sabato 20 dicembre 2008

La capricciosa strada della "quasi" magia


Amavo l'idea di iniziare la mia collaborazione ufficiale nella Fortezza con quella che è stata una delle serie da me più amate durante la mia infanzia e adolescenza: E' quasi magia Johnny, internazionalmente conosciuto come Kimagure Orange Road (letteralmente: La capricciosa strada delle arance).
La serie è fondamentalmente una commedia romantico/adolescenziale degli equivoci, dove la componente fantastica -telecinesi, poteri ESP e simili- è quasi pretestuosa.
Indubbiamente, a parte l'empatia verso l'imbranato ed indeciso protagonista, il punto forte di questo anime risiede nella carica sensuale della provocante e matura protagonista femminile, la bella Sabrina, che fa da ideale controparte al terzo elemento del triangolo, la civettuola, gelosa e svampita Tinetta.
La struttura delle varie puntate ruota per lo più attorno alle dinamiche di amicizie e gelosie di questo terzetto, ove il legame decennale -quasi fraterno- tra le due ragazze comporta spesso disagi, incomprensioni nonchè ostacoli all'espressione dei veri sentimenti di Johnny (passivamente risucchiato dallo zelo possessivo di Tinetta) e di Sabrina (troppo presa dal suo ruolo di bella/tenebrosa, nonchè di sorella maggiore verso l'amica del cuore, per comunicare il suo amore al ragazzo).
Fra letture nel pensiero, scambi di corpi fisici e paradossi temporali -in questo senso, memorabile e romantico il doppio episodio finale- la serie mantiene un tono leggero. In realtà in originale le allusioni sessuali sono molto più esplicite, e proprio per questo motivo la versione andata in onda qui da noi risulta una delle più martoriate dalla censura. Fortunatamente, già da diversi anni esiste una versione in dvd integrale e ridoppiata...
Una delle cose più belle di questa lunga saga, oltre ad alcuni episodi particolarmente riusciti e ad un'evoluzione abbastanza graduale dei personaggi, è a mio parere il primo lungometraggio post-serie, in Italia andato in onda col nome Una difficile scelta. Si tratta di una pellicola dai toni molto più maturi rispetto a quelli della serie regolare, quasi un piccolo film d'autore: i ragazzi sono cresciuti, si avvicinano gli esami finali, e le tensioni emotive insolute affiorano finalmente e ragionevolmente in superficie.
Difficile, per chi era abituato alla leggerezza del cartone, digerire la scena risolutiva in cui Johnny si affranca dalle attenzioni morbose e non ricambiate di Tinetta:



O anche la tristissima scena finale, in cui i destini dei tre idealmente si separano. E in modo neanche troppo sereno...

Interessante anche il secondo film, che traspone il primo romanzo scritto dall'autore dopo la serie. Oltre a trattare di viaggi nel tempo e doppi di sè stessi, esso descrive i personaggi qualche anno dopo ancora, con tematiche necessariamente più adulte. Anche se la resa di alcune sequenze, come la "prima volta" dei due fidanzati, è -almeno nel film- particolarmente imbarazzante e poco riuscita.
Non sono invece stati trasposti il secondo ed il terzo romanzo, tra l'altro neanche particolarmente meritevoli.

Personalmente, col passare degli anni, il mio ideale romantico è stato meglio rappresentato dalla pudica e tormentata vedova Kyoko Otonashi, protagonista del bellissimo Maison Ikkoku, piuttosto che dalla bellezza ostentata, allusiva e smaccatamente sensuale di Sabrina. Se vogliamo, mentre quest'ultima è la tipica ragazza da batticuore adolescenziale, la prima è invece più la donna di cui innamorarsi per tutta la vita.
Ma questo, ovviamente, è un altro discorso...


8 commenti:

Annarita ha detto...

Post interessante come sempre!

Ragazze, Buon Natale e Serene Festività.

Un abbraccio
annarita:)

Giangidoe ha detto...

Grazie!
Considerando i timori sulla defemminilizzazione del blog espressi da Arabafenice due post fa, spero di non aver ancora sconvolto i toni rosa con questo mio primo post.
E, visto che ci siamo, mi auto-considero negli auguri alle "ragazze" e ricambio!
;)

ArabaFenice ha detto...

Ciao Giangi, magnifico post di esordio non c'è che dire che trovo solo ora l'occasione per commentare.
E' quasi magia Johnny è uno di quei cartoni animati di cui conosco grosso modo la tipologia, il character design e i personaggi ma che non ho mai seguito con quella continuità tale da ricordare come si dipana la vicenda.
Ricordo il triangolo amoroso ma non ricordo né come sia iniziato né come sia finito.
Questo probabilmente perché non ho seguito molto i cartoni in quegli anni a cavallo tra infanzia e adolescenza cioè in quel periodo in cui avrei potuto più sentire il fascino delle tematiche adolescenziali. I cartoni li ho guardati per lo più nei primissimi anni 80 quando non ero ancora alunna di scuola elementare, salvo poi riprendere a vederli alla grande dopo aver passato i 20 anni.
Tuttavia, il tuo post mi ha incuriosito molto, soprattutto per quanto riguarda le uscite posteriori alla serie, e credo che tempo permettendo (ho diverse serie comprate e non ancora guardate) mi avvicinerò anche a questo tipo di universo, trascurato a favore delle serie robotiche o comiche.

Complimenti per il post.


@annarita: ricambio di vero cuore gli auguri di buon Natale a te e ai tuoi ragazzi:-)

Giangidoe ha detto...

Ciao Araba,
grazie per le tue parole.
In effetti, il mio contributo qui alla Fortezza penso si concentrerà soprattutto su quei fenomeni -animati e non- più tipici della seconda metà degli anni 80, e occasionalmente della prima metà dei 90 (tecnicamente, stando allo slogan del blog, Johnny rientra nella Fortezza in extremis, essendo arivata qui in Italia nel 1989!).
Credo che questo aspetto di "complementarietà" nelle nostre passioni sia in effetti un ottima cosa per il blog.
E spero che, anche senza parrucca e rossetto, il trend del blog non sarà troppo stravolto ;)

Buone feste a tutti/e!

M@rcello;-) ha detto...

tok, tok, è permesso? passavo giusto per un saluto e per farti i miei Auguri di Buon Natale!

con affetto,
M@;-)

ArabaFenice ha detto...

@ giangidoe

è chiaro che parlare degli anni 80 non significa limitarsi a ciò che negli anni 80 è stato prodotto: non potremmo allora parlare di bem, di mazinga, dell'uomo tigre.
sono cartoni degli anni 70, alcuni anche degli anni 60. E se parliamo di quelli di Hanna e Barbera andiamo ancora indietro negli anni.
Ma ogni bambino degli anni 80 è cresciuto con loro ed è questo che conta, non se sono stati prodotti nel 68 o nell'82.
A volere estendere il concetto allora non conta neppure l'anno di trasmissione. I Simpson sono arrivati ben oltre il 90 ma talvolta hanno trovato spazio su questo blog: la verità è che il blog è dedicato ad una generazione che oggi ha 30 anni e anche di più. La quale ha attraversato l'infanzia con Capitan Harlock, goldrake, heidi, candy candy e, poi crescendo, ha seguito i Simpson, i Griffin, Southpark e persino Evangelion e Inyausha su MTV. Non troverai mai invece i Digimon o Guru guru il girotondo della magia che appartangono alle nuove generazioni.

GlitterVictim ha detto...

Bellissimo inizio Giangidoe, complimenti!

E' quasi magia Johnny è stato uno degli ultimi cartoni che ho visto, dopodiché è venuto il tempo dei ricordi. Sinceramente non lo trovavo entusiasmante ma dopo aver letto il tuo post penso di averlo sottovalutato, dovrei dargli un'altra chance.

Giangidoe ha detto...

@ Arabafenice:
Hai ragione. In realtà, volevo solo un pò giocare sul sottotitolo del blog, che si riferisce esplicitamente solo agli anni '80 ma che in realtà nasconde un riferimento ben più ampio e generazionale.
E poi, se mi confermi che lo spirito del blog ammette di parlare dei cartoni di Mtv e simili (che per quanto recenti, sono spesso diretti ad un pubblico più "maturo", e quindi a noi) credo che potrò davvero sbizzarrirmi in futuro...
Sono contento!

@ Glittervictim:
Grazie socia ;)