Questa è la situazione in cui si ritrova Kancian, un ragazzino pigro e sfigato con una t-shirt su cui - guarda caso - sono rappresentati dei vasi, quando trova questo vaso in una soffitta polverosa e la nube di polvere lo porta a starnutire. Quello è l'inizio di una serie di avventurosi guai causati dal mix:
1. della voglia di Kancian sfruttare le capacità magiche del mago per scopi assolutamente superficiali come scansarsi compiti scolastici, trovare scorciatoie per adempiere ai piccoli doveri quotidiani e mettere a segno qualche punto agli occhi della compagna di classe di cui è invaghito;
2.dalla goffaggine di Etcì che in realtà è molto più bravo a divorare polpette che a risolvere situazioni con un tocco della sua bacchetta magica a forma di mano e al grido di "Auli Aule Tulilem Blem Blu!"
Lo dice anche la sigla "E' un mago pasticcione e un po' spaccone, con tanta voglia di aiutare ma tanta di mangiare...". Insomma, bambino sfigato e scansafatiche + mago imbranato = perfetto mix di situazioni comiche e paradossali che finiscono puntualmente con il sedere di Etcì bersaglio di un bulldog che vive nei paraggi.
A complicare la situazione, la figlia del mago, la piccola irriverente e dispettosa Sbadiglio, anche lei abitante del vaso (di cui a volte ci viene mostrato l'interno, suddiviso come un vero appartamento) e richiamata appunto da uno sbadiglio. Sbadiglio ha paura degli specchi e fa le sue magie a suon di tamburello e formula "Schicchirimiao": sembra più dotata del padre e usa il suo talento per interferire con le magie di quest'ultimo per puro divertimento, causando frustrazione paterna e pasticci peggiori di quelli che Etcì causerebbe con la sua sola goffaggine.
La famiglia è completata dalla moglie di Etcì, Singhiozzo, evocata appunto da questo fastidiosissimo disturbo, che però esce dal vaso solo in poche puntate e la madre di Etcì, che è mostrata in una sola puntata.
Attorno a questi protagonisti ruotano altri personaggi come i genitori di Kancian e i suoi compagni di scuola inclusi alcuni bulli (Gigiotto e la sua banda) che l'incapacità di Etcì non esonererà dal trovare la giusta punizione.
Tra una avventura e l'altra l'affetto tra la famiglia che abita il vaso e Kancian, cresce puntata dopo puntata, finché i superiori di Etcì decideranno che la famiglia dovrà restare chiusa per cent'anni nel vaso per spezzare questo legame diventato troppo profondo, in un finale, nella puntata "Addio, Mago Pancione" commovente che ci mostrerà quanto c'è di tenero in ciascun personaggio, bulli e bulldog compresi. Un finale che mi ha ricordato molto quella della balena Giuseppina e non tanto per il titolo (Addio Giuseppina) quanto per la morale: è arrivato il momento che Kancian, come Choppy, se la cavi da solo.
Cartone animato della Tatsunoko (per la quale sapete che stravedo), è stato prodotto in 52 divertenti puntate accompagnati da una sigla fantastica, sebbene non si trovi nell'Olimpo delle sigle più vivamente ricordate ai giorni di oggi. La sigla era cantata da "Andrea e Sabrina", che altri non erano che i figli del musicista e bassista Mario Scotti, collaboratore di Claudio Baglioni e Renato Zero, che l'ha musicata. La sigla fu incisa su 45 giri con la sigla di Capitan Jet (cantata però da Sara Kappa) sull'altro lato del disco. Diversamente da altre sigle dell'epoca, il testo della sigla riprende molto bene la dinamica del cartone, citando alcuni esempi di magie che il mago può fare ma purché venga incentivato opportunamente con una polpetta mentre i cori fanno il suono dello starnuto. Anche la formula magica "Auli Aule Tulilem Blem Blu" viene ripresa e potrebbe essere una citazione di un successo di Celentano dell'epoca dal titolo "Aulì-Ulè".
Naturalmente, il cartone trae moltissima ispirazione dalle classiche storie di geni della lampada che hanno trovato massima espressione nelle celebre fiaba "Aladino e la lampada meravigliosa" contenuta in "Le mille e una notte", la favolosa raccolta di fiabe orientali. Storie che in realtà affondano le loro radici nelle mitologie arabe pre-islamiche che riconoscevano la presenza dei Jinn, spiriti del deserto legati agli elementi naturali come il fuoco (quindi, non proprio divinità) che avevano grandissimi poteri e una natura non necessariamente benevola. Di questo universo da mille e un notte, il cartone mutua, ad esempio, la possibilità di volare in sella a un tappeto magico.
Alcune curiosità sulla serie:
- la serie in Giappone aveva uno sponsor: una marca di polpette/hamburger
- fu realizzata negli Stati Uniti una versione in inglese chiamata "Bob in the Bottle" che non fu mai trasmessa negli USA ma fu distribuita in altri paesi anglosassoni. Peccato per loro, poteva essere usata per sponsorizzare hamburger, dato che l'hamburger rappresenta il 50% della loro varietà enogastronomica (ahia!);
- negli anni 2000 fu realizzato uno spin-off dal titolo Akubi Girl dedicato a Sbadiglio che fu trasmesso anche in Italia (Akubi è il nome originale di Sbadiglio!);
- il mago Pancione è uno dei personaggi del picchiaduro Tatsunoko vs. Capcom: Cross Generation of Heroes.
A giudicare dal materiale trovato in rete, credo che in Giappone il cartone abbia avuto un buon successo mentre in Italia, pur essendo conosciuto e amato da molti, è stato sempre relegato a qualche TV locale.
In questa immagine i personaggi più ricorrenti: da sinistra a destra, ovviamente, Etcì, Sbadiglio, Kancian, Susy (una amica di classe di Kancian), i genitori di Kancian, Gigiotto (il più grosso dei tre) con i suoi scagnozzi ... e ovviamente il famelico e malefico bulldog al centro della scena.


1 commento:
Che strano, non l'ho mai sentito nominare. Ma se, come hai scritto tu, è stato trasmesso su tv locali, capisco perché mi sia sfuggito. Sembrano personaggi simpatici e un po' buffi, diversi da quelli a cui ero abituata io, che comunque non sono esperta come te in materia.
Buona serata, Anna.
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