Questo blog viene aggiornato settimanalmente, di domenica

Il blog vive del mio tempo ma si nutre dei vostri commenti. Non esitate a condividere i vostri pensieri e ricordi.
Visualizzazione post con etichetta L'allegra banda di Yoghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta L'allegra banda di Yoghi. Mostra tutti i post

domenica 16 agosto 2026

Ernesto Sparalesto ma mica tanto

Continuo ad aggiornare questo blog nell'ottica di fornire una lettura di intrattenimento varia e - spero - mai noiosa, alternando oggetti e fenomeni degli anni '80, con cartoni animati giapponesi, i cosiddetti anime, e con cartoni provenienti da altre parti del globo e pertanto concepiti e costruiti in maniera totalmente diversa dalla copiosa produzione made in Sol Levante. Spero in questo modo di suscitare curiosità verso l'imprevedibile argomento del post successivo. Oggi, in virtù di questo criterio di alternanza, vi parlerò di un altra delle produzioni Hanna e Barbera, Ernesto Sparalesto al secolo Quick Draw McGraw ossia McGraw dall'estrazione (della pistola, NdA) rapida. Un nome che ci introduce subito al contesto del cartone: il vecchio caro Far West dove i vecchi pistoleri si sfidavano a chi lo tirava fuori prima (come avrebbe detto Camilleri, il revorbaro, NdA). Ernesto è un cavallo bianco antropomorfo (che altro animale scegliere nel far west?), indossante cappello da cowboy, fazzoletto al collo e cinturone; egli riveste i panni di uno sceriffo un po' imbranato (riesce anche a spararsi addosso da solo) coinvolto in mille avvenuture western insieme al suo vice Babalù, un asinello messicano, come si percepisce dall'accento spagnolo e dall'immancabile sombrero sulla testa, fisicamente piccolo e goffo, ma più furbo ed efficiente di lui. Lo sceriffo però ha anche una identità segreta, una sorta di parodia di zorro, che usa quando le cose si mettono male con i fuorilegge di turno: El Kabong, un eroe con mascherina nera, cappello sombrero cordobés (il tipico cappello nero di feltro con corona piatta e cordoncino sotto il collo usato appunto da zorro), mantello nero e chitarra classica usata come arma. 

Il cartone veniva trasmesso con altri due cartoni, arrivati in Italia con i nomi di "Tatino e Papino" (Auggie doggie & Doggie Daddy) e "Snooper e Blabber", all'interno di uno show, il Quick Draw McGraw Show, sponsorizzato dalla Kellogg's. Come tutti i cartoni di Hanna e Barbera, l'effetto comico è nei dettagli paradossali, come ad esempio, il fatto che lo stesso Ernesto, pur essendo un cavallo, cavalchi altri cavalli, che per essere cavalcabili, vengono disegnati in maniera realistica, non antropomorfi, come nell'immagine a destra, dove guida una diligenza, scena tratta dalla sigla.
Una curiosità, nel doppiaggio originale, sia Ernesto che Babalù hanno la voce dello stesso doppiatore, Daws Butler, che ha prestato la voce a numerosi personaggi delle serie Hanna e Barbera.
Altri personaggi sono il cane Snuffles sempre in cerca di biscotti e Sagebrush Sal, umana, interesse amoroso di Ernesto. Ernesto e il suo vice Babalù fanno parte dell'Allegra banda di Yoghi e si ritrovano, pertanto, in tale cross-over ad interagire con altri personaggi Hanna & Barbera come Svicolone, Braccobaldo Bau, ecc. E poi ci sono altri umani che interagiscono con questi animali, alla pari, come se fossero tutti una una unica specie, tra cui diversi fuorilegge con fattezze simili a Clyde di Wacky Races.
Questi i personaggi:

Ernesto Sparalesto
Babalù
El Kabong
Snuffles
Sagebrush Sal
I protagonisti dello show
Siglaaa!

domenica 12 aprile 2026

I due masnadieri: un pessimista è un ottimista con l'esperienza

La Masnada rappresentava anticamente, nel Medioevo, un gruppo di uomini armati con cui il Signorotto si accompagnava per garantirsi la protezione personale. Potremmo definire una masnada il gruppo formato da Suke e Kaku a protezione dello Shogun Mitsukuni Mito o, in accezione negativa, il gruppo dei bravi di Don Rodrigo a rappresentare una compagnia di furfanti e violenti. E' un termine di uso a dir poco inconsueto: infatti l'ho scoperto per la prima volta quando ho guardato il cartone animato I due masnadieri e non l'ho mai sentito ripetere in nessun altro contesto. Come titolo di questo cartone, il termine è usato con una accezione scherzosa ad indicare una banda di briganti quali i due protagonisti del cartone sono: il leone Lippy e la iena Hardy da cui il titolo originale Lippy the Lion & Hardy Har Har. Due nomi già autoparlanti rispetto alla personalità dei protagonisti. Lippy, nello slang, è un aggettivo che sta per impudente, una persona priva di contegno; mentre Hardy è traducibile come resiliente, resistente. E infatti Hardy deve mostrare notevole resistenza per sopportare le situazioni in cui viene a trovarsi a causa della esuberanza e faciloneria di Lippy, un inguaribile ottimista  sempre alla ricerca di metodi veloci e poco ortodossi per arricchirsi. Inoltre, deve tollerare le battute di cui è il bersaglio e le buffonate alle quali reagisce com impassibile sopportazione.
Entrambi, nella versione italiana, sono doppiati dal compianto Roberto Del Giudice meglio noto come la iconica e indimenticata voce di Lupin III.
Ciascuna puntata evolve attorno al tema della proattività di Lippy che ha una nuova idea per arricchirsi o comunque ottenere vantaggi da altri animale e un poco entusiasta Hardy che già sa che andrà a finire male e infatti è sempre quello a rimetterci le penne...anzi, il pelo.
Nella sua leggerezza è una crudele metafora della vita reale dove la fortuna spesso premia persone poco oneste e/o irresponsabili a discapito di onesti e prudenti che finiscono per pagare il prezzo delle azioni sconsiderate dei primi.
Questo sfondo
di ingiustizia è però stemperato dallo spirito di avventura del cartone e dalla amicizia che lega, nonostante tutto, i due protagonisti, entrambi intelligenti, astuti e dotati di senso dell'umorismo che in Hardy raggiungono un tono più sarcastico. Questo ne fa un cartone animato gradevole e apprezzabile per tutte le età.
La serie, di 52 episodi, è un altro dei lavori di Hanna e Barbera dei cui cartoni mi piace parlarne spesso: 
1) perché li adoravo...ma non è una motivazione sufficiente in quanto adoravo molti di quelli giapponesi (non la totalità come nel caso degli H&B)
2) perché li adoravo (l'ho già detto?)
3) perché sono pieni di riferimenti alla ccultura pop e di parodie dei personaggi dei loro tempi, diventando occasione per spaziare in quel contesto, riferimenti e parodie rinforzati dalla scelta dei specifici doppiatori;
4) sono zeppi di giochi di parole, paradossi e un umorismo sottile che a volte sfugge ma poi sorprende e fa sorridere a distanza.

Prendiamo ad esempio Hardy, questa Iena Ridens, di primo acchito sembra un animale antropomorfo come tanti nei cartoni, poi a un certo punto noti che non ride mai e ha sempre l'espressione costipata. Un capovolgimento degli stereotipi, una iena ridens portata alla malinconia e a un pessimismo cosmico come un Leopardi a quattro zampe. E come dargli torto, visto che poi in tutte le avventure in cui viene suo malgrado trascinato è sempre quello che ne soffre le conseguenze. E' proprio vero che un pessimista è un ottimista con l'esperienza.

Intorno ai due protagonisti ruotano altri personaggi sia animali che umani; i due protagonisti fanno parte, insieme ad altri noti personaggi H&B (Top Cat, Ernesto Sparalesto, Peter Potamus,...), de L'Allegra banda di Yoghi. Siglaaa!