eccellenza, almeno sul piano della notorietà! E allora quale migliore occasione adesso che ha appena compiuto 40 anni? Mi riferisco al cartone Candy Candy, che pur non essendo al gradino più alto del mio podio (ma non ne è neppure tanto lontano, essendo un gran bel cartone), insieme all'Uomo Tigre, è il cartone più importante della mia infanzia per quantità di tempo speso a guardarlo, un grande ammontare di ore dovuto sia al fatto che la serie è molto lunga che al fatto che ho rivisto l'intera serie un numero indefinito o forse infinito di volte, complice la programmazione in orari comodi (a pranzo, appena tornata da scuola su Italia1  oppure nel tardo pomeriggio, finiti i compiti, su Telenorba). Ma non è solo merito della programmazione ripetuta  e congeniale: è una serie che. come le favole, che le riascolteresti più e più volte,  si lascia guardare e riguardare volentieri perché è una storia che si evolve nel tempo e manca di quello schema ripetitivo che contraddistingue moltissime serie animate, come, per esempio,  quelle dei robot (ad ogni episodio c'è un piano del cattivo di turno, un nuovo robot nemico da cui diventa sempre più difficile difendersi ma, alla fine, i buoni hanno ragione dei cattivi ).
Sebbene la storia di Candice White, detta Candy, la conoscano pure le pietre di un isolato sentiero di montagna, forse persino le specie di animali sconosciute che vivono in Papua Nuova Guinea, spendo qualche parola sulla trama, per uniformità con gli altri post e per la velleità un po' enciclopedistica che mi sono data da quando ho ripreso in mano le redini del blog.

Candy è un orfana dai biondi capelli riccioluti e gli occhi pieni di stelline, in perfetto stile Yumiko Igarashi, autrice del manga da cui è tratto l'anime, che viene cresciuta nella casa di Pony, vicino al lago Michigan, l’anziana direttrice dell’orfanotrofio coadiuvata da Suor Maria. Suo amico per la vita, il procione lavatore Clean. Rispetto agli altri bambini, Candy spicca per le doti da leader, le abitudini da maschiaccio (in particolare è abilissima ad arrampicarsi sugli alberi e saltare da un ramo all’altro, cosa che in futuro le varrà il titolo di “Tarzan tutte lentiggini”), ma anche per generosità, altruismo, allegria e buon carattere. Fra tutti i bambini della casa di Pony, è particolarmente legata a Annie, un po’ una sorella per lei, anche in virtù del fatto che è stata ritrovata, ancora neonata, abbandonata tra la neve, lo stesso giorno in cui fu ritrovata lei stessa. Un incontro che segna la sua vita è quello con il bellissimo biondo principe della collina, di kilt vestito, che con un alone di mistero, interrompe l’esecuzione di un brano alla cornamusa e le si presenta con la frase “sei più carina quando ridi che quando piangi”, per poi sparire nuovamente col il suono della cornamusa, lasciando dietro di sé uno stemma metallico con un campanellino. Successivamente sia Annie che Candy vengono adottate da nobili famiglie facenti parte della stessa cricca di snob con la puzza sotto al naso, con la differenza che, mentre Annie trova dei veri genitori adottivi, Candy invece si ritrova in una vera famiglia di infami, i Legan, dove viene mandata a dormire in stalla con i cavalli e l’unico ruolo che le viene riservato è quello di vittima sacrificale per i viziati, malefici, bulli e annoiati figli dei Legan, i perfidi Neal e Iriza, con la completa complicità dei genitori. Qui, però Candy ha l’opportunità di conoscere i parenti dei Legan, gli Andrews, che, a parte la matriarca burbera e severa, zia Helroy, è composta tra persone piuttosto amabili, quali i fratelli Archie e Stear e il cugino Anthony, somigliante in maniera impressionante al principe della collina e che, anche per questo, oltre che alla evidente bontà d’animo del ragazzo, Candy inizierà a guardare subito con gli occhi a cuoricino. Alla fine, dopo numerose peripezie, compreso un rapimento da parte di trafficanti messicani, Candy sarà adottata dagli Andrews, per volere del suo capostipite, lo zio Williams, descritto come un vecchio solitario che nessuno ha mai incontrato di persona.
Nel frattempo Candy conosce un misterioso uomo, Albert, i cui lineamenti sono ben nascosti dalla capigliatura e la barba lunghe e folte e da grossi occhiali da sole (che porta anche di notte) che, a dispetto dell’aspetto da vagabondo, si dimostra una persona dal cuore tenero e generoso che tirerà fuori dai guai Candy in diverse situazioni nel corso della sua vita, comprese quelle che Candy si troverà a vivere oltreoceano, precisamente a Londra, dove Candy ma anche gli altri ragazzi della famiglia Andrews e, purtroppo, anche i Legan, verranno mandati a studiare in collegio, dopo la devastante morte di Anthony per una caduta da cavallo, evento che segna Candy più di chiunque altro.

In collegio, la Saint Paul School, Candy, ritrova Annie (che instaurerà un rapporto affettivo con Archie) e conosce una nuova amica, Patty, che, invece, farà coppia con Stear; inoltre, incontra Terence Grenchester, con cui avrà rapporto affettivo profondo, sebbene in apparenza fatto di dispettucci ed epiteti poco carini, soprattutto da parte di Terence che la canzona per le lentiggini e le abitudini da maschiaccio ma che, sotto sotto, l’ammira per il coraggio e la nobiltà d’animo. Il ragazzo, di carattere difficile e impertinente, l’aiuta a superare il pesante di lutto di Anthony mentre lei aiuta Terence a recuperare il rapporto con la madre, una famosa attrice allontanata dalla famiglia Grenchester per questa scelta “dissoluta”. E’ inutile dire che i malefici Iriza e Neal, per quella pura gratuita cattiveria che deriva da una vita senza scopi, continuano con le loro malefatte nei confronti di Candy, una cattiveria che si inasprisce quando Iriza, invaghitasi di Terence, percepisce il legame tra lui e Candy, arrivando, per gelosia, a ordire un intrigo che si concluderà con l’espulsione dal college dei due ragazzi, ormai apertamente dichiaratisi. Tuttavia, l’azione di Iriza non rimarrà impunita, giacché Terence vendicherà tutte le persone vittime di bullismo scolastico, con una bella sputazzata in faccia all’indirizzo di una Iriza in espressione adorante, ormai convinta di avere qualche chance in più con lui con Candy fuorigioco: una scena memorabile!




 
La narrazione ritorna in America, dove tutti i ragazzi vi ritorneranno: prima Candy e Terence in seguito all’espulsione; poi tutti gli altri, a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Candy e Terence, dopo l’espulsione, intrattenuti in isolamento, non hanno avuto la chance di ripartire insieme e quindi si ritrovano negli Stati Uniti, ciascuno a cercare la sua strada professionale, senza avere la chance di rivedersi (in un epoca priva di telefonini ma anche di cabine telefoniche). Candy comprende che la sua missione è quella di diventare un’infermiera, ruolo che svolge in maniera un po’ atipica (guadagnandosi il titolo di “signorina sbadatella”) ma mettendoci sempre tutto il cuore. Terence, segue le orme della madre, diventando un attore e cavalcando diversi palcoscenici. Ed è proprio grazie ad una locandina che Candy ha l’occasione di ritrovarlo, una felicità che dura poco, dato che la partner di scena di Terence, Susanna Marlowe, invaghita di lui, perde una gamba per salvarlo dalla caduta di un riflettore. Ai due non resta che dirsi addio, altra scena memorabile: a Terence non resta che rimanere con lei e a Candy di ritornare a Chicago da sola, dove avrà la possibilità di prendersi cura del vagabondo Albert che tanto l’ha aiutata nel corso della sua esistenza ma ora totalmente privo di memoria e per questo ricoverato nell’ospedale in cui lavora. Sbarbato e con i capelli più corti, Albert si scopre essere un bell’uomo e anche piuttosto giovane.




Albert rimane con Candy finché non riacquista la memoria e fa perdere la sue tracce.
Dopo varie peripezie ed eventi, inclusa la morte di Stear, partito come volontario per la guerra, e un improvviso quanto improbabile corteggiamento da parte di Neil (appoggiato da Irizia e il resto dei Legan, interessati al prestigio di un matrimonio con gli Andrews, famiglia più in alto nella gerarchia sociale), Candy conoscerà lo zio William, al quale vuole chiedere di essere esonerata dal dover sposare Neil, che si rivelerà essere proprio Albert che, oltretutto, è il fantomatico principe della collina, fratello minore della madre di Anthony (il che spiega la somiglianza fra i due).
Mentre il manga, mostra un finale in cui dopo l’amore adolescenziale (Anthony), quello passionale (Terence), Candy trova l’amore maturo e completo con Albert/principe della collina, l’anime, invece, con una serie di montaggi spiega che Susanna abbia rinunciato alla relazione, basata su senso di colpa, con Terence per lasciarlo libero di tornare con Candy e fa intendere in un lieto fine fra Candy e Terence, che si coronerà in matrimonio.

 Il cartone colpisce per la complessità della trama, fatta da tante storie, tanti personaggi, tante avventure tutte volte a dimostrare che alla fine la buona predisposizione d’animo di Candy, che riesce a perdonare ed essere empatica persino con i più balordi, persino con Iriza e Neil, unita al suo coraggio e alla tenacia, la portano a superare qualsiasi avversità, a cadere sempre in piedi e ripartire, più allegra di prima.
Quello che mi è sempre piaciuto di questo cartone animato, è la sua leggerezza e positività, diversamente da altri cartoni del genere “senza famiglia”. Gli eventi tragici e le conseguenti lacrime non mancano, ma c’è sempre quel messaggio di speranza, c’è l’episodio comico, c’è quella nota di autoironia da parte di Candy e ci sono incombenze e le nuove sfide, ci sono quei nuovi personaggi e le nuove storie che si intrecciano, che stemperano la drammaticità degli eventi e conferiscono un alone di realismo alla narrazione. Come nella vita, si va avanti. Si cade e ci si rialza. Candy è una vera e propria eroina, è quella che tende la mano agli emarginati e non mi riferisco solo ai barboni che va a coprire con uno scialle preso in prestito; mi riferisco a quelli che si auto-emarginano con il loro carattere scontroso (es. infermiera Flenny), quelli a cui l’esperienza di vita ha reso la scorza molto dura e il muro attorno a sé invalicabile. Candy, magari con un po’ di invadenza, pensa che ci sia sempre una ragione dietro questa chiusura e cerca di fare breccia in questo muro, il più delle volte, sciogliendone le fondamenta, per riscoprirci dietro un animo deluso o ferito ma fondamentalmente buono.
Questo, il più delle volte ma non sempre, perché restano personaggi, parlo di Iriza, senza possibilità di redenzione, caratterizzati da una totale assenza di una qualche qualità, un concentrato di viltà e perfidia gratuita che la rende più sgradevole di un qualsiasi autentico cattivo, perché meravigliosamente mediocre e verosimile alla tipica invidiosa della sfera familiare che, non ti ammazza, ma è sempre lì con quel ghigno a punzecchiare e mettere zizzania, in uno stillicidio di frecciatine e dispettucci, ed è tanto persistente da non demordere nemmeno davanti alla barriera della più totale indifferenza.
A pensarci bene, considerando la miriade di personaggi di questo anime, dai bambini dell’orfanotrofio, ai membri della nobilità, passando per i ragazzi del college (e penso alla vigliaccheria e assenza di personalità delle amiche di Iriza), fino alle infermiere colleghe di Candy nonché ai suoi pazienti, questo anime è un bel campionario di ritratti (e casi) umani!

Candy Candy è stata soggetto di merchandising. In particolare, sono state realizzate bambole di Candy Candy in diverse misure, versioni di Candy Candy (come Candy Candy infermiera) in stile e dimensioni "Barbie" e anche in versione "fiammiferina" di cui ancora conservo degli esemplari.
Naturalmente, non posso non menzionare la mitica sigla dei Rockin Horse (purtroppo sostituita da quella musica informe e smielata di Dolce Candy di Cristina D'avena).

 

 Bellissime immagini dal manga:

 

PERSONAGGI
Candy WhiteMiss PonySuor Maria
Annie BrownIl principe della collinaTom
ArchieStearAnthony
Zia ElroyAlbertClean
IrizaNeilSignora Legan
TerencePattySuor Grey
Susanna MarlowFlanny