domenica 19 aprile 2009

Io sogno di viaggiare insieme a Paul

«Amici per la pelle, sul teleschermo blu, da oggi Paul e Nina ogni giorno insieme noi. Che arma superbolica il magico yo-yo e il laser che è negli occhi del piccolo orsacchiotto!»
Con queste parole, la dolcissima voce di Patrizia Pradella ci introduceva a un mondo fatato, a paesaggi fiabeschi, a luoghi immaginari abitati da animali e piante parlanti e specie quasi-umane stravaganti... a un mondo semplicemente fantastico, appunto il fantastico mondo di Paul.
Prodotto nella mitica e instacabile fabbrica di meraviglie che è la Tatsunoko nel 1976 (anno che ne ha sfornato di cose buone...), l'anime narra delle singolari e irreali avventure di Paul in mondi paralleli sottomessi al tiranno Belt-Satan il quale ha rapito Nina per farne la sua sposa. Belt-Satan, dall'aspetto demoniaco, può contare su scheletri, funghi malefici (in particolare, Chinoppi) e un esercito piuttosto variegato e fantasioso di cattivi .
Il varco tra il nostro mondo e i molteplici mondi paralleli è aperto, con un martello magico, da Pakkun, l'orsacchiotto, posseduto da un folletto, di Paul ma il varco è attivo solo per un periodo limitato di tempo per cui Paul, affiancato da Doppe il cane san bernardo di Nina (cane che parla, cammina e vola nelle altre dimensioni), riuscirà di volta in volta ad offrire il proprio aiuto alle popolazioni oppresse da Belt-Satan ma dovrà puntualmente rinviare la liberazione della ragazza alla successiva incursione. Come è prevedibile, Paul, armato del magico yo-yo e del laser-che-è-negli-occhi-del-piccolo-orsacchiotto, riuscirà non solo a liberare Nina (cosa che avverrà prima del termine della serie) ma avrà una parte fondamentale nella successiva ribellione e nel riscatto dei buoni che abitano il paese delle meraviglie e prevenendo così anche l'attacco alla Terra che Belt-Satan aveva minacciato di realizzare.
Si tratta di un vero e proprio cult degli anni 80 che personalmente mi ipnotizzava davanti allo schermo (blu) e che nonostante, a rivederlo ora, mostri tutti i segni dell'età, resta fra i cartoni che ricordo con più nostalgia e tenerezza. Mi colpiva particolarmente il tratto arrotondato, i particolari ricchi di riccioli, le capigliature con i tirabaci, i colori vivaci, il disegni tratteggiato a matita in cui si trasformava l'ambiente quando Pakkun fermava il tempo.
Una ricetta ben riuscita con tutti gli ingredienti che solleticano le corde della fantasia dei bambini. Eppure sono evidenti anche tematiche psichedeliche: citando la Wikipedia, il "cancello" che conduce all'altra dimensione, dove tutto è distorto in visioni da sogno o incubo, la "fuga" dalla realtà in una dimensione differente che poi si rivela cruciale per la comprensione della realtà stessa. Ed infine, il personaggio di Chinoppi, che iconograficamente è un'amanita muscaria animata, simboleggiando così la sua cattiveria (il "fungo rosso a palline bianchi", da tutti ricoscibile perché velenoso), ma anche il suo potere (l'amanita muscaria è anche un allucinogeno utilizzato dall'uomo sin dalla preistoria).

L'anime mostra una notevole affinità ad Alice nel Paese delle Meraviglie, non solo perché anche il mondo visitato da Paul è chiamato Paese delle Meraviglia, ma soprattutto perché i mondi paralleli vengono concepiti come la dimensione dove ciò che per noi è privo di vita prende un'anima, una coscienza. L'affinità è particolarmente evidente quando Paul si trova ad avere a che fare con uomini/carta da gioco, guidati da regine di picche e di quadri piuttosto irascibili.

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