mercoledì 11 marzo 2009

Ricordi di infanzia, passioni presenti (2^ parte)

C'era una volta un post che iniziava una carellata dei cartoni della prolifica accoppiata Hanna & Barbera che, anche più degli adorati anime giapponesi, mi hanno fatto sognare e divertire. Si parlava di Dastardly, Muttley e i loro compagni di (dis)avventure (Wacky Races, Dastardly Muttley e lo squadrone avvoltoi, The perils of Penelope Pitstop), di improbabili famiglie del futuro (The Jetsons) e del passato (The Flintstones) e, ovviamente, dei superlativi Tom & Jerry che - ne sono certa- li guardano anche sui sistemi solari più remoti se è vero che c'è altra vita nella galassia.
I titoli citati sono sufficienti a fare salire la mitica coppia H&B ai piani più alti dell'olimpo dell'animazione ma se credete che il loro genio si sia fermato a quei titoli vi sbagliate di grosso. Basta solo scavare nei meandri della memoria per scovare le testimonianze di una produzione immane.
Come per esempio gli Erculoidi (The Herculoids) che hanno avuto il merito se non altro di allargare i miei orizzonti in scienze naturali facendomi venire a conoscenza di un animale chiamato triceratopo che è quello a destra fra il manipolo di eroi nell'immagine a fianco. Ambientato sul pianeta Quasar, questo anime narra le vicende di Zandor, sua moglie Tara e suo figlio Dorno impegnati - e ti pareva! - a difendere la loro terra dai tentativi di conquista messi in atto da svariati generi di creature provenienti da ogni angolo dell'universo. In questa lotta sono coadiuvati da Tundro (il triceratopo), dal drago Zok e dal gigante Igoo, nonché da Gloop e Gleep che dovrebbero essere delle amebe (non sono i figli illegittimi di Barbapapà).
Chi ricorda gli Erculoidi senz'altro ricorderà anche Space Ghost, giacché i due cartoni andavano in onda all'interno dello stesso contenitore. Space Ghost difende - non ce l'aspettavamo! - l'universo dalle forze del male, almeno questo era Space Ghost prima che Cartoon Network ne facesse, molti anni dopo, il protagonista di un talk show animato.
Forse questi titoli, seppur apprezzabili nonostante la banalità delle storie, sono un po' troppo di nicchia?
Allora si va su qualcosa di più popolare.
A chi infatti non è familiare l'esclamazione "Al lupo! Al lupo!" gridata con quella voce che è un po' un belato e scandita come una sirena di allarme?
Ma sì, fate uno sforzo e trovate nei vostri ricordi tracce di It's the wolf, le storie di un tutt'altro indifeso agnellino, Lamsby, alle prese con un lupo affamato che le prova proprie tutte per rapirlo. Dovrà vedersela non solo con la furbizia dell'agnellino, meno ingenuo di quanto ci si potrebbe aspettare, ma anche con un muscoloso e irascibile cane pastore, che richiamato dal grido "Al lupo! Al lupo!, accorre armato di bastone per tirargli il collo. Non so voi ma io guardando questo cartone ho sempre provato sincera solidarietà per il povero lupo smagrito.

E restando in tema di animali come non citare mototopo e autogatto una sorta di rivisitazione motorizzata degli inseguimenti stile Tom & Jerry: anche in questo caso, è sempre la furbizia dell'animale più piccolo (e in teoria più indifeso) a vincere sui trucchi sporchi e le diavolerie tecnologiche degli animali e, in generale degli inseguitori, più forti (e maldestri) . Che è una costante: Jerry sfugge a Tom, mototopo sfugge ad autogatto, l'agnellino Lambsy al lupo e Yankee Doodle allo squadrone avvoltoi.
E sempre per restare nell'ambito della fauna omaggiamo I Gatti di Cattanooga, un riconoscimento meritato già per la splendida colonna sonora che fa da sigla, che mostra, tra l'altro, anche i succitati It's the wolf e Mototopo e Autogatto.

E vi lascio, ma per poco, proprio con la sigla de I gatti di Cattanooga, perché la carellata dei favolosi cartoni firmati H&B, come avrebbe detto il buon Corrado, «Non finisce qui!»

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