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domenica 24 maggio 2026

Semi che spero siano germogliati bene

Quando ero in prima e seconda elementare avevo un libro chiamato Semi.
Copertina celeste, disegni tenerissimi, bambini che giocavano nei prati, rondini, fiori, stagioni, poesie semplici.
L’ho ritrovato qualche giorno fa in una vecchia immagine e mi sono fermatq a guardarlo per parecchi minuti: non era solo un libro scolastico. Era un modo di vedere il mondo.

In quelle pagine c’era lentezza, c’era silenzio, c’era l’idea che crescere fosse qualcosa di delicato, come un seme piantato con cura.
I testi parlavano di cielo azzurro, altalene, fratelli che giocano sull’erba, rondini che tornano in primavera.
Anche la grafica sembrava voler proteggere il bambino: colori pastello, spazi vuoti, illustrazioni morbide fatte a mano, bambini rappresentati come vecchi soprammobili di porcellana sopra le mensole con i merletti della nonna.

Oggi il mondo corre molto più veloce. I bambini imparano a usare uno schermo prima ancora di leggere bene.
Le immagini urlano, i contenuti scorrono in pochi secondi, tutto deve catturare attenzione immediata e sempre più frammentaria..
Forse abbiamo guadagnato velocità, possibilità, tecnologia ma qualcosa, lungo la strada, si è assottigliato.

Quei vecchi libri avevano un’innocenza che oggi sembra quasi impossibile da spiegare.
Trasmettevano l’idea che la scuola non dovesse solo insegnare nozioni, ma anche accompagnare la crescita emotiva di un bambino.

Tra le vari ricordi legati a quel libro ricordo una lunghissima poesia chiamata "Le ochette". Ricordo che ero solo in prima elemantare e impararla , lunga come era, per l'età che aveco, mi sembrò una impresa impossibile. Studiai e mi disperai tutto il pomeriggio e finalmente la imparai tutta e oggi dopo un numero innominabie come don Rodrigo di decenni me la ricordo ancora dalla prima all'ultima parola.
Al mattino presto presto
Non appena il sole è desto
van le ochette a fare il bagno
Dentro l'acqua dello stagno....
E continua per diverse strofe che non reciterò per evitare problemi con il copyright.

Riguardando quelle pagine mi sono resa conto che non provo nostalgia soltanto per la mia infanzia.
Provo nostalgia per un mondo che sapeva ancora essere gentile.


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