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domenica 27 settembre 2026

Pupazzi in TV: tenerezza o inquietudine?

Topo Gigio
Provolino
Rockfeller
Uan
Five
Four
Ambrogio
I Muppet
Sesame street

Un fenomeno tipico degli anni 80 è stato quello dei Pupazzi in TV, un fenomeno che è continuato, scemando, anche negli anni 90 (si pensi a Dodò della Melevisione) ma che ora sembra ormai tramontato. E per fortuna diranno alcuni. Eh sì, perché spesso mi capita di sentire da alcuni miei più o meno coetanei che da bambini erano da impauriti a terrorizzati da quei pupazzi, per quanto fossero pensati proprio per un pubblico di giovanissimi. Personalmente questi pupazzetti non mi spaventavano ma tranne Topo Gigio che era molto tenero e Uan, pacioccone, sagace e protagonista di divertentissimi siparietti con un allora giovane Bonolis, gli altri li trovavo stupidi e sgradevoli alla vista. Tuttavia, anche loro nel bene e nel male hanno segnato un epoca e tanti ricordi, ed è per questo e per coloro che invece li ricordano con nostalgia che ne voglio fare una carrellata.

Incominciamo da Topo Gigio, tenero topolone antropomorfo dai connotati nordici (capelli biondi e occhi azzurri) e dallo sguardo sognante creato da Maria Perego e Federico Caldura. Sebbene sia indissolubilmente associato al Lo Zecchino d'Oro, storica trasmissione e competizione televisiva dedicata alle canzoni dei bambini per i bambini, in realtà Topo Gigio fu creato nel lontano 1959 per la trasmissione Serata di Gala doppiato inizialmente dal grande indimenticato Domenico Modugno (...mica pizza e fichi...) ed è apparso in trasmissioni ammiraglie della RAI (Canzonissima e Festival di Sanremo) prima di approdare alla trasmissione del Mago Zurlì aka Cino Tortorella e rimanerci a tempo indefinito fino a giorni nostri. In realtà la popolarità di Topo Gigio, confermata anche dalla successiva realizzazione di libri, fumetti, serie animate a lui dedicate, ha varcato i confini nazionali apparendo anche nella trasmissione statunitense Ed Sullivan Show. Nei siparietti in cui Topo Gigio appare egli interloquisce con il Mago Zurlì o con altri conduttori o ospiti della trasmissione, esprimendo pensieri semplici, come quelli di un bambino, sebbene a volte connotati da una ironia meno infantile, ma sempre restando in toni teneri, romantici, esprimendo il desiderio di protezione, dolcezza o di un pezzo di gruviera.

Un altro pupazzo storico fu Provolino, dalle sembianze umane caricaturizzate, con grandi orecchie a

sventola, occhi piccoli e dentone centrale, inventato dalla coppia Castellano & Pipolo, animato da Raffaele Pisu e con la voce fuoricampo di Oreste Lionello. Che mix!
Dalla personalità irriverente e costantemente contestatrice, Provolino apparve in diversi programmi televisivi RAI alla fine degli anni 60 ed ebbe un successo tale da diventare una serie a fumetti regolare della Bianconi edizioni, con uscite, tra inediti e ristampe, che sono durate fine al 1990.

Restando in ambito RAI, un altro pupazzo che ebbe notevole successo fu Rockfeller, animato dal ventriloquo José Luis Moreno. In realtà Rockfeller nacque in RAI, con Fantastico 5, ma fu successivamente anche ospitato a Pentatlon sui canali Fininvest. Come il nome richiama, al netto di una "e" mancante, il pupazzo interpretava il ruolo di un miliardario che, come cantava nella più famosa tra le canzoni che ha inciso, con i suoi miliardi poteva soddisfare qualsiasi desiderio. Infatti, in tale canzone, cantata con il coro dei Piccoli Cantori di Torre Spaccata, nella strofa una voce di bambino esprimeva una serie di desideri ai quali Rockfeller, con la sua voce rauca, rispondeva nel ritornello "Tutto si può fare, quanto può costare, 1 milione, 2 milioni, forse 3... il problema non c'è". In contrasto con gli intenti generosi espressi nella canzone, dalla melodia e testo molto leggeri, in maniera secondo me eloquente e anticipando di decenni gli attuali dibattiti intorno ai centri di potere finanziari che decidono le sorti del mondo al di sopra delle apparenti sovranità dei popoli, il pupazzo era rappresentato come un corvo nero  (non quindi un simbolo di buon auspicio) , cinico, sagace, sarcastico e dalla lingua tagliente. Vestito di frac e cilindro, non era certo concepito per un pubblico infantile. Era infatti protagonista di programmi della fascia serale e i dialoghi con il suo ventriloquo, comprendevano commenti e frecciatine a personaggi pubblici dell'epoca. Forse dovrei recuperare quei dialoghi e rivederli alla luce di come sia cambiato il mondo da allora, ho il sentore che ci troverei parecchio materiale profetico.
Rockfeller ebbe un successo globale, soprattutto nei paesi latini come il suo ventriloquo e furono prodotti molti giocattoli come copie del pupazzo originale.

Parlare di tutti i pupazzi in TV richiederebbe più spazio di quello a disposizione di un singolo post di lunghezza ragionevole, soprattutto se volessi allargare il discorso al contesto internazionale, considerando in primis il celeberrimo e storico Muppet Show, lo show dei pupazzi per antonomasia, e il Sesame Street che ne è una sorta di spin-off.  Ma adesso volendo circoscrivere a quelli che sono stati i pupazzi più influenti nel panorama televisivo italiano, non posso non citare la triade Uan - Four - Five, protagonisti dei contenitori televisivi per bambini rispettivamente di Italia 1 (Bim Bum Bam) - Rete 4 - Canale 5.  Contrariamente al fatto che la rete ammiraglia fosse Canale 5 e quindi ci aspetterebbe una maggiore popolarità della sua mascotte, il più popolare dei 3 era sicuramente Uan. Credo che al successo di Uan abbia contribuito una migliore riuscita grafica, con quel pelo rosa shocking, e poi è un cane antropomorfo, quindi, sicuramente più familiare di un draghetto/biscione (Five) o di un orso (Four). 
Ma, non solo. Uan aveva una personalità scaltra, divertente ma sempre bonaria ispirata al bambino pestifero in stile Pierino, gli altri due avevano una personalità...meh. Four cercava di parlare agli adolescenti con il suo linguaggio paninaro (ne parleremo nelle prossime puntate) e i suoi idoli da copertine di Cioé ma questo appiattiva i dialoghi attorno agli stessi temi, nulla a che fare con i dialoghi brillanti tra Uan e un già strepitoso Bonolis (anche merito suo). Five, nonostante il doppiaggio di Marco Columbro, non era secondo me ben caratterizzato, era impertinente e dispettoso senza risultare divertente, no redeeming quality. A contribuire alla popolarità di Uan ancora altri due fattori: il mitico doppiaggio di Giancarlo Muratori che la troppo precoce dipartita ha definitivamente consacrato come leggendario e il fatto che Uan era il protagonista del contenitore per bambini e ragazzi più longevo e con la programmazione più regolare per moltissimi anni, ogni pomeriggio feriale dal 1981 al 2002 e sempre sulla stessa rete (Italia 1). Four fu penalizzato dal fatto che Ciao Ciao ebbe una programmazione più irregolare, spostandosi ripetutamente tra il palinsesto di Rete 4 e quello di Italia 1 mentre Five appariva in vari programmi, non solo per bambini, comprese trasmissioni serali come Premiatissima (dove apparve per la prima volta), un pupazzo quindi non inequivocabilmente associato al mondo dei bambini anche se poi appariva nelle copertine delle compilation di sigle dei cartoni "Fivelandia". Successivamente il trio di pupazzi si arricchì di un quarto pupazzo che affiancò Uan in Bim Bum Bam: Ambrogio, un leone un po' eclettico e portato a riflessioni su altri mondi paralleli, dal nome, chiaro omaggio alla città di Milano (e al suo santo patrono) da cui l'impero Fininvest si era sviluppato.
Chiudo postandovi un po' di materiale che sblocchi i vostri ricordi ma anche invitandovi a commentare e a segnalare altri pupazzi celebri, in Italia o nel resto del mondo.




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