lunedì 26 settembre 2016

Da ieri a oggi, ancora Europe




[music '80] Quando penso alla musica degli anni '80, il primo nome che viene in mente è quello di una mitica band svedese di bellissimi capelloni, in particolare, il frontman Joey Tempest (al secolo Joakim Larsson), con la sua lunga e riccia chioma a la John Bon Jovi dei tempi migliori e il viso d'angelo. Ebbene sì, mentre il mondo giovanile si divideva in #TeamDuranDuran e #TeamSpaudauBallet (che comunque mi piacevano, soprattutto i Duran Duran), io invece sceglievo gli Europe che, ancora oggi in attività dopo la reunion del 2003, in quegli anni straordinari raggiungevano l'apice del successo con l'album The Final Countdown. In quegli anni infatti transitavo dall'infanzia all'adolescenza e questo, come penso si possa dire per tutti, mi rendeva ossessionatamente interessata a, band, attori, personaggi in genere di cui poter divenire fan. Alla fine non diventai fan di nessuno, nel senso di fan sfegatata, ma un poster di questi Dei della bellezza scandinavi, se mia madre non avesse avuto l'ossessione dei muri puliti e lindi, me lo sarei tenuto volentieri, giusto a sciaquare gli occhi, come si dice dalle mie parti. L'album conteneva indiscutibili successi: tra tutti, vale la pena di citare la dolce "Carrie" e la più rock "Rock the Night".

Ma è stato l'omonimo brano dell'album quello che è passato alla storia. E' stato per settimane, forse per mesi, in vetta alle classifiche del Super Classifica Show e di Top of the Pops, un vero tormentone: giravi la manopola della radio e una stazione che lo stava trasmettendo in quel momento la trovavi per forza. Non c'era saggio di danza di moderna che non se lo riservava per balletto di punta, con le capriole e le giravolte che accompagnavano il reef strumentale che fa da ritornello e che sa di grinta e trionfalità.

L'ultimo album degli Europe è uscito nel 2015 e sono impegnati in Tour nel Regno Unito.

Aspettando una data anche in Italia, vi lascio con un reminder del loro successo.


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