lunedì 25 maggio 2009

Coraggioso e battagliero


Fra le meraviglie che mi è capitato di visitare nel mio mese a Tokyo, sicuramente un posticino speciale lo occupa il ricordo della visita al museo della TATSUNOKO, insigne casa di produzione nipponica che ha partorito alcuni dei cartoni simbolo della Fortezza come -più in generale- dell'infanzia televisiva di tutti i bambini degli anni 80.
Per avere un'idea dei titoli della Tastunoko, rimando al link su wikipedia.
Ma per regalare una suggestione immediata che catapulti le vostre menti a quell'universo, non credo che ci sia nulla di più adatto del seguente trailer. Sperando che la nazionalissima produzione in questione possa miracolosamente sbarcare anche nella distribuzione italiana.
Illusione, questa si, meramente fantascientifica.
Appena avrò tempo, cercherò di dedicare un post al museo sopra citato. Sperando di avere anche conservato qualche documento fotografico...

giovedì 14 maggio 2009

Spazio: Ultima Frontiera


Sarà difficile questa volta giustificare un post dedicato ad un cartone così bistrattato e per giunta neanche tanto riconducibile alle suggestioni "ottantine" della Fortezza. Dirò solo che, da amante di Star Trek e dell'animazione in generale, e sull'onda del successo -in realtà non travolgente- del nuovo film di Abrams sulla combriccola dell'Enterprise, ho ritenuto utile rispolverare un piccolo gioiello di semplicità e sperimentazione come STAR TREK: LA SERIE ANIMATA.
Sintetizzato, come tutte le serie trekkiane, in un comodo acronimo (nello specifico, ST TAS, ovvero Star Trek The Animated Series), questo cartone fu prodotto fra il '73 ed il '74 e consta in totale di 22 episodi.
La serie narra dell'ultimo anno della "missione quinquennale" di Kirk & Co. Missione che in realtà la narrazione della serie classica copre per i soli primi tre anni.
Oltre ad essere doppiata da quasi tutti gli attori del cast originale, la serie animata -proprio in quanto semplice "cartone"- potè ovviamente dare forma alla fantasia degli sceneggiatori senza essere sottoposta ai soliti limiti di budget e di tempo che caratterizzavano la produzione del telefilm.
Per quanto gradevole, il cartone risulta un pò troppo lento per essere apprezzato dai più piccoli, e tuttavia relativamente povero di quei battibecchi ironici e giochi di mimica -entrambi irresistibili- che animavano le discussioni fra i protagonisti, rendendo la loro alchimia televisiva impagabile per grandi e piccini.
Ad ogni modo, sicuramente un prodotto che non va dimenticato, e che si spera -da appassionati di serialità ed animazione- poter rivedere, magari su una rete satellitare, in questo periodo di "febbre trekkiana".
Nel frattempo,
Lunga vita e prosperità a tutti!

sabato 9 maggio 2009

Un REAL SUPERHERO all'ombra del Vesuvio

Quando M@rcello mi ha segnalato il video che vi sto per presentare, credevo che fosse uno dei tanti esempi di coloro che vogliono immortalarsi su YouTube con qualche divertente trovata. Non mi sarei mai aspettata che esistesse un REGISTRO MONDIALE DEI SUPEREROI e che scorrendolo si potesse trovare, tra i tanti americani (ma si sa che loro sono bizzarri), un supereroe reale che vive all'ombra del Vesuvio: Entomo - l'uomo insetto!! (La foto di Entomo, a sinistra, è tratta proprio dal suddetto registro). Ghost, Amazzonia, Black Arrow, sono solo alcuni dei nomi sotto i cui costumi si celano, come per tutti i supereroi che si rispettino, identità segrete. Mi pare che questi individui dalla doppia identità abbiano preso molto sul serio la loro missione con il realismo (per quanto possa risultare paradossale questo termine) di chi sa di non avere dei superpoteri ma, come riferisce lo stesso Entomo, delle particolari abilità che possono essere messe a disposizione del sociale. Supereroi moderni che si avvolgono della moderna tecnologia per sopperire alla mancanza dei super-poteri. In assenza di poteri telepatici che mettano il supereroe al corrente di una ingiustizia, di una violenza che si sta manifestando, in qualche angolo della città, ai danni di qualche vittima indifesa perché non farsi contattare telefonicamente? Perché non fare conoscere la propria disponibilità a sconfiggere il crimine con una pagina su myspace? Domande a cui il nostro supereroe partenopeo ha risposto affermativamente, mentre io mi chiedo se sarà lui che potrà salvare Napoli dalla monnezza.
Questa la sua presentazione:

Di Entomo se ne è interessata persino una trasmissione TV andata in onda su RAI4 (rete in esclusiva su digitale terrestre) di cui vi proponiamo un filmato.


E mentre due dubbi mi attanagliano («ma sarà legale andare in giro con il volto coperto?», «ma l'ultimo insetto raffigurato qui, non è invece un gambero?») omaggio il nostro supereroe nazionale con lo spezzone di una famosa canzone che piace tanto al mio amico Fabrizio.

Lupin III - Super Hero.mp3 -


Ok, ma che c'entra Entomo con gli '80? Nulla, ma era una notizia troppo ghiotta e in linea con i nostri interessi per essere taciuta.
STOPPATE IL PLAYER A DESTRA!!

venerdì 8 maggio 2009

Attack




Da ex pallavolista posso confermare che il sogno di indossare la maglia delle SEVEN FIGHTERS da adolescente era più che ricorrente, non a caso io ho sempre portato il numero 7 oppure il numero 1, gli stessi che Mila sfoggiava rispettivamente nelle Seven Figheter e in Nazionale. A quei tempi ero un po' fissata con Mila, Nami, Kaori e compagnia bella, ora le cose, fortunatamente sono migliorate, però realizzare quel sogno ora ha un suo prezzo che potrei anche pagare: 14,80 + spese di spedizione. 

La maglia delle SEVEN FIGHTERS è su eBay.

domenica 3 maggio 2009

Corrado Castellari e Melody, la melina verde on-line

Uno dei miti che mi onoro di avere tra la cerchia dei miei amici su my space è Corrado Castellari, cantautore e compositore che può vantare collaborazioni con artiste del calibro di Mina, Ornella Vanoni e l'indimenticata Stefania Rotolo (insomma, mica pizza e fichi e fantasia) ma che noi omaggiamo come il compositore delle dolcissime e vivaci sigle de Le Mele Verdi.
Sigle alle quali, in qualche caso, ha prestato la voce: in Belfy e Lillibit è proprio Corrado Castellari a recitare "Ma che strano! così tu non sai che un lillipuziano è un po' folletto..." come è sempre lui a fare il verso del ranocchio nella fantastica sigla de La banda dei ranocchi ("Demethan, e le rane dello stagno...").
Ma il contributo di Castellari al Le Mele Verdi, gruppo che abbiamo già ricordato con estremo affetto, non si è fermato solo al piano artistico. Ci ha messo anche del suo: una figlia, Melody, diventata una melina verde.
Oggi, maturata la melina, Melody continua ad occuparsi con successo di musica, portandosi dentro con orgoglio l'invidiabile e fortunata esperienza di esser appartenuta a quel glorioso gruppo di ragazzine scalmanate e tenere al tempo stesso, tanto da cantarne un omaggio musicale.
E' stato proprio Corrado Castellari a mettermi al corrente del fatto che Melody ha un blog che tutti i fans de Le Mele Verdi, ancora numerosissimi, dovrebbero tener d'occhio (e che mi permetto quindi di consigliare) visto lo spazio che Melody dedica ai suoi ricordi di "melina" e ad eventi e reunion che si sono tenute (e presumibilmente si terranno) e che hanno coinvolto le sue ex-colleghe.
www.melodycastellari.com

Vi posto uno dei video della Giornata delle Mele Verdi tenutosi pochi giorni fa. La qualità del video è tutt'altro che eccelsa. Non di meno è toccante per chi sa apprezzarne la nostalgica poesia.

giovedì 30 aprile 2009

Hiro o heroes?


Hiro è un canale a pagamento di Mediaset Premium che fa parte del pacchetto Fantasy (Hiro,Playhouse Disney, Cartoon Network) ovviamente dedicato ai cartoni animati, il bello è che non ci sono esclusivamente personaggi nuovi che ahimè per ovvi motivi generazionali non conosco, ma il palinsesto riserva sempre qualche collocazione agli evergreen degli anni ’80 e non solo, in questo periodo ad esempio sono in programma due personaggi del calibro di Capitan Harlock e Lupin

Un ladro d’eccezione presente nel palinsesto ben confezionato di Hiro è Diabolik, che poco ha a che fare con gli anni ottanta ma altrettanto amato (almeno da me e dalla mia socia). Non è il fumetto anni ’60 delle geniali sorelle Giussani ma un remake a cartoni (a colori) del 2000 (credo!) che nonostante non abbia lo stesso fascino è pur sempre interessante e appassionante. 

Diabolik, uno dei personaggi più famosi nella storia del fumetto, è ora protagonista di questa serie di cartoni animati, che ci permette di scoprire un nuovo lato del suo carattere facendo un viaggio nel passato per capire cosa lo ha spinto a lottare contro lo spietato Dane...

Ancora in fasce, Diabolik viene trovato naufrago su una spiaggia da King, che lo adotta crescendolo insieme al suo figlio naturale, Dane. Grazie a un addestramento mirato, ma anche alle sue doti di astuzia e agilità, Diabolik diventa un campione del furto, un ladro inafferrabile al servizio dell'organizzazione messa in piedi da King e poi gestita da Dane. Quest'ultimo però, geloso di Diabolik, è deciso a sbarazzarsi di lui. Dane convince il padre ad affidare a Diabolik una missione che va contro il suo codice d'onore: dovrebbe infatti eliminare un uomo, il signor Kant, padre di Eva, una splendida ragazza che Diabolik ha già avuto modo di conoscere. 

Poiché Diabolik si rifiuta, Dane convince King ad espellerlo dall'organizzazione. Poi Kant viene eliminato e la colpa ricade su Diabolik, che viene imprigionato in un carcere di massima sicurezza. Una volta libero Diabolik promette a se stesso che dedicherà la sua vita a contrastare l'organizzazione di Dane. Quindi rivela a Eva la verità sulla tragica scomparsa di suo padre e tra i due giovani nasce un forte sentimento, tanto che Eva decide di seguirlo nelle sue missioni, anche in quelle più pericolose. Diabolik, essendo un evaso, deve poi fare i conti con Ginko, l'ispettore di polizia, che gli sta costantemente alle calcagna, nella speranza, un giorno o l'altro di riuscire a prenderlo...
Photo Credit: Repubblica.it

lunedì 27 aprile 2009

Un post di tutto

Reportage del Comicon 2009

Come mi ero ripromessa, domenica 26, cioè ieri, sono stata al Comicon, la fiera dedicata al fumetto e all'animazione che si svolge a Napoli ogni anno nella suggestiva ma forse poco appropriata (l'aria era un tantino irrespirabile) cornice di Castel Sant'Elmo.
Sull'onda dell'entusiasta ricordo dell'ultima capatina (la bellissima edizione 2007) e del rammarico di aver saltato l'edizione passata, è stato un appuntamento atteso quanto deludente. Troppo "Narutizzato", troppo "Death Note". I cosplayers, a parte una simpatica coppia Majinbou-Trunks di Dragonball, due Lamù, una Lisa Simpson e Bender di Futurama, erano monotematici. Naruto, Naruto, Naruto. Ho caricato per due giorni le batterie della fotocamera per niente: 4 fotografie in tutto, non c'era nient'altro da fotografare. Neppure le bancarelle delle fumetterie. Molti fumetti, anche pezzo di antiquariato, ma pochissimi gadget, pochissime action figures, pochissimi modellini, ancor meno portachiavi, nemmeno un cappellino. Nessuna t-shirt da mostrare orgogliosamente quest'estate tranne qualcosa di xxx large con il solito Naruto o qualche supereroe Marvel. Proprio quest'anno che avevo qualche soldino in più. Due anni fa che avrei comprato tutto, quest'anno mi sono dovuta mettere d'impegno per scovare qualcosa che valesse la pena comprare. Probabilmente erano poche anche le stesse bancarelle (ho avuto l'impressione che abbiano sottratto un po' di spazi agli espositori...per girare tutte le bancarelle ci ho messo pochissimo....). Insomma niente di tutto quel folklore che rende irresistibili manifestazioni come queste. Dove erano finite le orde degli ultra-trentenni nostalgici, dove erano i simpaticoni vestiti da Actarus, da Bia, dalla Maga Chappy degli anni passati? E poi perché tanto spazio alle postazioni dei videogames, a quella ingobrante pedana per giocare Guitar Hero? Ma che ci azzecca? Chi se ne frega - per patita che sia anche di videgames - di Guitar Hero al Comicon? L'affluenza di pubblico è stata notevole, la coda alla biglietteria chilometrica (e non è un modo di dire) ma vedevo tante persone che andavano via relativamente presto. Anche molti espositori: facevano fagotto e la loro faccia la diceva tutta su come fossero andati gli affari. Alle 17.00 eravamo già fuori a girare per Napoli alla ricerca di una pizzeria aperta. Niente, delusione su delusione: la pizza napoletana l'ho dovuta mangiare in serata, tornata a Giovinazzo, nel mio cantuccio preferito dove ci lavora il pizzaiolo partenopeo.
In questa panoramica piuttosto grigia però non sono mancate delle belle sorprese:
1) l'incontro con Leo Ortolani. Firmava gli autografi a soli pochissimi eletti accreditati ma noi (cioè io e Pig M.) con una delle nostre improvvisate pantomime, così come facemmo con Go Nagai, abbiamo scavalcato gli accreditati e l'abbiamo convinto a concederci uno strappo alla regola. Ed eccoci su una foto, sfocata purtroppo, noi, lui e il nostro N.1 di RatMan.


2) abbiamo rimediato due fantastici disegni, di Batman e WonderWoman, fatti, su nostra richiesta, da un simpaticissimo e talentuosissimo giovane, ma già popolare, disegnatori di fumetti (di John Doe, precisamente): Luca Maresca. E' incredibile l'abilità e la velocità con cui disegnasse sotto i nostri occhi qualsiasi supereroe gli si richiedesse. Gli ho visto fare Batman, Capitan America, Elettra, Devil, Wolverine, Tempesta. E poi John Doe naturalmente. Bravo, anzi bravissimo.
3) un espositore aveva bellissimi cofanetti (pubblicazione della Edizioni 001) di fumetti fantascentifici americani degli anni 40-50 EC Comics. Ed è così che la nostra collezione si è arricchita di un cofanetto di Weird Science e uno di Tales from the Crypt più qualche numero sparso di The Haunt of Fear e Frontline Combat.
4) Per lo meno ho trovato un souvenir per mia nipote: un barbapapà (anzi barbazoo) reversibile: rivoltadolo si trasforma in una barba-stella. E sempre in tema di barbafamiglia mi sono regalata il portacellulare imbottito di barbaforte.

I GemBoy allo Zenzero il 18 aprile

Quanto il Comicon è stato nel complesso deludente, nonostante l'illuminante incontro con Ortolani, tanto invece il concerto dei GemBoy, tenutosi al Club Zenzero di Bari il 18 aprile, è stato esaltante, oltre ogni già alta aspettativa.
I Gem Boy sono veri animali da palco. Ogni canzone era uno sketch, ogni sketch una canzone, ogni canzone una di quelle espressioni facciali di un bassista fuori di testa che mi ha fatto tenere le lacrime agli occhi per le risate per tutto il concerto.
Orgia Cartoon, Holly e Benji, l'imitazione delle camminata di Sampei sono stati momento di puro delirio collettivo - per non parlare di effe-ai-gi-ei (meglio scriverlo così che ci leggono i bambini) ma lo spettacolo non ha smesso di essere coinvolgente neppure al momento di brani non noti proprio a tutti.
E poi Fatalità, reduce di un grandissimo successo. Risate a go-go. Grazie al grandissimo Carletto FX e a tutti, ma proprio tutti, gli sballati componenti della sua band. Denis, ora sei tu il mio idolo.
[Maledette batterie sempre scariche, non ho nessuna testimonianza fotografica]

domenica 19 aprile 2009

Io sogno di viaggiare insieme a Paul

«Amici per la pelle, sul teleschermo blu, da oggi Paul e Nina ogni giorno insieme noi. Che arma superbolica il magico yo-yo e il laser che è negli occhi del piccolo orsacchiotto!»
Con queste parole, la dolcissima voce di Patrizia Pradella ci introduceva a un mondo fatato, a paesaggi fiabeschi, a luoghi immaginari abitati da animali e piante parlanti e specie quasi-umane stravaganti... a un mondo semplicemente fantastico, appunto il fantastico mondo di Paul.
Prodotto nella mitica e instacabile fabbrica di meraviglie che è la Tatsunoko nel 1976 (anno che ne ha sfornato di cose buone...), l'anime narra delle singolari e irreali avventure di Paul in mondi paralleli sottomessi al tiranno Belt-Satan il quale ha rapito Nina per farne la sua sposa. Belt-Satan, dall'aspetto demoniaco, può contare su scheletri, funghi malefici (in particolare, Chinoppi) e un esercito piuttosto variegato e fantasioso di cattivi .
Il varco tra il nostro mondo e i molteplici mondi paralleli è aperto, con un martello magico, da Pakkun, l'orsacchiotto, posseduto da un folletto, di Paul ma il varco è attivo solo per un periodo limitato di tempo per cui Paul, affiancato da Doppe il cane san bernardo di Nina (cane che parla, cammina e vola nelle altre dimensioni), riuscirà di volta in volta ad offrire il proprio aiuto alle popolazioni oppresse da Belt-Satan ma dovrà puntualmente rinviare la liberazione della ragazza alla successiva incursione. Come è prevedibile, Paul, armato del magico yo-yo e del laser-che-è-negli-occhi-del-piccolo-orsacchiotto, riuscirà non solo a liberare Nina (cosa che avverrà prima del termine della serie) ma avrà una parte fondamentale nella successiva ribellione e nel riscatto dei buoni che abitano il paese delle meraviglie e prevenendo così anche l'attacco alla Terra che Belt-Satan aveva minacciato di realizzare.
Si tratta di un vero e proprio cult degli anni 80 che personalmente mi ipnotizzava davanti allo schermo (blu) e che nonostante, a rivederlo ora, mostri tutti i segni dell'età, resta fra i cartoni che ricordo con più nostalgia e tenerezza. Mi colpiva particolarmente il tratto arrotondato, i particolari ricchi di riccioli, le capigliature con i tirabaci, i colori vivaci, il disegni tratteggiato a matita in cui si trasformava l'ambiente quando Pakkun fermava il tempo.
Una ricetta ben riuscita con tutti gli ingredienti che solleticano le corde della fantasia dei bambini. Eppure sono evidenti anche tematiche psichedeliche: citando la Wikipedia, il "cancello" che conduce all'altra dimensione, dove tutto è distorto in visioni da sogno o incubo, la "fuga" dalla realtà in una dimensione differente che poi si rivela cruciale per la comprensione della realtà stessa. Ed infine, il personaggio di Chinoppi, che iconograficamente è un'amanita muscaria animata, simboleggiando così la sua cattiveria (il "fungo rosso a palline bianchi", da tutti ricoscibile perché velenoso), ma anche il suo potere (l'amanita muscaria è anche un allucinogeno utilizzato dall'uomo sin dalla preistoria).

L'anime mostra una notevole affinità ad Alice nel Paese delle Meraviglie, non solo perché anche il mondo visitato da Paul è chiamato Paese delle Meraviglia, ma soprattutto perché i mondi paralleli vengono concepiti come la dimensione dove ciò che per noi è privo di vita prende un'anima, una coscienza. L'affinità è particolarmente evidente quando Paul si trova ad avere a che fare con uomini/carta da gioco, guidati da regine di picche e di quadri piuttosto irascibili.

Link consigliato: HitParadeItalia

martedì 14 aprile 2009

100 di questi post...


In occasione del centesimo post, un auto-augurio dalla Fortezza a sè stessa e -soprattutto- ai suoi lettori (in questi ultimi tempi un pò impegnati e "latitanti"), con la promessa/speranza di ritrovarci qui e festeggiare il post numero 200.
Come si fa coi fumetti o i telefilm. Che non a caso rimangono il nostro pane quotidiano...

E quale immagine migliore di una vera e propria icona pop della tv privata nostrana anni '80 come la grafica di OK IL PREZZO E' GIUSTO?

domenica 29 marzo 2009

...Dai biondi capelli dorati (e ritinti)


Segnalo, per i nostalgici e non, la ristampa in versione deluxe del manga di GEORGIE ad opera della Magic Press (o meglio della MX, sua costola dedicata specificamente alla pubblicazione di manga).
Una succulenta occasione per recuperare un fumetto famoso, interessante ed inaspettatamente "adulto" rispetto a quello che il suo stile di disegno potrebbe suggerire.
Del resto, delle polemiche legate a questa saga dagli echi incestuosi, la "generazione Fortezza" di solito ha avuto modo di discuterne con amici o parenti almeno una o due volte nella vita, soprattutto grazie alla fama del plurireplicato ed ipercensurato cartone omonimo.

E chissà che magari questa nostalgica linea editoriale non porti a pubblicare il manga -che io sappia, qui da noi mai pubblicato in maniera integrale e fedele all'originale- dell'altrettanto ricciolina e discussa (per lo più odiata) CANDY CANDY...

lunedì 16 marzo 2009

Esopo delirium


L'anno scorso beccai in fumetteria un volume decisamente inaspettato. Si tratta una raccolta di strisce prese dalla serie originale Ox Tales, che ha dato origine nell'87 alla serie animata qui in Italia nota come FANTAZOO.
Come dice Wikipedia, "le storie di Fantazoo ruotano attorno alle buffe e surreali vicende quotidiane di Alvaro, un bue gestore di una fattoria affollata da animali di ogni specie, vestito con una tutona rossa e con gli zoccoli di legno ai piedi, ed affiancato dalla sua migliore amica, la tartaruga Camilla. Nel doppiaggio italiano, per caratterizzare meglio i due protagonisti del cartone, Alvaro parla in romanesco mentre Camilla si esprime in dialetto toscano". Ed è proprio quest'ultimo curioso adattamento che ha reso il cartone abbastanza popolare in patria (per lo meno, ai nati fra fine anni 70 e inizi anni 80).
Ora, di questo cartone, ciò che io personalmente amavo di più erano proprio le scenette surreali (a volte al limite del violento, ma un violento pur sempre pupazzesco ed anemico) che riguardavano le trasformazioni e le ridicolizzazioni grafiche dei singoli animali o delle loro caratteristiche peculiari. E proprio questo elemento, con la brevità della struttura a striscia e senza il peso di dialoghi in qualsivoglia dialetto, è alla base del fumetto originale: il cane col giornale in bocca che, invece di consegnarlo al padrone, si siede comodamente e lo legge spianandolo; il ghepardo sotto una pioggia che, sciogliendogli le macchie nere che colando si allungano, lo trasforma esteticamente in una tigre; la tartaruga lenta e affaticata che, sbarazzandosi di improbabili mobili dal guscio (divano, lampade) torna ad essere agile e veloce.
Sono idee semplici, per lo più surreali, spesso anche un pò "pesanti" e cattive come solo l'immaginazione più vivida e giocosa riesce ad essere.
Insomma, che dire... Mi ero preparato ad un tuffo nostalgico, e invece ho ritrovato la dimensione ideale di quei personaggi buffi che -senza audio e senza l'affanno di episodi troppo lunghi- già da 25 anni impazzano sui giornali di tutto il mondo (nonchè in vari volumi dedicati).
A proposito di questo, mi chiedo: poichè questo primo volume (ecco un link con altre gag ed una recensione dello stesso) raccoglie delle strisce datate 2006 mentre la serie è iniziata negli anni 80, mi chiedo se mai pubblicheranno -in volumi magari più corposi ma non troppo costosi- le annate precedenti...
Nel frattempo, sono usciti anche un secondo e -pochi giorni fa- un terzo volume. Si tratta di albi di grande formato, a colori, di 96 pagine, e dal costo di 9€ ciascuno.
L'unico grosso problema è la loro reperibilità: purtroppo la casa editrice che li pubblica, la Renoir, non è molto "solerte" sul versante arretrati, e non è troppo capillare nella distribuzione.
Ma anche se doveste faticare un pò per procurarvi questi volumetti, credo che non rimarreste delusi.
Altrimenti... me possino "ammazzarellàmme!

giovedì 12 marzo 2009

Aggiornamento palinsesto

Il mese di marzo '09 ci riserva graditi ritorni per ciò che concerne la programmazione dei cartoni animati, a partire da una new entry proprio di questa settimana su Italia Uno Flo, la piccola Robinsonin onda da venerdì 13 marzo, dal lunedì al venerdì alle ore 7:50. Sempre su Italia Uno dal lunedì al venerdì, alle ore 7:05 e 8:30 vanno in onda rispettivamenteDoraemon e Scooby Doo.
I Cavalieri dello Zodiaco invece arrivano alle 13:30 del martedì e giovedì e gli intramontabili onnipresenti Puffi nel week end, ore 8:00.





Il palinsesto del digitale terrestre è ricchissimo:

BOING

Gli Antenati - sabato/domenica – ore 14.05
Hello Spank - lunedì/venerdì - ore 19:05
- lunedì, mercoledì, venerdì, domenica - ore 22:40
Belle e Sebastien - lunedì, mercoledì, venerdì, domenica – ore 23.05
Ciao Sabrina - lunedì, mercoledì, venerdì, domenica - ore 23:30
RAI GULP
Il Tulipano Nero - tutti i giorni - ore 14.20, 18.20, 23.20 (IMPERDIBILE!!!)

mercoledì 11 marzo 2009

Ricordi di infanzia, passioni presenti (2^ parte)

C'era una volta un post che iniziava una carellata dei cartoni della prolifica accoppiata Hanna & Barbera che, anche più degli adorati anime giapponesi, mi hanno fatto sognare e divertire. Si parlava di Dastardly, Muttley e i loro compagni di (dis)avventure (Wacky Races, Dastardly Muttley e lo squadrone avvoltoi, The perils of Penelope Pitstop), di improbabili famiglie del futuro (The Jetsons) e del passato (The Flintstones) e, ovviamente, dei superlativi Tom & Jerry che - ne sono certa- li guardano anche sui sistemi solari più remoti se è vero che c'è altra vita nella galassia.
I titoli citati sono sufficienti a fare salire la mitica coppia H&B ai piani più alti dell'olimpo dell'animazione ma se credete che il loro genio si sia fermato a quei titoli vi sbagliate di grosso. Basta solo scavare nei meandri della memoria per scovare le testimonianze di una produzione immane.
Come per esempio gli Erculoidi (The Herculoids) che hanno avuto il merito se non altro di allargare i miei orizzonti in scienze naturali facendomi venire a conoscenza di un animale chiamato triceratopo che è quello a destra fra il manipolo di eroi nell'immagine a fianco. Ambientato sul pianeta Quasar, questo anime narra le vicende di Zandor, sua moglie Tara e suo figlio Dorno impegnati - e ti pareva! - a difendere la loro terra dai tentativi di conquista messi in atto da svariati generi di creature provenienti da ogni angolo dell'universo. In questa lotta sono coadiuvati da Tundro (il triceratopo), dal drago Zok e dal gigante Igoo, nonché da Gloop e Gleep che dovrebbero essere delle amebe (non sono i figli illegittimi di Barbapapà).
Chi ricorda gli Erculoidi senz'altro ricorderà anche Space Ghost, giacché i due cartoni andavano in onda all'interno dello stesso contenitore. Space Ghost difende - non ce l'aspettavamo! - l'universo dalle forze del male, almeno questo era Space Ghost prima che Cartoon Network ne facesse, molti anni dopo, il protagonista di un talk show animato.
Forse questi titoli, seppur apprezzabili nonostante la banalità delle storie, sono un po' troppo di nicchia?
Allora si va su qualcosa di più popolare.
A chi infatti non è familiare l'esclamazione "Al lupo! Al lupo!" gridata con quella voce che è un po' un belato e scandita come una sirena di allarme?
Ma sì, fate uno sforzo e trovate nei vostri ricordi tracce di It's the wolf, le storie di un tutt'altro indifeso agnellino, Lamsby, alle prese con un lupo affamato che le prova proprie tutte per rapirlo. Dovrà vedersela non solo con la furbizia dell'agnellino, meno ingenuo di quanto ci si potrebbe aspettare, ma anche con un muscoloso e irascibile cane pastore, che richiamato dal grido "Al lupo! Al lupo!, accorre armato di bastone per tirargli il collo. Non so voi ma io guardando questo cartone ho sempre provato sincera solidarietà per il povero lupo smagrito.

E restando in tema di animali come non citare mototopo e autogatto una sorta di rivisitazione motorizzata degli inseguimenti stile Tom & Jerry: anche in questo caso, è sempre la furbizia dell'animale più piccolo (e in teoria più indifeso) a vincere sui trucchi sporchi e le diavolerie tecnologiche degli animali e, in generale degli inseguitori, più forti (e maldestri) . Che è una costante: Jerry sfugge a Tom, mototopo sfugge ad autogatto, l'agnellino Lambsy al lupo e Yankee Doodle allo squadrone avvoltoi.
E sempre per restare nell'ambito della fauna omaggiamo I Gatti di Cattanooga, un riconoscimento meritato già per la splendida colonna sonora che fa da sigla, che mostra, tra l'altro, anche i succitati It's the wolf e Mototopo e Autogatto.

E vi lascio, ma per poco, proprio con la sigla de I gatti di Cattanooga, perché la carellata dei favolosi cartoni firmati H&B, come avrebbe detto il buon Corrado, «Non finisce qui!»

domenica 8 marzo 2009

Il lato B dei ricordi


A volte, per condividere l’onda d’urto di un tuffo al cuore con chi può realmente apprezzarlo, basta una semplice foto amatoriale che immortala un ritrovamento inaspettato.
E magari, dal lato più trascurato.
Mentre cercare di spiegare o nobilitare il fenomeno o l’evento illustrato può rivelarsi addirittura ridicolo (quando non deleterio). Per questo motivo, limiterò l’approfondimento al canonico invito ad indagare fra gli sconfinati meandri del web, dove forum e siti nostalgici regalano dettagli e aneddoti per ogni curiosità.

domenica 1 marzo 2009

Tremate: i Bee Hive son tornati!

Ci è sempre piaciuto scherzare con gli eccessi degli anni 80 e spesso abbiamo parlato dei cartoni animati della nostra infanzia prendendone in giro alcuni aspetti e ingenuità. Che è anche un modo per fare ironia su noi stessi. Finora però non abbiamo dato spazio a vere e proprie parodie: questa volta la tentazione è forte e faccio un'eccezione.

L'avevamo annunciato. I mitici Bee-Hive sarebbero tornati. E oggi ne abbiamo le testimonianze. Divertitevi con questi esilaranti video trovati in rete!