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domenica 8 febbraio 2026

Uno spaccato di realtà e di società in un breve racconto

Torno da qualche settimana di pausa dovuta a un periodo di lavoro particolarmente intenso e qualche uscita fuori Paese nel tempo libero. Avevo in mente diversi cartoni di cui parlavi ma il computer ha deciso che oggi non vuole lavorare e quindi mi sono orientata su un tipo di post che non richieda troppi link, video e foto e che, pertanto, posso scrivere dal cellulare.
In realtà, non è solo questo. È che a volte chi scrive ha una programmazione, poi vede qualcosa che resta impresso, qualcosa che vuol condividere quando le impressioni sono ancora calde....ed è così che ora mi ritrovo a parlare di un particolare episodio della serie "Ai confini della realtà"  , serie di cui ho già parlato qualche tempo fa mantenendomi sul generale. 
L'episodio in questione si chiama "The Shelter" ("Il rifugio") ed è il terzo episodio della terza stagione (si parla  quindi di una produzione dei primissimi anni '60). Prima di parlare di questo episodio, approfitto di questo spazio per informarvi che è possibile vedere questa serie, proprio in questi giorni, alle 22.30,  su EuroTV uno dei canali accessibili solo su Smart Tv al numero 833, insieme a Junior Tv e SuperSix (canali con una ricca programmazione di cartoni, telefilm, video musicali e film tutti rigorosamente vintage)..
L'episodio in questione si apre con una festa di compleanno a cui partecipano diverse famiglie accomunate da amicizia e dal fatto di essere vicini di casa: il festeggiato è un dottore che nel corso degli anni si è preso cura della salute di tutti loro e dei loro figli, una persona degna di stima e affetto anche se ha ultimamente creato disagi ai timpani dei vicini a causa del suo bizzarro desiderio di costruirsi un rifugio antiaereo.
E, naturalmente (che ve lo dico a fare?) giusto allora viene data la notizia in radio che il Presidente ha dichiarato lo Stato di Emergenza: sono stati avvistati oggetti volanti non identificati e presumibilmente ostili per cui tutta la popolazione viene invitata a chiudersi in rifugi - per chi ne dovesse disporre - in cantine o, per lo meno, barricarsi in casa con porte e finestre chiuse e abbondanti scorte. Tutti lasciano la festa per organizzarsi e il dottore si sposta con moglie e figlio nel suo rifugio pensato per tre persone. Ma a un certo punto, tutti iniziano ad uscire dalle loro fragili e non adeguate alla situazione abitazioni per bussare alla porta del rifugio e ricattare emotivamente il dottore affinché questo accetti nel rifugio anche loro, mettendo, così facendo, a rischio la sopravvivenza sua e della sua stessa famiglia. E le varie famiglie iniziano anche a litigare e competere fra di loro nella speranza di essere quella ad aggiudicarsi l'opportunità di condividere il rifugio, tirando fuori anche un razzismo che fino a quel momento erano stati bravi a celare. È incredibile quanta gente ho riconosciuto in quella manciata di personaggi che fino a un momento prima si facevano beffe della lungimiranza e della prudenza del dottore e ora si sentivano in diritto di usufruire di quanto egli aveva costruito più di egli stesso.
- Quelli che si aspettano che siano gli altri a farsi carico di responsabilità che non hanno voluto o saputo5⁵ prendersi, quelli che nella favola della cicala e la formica, fanno sempre la cicala e pretendono che poi sia la formica a dare le provviste per l'inverno, il più delle volte riuscendoci;
- Quelli che a loro è tutto dovuto, che si aspettava l'incondizionato sacrificio del dottore e della sua famiglia a loro beneficio mentre, dall'altra parte, sono molto attenti a non far trapelare la notizia dell'esistenza del rifugio ad altri del vicinato, altrimenti anche loro si sarebbero fatti avanti reclamando un posto. Mi ricordano tanto quelli - quanti ne conosco! - che vivono di favori e sfruttamento ma si farebbero tagliare una mano prima di aiutare chiunque.
- Quelli che "in-quanto-abbiamo-un-bambino". Se vi è capitato di leggere recensioni su ristoranti e alberghi sapete di che categoria sto parlando. Di quei genitori, non tutti per fortuna, che "in-quanto-genitori- di- un-bambino" lasciano valutazioni negative perché il mondo tutto non si piega alle esigenze e ai capricci del loro bambino invece di essere loro ad adeguare il loro stile di vita a quanto la presenza di un bambino piccolo permette. Nell'episodio, questa specie umana è rappresentata da coloro che sostengono di avere più diritti di tutti ad entrare nel rifugio, pure più del figlio dodicenne del dottore che lo ha costruito, perché hanno i figli più piccoli.
Insomma un reale spaccato di (dis)umanità con la sua ipocrisia, egoismo e opportunismo che porta gli ormai ex amici a sfondare la porta del bunker perché il dottore osa rifiutare di aprire e immolarsi per la sopravvivenza altrui. 
Il finale, che non svelo, porta con sé tanto amaro in bocca e un interrogativo: cosa è andato davvero distrutto se non l'illusione di esserci elevati dall'esser bestie?

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