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domenica 6 settembre 2026

Wacky Races, le corse pazze che hanno fatto impazzire il mondo

Ne avevo già parlato in altri post (qui e qui) mostrando delle panoramiche sulla produzione Hanna e Barbera, oggi ne voglio parlare più in dettagli dato che è uno dei classici da me più amati e uno degli argomenti più ricercati su questo blog, stando ai report di Google Analytics. Quindi, soddisfiamo la curiosità di quelli che ricercano "coRse strane", "cartone con cane che ride", "macchina con l'ombrellino parasole" dato che questa ricerca porta a Le corse pazze, o Wacky Races da titolo originali, un cartone che è passato negli annali della storia per la sua comicità e genialità. Ci sono, infatti, cartoni animati che, pur avendo avuto una vita televisiva sorprendentemente breve, sono riusciti a entrare nell'immaginario collettivo e a rimanervi per decenni. Wacky Races è senza dubbio uno di questi. Prodotta dalla già menzionata Hanna e Barbera, la serie debuttò negli Stati Uniti il 14 settembre 1968 e, nonostante fosse composta da soli 17 episodi, divenne rapidamente un fenomeno grazie a un'idea semplice ma geniale: una gara automobilistica senza regole, dove l'obiettivo non era solo arrivare primi, ma farlo tra invenzioni strampalate, tranelli, inseguimenti e situazioni esilaranti.

L'ispirazione arrivava dal film del 1965 La grande corsa (The Great Race), con mostri sacri di Hollywood quali Jack Lemmon, Tony Curtis e Natalie Wood, ma gli autori portarono il concetto all'estremo, popolando la competizione con undici equipaggi completamente diversi tra loro, ciascuno alla guida di un veicolo unico e costruito su misura per rispecchiare la personalità dei propri piloti. Ogni gara attraversa ambientazioni sempre diverse, dalle montagne ai deserti, dalle città alle giungle, trasformando ogni episodio in un'avventura imprevedibile.


Tra tutti i concorrenti, il più memorabile è senza dubbio Dick Dastardly, accompagnato dal fedele cane Muttley alla guida della vettura 00, detta la Macchina Infernale (nell'originale, Mean Machine). Più che vincere con le proprie capacità, Dick è ossessionato dall'idea di sabotare gli avversari, escogitando trappole elaborate che finiscono quasi sempre per ritorcersi contro di lui. E la sua ossessione nel sabotare gli altri è talmente folle che in uno degli ultimi episodi il telespettatore intuisce chiaramente che, alla fine, a Dastardly non interessa neppure vincere, gli interessa il sabotaggio fine a sé stesso: infatti nell'unica puntata in cui ha praticamente vinto, si fa un autosabotaggio a pochi centimetri dalla linea del traguardo.  Le risate sguaiate di Muttley, diventate uno dei marchi di fabbrica della serie, sono ancora oggi immediatamente riconoscibili dagli appassionati e la sua faccia ridacchiante una icona che viene riportata su t-shirt, cappellini, felpe, teli mare e quant'altro.

Accanto ai due "cattivi" sfila un cast di personaggi indimenticabili. Li elenco nell'ordine del numero che è riportato sulla fiancata della loro vettura.
Ci sono i Fratelli Slag, Rock e Gravel, dall'aspetto si direbbe anche cugini di Captain Caveman, due cavernicoli a bordo della preistorica vettura numero 1, la Macigno-mobile (nell'originale, la Bouldermobile): mentre la guidano i due, che si esprimono solo a gesti, si prendono vicendevolmente e alternativamente a clavate. 
Ci sono Big e Li’l Gruesome, che sembrano appena usciti da un film dell'orrore, i due fratelli alla guida della vettura numero 2, il Diabolico Coupé (nell'originale, The Creepy Coupe), un automobile dal design macabro, con delle lanterne al posto dei fari, con il tettuccio sormontato da una torretta gotica circondata da pipistrelli e con un drago sputafuoco a completare il designo. 
C'è il geniale Professor Pat Pending, il cui aspetto incarna tutti gli stereotipi dello scienziato pazzo, capace di trasformare la propria automobile in qualsiasi mezzo immaginabile, non a caso la sua vettura, la numero 3, è battezzata la Multiuso (nell'originale, Convert-A-Car). 
C'è Red Max, chiaramente ispirato allo storico aviatore Barone Rosso, alla guida di una vettura che in realtà, per interpretare la personalità del suo pilota, è un biplano come se ne vedono nei film della prima guerra mondiale ma  dotato di ruote. Questo veicolo aveva il numero 4, era ovviamente rosso, chiamato lo Scarafaggio volante (nell'originale, Crimson haybaler).
C'è la bella, stilosa e vanesia Penelope Pitstop con la sua inconfondibile vettura rosa, una cabriolet  sportiva: è la vettura numero 5 conosciuta come il Vezzoso Coupé (nell'originale, Compact Pussycat), dotata di ombrellino parasole e congegni che le rinfrescano il trucco.
Ci sono il sergente Blast e il soldato Meekly alla guida di una vettura che sembra ottenuta da un carrarmato incrociato con una macchina asfaltatrice, la numero 6 detta Armata speciale (nell'originale, Army Surplus Special)
Ci sono Clyde e la sua banda, nanerottoli vestiti di abiti gessati come appena usciti da un Gangster movie ambientato negli anni '20, alla guida della numero 7, l'Antiproiettile (nell'originale, The Ant Hill Mob in the Bulletproof Bomb). Clyde tratta i suoi uomini con autorità e disprezzo (chiamandoli babbei) e quando hanno bisogno di una propulsione extra, usano i loro piedini che sbucano sotto il veicolo. Baciamolemani!
E, ancora, ci sono Lazy Luke e Blubber Bear a rappresentare il sonnacchioso e pigro montanaro dell'Arkansas  e altre zone montane dove la vita è scandita da ritmi lenti. Essi guidano la vettura numero 8, l'Insetto Scoppiettante (Arkansas Chuggabug), vettura alimentata con una vecchia stufa a legna che fornisce l'accelerazione richiesta alla gara quando esplode.
C'è Peter Perfect, lo stereotipo dell'uomo bello e galante, il damerino dai modi affettati che cerca di conquistare Penelope con la sua perfezione che ho sempre trovato un po' vuota. Peter guida la sua auto d'epoca da competizione dai cilindri dorati, la numero 9 chiamata la Sei Cilindri (nell'originale, la Turbo Terrific).
E, infine, ci sono  Rufus Roughcut con il castoro Sawtooth, rappresentazione dell'America più interna e più rurale, quella dei taglialegna forzuti e rozzi dalle camicie di flanella quadri che vivevano nei boschi. E ovviamente la scelta del castoro non è casuale - niente è casuale nei cartoni H&B - data l'abilità di questo animale nel rodere legna e costruire come un vero ingegnere di cui indossa il cappello da cantiere. Essi erano alla guida della numero 10 la Spaccattutto (nell'originale, Sawtooth in the Buzz Wagon) le cui ruote s dentate come il profilo di una sega.
Numero 00 - La macchina infernale
Dastardly e Muttley
Numero 1 - La macigno-mobile
Rock e Gravel Slag
Numero 2 - Il diabolico coupé
Big e Lil Gruesome
Numero 3 - La Multiuso
Pat Pending
Numero 4 - Lo scarafaggio volante
Red Max
Numero 5 - Il vezzoso coupé
Penelope Pitstop
Numero 6 - L'armata speciale
Sergente Blast e soldato Meekly
Numero 7 - La antiproiettile
Clyde e la sua banda
Numero 8 - L'insetto scopiettante
Lazy Luke e Orso Blabber
Numero 9 - La Sei Cilindri
Peter Perfect
Numero 10 - La Spaccatutto
Rufus Roughcat e il castoro Sawtooth
L'iconico
Ghigno di Muttley



Come già ribadito, niente nei prodotti Hanna & Barbera è frutto di una scelta casuale, i nomi, i dialoghi, i dettagli e Wacky Races, non solo non è una eccezione, ma è forse il più fulgido esempio di come i nomi  delle auto e relative scuderie, i dettagli costruttivi delle vetture, rappresentino una serie di personaggi sterotipati (il militare, il mostro, il gangster, ecc.) e dei luoghi da cui provengono.
E anche i nomi dati ai concorrenti obbediscono a tale legge. Rock e Gravel Slag sta letteralmente per "Scoria di Roccia e Ghiaia", nome molto evocativo della Età della Pietra da cui i protagonisti provengono. Big e Lil Gruesome sta letteralmente per "Grande e Piccolo Spaventoso". Pat Pending sta letteralmente per "In attesa di Brevetto" (Pat è usato come diminutivo di Patent). Red Max richiama Red Baron, come già detto. Penelope Pitstop è un chiaro riferimento alla sosta ai box. Blast e Meekly indicano chiaramente chi dei due umilia l'altro (to blast, "blastare") e chi dei due è quello sottomesso (meek, "mite").  Ant Hill Mob sta per "la banda delle formiche": mob in particolare intende banda mafiosa, il riferimento alle formiche potrebbe essere legato alla statura degli uomini della banda e al modo veloce di "zampettare" con le gambe per accelerare. Lazy Luke e Blubber Bear sta letteralmente per "Luke il pigro e l'orso grasso".  Peter Perfect ovviamente ne sottolinea la perfezione, ma io l'ho sempre trovato un po' troppo pieno di sé. E Rufus Roughcut abbina il nome Rufus ("dai capelli rossi") un cognome che ne sottolinea la rudezza ("tagliato con l'accetta") mentre il nome del castoro è letteralmente "Dente di sega". E naturalmente i nomi dei protagonisti più centrali non possono essere lasciati a caso: Dastardly significa infatti "infame" e Muttley deriva da "Mutt" che sta per cane bastardo. Che capolavoro! Adoro!

Ricordo ancora certe domeniche mattina in trepidante attesa della voce di Ferruccio Amendola che, da voce narrante per le prime 14 puntate (poi sostituito da Pino Locchi), introduceva il telespettatore alla corsa, elencando vetture e personaggi e anticipando già che Dastardly userà sporchi trucchi e decretando alla fine "Inizia l’avventura del Wacky Races!"

Uno degli aspetti più curiosi della serie è che, pur essendo stata realizzata in un numero limitato di episodi, è stata trasmessa e ritrasmessa per decenni in tutto il mondo, diventando un classico dell'animazione.  Il successo fu tale da dare vita agli spin-off Dastardly e Muttley e le macchine volanti e Le avventure di Penelope Pitstop, mentre nel 2017 la serie è stata riproposta in una versione moderna che ha mantenuto lo spirito originale aggiornandolo per le nuove generazioni.

A distanza di oltre mezzo secolo, Wacky Races continua a essere ricordato con affetto perché rappresenta un'epoca dell'animazione in cui bastavano fantasia, personaggi ben caratterizzati e tanto umorismo per creare un capolavoro destinato a non invecchiare mai. Le sue corse impossibili, i veicoli assurdi e la continua rivalità tra Dick Dastardly e gli altri piloti hanno fatto sorridere milioni di spettatori e continuano ancora oggi a conquistare chi scopre per la prima volta questo piccolo grande classico della televisione.
Curiosità: in rete sono reperibili le foto di almeno una parata di automobili che riproducono i veicoli del cartone guidate dai rispettivi cosplayers.

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