sabato 30 agosto 2008

Quando si dice "essere un cane di cantante"

Dopo una nuova full immersion nel mondo dell'anime, voglio riportarvi nel mondo reale ma sempre collocato negli esagerati anni della nostra fanciullezza, ricordandovi una vera e propria '80eria (ottanteria), ripensando alla quale mi è frullata in mente una domanda: "è per questo che è nato il modo di dire cantare come un cane o essere un cane di cantante?". Domanda che ne ha rimpiazzato una analoga sorta dopo la visione di Satiricosissimo, film del 1970 con Franco e Ciccio, nel quale uno stonatissimo Nerone si esibiva alla presenza di un pubblico che gli urlava "Cane Nero! Cane Nero! Cane Nero!". [beh, se non sorridete non è per la qualità delle mie battute riciclate ma perché non conoscete il latino!].
La '80eria in questione era il vezzo di lanciare sul mercato discografico dei veri e propri cani e, con questo, non mi riferisco a Alberto Camerini o a Cristiano Malgioglio che avrebbe fatto bene a rimanere solo un eccellente autore di testi, ma a dei cani con quattro zampe ed una coda.
Quanti di voi ricordano il Ruff Mix di Wonderdog? Pochi, pochissimi, probabilmente anche con l'aiutino: era la sigla di Colosseum, una trasmissione targata Rai.
Ma ascoltandola sono certa che molti di voi se la ricorderanno. All'epoca si infilava nelle sinapsi.

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Ruff Mix - Wonder Dog



Un esempio di successo per quella che divenne una vera e propria tendenza anche se, naturalmente, non tutto ciò che fu prodotto conobbe la notorietà. Un caso emblematico fu quello dei The Beatle Bakers che hanno re-interpretato, o meglio, re-latrato parte del repertorio dei mitici Beatles (spero che Margy sia sveglia altrimenti si rivolterebbe nel letto), con canzoni come Ob-la-dì ob-la-dà, Love me do, She loves you. Alcune di esse contano anche la partecipazione straordinaria di guest star come galline, gatti, pecore. Se questo trashume vi ha incuriosito visitate il sito Orrore a 33 giri e per ascoltarle cliccate qui.
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