Questo anime racconta la storia di una amicizia tra Choppy, un bambino buono ma fifone, e Giuseppina, una balena magica che solo lui può vedere e con la quale lui può parlare, cavalcarne il dorso in magiche avventure per poi rimpicciolirsi e vivere nel bicchiere di acqua sul comodino del suo amico umano. Insomma, la classica, seppur insolita, amica immaginaria.
E' una storia di crescita persona di Choppy (vero nome Santiago detto Santi) verso l'assertività, il superamento delle proprie paure e la gestione dei conflitti familiari in una casa dominata da genitori un po' austeri, nonché i conflitti a scuola dove Choppy è alle prese con i bulli. Temi molto delicati eppur comuni nei quali molti bambini e ragazzi più timidi e timorosi si saranno identificati e che comunque abbracciano un po' tutte le sfide che accompagnano la fanciullezza dei più. Ad addolcire l'atmosfera c'è la figura affettuosa della nonna che ha un rapporto speciale con Choppy e quindi verrà affrontato anche il tema della perdita della figura di riferimento più importante quando la nonna passerà a miglior vita e Choppy dovrà anche combattere, insieme a Giuseppina, affinché la sua anima non sia rubata da Satana. La transizione di Choppy da bambino all'adolescenza è scandita da una nuova amicizia, quella con la coetanea Serya, che, con il suo affetto e amicizia, andrà progressivamente a rimpiazzare il ruolo di Giuseppina, la quale, terminato il suo compito di fare di Choppy un ragazzo più maturo e coraggioso, gli dirà Addio e ritornerà nel suo mondo magico. E infatti Addio Giuseppina! è l'altro nome con cui è nota la serie In tutto questo Giuseppina, a mio parere, impersonifica il potere della immaginazione. E' l'immaginazione che accompagna i bambini nella crescita e li aiuta a superare i momenti difficili ma, una volta cresciuti, non c'è più molto spazio per lei, per lo meno, per alcuni continua ad esserci e ad esprimersi attraverso l'arte e attività creative, ma perde quel ruolo di compagna di vita.
In questa immagine ci sono quasi tutti i personaggi: dall'angolo in basso a sinistra in senso orario, la nonna di Choppy, suo padre, sua sorella Rosy, Choppy, sua madre e infine la cameriera Cinzia. E, naturalmente, Giuseppina al centro.
Fra i ricordi più legati a questo cartone che guardavo su TeleNorba ci sono:
- il fatto che quando andavo a letto pensavo a quanto sarebbe stato bello poter dormire con accanto, sul comodino, un animaletto in miniatura che vegliasse su di me, come Giuseppina, rimpicciolita e in un bicchiere d'acqua, vegliava sui sogni di Choppy.
- la puntata in cui Choppy rifiutava di mangiare carne perché nel piatto, giustamente, ci vedeva un animale come lo era la sua amica Giuseppina e i parenti - soprattutto la nonna che doveva essere un po' pugliese - a cercare di forzarlo di mangiare che poi non cresci.
Allora non lo sapevo ma quella puntata mi avrebbe segnato per tutta l'esistenza facendomi essere una onnivora con eterno senso di colpa. Non voglio ironizzare sul tema, solo raccontare la mia esperienza con il mio stile che è sempre un po' leggero e umoristico: in realtà, io ho grande rispetto per vegetariani e vegani e mal supporto l'odio gratuito che spesso, con facili battute, si accanisce contro di loro in vari contesti sociali, soprattutto sul web. Li rispetto perché sono riusciti a fare quello che a volte ho tentato di fare senza successo: rinunciare alla carne. Non perché sia un tipo di piatto che gradisca particolarmente (cioè, impazzisco per pesce, crostacei e frutti di mare, anche crudi, ma della fettina di vitello il mio palato ne potrebbe fare volentieri a meno) ma perché per quanto mi piaccia cucinare e prediliga verdure e prodotti vegetali, il vegetarianismo è una scelta che impatta fortemente l'organizzazione domestica quotidiana. A volte, un panino al salame o un petto di pollo ai ferri diventano un salva cena rapido per chi è sempre di fretta o in viaggio. Una volta sono riuscita a portare avanti il mio proposito di diventare vegetariana per diversi mesi - diversi mesi in cui sulla mia tavola sono apparsi nuovi ingredienti come Quinoa, Miglio, Tofu, Bulgur - ma la prima trasferta lavorativa a Bologna mi ha fatto capitolare: in mensa l'unica alternativa alla carne era...il prosciutto!! Poi ci si è messa anche l'insulino-resistenza che mi fa ingrassare ogni volta che solo guardo pasta e pane. Quindi, ci ho rinunciato, ho trovato un equilibrio nel consumare carne e pesce consapevolmente, senza sprechi e facendo scelte di acquisto che, se non possono evitare una triste fine ai poveri animali, almeno evitino una triste vita nel mezzo.
Mi rendo conto che sto parlando troppo di me, non è mia abitudine farlo su questo blog dove il prodotto, che sia un cartone o un fenomeno pop, è sempre quello al centro del post: mi sono fatta trasportare dall'onda dei ricordi, ma ho anche voluto testimoniare quale impatto un semplice cartone possa avere sull'intera esistenza di una bambina che lo guardava.
Vi lascio con le sigle meravigliose del cartone, in particolar modo quella di coda, che devo ammettere mi commuove, nonostante io non sia una persona portata ai sentimentalismi.

