Il risultato è una serie leggera e divertente, capace ancora oggi di trasmettere un’enorme carica di energia e nostalgia. E' un cartone figlio del suo tempo: prodotto nel 1970, Josie and the Pussycats nacque in piena esplosione della cultura pop e della musica giovanile. L’estetica della serie riflette perfettamente quell’epoca: colori sgargianti, vestiti psichedelici, stampe optical, capelli voluminosi, foulard al collo, mini gonne molto mini, pantaloni a zampa e melodie bubblegum pop. Le protagoniste indossavano gli iconici costumi leopardati con le orecchie da gatto, diventati negli anni un vero simbolo del franchise. Questi costumi erano stati ispirati dal costume cha lamoglie di uno degli autori, Dan DeCarlo, indossò in crociera. Tutto il personaggio di Josie è ispirato alla sua consorte da cui ne ha preso persino il nome.
Vale la pena menzionare il fatto che prima ancora che coautore di Josie and the Pussycats, Dan DeCarlo era stato l'anima della The Archie Comics, dando a quei fumetti quello stile che li contraddistingue ancora oggi.
Josie and the Pussycats fu anche un cartone animato progressista: con Valerie, una ragazza afroamericana veniva finalmente e giustamente rappresentata come intelligente, competente e mai relegata a stereotipi comici, cosa piuttosto rara per i cartoni dell’epoca.
Molti storici dell’animazione considerano il personaggio un piccolo ma significativo passo avanti nella rappresentazione televisiva di una società moderna, multirazziale e multiculturale.
I brani presenti nella serie vennero registrati da musicisti professionisti e avevano sonorità perfettamente in linea con il pop radiofonico dei primi anni Settanta e alcune canzoni, ancora oggi, sono amate dai collezionisti di musica vintage e dagli appassionati di cartoon cult.
Anche se la serie originale ebbe una durata relativamente breve (solo 16 episodi), Josie and the Pussycats riuscì a lasciare il segno grazie al suo mix unico di mistero, comicità e musica. Oggi il cartone viene ricordato soprattutto per il suo stile irresistibile e per quell’atmosfera spensierata tipica delle produzioni Hanna-Barbera. Guardarlo significa fare un viaggio diretto nella televisione americana degli anni ’70, tra chitarre elettriche, inseguimenti improbabili e canzoni impossibili da togliersi dalla testa.
Per molti fan dell’animazione classica, resta uno dei cartoni più sottovalutati e affascinanti mai prodotti dallo studio. Successivamente ci fu una seconda stagione, sempre di 16 episodi, Josie and the Pussycats in Outer Space (qui distribuita come Josie e le Pussycats nello Spazio) ambientata nello spazio cosmico in cui appare un ulteriore personaggio, un piccolo alieno con cui sono Valerie è capace di comunicare, chiamato Bleep.
Nel 2001 arrivò anche un adattamento cinematografico live action, Josie and the Pussycats. Il film inizialmente non ebbe grande successo, ma col tempo è diventato un vero cult grazie alla sua satira sul consumismo, sul marketing musicale e sulla cultura pop.
In questa immagine, tutti i personaggi. Nell'ordine, da sinistra a destra, Alexander, Valerie, Melody, Josie, Alan, Alexandra e, naturalmente riconoscibile, il gatto Sebastian in primo piano.
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