giovedì 25 giugno 2009

Cowabunga!!


Sebbene siano più strettamente legate agli anni 90, le Tartarughe ninja hanno rappresentato un vero e proprio fenomeno di culto per chi era bambino o ragazzo in quel decennio. Tralasciando la serie del 2003, che - sebbene più fedele al fumetto originale - ha per lo più scontentato i fan del cartone classico, la saga delle tartarughe mutanti trasmessa nello scorso decennio è stato uno dei più eclatanti casi di serie animate contemporanee non giapponesi a diventare di moda tra i giovani teledipendenti. Il successo delle quattro ninja turtles fu enorme, e così anche la sua penetrazione sul mercato del merchandising. Il traino televisivo portò anche ad una serie di film per il cinema (che però non riscosse grossi meriti di critica) e perfino ad una serie televisiva live-action.

Di recente, questa volta però trainato dal successo della serie animata nuova, è approdato anche nelle nostre sale anche un lungometraggio in 3D dai toni un pò dark e dalla trama abbastanza avvincente dal titolo TMNT, che subisce innegabilmente le più recenti fascinazioni orientaliste così di moda al cinema e nei fumetti.

Ma il vero motivo per cui ho deciso di rispolverare i gusci squamosi di questi quattro vecchi amici è la notizia (già di un mese va, invero) dell'imminente ristampa , da parte delle Edizioni 001, del fumetto originale delle ninja turtles di Kevin Eastman e Peter Laird. I volumi conterranno 180-200 pagine e saranno pubblicati a cadenza trimestrale/quadrimestrale. Purtroppo non è ancora pervenuto il prezzo, ma si spera possa essere relativamente contenuto...

Sul sito della casa editrice, a questo link, è possibile anche leggere il primo episodio a fumetti in lingua originale. Gli aficionados delle serie animate, anche di quella più recente, rimarranno senz'altro stupiti nello scoprire che i toni della prima serie del fumetto originale (tra l'altro, in semplice bianco e nero) sono molto più cupi e violenti di quelli a cui ci ha abituato il cartone, e che il tratto del disegno è decisamente più rozzo ed ostico. Ma confido di non essere l'unico che lo attendeva, e che in qualche modo l'effetto "curiosità" possa portare fortuna alla sua edizione italiana.


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