| Col. Montgomery J Klaxon | Calvin Burnside | Maggie Bell Klaxon |
| Susan Culpepper | Gladys | Oliver Wendell Clutch |
| Col. Montgomery J Klaxon | Calvin Burnside | Maggie Bell Klaxon |
| Susan Culpepper | Gladys | Oliver Wendell Clutch |
Il risultato è una serie leggera e divertente, capace ancora oggi di trasmettere un’enorme carica di energia e nostalgia. E' un cartone figlio del suo tempo: prodotto nel 1970, Josie and the Pussycats nacque in piena esplosione della cultura pop e della musica giovanile. L’estetica della serie riflette perfettamente quell’epoca: colori sgargianti, vestiti psichedelici, stampe optical, capelli voluminosi, foulard al collo, mini gonne molto mini, pantaloni a zampa e melodie bubblegum pop. Le protagoniste indossavano gli iconici costumi leopardati con le orecchie da gatto, diventati negli anni un vero simbolo del franchise. Questi costumi erano stati ispirati dal costume cha lamoglie di uno degli autori, Dan DeCarlo, indossò in crociera. Tutto il personaggio di Josie è ispirato alla sua consorte da cui ne ha preso persino il nome.
Vale la pena menzionare il fatto che prima ancora che coautore di Josie and the Pussycats, Dan DeCarlo era stato l'anima della The Archie Comics, dando a quei fumetti quello stile che li contraddistingue ancora oggi.
Josie and the Pussycats fu anche un cartone animato progressista: con Valerie, una ragazza afroamericana veniva finalmente e giustamente rappresentata come intelligente, competente e mai relegata a stereotipi comici, cosa piuttosto rara per i cartoni dell’epoca.
Molti storici dell’animazione considerano il personaggio un piccolo ma significativo passo avanti nella rappresentazione televisiva di una società moderna, multirazziale e multiculturale.
I brani presenti nella serie vennero registrati da musicisti professionisti e avevano sonorità perfettamente in linea con il pop radiofonico dei primi anni Settanta e alcune canzoni, ancora oggi, sono amate dai collezionisti di musica vintage e dagli appassionati di cartoon cult.
Anche se la serie originale ebbe una durata relativamente breve (solo 16 episodi), Josie and the Pussycats riuscì a lasciare il segno grazie al suo mix unico di mistero, comicità e musica. Oggi il cartone viene ricordato soprattutto per il suo stile irresistibile e per quell’atmosfera spensierata tipica delle produzioni Hanna-Barbera. Guardarlo significa fare un viaggio diretto nella televisione americana degli anni ’70, tra chitarre elettriche, inseguimenti improbabili e canzoni impossibili da togliersi dalla testa.
Nel 2001 arrivò anche un adattamento cinematografico live action, Josie and the Pussycats. Il film inizialmente non ebbe grande successo, ma col tempo è diventato un vero cult grazie alla sua satira sul consumismo, sul marketing musicale e sulla cultura pop.
In questa immagine, tutti i personaggi. Nell'ordine, da sinistra a destra, Alexander, Valerie, Melody, Josie, Alan, Alexandra e, naturalmente riconoscibile, il gatto Sebastian in primo piano.
Sigla!
Questo cartone animato, apparentemente semplice e ripetitivo, nasconde in realtà un piccolo gioiello di comicità slapstick e ritmo narrativo. Ogni episodio segue lo stesso schema narrativo, quasi come una formula matematica: tentativo del lupo → pericolo per Lambsy → allarme → intervento del cane → punizione del lupo. Questo tipo di costruzione ricorda molto altri classici dell’epoca come, tra i tanti, Tom & Jerry che non ho citato a caso, perché anche in quest'ultimo cartone il cane bulldog Spike spesso riveste il ruolo di protettore di Jerry rispetto alle aggressioni di Tom. La sua ripetitività e nelle sue analogie con i cartoni dell'epoca della stessa matrice diventano i punti di forza di questo cartone: lo spettatore anticipa ciò che accadrà e si diverte proprio nel vedere come accadrà questa volta.
Questo fa anche in modo che un tema potenzialmente violento (un predatore che vuole mangiare la sua preda), diventi comico e leggero perché non c'è mai una reale tensione, lo spettatore sa già che il lupo fallirà ancora e, alla fine, pur tifando per l'Agnellino non volendolo vedere soccombere, ha anche compassione per il povero lupo. Il personaggio del lupo può essere visto come una variante del classico “antieroe Hanna-Barbera”: non è malvagio nel senso vero del termine, ma semplicemente guidato da un bisogno (la fame) e da una testardaggine quasi comica. Così come anche Tom da la caccia a Jerry semplicemente perché la natura lo ha fatto con quell'istinto o Dastardly da la caccia a Yankee Doodle perché deve eseguire gli ordini del Generale e se ne potrebbero fare altri di esempi.
A dare valore aggiunto alla storia, il grande doppiaggio, non solo nell'originale, ma anche nella versione italiana con Elio Pandolfi nel ruolo di Agnellino, Flora Carosello nel ruolo di Mildew e Sergio Fiorentini di Bristle: parliamo di pezzi importanti della storia del cinema e del doppiaggio italiano, professionisti dalla cospicua filmografia e/o presenza sui palchi teatrali e che vantano collaborazioni di livello. In particolare, Elio Pandolfi, attore, doppiatore, ballerino, cantante e mimo, ha lavorato anche con mostri sacri come Luchino Visconti e Vittorio De Sica. Pandolfi, che è stato anche doppiatore di Stanlio, ha trasmesso ad Agnellino un piglio sveglio, ironico, vivace, falsamente ingenuo, che lo ha reso un personaggio, almeno per me, assolutamente adorabile. La scelta oculata del doppiaggio si colloca nel solco della tradizione originale di Hanna & Barbera: nelle produzioni H&B infatti i doppiatori sono scelti non solo in base al talento ma anche in base al significato simbolico: ad esempio - e lo abbiamo visto in altri post relativi al mondo H&B - se un personaggio del cartone è la parodia di un personaggio della TV o del cinema, probabilmente si sceglierà come doppiatore lo stesso attore che interpreta quel personaggio che viene caricaturizzato.
“It’s the Wolf” non è un capolavoro rivoluzionario, ma è un perfetto esempio di intrattenimento animato semplice, diretto e immediato. Un cartone che non pretende di insegnare grandi lezioni, ma che riesce comunque a strappare un sorriso grazie alla sua struttura collaudata e ai suoi personaggi iconici.
In un’epoca di animazioni sempre più complesse e stratificate, tornare a un prodotto così essenziale può essere sorprendentemente rinfrescante.
Qui i personaggi e il primo episodio:
Prendiamo ad esempio Hardy, questa Iena Ridens, di primo acchito sembra un animale antropomorfo come tanti nei cartoni, poi a un certo punto noti che non ride mai e ha sempre l'espressione costipata. Un capovolgimento degli stereotipi, una iena ridens portata alla malinconia e a un pessimismo cosmico come un Leopardi a quattro zampe. E come dargli torto, visto che poi in tutte le avventure in cui viene suo malgrado trascinato è sempre quello che ne soffre le conseguenze. E' proprio vero che un pessimista è un ottimista con l'esperienza.
Intorno ai due protagonisti ruotano altri personaggi sia animali che umani; i due protagonisti fanno parte, insieme ad altri noti personaggi H&B (Top Cat, Ernesto Sparalesto, Peter Potamus,...), de L'Allegra banda di Yoghi. Siglaaa!
Questo è Top Cat, T.C per gli amici, cartone dalla ineguagliabile fantasia e genialità di Hanna & Barbera del 1961. Già in precedenza abbiamo rilevato su questo blog come molti cartoni animati di Hanna & Barbera traggano ispirazione e presentino parodie di personaggi realmente esistenti, di generi cinematografici o di show di successo e anche questo non fa eccezione, usando un doppiaggio con gli stessi attori di cui si fa la parodia o che comunque accentui il riferimento. Infatti Top Cat si ispira a una commedia, The Phil Silver's Show, il cui protagonista è un militare, un sergente un po' mascalzone e fancazzista che vive all'interno di un fortino nel profondo Texas. Il sergente è abile a intortare con le parole le persone che inganna, compresi i suoi commilitoni che finiscono per fare il lavoro che il sergente non vuole fare ma che complessivamente sono un po' mascalzoni e fancazzisti essi stessi, aiutando il loro capo nelle sue truffe. Ovviamente, trattandosi di una commedia, parliamo di piccole truffe, trucchi ai danni del colonnello, non di grandi azioni criminali.
E così questa dinamica viene trasposta in un cartone con una banda di gatti che hanno Top Cat (in Italia doppiato anche come gatto Temistocle) come leader, la cui mente è sempre impegnata ad architettare truffe che li riscattino dalla vita nel vicolo, sfuggendo però al pedante controllo del poliziotto di quartiere, Charlie Dibble, con cui la banda instaura quel rapporto di antagonismo ma anche rispetto e solidarietà che spesso si riscontra in questo genere di cartoni animati, portando, qualche volta, all'alleanza tra le parti rivali.
Top Cat, in un post molto carino che ho trovato sul Linkedin viene descritto come uno che può insegnare cosa sia la leadership in quanto concentra su di sé tutte le caratteristiche del leader perfetto, quelle caratteristiche che lo distinguono da un semplice "boss" e che trovate elencate in miliardi di post che popolano i social network:
- fare le cose in prima persona, non limitarsi a impartire gli ordini;
- raccogliere il gruppo giusto, ognuno con il proprio ruolo e ognuno con skills complementari;
- saper delegare;
- saper spiegare la propria visione;
- dedicare tempo e ascolto;
- saper motivare;
- ambire alla crescita di tutti e lavorare per un obiettivo comune.
Come in quasi tutti i Cartoni "animali", Top Cat è un gatto antropomorfo, bipede e con vestiti ed accessori: sulla pelliccia gialla spiccano un gilet e un cappello viola tipo Panama. E anche i suoi amici sono naturalmente gatti antropomorfi, umanamente vestiti, anche se solo di un colletto o di una cravatta senza giacca e camicia. Qui sono tutti raffigurati , i maggiori protagonist; da sinistra verso destra:
- Top Cat, il top leader;
- Fancy-Fancy il Casanova del gruppo con la sua pelliccia arancione e l'elegante sciarpa bianca, quello che se la tira un po';
- Benny, con la giacca bianca, è il più saggio del gruppo, in bilico tra astuzia e ingenuità;
- Brain, il cassiere con la maglia viola, quello che dovrebbe sapere nascondere il bottino ma che finisce sempre per parlare troppo...insomma il meno sveglio del gruppo, il cui nome risulta chiaramente sarcastico;
- Choo-Choo, con la pelliccia rosa e il dolcevita bianco, l'abile giocatore di poker;
- Spook, con cravatta nera su pelliccia marrone, è l'artista del gruppo, ha sdoganato il proverbio "Nero e marrone, vero cafone".
- l'agente Dibble che, per quanto uomo retto e onesto, per qualcuno, rappresenta lo Stato, con quell'insieme di meccanismi e vincoli che rendono la stratificazione sociale piuttosto rigida, vanificando gli sforzi individuali di scalare le sue classi e ostacolando così la mobilità sociale.
P.S. Questo post è stato scritto su richiesta di Marco7154, un utente di IG, che segue la pagina social afferente questo blog.
Ed ecco la sigla
I personaggi del cartone sono
gli stessi del film, film che voglio celebrare perché, esistendo, ha reso
possibile questo iconico e mitico momento in Stranger Things:
Secondo fatto che non vedevo l’ora
di menzionare, probabilmente non noto a molti, che a New York, nel quartiere Tribeca
a Manhattan, esiste ancora la caserma dei Vigili del Fuoco utilizzata come
quartier generale degli acchiappafantasmi, adottandone nome e vessillo, come
documentato da questa foto di me stessa scattata nel 2025. Ero stata nella Grande
Mela diverse volte, ma non ne ero a conoscenza: l’ho scoperto grazie a un
bellissimo tour attraverso i luoghi che sono stati usati come set cinematografici.
Chiuse queste due per me "ineluttabili" parentesi, come dicevo, i personaggi sono gli stessi del a partire dai quattro acchiappa fantasmi Peter, Ray, Egon e Winston e ne ricalcano più o meno liberamente le fattezze, soprattutto per quanto riguarda le scelte cromatiche (colori delle tute, dei capelli e degli occhiali). Come nel film sono presenti Slimer anche detto Onionhead, letteralmente Testa di Cipolla (che però nel film non viene chiamato con un nome specifico), fantasma qui più amichevole e con il ruolo di sollievo comico del cartone, l’irriverente segretaria Janine, il Marshmallow Man (Mr Stay Puff) e le auto superaccessoriate (Ecto-1, Ecto-2, Ecto-3). La serie si è sviluppata per 7 stagioni assumendo dei toni più dark all’inizio che sono stati sfumati verso toni sempre più leggeri e storie più semplici e lineari rispetto alle primissime stagioni.
Una curiosità che ho letto –
per la serie “Meritocrazia portami via” è che l’interprete di Winston, cioè l’attore
afro-americano Ernie Hudson, si era presentato, non riconosciuto, al casting
per il doppiaggio, nel cartone, del suo stesso personaggio, venendone scartato perché
giudicato troppo diverso dal film (scuse fantastiche, dove trovarle).
Altra curiosità: la
sceneggiatura del film (e successivamente del cartone) fu scritta da due dei
protagonisti, ossia Dan Aykroyd e Harold Ramis su un’idea dello stesso Dan
Aykroyd che aveva ereditato da suo nonno la passione per la parapsicologia.
Ultima curiosità che ho scelto di raccontare tra le tante che circondano i Ghost Busters è che l'uomo Marshmallow non era un pupazzone gigante ma uno stuntman travestito che sembrava gigante in quanto si muoveva in una New York realizzata in miniatura, tecnica abbondantemente usata in film come Godzilla.
Ecco qui i personaggi del film
e del cartone a confronto:
| Peter | Ray |
| Egon | Winston |
| Janine | Slimer |
| Mr Stay Puff Marshmallow man |
e chiudo con la leggendaria
colonna sonora di Ray Parker Jr che sicuramente ha contributo al grande successo degli acchiappa fantasmi!
Ma molto prima del successo planetario di questi colossal di effetti speciali, quelli della mia generazione hanno potuto già guardare le avventure in cooperazione dei classici supereroi, uniti da amicizia e rispetto, per affermare il loro senso di giustizia e verità contro criminali di tutte le risme. .
Sto parlando di un cartone animato prodotto da Hanna & Barbera a partire dal 1973 che si è sviluppato attraverso numerose puntate organizzate in stagioni, ben 9, presentate con diversi originali (Super Friends, The All New Super Friends Hour, ...) ma tutte tradotte in italiano con lo stesso titolo: I Super Amici, distinguibili per piccole variazioni nella formula dell'episodio o dei personaggi.
Personalmente lo guardavo su Teleregione Color e rimanevo rapita a guardare le azioni di Superman, Aquaman, Wonder Woman con il suo jet invisibile, Batman, Robin e altri supereroi della DC Comics specificatamente parte della Lega della Giustizia, più altri personaggi minori che fungono da spalla comica cioé Wendy, Marvin e il cane Wonderdog nella primissima stagione e Zan e Jayna (aka i gemelli Wonder Twins) con la scimmia Gleek nelle successive.
Occasionalmente vi si uniscono anche Occhio di Falco, Flash, Plastic Man, Firestorm, Freccia verde e altri personaggi inseriti allo scopo di rendere il cartone più inclusivo e rappresentativo di fare etnie (Samurai, Black Vulcano, Apache Chief).
Dalla parte dei cattivi, soprattutto nelle prime delle 93 puntate, ci sono soventemente alieni o scienziati pazzi dai metodi discutibili ma con intenzioni non proprio perfide; successivamente, incominciano ad apparire sempre più spesso i criminali resi celebri dal fumetto, come Lex Luthor, lo Spaventapasseri, l'Enigmista, Joker, il Pinguino e Poison Ivy.
Come già detto, nella prima stagione compaiono Wendy Harris e Marvin White con il loro cane Wonderdog, due adolescenti che hanno più che altro lo scopo di avvicinare come pubblico le fasce di età più tenere. A partire dalla seconda stagione vengono sostituiti dai gemelli Wonder Twins che, contrariamente ai loro predecessori, sono dotati di poteri: sono infatti degli alieni mutaforma che, al grido di "Poteri Wonder Twins, in azione!" , possono trasformarsi, lui generalmente in forme di acqua e lei in animali.
Chiaramente ispirato ai fumetti DC dedicati alla Justice League, il cartone animato, sebbene non spicchi per profondità e complessità o per qualità (frequente riuso delle immagini e degli sfondi), va ben oltre il contenuto del fumetto, impegnando i super eroi una vera e propria missione formativa dell'audience: infatti, vengono mostrate clip in cui i supereroi danno lezioni utili di pronto soccorso e artigianato, spiegano alcuni trucchi di magia, propongono quiz e indovinelli.
Gli episodi si ripetono in maniera molto lineare con una allerta (Trouble alert) al loro quartiere generale (La sala della giustizia) emanato dal general Wilcox o dal super elaborato elettronico e i nostri supereroi che si attivano immediatamente per fermare il pericolo e il criminale che c'è dietro usando i loro super poteri, senza colpi di scena, senza slealtà tra i comprimari, senza nessuno dei sentimenti negativi che occupano l'animo umano. Bei tempi.
| La lega della giustizia | La lega della giustizia "allargata" |
| Wendy, Marvin e Wonderdog | I gemelli Wonder Twins e Gleek |
Secret Squirrel |
Morocco Mole |
Double-Q/The Chief |
Yellow Pinkie |
Un investigatore privato alto un pollice, questo era l'infallibile detective creato da Hanna & Barbera in questo cartone dal titolo originale Inch High Private Eye, che denota la brillante abitudine della casa di produzione di giocare con le parole e con le rime. Se Super Chicken con i suoi martini era una non molto velata parodia di un personaggio politico realmente esistente, Inch High era invece una parodia di un personaggio di fantasia, ossia l'agente 86 Maxwell Smart dello show Get Smart, superbamente interpretato da Don Adams, a sua volta già parodia di personaggi come James Bond e l'ispettor Clouseau della Pantera Rosa, protagonisti assoluti dello spionaggio sul grande schermo. Uno show creato dal Mel Brooks, quindi, dal risultato assurdamente comico e surreale garantito.
Come desumibile dal titolo, il cartone narra le avventure di un abile detective in miniatura alto appunto solo un pollice, coadiuvato dalla fdua bella assistente e nipote Lori (Laurie) , il fidanzato di quest:ultima Gator, e il loro cane un San Bernardo chiamato Cuordileone (Braveheart). Egli lavora per l'agenzia Finkerton, chiarissima storpiatura della famosa agenzia Pinkerton, molto familiare ai cultori delle storie e film sul Far West e la Guerra di Secessione americana.
Con il titolare dell'agenzia, il signor Finkerton, ha un rapporto conflittuale e infatti quest'ultima cerca sempre di interferire, infiltrandosi tra i criminali, nelle operazionj in cui Inch Eye è coinvolto e finisce con l'arrabbiarsi con lui e chiamarlo testa di legno quando la sua coperture salta Sogna di poterlo licenziare un giorno e trova sempre un modo per non esserte soddisfatto del brillante operato del mini investigatore. A completare il quadro dei personaggi, c'è anche la signora Finkerton. Vestito del suo immancabile trench verde, Inch Eye risolve tutti i casi grazie alla sua Hushmobile, una automobile silenziosissima, quasi levitante, e adatta a inseguire i criminali senza farsi notare. Ma soprattutto grazie alle sue dimensioni che gli permettono di nascondersi ovunque per raccogliere indizi e questa caratteristica diventa naturalmente fonte di situazioni comiche. L'altro lato della medaglia è che le sue dimensioni lo mettono sovente in situazioni di pericolo ma alla fine, grazie ai suoi aiutanti, riesce sempre a cavarsela.
| INCH HIGH | LAURIE | GATOR |
| CUORDILEONE | MR FINKERTON | MRS FINKERTON |