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domenica 14 giugno 2026

Cioè e Debby, sfida all'ultimo poster

Per molte ragazze cresciute tra gli anni Ottanta, Novanta e i primi Duemila, la sfida in edicola aveva due nomi ben precisi: Cioè e Debby. Erano le riviste che accompagnavano i pomeriggi dopo la scuola, le chiacchiere tra amiche e le prime cotte adolescenziali, diventando molto più di semplici giornalini. Mi accompagnavano soprattutto le domeniche mattine quando, dopo la messa,  mi recavo con le amiche nella grande piazza del mio paese a spendere la mia misera paghetta tra una busta di patatine, un sacchetto di caramelle gommose e liquirizie (o in alternativa le chewing gum a forma di sigaretta) e, quando la paghetta era più ricca grazie al contributo della nonna, una di queste due riviste. Tra le due, però, fu soprattutto Cioè a trasformarsi in un vero fenomeno di costume, conquistando generazioni di lettrici con il suo mix di musica, spettacolo, moda, test e consigli sentimentali toccando a volte anche la sfera sessuale, all'epoca del tutto ignota a molte pre adolescenti come me, essendo questi temi mai affrontati a scuola o in famiglia in quella società di alcune decadi fa. Nata nel 1980, la rivista riuscì a diventare una sorta di confidente per le adolescenti di un'epoca in cui non esistevano social network, influencer o motori di ricerca pronti a rispondere a ogni domanda.

Le copertine, con spesso sovra copertine fatte di stickers, erano decisamente attrattive con le foto di Nick Kamen, gli A-ha, Joey Tempest, Simon LeBon, Kim Rossi Stuart alla mia epoca e, successivamente, Leonardo DiCaprio, le Spice Girls, i Backstreet Boys, Britney Spears, i Blue e tanti altri idoli del momento. Dalle vetrine delle edicole esse promettevano poster giganti, fotografie esclusive e curiosità da ritagliare e conservare. Le pareti delle camerette si riempivano di quei poster piegati con cura all'interno della rivista, mentre i gadget allegati — dai lucidalabbra alle penne profumate, dai braccialetti agli adesivi — rendevano ogni uscita un piccolo evento.


Se Cioè puntava molto sul mondo delle celebrità e sul rapporto diretto con le sue lettrici, Debby rappresentava una valida alternativa, spesso percepita come leggermente più romantica e orientata ai racconti, ai test e ai temi della vita quotidiana delle adolescenti. Le due riviste si contendevano lo stesso pubblico e non era raro trovare ragazze che acquistavano entrambe, scegliendo settimana dopo settimana quella con il gadget più interessante o con il poster del cantante preferito. In fondo, più che rivali, Cioè e Debby erano due facce della stessa adolescenza, accomunate dal desiderio di parlare alle ragazze con un linguaggio semplice e vicino alla loro realtà.

Indimenticabili erano le rubriche che attendevano le lettrici a ogni numero: la posta del cuore, i consigli sull'amicizia, le pagine dedicate ai primi amori, gli oroscopi, i test sulla personalità e le sezioni dedicate alla musica e allo spettacolo. In un'epoca senza smartphone, quelle pagine rappresentavano spesso uno dei pochi luoghi in cui trovare informazioni, confrontarsi con i dubbi dell'adolescenza e sentirsi parte di una comunità di coetanee. Molte lettrici ricordano ancora oggi i test, le lettere inviate alla redazione e i consigli degli esperti come elementi che hanno segnato la loro crescita.

Rileggere oggi una vecchia copia di Cioè o di Debby significa aprire una finestra su un mondo che non esiste più: quello delle edicole affollate il giorno dell'uscita, delle fotografie ritagliate per il diario, delle amiche che si scambiavano i numeri già letti e delle ore trascorse a sfogliare pagine colorate sognando i propri idoli. Un mondo lontano dagli algoritmi e dalle notifiche, ma ancora capace di evocare ricordi, emozioni e una nostalgia che il tempo non è riuscito a cancellare.

Questo post programmato mentre sono all'estero, ci vediamo al mio rientro!

domenica 24 maggio 2026

Semi che spero siano germogliati bene

Quando ero in prima e seconda elementare avevo un libro chiamato Semi.
Copertina celeste, disegni tenerissimi, bambini che giocavano nei prati, rondini, fiori, stagioni, poesie semplici.
L’ho ritrovato qualche giorno fa in una vecchia immagine e mi sono fermatq a guardarlo per parecchi minuti: non era solo un libro scolastico. Era un modo di vedere il mondo.

In quelle pagine c’era lentezza, c’era silenzio, c’era l’idea che crescere fosse qualcosa di delicato, come un seme piantato con cura.
I testi parlavano di cielo azzurro, altalene, fratelli che giocano sull’erba, rondini che tornano in primavera.
Anche la grafica sembrava voler proteggere il bambino: colori pastello, spazi vuoti, illustrazioni morbide fatte a mano, bambini rappresentati come vecchi soprammobili di porcellana sopra le mensole con i merletti della nonna.

Oggi il mondo corre molto più veloce. I bambini imparano a usare uno schermo prima ancora di leggere bene.
Le immagini urlano, i contenuti scorrono in pochi secondi, tutto deve catturare attenzione immediata e sempre più frammentaria..
Forse abbiamo guadagnato velocità, possibilità, tecnologia ma qualcosa, lungo la strada, si è assottigliato.

Quei vecchi libri avevano un’innocenza che oggi sembra quasi impossibile da spiegare.
Trasmettevano l’idea che la scuola non dovesse solo insegnare nozioni, ma anche accompagnare la crescita emotiva di un bambino.

Tra le vari ricordi legati a quel libro ricordo una lunghissima poesia chiamata "Le ochette". Ricordo che ero solo in prima elemantare e impararla , lunga come era, per l'età che aveco, mi sembrò una impresa impossibile. Studiai e mi disperai tutto il pomeriggio e finalmente la imparai tutta e oggi dopo un numero innominabie come don Rodrigo di decenni me la ricordo ancora dalla prima all'ultima parola.
Al mattino presto presto
Non appena il sole è desto
van le ochette a fare il bagno
Dentro l'acqua dello stagno....
E continua per diverse strofe che non reciterò per evitare problemi con il copyright.

Riguardando quelle pagine mi sono resa conto che non provo nostalgia soltanto per la mia infanzia.
Provo nostalgia per un mondo che sapeva ancora essere gentile.


domenica 26 aprile 2026

Lillibeth la bambina degli anni 80 scomparsa nel nulla

Guardatela.


Una bambina bionda, con un grande fiocco tra i capelli e un’acconciatura che ricorda vagamente quella di Brigitte Bardot, intenta a stirare con una serietà quasi buffa. Attorno a lei, un mondo minuscolo e tenero: uccellini curiosi, un gattino, stoffe colorate, dettagli pieni di calore.

Se sei cresciuto tra gli anni ’70 e ’80, questa immagine potrebbe accenderti qualcosa dentro.

Per molti di noi, lei aveva un nome: Lillibeth.

Un’immagine che racconta un’epoca.

L’illustrazione che vedete qui sopra è un esempio perfetto di quel tipo di estetica: colori morbidi, pastello, dettagli minuziosi, particolari domestici rassicuranti come la fantasia patchwork della coperta della nonna. Una visione dell’infanzia dolce, ordinata, quasi “ideale”

Non è solo un disegno. È un frammento culturale.

Un modo di rappresentare i bambini (e soprattutto le bambine) che oggi sembra lontanissimo e anacronistico.

Questa immagine che ho scelto per accompagnare il post, in particolare, contiene tanti ricordi

Ricordo perfettamente quando, da bambina, provai a riprodurla con la tempera, una delle prime tele - anzi, un cartone telato - che ho realizzato, una opera di imitazione, nulla pregno di estro artistico, ma così ben riuscita da rimanete appesa per anni nella cameretta dei mei cugini.

Non era solo un disegno da guardare — era qualcosa da imparare, da rifare, da sentire mio.

E forse è anche per questo che mi è rimasta così impressa mentre Lillibeth spariva dal web e dalla memoria di molti.

Dove appariva Lillibeth?

Chi la ricorda la associa spesso a diari scolastici, quaderni illustrati, piccoli libri per l’infanzia. Ricordo che quando eravamo piccoli compravamo i quaderni da una tabaccheria con un proprietario all'interno - un simpaticone - che non dava la possibilità di scegliersi i quaderni dalla copertina. Ne prendeva uno a caso da dietro il banco ed era quello. Per uno strano scherzo mio fratello maggiore aveva tutti quaderni con le variopinte copertine di Lillibeth, a me capitavano sempre quelle con i calciatori e le detestavo. 

Lillibeth non era un cartone animato, né un personaggio televisivo.

Era qualcosa di più silenzioso: editoria quotidiana, quella che accompagnava i giorni di scuola.

Il mistero: perché oggi non si trova quasi nulla?

Provate a cercarla. Il risultato è straniante: pochissime immagini, informazioni vaghe, tracce quasi inesistenti, nessuna menzione dell' autrice, ammesso che fosse una lei (le donne primeggiavano in questo genere di illustrazioni). Eppure, queste illustrazioni erano diffuse.

La spiegazione più probabile è che Lillibeth appartenesse a una produzione editoriale “minore”, probabilmente legata a case editrici come Edibimbi o simili, che non esistono più e/o che non hanno digitalizzato i loro archivi, lasciando che la memoria di elefante di alcuni ricordasse laddove il web non ha conservato tracce.

La cosa più affascinante è questa: Lillibeth esiste ancora,  non su Google, ma nelle persone. come fenomeno di memoria collettiva, un fenomeno sempre più di nicchia. Un personaggio reale, ma senza una presenza digitale.

Riguardando meglio l’immagine, emergono dettagli che raccontano molto e suggeriscono un intento educativo, oltre che estetico, raccontando la bellezza delle cose fatte con cura e di un’infanzia gentile, in armonia con natura,  animali e ambiente domestico. Pizzi e merletti non si lesinavano, anche i grembiuli da cucina avevano i voilant in questo antico mondo testimoniato ancora dai vecchi quaderni conservati nei cassetti 

E tu? La riconosci? 

Hai avuto un Quaderno o con queste illustrazioni?

Ricordi altri dettagli, altri personaggi, altre scene?

Scrivilo nei commenti.

Magari, pezzo dopo pezzo, possiamo ricostruire la storia di Lillibeth — la bambina che internet ha dimenticato, ma che non è mai davvero sparita.

lunedì 7 novembre 2016

Wow, WOOW!

[editoria] Ritorniamo al nostro appuntamento con le iniziative editoriali di Redazione a Colori, parlando della rivista WOOW, nata nel 2008 in formato praticamente tascabile A6. Il titolo palindromo WOOW che graficamente simboleggia un paio di occhi incorniciati da delle dita in segno di vittoria (wOOwè stato ispirato da cosplayers in posa per le foto e ben si presta a rappresentare un mondo dinamico e giovanile quale target della rivista stessa la quale aveva come principale mission la divulgazione delleopere del fumettista italiano Alessandro Colombo, in arte Kaiser, che si è fatto conoscere con opere come “L’ombra della Papessa”, “Re Olocausto, “Nonna Tota”, “Victims” ma anche sperimentando il genere robotico italiano con “Godravan”, “Gavarax 1”, “Zeus Goltrum” e “Darvatros Delta 7” che suonano molto creazioni del diabolico Doctor Hell. Nella rivista trovavano comunque spazio anche altri elementi della stessa area tematica: cartoni animati prodotti dagli anni ’70 al ‘2000, fan art, collezionismo e quant’altro è legato al merchandising che ruota intorno agli anime. Particolarmente carina la rubrica sui giocattoli inediti in Italia. Naturalmente non potevano mancare i contributi degli artisti e interpreti delle sigle tra i quali Paola Orlandi, Douglas Meakin, I Cavalieri del Re, il Coro dei Nostri Figli di Nora Orlandi, I Piccoli Cantori di Niny Comolli, Le Mele Verdi, Nico Fidenco, Oliver Onions, sempre prodighi di aneddoti e punti di vista curiosi. Chiusa nel 2009 quando ormai Kaiser ha raggiunto una certa notorietà, la rivista rinacque con una nuova veste grafica nel 2014 spostando il focus prettamente sui cartoni animati e i palinsesti delle varie emittenti, dalla Rai a Cartoonito. td>

venerdì 7 ottobre 2016

Segnatevi questi segnalibri!

[editoria] Nell'ambito dei post dedicati alle iniziative di Redazione a Colori, vi segnalo una simpatica iniziativa editoriale del 2010-2011, in cui sono stati editi dei segnalibri da ritagliare, dedicati ai cartoni animati e inseriti all'interno di copertine ad anello. Sul retro di ciascun segnalibro, il testo della sigla del cartone.
Di seguito i dettagli della raccolta.

“Divertiti a Ritagliare anni ‘70” (anno 2011) contiene: Asterix - Atlas ufo robot - Barbapapà - Betty Boop - Braccio di Ferro - Braccobaldo - Bugs bunny - Capitan Harlock - Casper - Charlie Brown - Danguard - Don Chuck il castoro - Duffy Duck - Ernesto sparalesto - Falco il superbolide - Gatto Silvestro - Gli antenati - Heidi - I fantastici 4 - I pronipoti - Il grande Mazinga - Il leone Svicolane - Jeeg robot - Kimba il leone bianco - L'orso Yoghi - L'Uomo Ragno - La pantera rosa - Le avventure dell'ape Magà - Lucky Luke - Lupin III - Lupo de lupis - Magilla gorilla - Paperino - Pippo - Pixie e Dixie - Remì le sue avventure - Ryù il ragazzo delle caverne - Scooby doo - Speedy Gonzales - Tom and Jerry - Top cat - Topolino - Wally gator - Wicky il vichingo - Willy il coyote - Woody Woodpecker





“Divertiti a Ritagliare anni ’80” (anno 2010) contiene: Angie girl - Anna dai capelli rossi - Arrivano i superboys - Astro robot contatto ypsilon - Babil junior - Belfy e Lillibit - Belle e Sebastien - Bia la sfida della magia - C'era una volta Pollon - Calendar men - Calimero - Candy Candy - Capitan Futuro - Carletto il principe dei mostri - Chappy - Charlotte - Chobin il principe stellare - Coccinella - Conan - Cuore - Daitarn 3- Daltanious - David gnomo amico mio - Devil man - Doraemon - Dragon ball - Dustardly e Muttley - Fantaman - Flo la piccola Robinson - Gackeen il robot magnetico - Galaxy Express 999 - Gatchaman la battaglia dei pianeti - Georgie - Getta robot - Ghostbusters - Gi Joe - Gigi la trottola - Gli orsetti del cuore - Gli Snorky - God Sigma - Gordian - Grand Prix e il campionissimo - Gundam - Hello Sandybell - Hello Spank - Holly e Benji due fuoriclasse - I fantastici viaggi di Fiorellino - I Puffi - Il dottor Slump e Arale - Il magico mondo di Gigi - Il Tulipano nero - Ippotommaso - Iridella - Isidoro - Jenny la tennista - Ken il guerriero - Kiss me Licia - L'ape Maia - L'incantevole Creamy - L'invincibile robot Trider G 7 - L'ispettore Gadget - L'Uomo Tigre il campione - La banda dei ranocchi - La principessa Zaffiro - La spada di King Arthur - La sui monti con Annette - Lady Oscar - Lalabel - Lamù la ragazza dello spazio - Le avventure di Huckleberry Finn - Le nuove avventure di Pinocchio Lo specchio magico - Lucy May - Lulù l'angelo tra i fiori - Mademoiselle Anne - Magica magica Emi – Masters i dominatori dell'universo - Mazinga Z - Memole dolce Memole - Mila e Shiro due cuori nella pallavolo - Mimì e la nazionale di pallavolo - Mimì e le ragazze della pallavolo - Monciccì - Occhi di gatto - Peline story - Piccole donne - Pinocchio - Pollyanna - Popples - Ransie la strega - Rocky Joe - Sally la maga - Sam ragazzo del west - Sampei ragazzo pescatore - She-ra la principessa del potere - Siamo fatti così - Space ghost - Space robot - Starblazers - Starzinger - Superauto mach 5 go! go! go! - Supercargattiger - Tartarughe ninja alla riscossa - The real Ghostbusters - Tom story - Transformers - Una per tutte tutte per una - Vola mio Miniponi - Voltron – Yattaman


“Divertiti a Ritagliare anni ‘90” (anno 2011) contiene: Aladino - Animaniacs - Babar - Bat-man - Bentornato topo Gigio - Biker Mice da Marte - Cara dolce Kioko - City Hunter - Cowboy Beebop - Dexter's lab - Gargoyles - Golden boy - I Cavalieri dello zodiaco - I 5 samurai - I favolosi Tiny - I Simpson - Il fantastico mondo di Richard Scarry - Il mistero della pietra azzurra - Insuperabili X-Man - James Bond junior - Johnny Bravo - Kate and July - La principessa Sissi – La Sirenetta - Mucca e Pollo - Papà gambalunga - Pesca la tua carta Sakura - Piccoli problemi di cuore - Ranma 1/2 - Rugrats - Sailor Moon - Sandokan - Scuola di polizia - Tommy e Oscar - Tommy la stella dei Giants - Tre gemelle e una strega - Un fiocco per sognare un fiocco per cambiare - Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina - Una porta socchiusa ai confini del sole - Winny the Pooh



“Divertiti a Ritagliare anni 2000” (anno 2010) contiene: All'arrembaggio - Bakugan - Ben 10 - Beyblade - Blue Dragon - Che magnifiche spie - Cuccioli - Detective Conan - Digimon - Dora l'esploratrice - Fragolina Dolcecuore - Futurama - Geronimo Stilton - Gormiti - Hamtaro piccoli criceti grandi avventure - I Griffin - Inuyasha - Keroro - Kim Possibile - Le Superchicche - Leone cane fifone - Let's and go - Little Einstein - Magica Doremì - Mermaid Melody principesse sirene - Mirmo - Monster allergy - Monster Rancher - Nadja Applefields - Naruto - Pokemon - Pretty Cure - Rossana - South Park - Spongebob - Sugar Sugar - Trigun - Winx club - Witch - Yu Gi Oh

venerdì 30 settembre 2016

M come Manga Club

[editoria] Questo è il primo fra i post che dedicherò a delle iniziative nell'ambito tematico di questo blog di cui sono venuta a conoscenza grazie a Redazione a Colori che mi ha inviato il relativo materiale.
La prima iniziativa è l'edizione di una piccola enciclopedia dei cartoni animati giapponesi uscita sotto forma di rivista dal titolo Manga Club. Riporto un po' di informazioni che Redazione a Colori, nella persona di Gianni, mi ha fornito nella sua mail di presentazione, raccontandomi che
"il nome con cui volevo chiamare la rivista all’inizio fu “Anime Club”. La rivista trattava serie
animate, ovvero cartoni animati e non fumetti, però il nome Anime (cartone animato), suonava
male. Così alla fine fu optai per riutilizzare la parola Manga (usata già da tante riviste), ma la parola Club era quella che la rese vincente."
La rivista è composta da volumi in formato A5 che trattano di oltre 300 titoli di serie giapponesi (tutte edite e importate in Italia), descritti ciascuno con una scheda e organizzati per lettera come una grande rubrica telefonica, con ogni volume dedicato ad una lettera. Davvero facilissima da consultare!
Nata nel 2004, la rivista è stata presentata nel 2005 presso la celebre libreria Hoepli di Milano in Duomo alla presenza di un centinaio di persone ed è stata sponsorizzata anche in tv su Telenova e su Lombardia TV, ottenendo citazioni anche su diversi giornali e siti web.

Parecchio spazio è anche riservato al merchand dei cartoni animati giapponesi come Adesivi, Album di figurine, Bambole e Modellini, Card, Cartoline, Dischi, Libri, Patatine, Poster, Puzzle, Quaderni,
Riviste, Tessere telefoniche, Videocassette…
In ogni numero si parla di un interprete o autore delle sigle come Albertelli e Tempera, Andrea Lo
Vecchio, Augusto Martelli, il Coro "I Nostri Figli" di Nora Orlandi, Cristina D’Avena, i Fratelli Balestra, Douglas Meakin, Georgia Lepore, Giampi Daldello, Giorgio Vanni, I Cavalieri del Re, "I Piccoli Cantori" di Niny Comolli, Le Mele Verdi, Nico Fidenco, gli Odeon Boys, gli Oliver Onions, Paola Orlandi, Enzo Draghi ma si parla anche dei migliori siti in linea dedicati al mondo dell’animazione giapponese.
Saltuariamente la rivista tratta l'argomento animazione giapponese per tipologia: serie  sgli animali,  serie robotiche,serie di magia e tante altre categorie. Insomma uno sguardo a 360° su questo appassionante mondo!
La conclusione della rivista va poi a fare un escursione nel mondo delle Telesigle, ossia le sigle delle più celebri serie TV coetanee:  l’ultima pagina, infatti, propone il testo della canzone, e la foto
del disco, di sigle come “Arnold”, “Furia cavallo del West”, “Hazzard”,
“I ragazzi della 3 C”, “Koseidon”, “La banda dei 5”, “La donna bionica”, “Lassie”, “Megaloman”,
“Mork e Mindy”, “Orzowei”, “Pippi calzelunghe”, “Rin Tin Tin”, “Sandokan”, “Le simpatiche
canaglie”, “S.O.S. Spazio 1999”, “Woobinda”, “Zorro”.
Manga Club nel 2005 è stata premiata come Miglior Rivista di Animazione Giapponese ed è stataiene ristampata nel 2006 con copertine diverse. Crediti: Redazione a Colori, MangaClub e Telecartoni.