sabato 28 febbraio 2009

From my video to my radio


Preso dai miei soventi raptus nostalgici, ieri ripensavo al cartone animato a tema musicale KIDD VIDEO.
E' una serie americana della metà degli anni 80 che ebbe un discreto successo anche da noi, sebbene siano anni che non mi capita di beccarne uno straccio di replica in tv.
A dire il vero, la cosa più memorabile del cartone erano senza dubbio la bella videosigla con attori veri e la mitica canzone di apertura. Il video con la sigla l'ho linkato in coda al post per un salutare recupero audiovisivo a beneficio dei sopraffini aficionados di questo blog.

La trama del cartone è abbastanza semplice e un filino demenziale. Copio da Wikipedia:
"Kidd Video e la sua band (che durante la sigla veniva interpretata da attori reali) veniva rapita da Mister Brutto Ceffo, e trasportata nella sua dimensione a cartoni animati, Mondo Rock. Salvati da Lucciola (una piccola fatina che ricorda molto Campanellino di Peter Pan) si ritrovano nei vari episodi a scontrarsi con Mister Brutto Ceffo e i Copiagatti sventando ogni volta i suoi malefici piani, cercando nel contempo un via per tornare a casa."

Seguendo il corso di questa curiosità estemporanea, ho fatto una cosa che mi capita spesso quando mi torna in mente qualche vecchio cartone: ne ho cercato il finale su Internet. Ma ho scoperto -con mio grande stupore- proprio sbirciando la relativa scheda di Wikipedia che la serie fu interrotta dopo soli 26 episodi, lasciando quindi in sospeso la questione del ritorno a casa dei protagonisti.
Così me li immagino ancora lì, imprigionati in questo mondo rockettaro e cartoonesco, a combattere ogni giorno con un villain grottesco e stereotipato, a cinquant'anni suonati (anno più, anno meno).
Un curioso contrappasso, per un gruppo con un nome come il loro...



martedì 24 febbraio 2009

Un angelo biondo

Gli anni ’80 come abbiamo più volte ripetuto furono anni d’oro per il mondo dei cartoni animati, in special modo per quelli Giapponesi ed è infatti di quel periodo e per la precisione del 1979 il cartone animato del quale voglio parlarvi: “Hana No Ko Lun Lun” che sugli schermi italiani arrivò un paio di anni più tardi con il dolce titolo “Lulù l’angelo dei fiori”.
Arriva dal cantone francese della Svizzera la bella Lulù, una biondissima ragazzina che vive in compagnia dei nonni fiorai. Al compimento del suo dodicesimo anno di età riceve la visita di due folletti del pianeta Stella dei Fiori che per l’occasione di materializzano sotto le mentite spoglie di un cane (Dundù) e un gatto (Nanà). Come ogni cartone animato che si rispetti Dundù e Nanà sono animali parlanti e pertanto rivelano a Lulù che lei è l’ultima discendente degli Angeli dei Fiori, un popolo che anni prima viveva sulla Terra con gli umani, ma quando gli uomini cominciarono a diventare cattivi,ì gli angeli (buoni) furono costretti ad emigrare e rifugiarsi su una stella lontana milioni di anni luce. 
Affinché il figlio del re degli angeli possa subentrare al padre deceduto ed evitare che il popolo si estingua, Lulù dovrà adoperarsi per recuperare il magico Fiore dai Sette Colori (che io ho cercato per l’intera infanzia). Per assolvere l’ardito compito la biondina avrà il completo appoggio dei suoi folletti (il cane e il gatto) e soprattutto il potere di una spilla magica che riflettendo la luce di un fiore, le permette di trasformarsi in un’altra persona. Nel viaggio di Lulù non poteva mancare il principe azzurro ovvero Celi, un bel ragazzo sempre pronto a tirarla fuori dai guai, ad esempio quando la spilla magica di Lulù si rompe è proprio Celi che gliene da una nuova (chissà come mai! ) e molto importante è quello che fa Celi ogni qual volta la ragazza lascia il luogo in cui è stata in cerca del fiore: il ragazzo si premura di donare semi di fiori agli abitanti in ricordo di Lulù. 
Yabok e Togenicia pronti a prendere il comando della Stella dei Fiori sono gli impuniti che cercano in ogni modo di ostacolare la temeraria Lulù che alla fine riuscirà a trovare il tanto agognato tesoro proprio nel giardino della casa dei nonni. 
Ora come abbia fatto il fiore ad arrivare proprio li io non l’ho mai capito, gli abitanti a cui Celi lasciava i semi li restituivano molto probabilmente al nonno di Lulù che come effetto collaterale dopo averli piantati tutti quanti hanno dato vita al Fiore dai Sette Colori.
Una volta in possesso del fiore Lulù lo porta agli Angeli e così scopre che il principe ereditario altri non è che il suo “amico” Celi, il lieto fine non può mancare: Celi rinuncia al trono per sposare la sua amata e vivere con lei sulla Terra felici e contenti. 
“Lulù l’angelo dei Fiori” è sicuramente indirizzato più alle femminucce che ai maschietti ma credo che a suo tempo sia riuscito a riscuotere un buon successo da ambo le parti, merito anche della strepitosa colonna sonora cantata dai Rocking Horse (gli stessi di Candy Candy per intenderci) con la quale vi lascio. 

Cliccate sulla freccia PLAY per avviare la clip. 






Photo Credits: Lulù l'angelo dei fiori (E' un sito dedicato esclusivamente a Lulù).

giovedì 19 febbraio 2009

Metti un cartone nel carrello.

Oggigiorno rivedere uno dei tanti cartoni animati che ci hanno accompagnato durante i gloriosi anni ottanta è tutt'altro che impossibile: cofanetti dvd, raccolte abbinate a fascicoli in edicola, eMule (ops!) ed ora la possibilità si scaricare gli episodi ad 1,49 euro cadauno attraverso il sito Rivideo di Mediaset. La scelta dei titoli al momento è limitata (sono certa che ben presto verrà ampliata): Pollon , Mila & Shiro e Nanà tanto per citarne alcuni disponibili. Per il momento l'idea di rendere gli episodi dei cartoni animati fruibile ad un prezzo modico mi sembra buona, ma sapremo solo tra qualche mese se l'iniziativa avrà preso il volo. Il mercato ormai è agguerrito i titoli negli scaffali dei dvd sono tantissimi, da Heidi , ai Puffi , da Tiger Man a Remì passando per Lady Oscar , fare la spesa è un piacere per tutti i gusti. 
Photo Credit: cinehollywood 

lunedì 9 febbraio 2009

La nave e il Commodoro


Da piccolo, sono stato uno di quei bambini decisamente videogame-dipendente. Oltre ad andare spesso in sala giochi a bruciare migliaia e migliaia di lire a settimana, ho avuto dapprima un Atari 2600 e, successivamente, un più serio Commodore 64.
In realtà, quando ricevetti il C64 nel natale del '90 ancora non sapevo che la grafica dei giochi per esso concepiti fossero lontani anni luce da quelle che avevo imparato ad amare nelle sale giochi, o da quelle più accattivanti delle semplici console più in voga all'epoca.
Con la scusa che il Commodore era soprattutto un "computer", mio padre me lo regalò in realtà per cimentarsi egli stesso nella programmazione in Basic. A me disse che quella scelta era stata operata per unire il divertimento "puro" dei videogiochi alla speranza che io potessi gradualmente cimentarmi nella programmazione.
In realtà, come prevedibile, i miei otto anni mi portarono ben lontano da qualsivoglia intento programmatorio, e mi spinsero invece in una sempre più avida accumulazione di giochi.
Non mi dilungherò in un discorso retorico e nostalgico sulle vecchie cassette del Commodore, sugli estenuanti tempi di caricamento, sulle ore spese davanti allo schermo a maturare nuovi tic nervosi.
Qui mi soffermerò qualche riga solo sul ricordo delle musiche.
In realtà, la mia cultura di videogame e di musica dei videogame è relativamente limitata. Quello che posso dire è che -col senno di poi- oggi mi rendo conto di come alcuni giochi, per quanto non particolarmente innovativi, giocabili o avvincenti, siano da me stati ossessivamente caricati ed avviati per la trascinante suggestione creata dalle loro musiche di sottofondo.
E le colonne sonore che si imprimevano più facilmente nella memoria e nel sistema nervoso erano indubbiamente quelle dei giochi a sfondo spaziale, per quella che è stata la mia esperienza personale.

Nello spazio che segue, senza dare alcuna descrizione dei giochi in questione, mi limito a postare il mio podio personale sul tema affrontato. Con file musicale, opportunamente recuperato, per ciascun gioco.
E' forse interessante notare che si tratta di giochi dello stesso, proficuo e fortunato, anno di produzione.

3) R-type (1987)

Ecco un remix del tema musicale.

2) Hades Nebula (1987)

Ecco un remix del tema musicale.

1) The Tube (1987)
Oltre a postare anche qui un remix del tema musicale, mi sembrava il caso di postare la copertina del gioco in un formato leggermente più grande delle precedenti:



E solo con questa immagine, così narrativa ed efficace, io vedrei aprirsi un ideale -ed utopico- saggio sull'analisi semiotica delle copertine dei vecchi arcade.
Mannaggia a me e ai miei sogni editoriali strampalati.

A proposito di sogni strampalati: qualcuno sa percaso dove poter reperire le riproduzioni fedeli (e non remixate) dei temi musicali dei vecchi videogame? Siti, cd, qualunque cosa.
Sto attraversando una fase molto nostalgica.
Sarà effetto del fuso orario...

domenica 1 febbraio 2009

Addio a Mike Francis, voce storica degli '80

Un po' come è successe a Sabani dopo la dipartita di Pavarotti, la triste notizia della morte di Mike Francis è passata in sordina, messa in ombra dall'altrettanto triste notizia riguardante Mino Reitano.
Comprensibilissimo: Mino Reitano era amatissimo dal grande pubblico e chi lo ha conosciuto parla  - a mio avviso senza retorica - di una personalità davvero straordinaria e generosa. Non tutti invece hanno conosciuto la musica di Mike Francis ma non credo neppure di essere l'unica a cui i suoi brani hanno fatto da colonna sonora di momenti spensierati. Non starò qui a riportare la sua carriera professionale:dell'italianissimo cantante: chi è interessato può trovarla su dimenticatoio o sulla wikipedia. Qui vogliamo solo tributarlo, come artista indimenticato e come vita spezzata prematuramente, con una delle canzoni più belle che gli anni 80 abbiano partorito: il suo grandissimo successo Survivor.
 


«Ciao Mike sei per me la colonna sonora dei miei 18 anni quando con il mio ragazzo che oggi è mio marito andavamo al lago mettendo la tua musica a tutto volume ... Ma quando vorrò ho ancora tutti i tuoi dischi da risentire e così sarai sempre in ns compagnia ...»(jkirvbfut)
«Dio ti ricompenserà per la bellezza della tua musica, che ha saputo regalare emozioni a tanti. Le tue canzoni non hanno mai smesso e mai smetteranno di tenermi compagnia e di regalarmi momenti meravigliosi. Grazie...»(CheshirecatinRome)
«16 anni e un cagiva 125, la prima estate in discoteca di sera sino all'una, i primi amori, la spensieratezza e l'entusiasmo dell'adolescenza, degli anni più belli... sono trascorsi un mucchio di anni da allora, tanta vita è passata e tanti sogni sono svaniti ma le tue note desteranno sempre in me un fiume di ricordi riportandomi a quel periodo felice e spensierato. Grazie di vero cuore»(patramontana)
«Quanta freschezza in quelle poche semplici note.Grazie per averci accompagnato in quegli anni leggeri»(5561947)
«Mi dispiace tantissimo, se ne va veramente un pezzo importante della mia gioventù, generazione felice a cavallo degli '80 che andava a ballare la domenica pomeriggio in discoteca e il sabato pomeriggio alle feste delle scuole, che la sera non usciva quasi mai fino ai 18 e che nonostante la mancanza di internet e cellulari.. quanto divertimento ragazzi! Ciao Mike, non morirai mai nel nostro cuore, grazie di tutto!»(mirco16869)
«Non mi era mai successo di piangere per un artista che se ne va. Con te è successo! La tua musica mi ha accompagnato nei momenti belli e brutti. Ciao Francesco.
Luciano»
(doutorzinholuciano)
Commenti tratti da Youtube a margine del video

venerdì 30 gennaio 2009

I sogni son deeeeesideriiiii...

E giusto per mantenere quella tinta vagamente rosa che Araba un pò temeva si potesse perdere con l'arrivo di un uomo nella Fortezza, ho scelto per questo post un titolo ed un tema decisamente poco virili.
Il titolo lo avete già letto. Il tema, pure, lo conoscete. E' quello del mio post precedente, ovvero il bellissimo cartone di Maison Ikkoku.
Solo che questa volta non mi lancerò in analisi critiche ed apologie da fan. Mi limiterò semplicemente a postare una foto rappresentativa di come un sogno decennale si possa finalmente realizzare:


E la cosa più ironica è che questa collezione completa, che anche volendo comprarla su ebay a peso d'oro non si riesce a trovarla, è costata meno di un euro a volume (105 yen, per la precisione).
Il negozio in cui ho potuto realizzare questo desiderio adolescenziale è un franchising molto noto qui in Giappone, BOOK-OFF, specializzato nella vendita di cd, libri, manga e dvd di seconda mano. E qui, le cose di seconda mano -segni del tempo a parte- sono tenute in genere moolto bene...

Sempre da BOOK-OFF, sono riuscito a trovare un vero e proprio oggetto da nerd (anche se, dato il contesto, sarebbe forse più opportuno il termine "otaku"). Mi riferisco ad una raccolta di un gruppo giapponese ormai decaduto, e credo mai stato particolarmente famoso: i PICASSO.


Anche a volersi procurare qualcosa di loro dalle mille vie del web, non si ha mai successo. E nel corso degli anni, il capriccio di avere un loro cd è cresciuto in maniera vertiginosa nella mia mente.
Perchè, qualcuno si chiederà. Domanda legittima.
Ebbene: si tratta del gruppo che ha sfornato le splendide canzoni usate per le videosigle del succitato Maison Ikkoku. E anche se ormai da tempo ho recuperato la colonna sonora -canzoni comprese- dell'anime, l'idea di avere un album del misconosciuto gruppo dal nome artistico mi è rimasta addosso come una voglia.
Insomma: un'altra tensione decennale estinta in questo meraviglioso viaggio.
E non era neanche facile. Per capirci, volere un "best of" di questo gruppo qui in Giappone è un pò come se da noi un ragazzo straniero cercasse di recuperare il primo cd di Max Gazzè o di Leandro Barsotti.
Eh? Come sarebbe a dire "Chi è Leandro Barsotti"?
Questa domanda non è ammessa per chi condivide le nostalgie pop della Fortezza!

E per concludere, una chicca un pò più "pop", per meno adepti e decisamente più da Fortezza.
Questa foto l'ho scattata ad Harajuku.
Si tratta di un negozio monotematico, che vende gadget e articoli vari dedicati ad un solo anime.
Indovinate quale...


Bene, per ora è tutto.
Sayonaraaaaaa!

martedì 27 gennaio 2009

Non chiamatelo Popeye!

Moda & Cartoon oggi più di ieri.
Mi ricollego ai post precedenti su moda & cartoon che non potevano che essere proposti dalla nostra chicchissima socia che ha voluto dare risalto al fenomeno delle ultime stagioni dei nostri eroi a cartoni stampati su indumenti e accessori, in particolar modo, su t-shirt e borse.
Non che il fenomeno sia nuovo. Ricordo ancora con nostalgia la maglietta rossa con heidi che indossavo da piccola e, ancor di più, il salvagente di barbalalla, che mi piaceva così tanto da usarlo anche se sapevo già nuotare. Era bellissimo: non aveva la semplice stampa di barbalalla ma era tutto verde e aveva la testa di barbalalla in rilievo, con la sua tipica ghirlanda di fiori rosa. E poiché i barbapapà avevano la caratteristica di prendere qualsiasi forma, nell'immaginario infantile, per me poteva benissimo essere la stessa barbalalla che aveva preso la forma della ciambella.
Ricordo che a quei tempi particolarmente abusate erano le immagini della già citata Heidi e di Goldrake che, tra l'altro, dava la forma alla mia astronave preferita nella giostra per bambini sita nella villa centrale del paese.
Tuttavia, nel corso degli anni il binomio moda & cartoon ha per lo più interessato la moda bambino e si è andato stringendo il legame con un un settore di essa: la moda scuola. Ogni anno abbiamo visto, pubblicizzati in TV, zaini, astucci, diari con, in successione, He-man, le tartarughe ninja, dragonball, fino ad arrivare alle winx di oggi. Nelle ultime stagioni, invece, le vetrine si sono riempite di indumenti e accessori rivolti proprio agli adulti, almeno dal punto di vista fisico, con i barbapapà ritornati in auge, con mio grande piacere. Una vera e propria tendenza che ha contagiato anche i non appassionati. Perché gli appassionati le t-shirt taglia adulto le mettono e le reperiscono indipendentemente dalla moda: non è infatti da queste ultime stagioni che è possibile trovare nelle fumetterie, nelle fiere e nei siti specializzati le t-shirt e i gadget di una vasta gamma di eroi. E chi voleva risparmiare ricorreva alla stampa fai-da-te.
Naturalmente io non faccio eccezione e solo nell'ultimo viaggio a NY sono ritornata con, in valigia, le t-shirt di Betty Boop, Woody Woodpecker e Kermit del Muppet Show. Quest'ultima abbinata alla borsa e al pupazzo che ha preso posto nel lunotto posteriore della mia auto.



Non chiamatelo Popeye!
Braccio di Ferro, e soprattutto l'allampanata fidanzata Olivia, è stato uno dei protagonisti indiscussi di questo ritorno di moda e prevedo che sarà difficile scalzarlo: infatti, da gennaio 2009, in occasione degli 80 anni di Braccio di Ferro, sono decaduti i diritti di utilizzo della sua immagine, in quanto sono passati ormai 70 anni della morte del suo disegnatore Elzie Crisler Segar. Questo almeno in Europa, perché negli Stati Uniti, dove la normativa sul copyright fissa un termine più lungo dopo la morte dell'autore, ci vorranno altri 15 anni perché l'immagine del nerboruto marinaio appartenga a tutti. Chiunque, quindi, potrà liberamente non solo utilizzare ma addirittura commercializzare l'immagine di Braccio di Ferro & Co. a patto di non chiamarlo con il suo nome perché i diritti sul "marchio" Popeye sono e restano ancora di proprietà della King Features.
Personalmente, trovo accattivante, per la sua stranezza e bruttezza, l'immagine di uno dei personaggi minori delle vicende di Popeye: Alice the Goon (Alice la svitata o forse la gorilla) che fa la sua comparsa prima come schiava della Strega del Mare (o strega Bacheca) e poi, una volta liberata, come saltuaria baby sitter di Pisellino.
Credo che troverei una t-shirt con Alice the Goon molto originale e non esiterei ad indossarla.

Curiosità: nella mia ricerca di info su questo importante traguardo di Braccio di Ferro mi sono resa conto che per quanto le sue vicende si sembrino prive di qualsiasi elemento contestabile dai ben pensanti, anche questo cartone ha sollevato dei polveroni. In particolare, alcune parole e comportamenti di Olivia, per alcuni simbolo del femminismo, sono sembrate prese di posizione a favore dell'aborto. Inoltre, per più di uno gli spinaci, che non compaiono nelle primissime apparizioni del marinaio, sarebbero la metafora della marijuana.

giovedì 22 gennaio 2009

Moda e cartoon, la saga continua.

Seguendo la scia del post precedente ho pensato a quali personaggi mi piacerebbe poter indossare la prossima estate  e mi sono venute  un paio di idee che potrebbero avere un buon seguito. Sicuramente Jem . Le rockstar si sa sono note per essere immortalate sulle T-shirt e visto il successo negli anni passati, credo che un revival non passerebbe inosservato.
Per quanto belle, forti e carismatiche le paladine della rivoluzione francese: Lady Oscar e Simòne ovvero La stella della Senna non le vedo sposare la causa, così come le sorelle Kisugi, Occhi di Gatto (anche se ladri come Lupin hanno sempre riscosso un ottimo gradimento) gli sportivi e i robottoni. Piuttosto gnomi e folletti potrebbero fare al caso nostro, io punto tutto su Memole .

domenica 18 gennaio 2009

A VOLTE RITORNANO

Mi piace pensare al mondo della moda come ad una ruota che gira: colori che si inseguono, modelli che ritornano, novità e classici intramontabili. 
Ad ogni collezione autunno/inverno o primavera/estate che sia, c’è sempre qualcosa (un capo, un colore, un modello) che viene ripescato dall’armadio della nonna o della cugina hippie e questo ci ha insegnato a non buttare via niente. 
Gli anni ottanta alla moda hanno dato tanto (sinceramente qualcosa potevano anche risparmiarselo) e la moda tutt’oggi sta restituendo tanto agli anni ottanta. Come?
Mettendo sul mercato bomber, All star e Roy Rogers solo per citare alcuni degli esempi più rappresentativi. C’è anche un altro fenomeno siglato ’80 che sembra aver contagiato gli stilisti: i cartoni animati (e i fumetti). La scorsa estate Hello Spank la faceva da padrone, poi sono arrivati i puffi, gli orsetti del cuore (carinissimi quelli stampati sui pigiami Oysho) ed un susseguirsi di personaggi Disney. Questi ultimi sono sempre stati presenti però oltre agli inflazionati topolino e paperino, tra gli scaffali sono spuntati in tutto il loro splendore Biancaneve e i sette nani. Negli ultimi tempi su felpe e T-shirt sta spopolando Olivia (la moglie di Braccio di ferro) un personaggio poco eighties ma molto cool
Voci di corridoio mi sono giunte e dicono che: Susanna (tutta-panna-pitu-pitum-pa) sarà la nuova Hello Kitty, la cui popolarità sinceramente non mi sembra ancora messa in discussione me onde evitare di farmi cogliere impreparata ai dettami del fashion ’09, anzi, per precorrere le mode già lo scorso Natale ho sfoggiato al collo una stupenda Susanna
Quali saranno i must della prossima estate non lo so, ma sono certa che i cartoon ’80 saranno ancora una volta prorompenti protagonisti sulle nostre T-shirt. 

Curiosità: è degli anni ’80 il gioco GIRA LA MODA che permetteva di realizzare collezioni di abiti glamourosissimi degni del miglior Valentino. Era uno dei miei giochi preferite, ne avevate qualche dubbio? 



Photo Credits: www.popeyefreshfoods.com per l'immagine di Olivia e www.mardukkina.it per Spank.

giovedì 15 gennaio 2009

Lo studente e l'amministratrice


Per riprendere idealmente il discorso commedia romantica cominciato con Orange Road, è forse il caso di dedicare un post a quello che personalmente ritengo tutt'ora il più bell'anime "classico" mai realizzato: MAISON IKKOKU.
Qui da noi non ha avuto molta fortuna in tv: passato per lo più sulle reti locali, non credo sia mai stato trasmesso su una rete nazionale –anche se ricordo un fugace tentativo, poi subito abortito, da parte della fu TMC-.
La storia è quella di uno studente universitario squattrinato che vive in una pensione un po’ scadente, con degli inquilini più che molesti ma anche una giovane amministratrice vedova molto bella.
Per ciò che concerne la trama, i personaggi e tutte le curiosità possibili (col corredo di analisi e sviolinate introspettive più che giustificate) linko il sito più completo ed interessante sulla serie. Qui mi limito solo a sottolineare la dignità assolutamente cinematografica della stessa, che ha letteralmente fatto scaturire la mia passione per l’animazione giapponese prima e per la cultura giapponese tout court poi (oltre a porre le basi per il mio amore verso le virtù della serialità).
I personaggi di Maison Ikkoku si evolvono -e il tempo scorre- DAVVERO (la storia copre circa 8 anni). Le situazioni e i riferimenti alla realtà giapponese e alle relazioni interpersonali in generale, seppure infarcite di elementi tipici della commedia romantica e dell’equivoco, sono di lodevole realismo. A livello stilistico, le continue inquadrature su alcuni particolari -persino i più banali oggetti fisici della realtà di tutti i giorni- o i tempi che i personaggi si prendono nel parlare, rispondere, riflettere o compiere azioni semplici e quotidiane, se da un lato rendono la narrazione lenta o poco cartonesca, dall’altro restituiscono il sapore di una normalità nonchè di una gradualità del corso naturale degli eventi che raramente in una serie animata si era colto prima.
Inoltre i momenti chiave che decretano la fine di questo lungo anime (96 episodi in tutto) non sono tutti concentrati nell’ultimo episodio finale, come quasi sempre accade in questi casi.
L’amore tra i due protagonisti non si corona solo con una catartica dichiarazione finale: la rivelazione dei sentimenti reciproci, già più che espliciti –e noti- ben prima dell’ultimo episodio, non è il solo traguardo finale. Alla dichiarazione vera e propria (diciamo “formale”) seguono anche altri sviluppi più pratici e maturi, che richiedono intere singole puntate dell’arco finale: ottenere la “benedizione” dal geloso padre di lei; risolvere l’annosa questione della stabilità lavorativa -e quindi economica- di lui; concretizzare in modo serio e adulto la rottura -ed ogni chiarimento- con la quasi ex di lui; andare nel paesino natio di lui per far conoscere lei alla famiglia; formalizzare il fidanzamento ed esorcizzare una volta per tutte (con un discorso di una lucidità impressionante) lo spauracchio della competizione con l'adorato ed idealizzato defunto marito; e, nell’ultimo episodio, solo e interamente il rito matrimoniale e la sua preparazione, senza colpi di scena o complicazioni di sorta.
Soprattutto, la profondità di molti dialoghi ha poco a che fare con la comune cifra dei cartoni giapponesi. Di certo è pur sempre una serie per adolescenti -e diverse situazioni ruotano attorno ad equivoci e meccanismi comici anche semplici- ma se ancora oggi la adoro in questo modo è proprio per il COME piuttosto che per il COSA, come quasi sempre accade. Sentire la protagonista femminile -Kyoko- chiedere al protagonista maschile –Godai- come condizione per poter ufficialmente mettersi (e vivere) assieme, che lui viva più a lungo di lei (“mi basterebbe un solo giorno”) affinché lei non possa rimanere più dinuovo sola e soffrire come la prima volta, sono frustate di adrenalina in un’età in cui nei pigri pomeriggi post- studio si alternano le Tartarughe Ninja a Lotti.
Nella versione originale i dialoghi sono ancora più seri e ricchi di riflessioni profonde rispetto a quelli dell’adattamento italiano del cartone, e rispettano i registri linguistici più o meno formali che i personaggi e i protagonisti stessi adoperano fra loro (Kyoko e Godai si chiamano con titoli onorifici o per cognome e si danno del lei praticamente quasi fino alla fine).
D’altra parte, per fortuna gli episodi qui da noi non hanno subito tagli o censure eccessive, e sono state conservate anche quasi tutte le videosigle originali.
In Italia è disponibile da qualche anno anche l'edizione in dvd dell'intera serie nonchè del lungometraggio finale. E tutti gli episodi, film e oav sono reperibili facilmente su Youtube.
Se qualcuno volesse entrare in questo romantico tunnel, potrebbe cambiare decisamente idea sulle potenzialità di una serie animata...

(Questo post è la rivisitazione di un contributo da me pubblicato mesi fa sul mio blog personale. Trovo però che qui sulla Fortezza abbia anche maggiore ragione di essere. Spero di avere ragione!)

lunedì 29 dicembre 2008

And may all your Christmas be white

Mi piace sempre aspettare il Natale anche se non so perché, soprattutto non ne ricordo uno particolarmente bello ma confido nel fatto che quello dell’anno che verrà sarà il Natale che ricorderò per la vita. Spero davvero che prima o poi arriverà quel Natale come l’ho sempre immaginato e sognato . Ma questa è un’altra storia! 
Io lo so che tu arriverai 
e con te i doni porterai 
così Natale più bello sarà 
se starai accanto a me 
Alla scoperta alla scoperta di Babbo Natale 
Per ogni bimbo hai sempre pronto un regalo 
e il suo sorriso è il regalo per te da sempre, sempre 


Babbo Natale rappresenta la continuità: sapere che c’è stato nella nostra infanzia, che c’è nei nostri ricordi (anche grazie a Cristina D’avena) e che probabilmente resterà per sempre nella memoria di chi ci avrà creduto mi fa tirare un sospiro di sollievo e ben sperare per i Natali futuri
Tu con me 
però non resterai 
e da qui ben presto te ne andrai 
ma per natale tu ritornerai ogni anno sì verrai 

Photo Credit: http://www.cinetivu.com/

Segnalazione: per un 2009 animato!

Nell'augurarvi un 2009 frizzante e migliore di tutti gli anni che lo hanno preceduto, vi segnalo un calendario tutto animato che darà allegria alle vostre pareti.
Il calendario è scaricabile gratuitamente - a patto di non modificare i credits del lavoro -  da questo link al blog I Nostri Ricordi Animati e stampabile su fogli A4; molto probabilmente anche su fogli A3, senza perdere di qualità.
Portando i files da un fotografo per la stampa su carta fotografica lucida il risultato sarà sicuramente eccezionale e non è da escludere che il costo risulti inferiore a quello della stampa fai-da-te. E' anche una bella idea regalo per un appassionato.
Sullo stesso sito troverete  splendidi wallpapers come quello nell'immagine in cima al post che ritrae Sally la maga in uno scenario natalizio. Un ringraziamento a Flid, autore del blog ed elaboratore dei disegni, per la segnalazione e per la costanza con cui segue il nostro blog.

 Picture-credits: I nostri ricordi animati, Gabry Portal

sabato 20 dicembre 2008

La capricciosa strada della "quasi" magia


Amavo l'idea di iniziare la mia collaborazione ufficiale nella Fortezza con quella che è stata una delle serie da me più amate durante la mia infanzia e adolescenza: E' quasi magia Johnny, internazionalmente conosciuto come Kimagure Orange Road (letteralmente: La capricciosa strada delle arance).
La serie è fondamentalmente una commedia romantico/adolescenziale degli equivoci, dove la componente fantastica -telecinesi, poteri ESP e simili- è quasi pretestuosa.
Indubbiamente, a parte l'empatia verso l'imbranato ed indeciso protagonista, il punto forte di questo anime risiede nella carica sensuale della provocante e matura protagonista femminile, la bella Sabrina, che fa da ideale controparte al terzo elemento del triangolo, la civettuola, gelosa e svampita Tinetta.
La struttura delle varie puntate ruota per lo più attorno alle dinamiche di amicizie e gelosie di questo terzetto, ove il legame decennale -quasi fraterno- tra le due ragazze comporta spesso disagi, incomprensioni nonchè ostacoli all'espressione dei veri sentimenti di Johnny (passivamente risucchiato dallo zelo possessivo di Tinetta) e di Sabrina (troppo presa dal suo ruolo di bella/tenebrosa, nonchè di sorella maggiore verso l'amica del cuore, per comunicare il suo amore al ragazzo).
Fra letture nel pensiero, scambi di corpi fisici e paradossi temporali -in questo senso, memorabile e romantico il doppio episodio finale- la serie mantiene un tono leggero. In realtà in originale le allusioni sessuali sono molto più esplicite, e proprio per questo motivo la versione andata in onda qui da noi risulta una delle più martoriate dalla censura. Fortunatamente, già da diversi anni esiste una versione in dvd integrale e ridoppiata...
Una delle cose più belle di questa lunga saga, oltre ad alcuni episodi particolarmente riusciti e ad un'evoluzione abbastanza graduale dei personaggi, è a mio parere il primo lungometraggio post-serie, in Italia andato in onda col nome Una difficile scelta. Si tratta di una pellicola dai toni molto più maturi rispetto a quelli della serie regolare, quasi un piccolo film d'autore: i ragazzi sono cresciuti, si avvicinano gli esami finali, e le tensioni emotive insolute affiorano finalmente e ragionevolmente in superficie.
Difficile, per chi era abituato alla leggerezza del cartone, digerire la scena risolutiva in cui Johnny si affranca dalle attenzioni morbose e non ricambiate di Tinetta:



O anche la tristissima scena finale, in cui i destini dei tre idealmente si separano. E in modo neanche troppo sereno...

Interessante anche il secondo film, che traspone il primo romanzo scritto dall'autore dopo la serie. Oltre a trattare di viaggi nel tempo e doppi di sè stessi, esso descrive i personaggi qualche anno dopo ancora, con tematiche necessariamente più adulte. Anche se la resa di alcune sequenze, come la "prima volta" dei due fidanzati, è -almeno nel film- particolarmente imbarazzante e poco riuscita.
Non sono invece stati trasposti il secondo ed il terzo romanzo, tra l'altro neanche particolarmente meritevoli.

Personalmente, col passare degli anni, il mio ideale romantico è stato meglio rappresentato dalla pudica e tormentata vedova Kyoko Otonashi, protagonista del bellissimo Maison Ikkoku, piuttosto che dalla bellezza ostentata, allusiva e smaccatamente sensuale di Sabrina. Se vogliamo, mentre quest'ultima è la tipica ragazza da batticuore adolescenziale, la prima è invece più la donna di cui innamorarsi per tutta la vita.
Ma questo, ovviamente, è un altro discorso...


mercoledì 17 dicembre 2008

La fortezza in tour: Casa España

Querele "ingiustificate" a parte io credo che youtube sia una grandiosa fonte di ispirazione non che una risorsa multimediale enorme e soprattutto a portata di mouse, non tutti hanno la fortuna di poter consultare l'immenso archivio del  Museum of  Television and Radio di New York quotidianamente.
Non fosse stato per youtube come potrei ad esempio mostrarvi la sigla spagnola di Holly e Benjy  anzi di Oliver y benji,Campeones che altro non è che l'adattamento della sigla italiana del nostro Lupin? Non ci credete? Guardate un po' qua:






Per la gioia di tutti i pallavolisti che sono cresciuti a nutella e Mila & Shiro  la sigla spagnola è identica a quella italiana, unica differenza i nomi dei protagonisti che i cugini calienti hanno ben pensato di chiamare Juana & Sergio decisamente più legati alle loro tradizioni.






Che dire invece de La Panda de Julia ? Ma come non sapete chi è Julia? Guardate un po' :




Per oggi la carrellata delle sigle in giro per il mondo termina qui, la prossima tappa della Fortezza delle scienze in tour sarà la Francia o forse il Belgio o ancora la Spagna, per scoprirlo non dovete fare altro che continuare a seguirci.

Ladies and Gentlemen..... Giangidoe!

Da qualche giorno il blog si è vestito di Natale ma è già necessario un nuovo ritocco: bisognerà infatti aggiungere una nuova mente ai cervelli che lavorano a La Fortezza delle Scienze.
E' Giangidoe che ha accettato in maniera entusiasta la nostra proposta di collaborazione. Io e GlitterVictim eravamo molto affezionate all'idea di un blog in rosa, tutto al femminile come lo è stato finora.
Tuttavia, di fronte alla preparazione dimostrata da Giangidoe soprattutto sui manga giapponesi, all'interesse verso questo blog dimostrato dalla sua puntuale presenza nei commenti, alla sua proprietà di linguaggio, nonché a quel senso critico e a quella sensibilità che gli permette di cogliere in ogni opera il leitmotiv e aspetti che sfuggono ad altri occhi (ci è riuscito pure su Beautiful, cliccare per credere), abbiamo deciso di non farci sfuggire l'occasione per rafforzare la nostra compagine. A patto che Giangidoe scriva qui i suoi post vestito di trine e merletti, con una lunga parrucca bionda e rossetto sulle labbra.